25 Giugno, 2024
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Quell’agognato e atteso Pnrr, fra eutopie e speranze

La finanziaria è passata col voto di fiducia. Ma con qualche perplessità

Il Pnrr è il protagonista assoluto delle prime pagine dei giornali ormai da troppo tempo.

L’agone non fa eccezione perché lo ritiene una risorsa straordinaria per il Paese e il suo contributo può essere di grande aiuto all’economia italiana.

È un provvedimento eccezionale della UE e seguiamo il suo iter nelle varie fasi applicative con senso di responsabilità.

Da trent’anni, sul territorio, L’agone svolge il ruolo di pungolo e non demorde dal denunciare vizi e misfatti, né si fa prendere dallo scoramento di fronte alla indifferenza di taluni.

Votata la legge di bilancio, si guarda avanti

La finanziaria 2023 è passata dai due rami del Parlamento col voto di fiducia e se pure con molti disappunti da più parti, oggi è legge dello Stato.

C’è più di una perplessità sui mancati o insufficienti finanziamenti in alcuni settori chiave.

Ci limitiamo a segnalare quegli ambiti nei quali da anni L’agone è impegnato: la scuola, la sanità, il sociale, il lavoro e il territorio.

Riteniamo irrisori o assenti i fondi assegnati a questi comparti.

Il tutto è vissuto con ansia e preoccupazione, non solo dai cittadini, ma dagli esperti del settore, dalle imprese e dal mondo produttivo in genere, perché i partiti politici, al governo e alla opposizione, sono impegnati sempre nella ricerca del consenso elettorale e mai a introdurre un reale progetto di sviluppo che sia di medio o lungo termine, che guardi al futuro dei giovani.

Questo comportamento penalizza pesantemente l’Italia, e gli italiani, scoraggiati, non vanno a votare.

È un “cul de sac” nel quale sono cresciute le ingiustizie, aumentate le evasioni fiscali, i personaggi senza scrupoli, lo sperpero del denaro pubblico (bonus vari…), l’assenza totale di progetti per la crescita.

Al vaglio le proposte del governo

Se si passa al vaglio ciò che il governo intende adottare si comprende il motivo di tanta diffidenza e non ci sono ragioni che possano giustificare certi indirizzi.

Ci chiediamo perché la Scuola, la Sanità, il Sociale, il Lavoro e il Territorio, che coinvolgono il totale della popolazione, non possono essere ritenuti interventi prioritari!

La salute è condizione primaria, ma meritano uguale attenzione la Scuola, la Sanità, il Sociale, il Territorio; lo dicono i sondaggi e gli esperti qualificati.

Allo “status quo”, si leggono dichiarazioni e proclami, ma nulla c’è di nuovo in concreto rispetto alla legge di bilancio appena approvata.

Di certo i solchi tracciati da Draghi sono al termine del percorso; ora bisognerà camminare con le proprie gambe e barcamenarsi nella difesa delle promesse elettorali!

Sul caro carburante, privo dello sconto di 18 centesimi terminato il 31 dicembre, il ministro Giorgetti non pensa di dover intervenire di nuovo.

Le risorse da reperire senza intaccare il debito pubblico, con crescita bassa, sono scarse e le riforme del fisco e il taglio del cuneo fiscale sembrano utopie.

Poi c’è dell’altro: la riforma delle pensioni, un nuovo decreto-armi per l’Ucraina, le nuove regole per le ONG, i ristori ai commercianti per l’uso del POS, avviare un percorso per il lavoro, per l’energia e affrontare il nodo ex ILVA.

Come se fosse urgente, si parla, invece, dell’autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario, della riforma della giustizia, dello spoils system, del problema migranti, e si preferisce rinviare l’impegno alla transizione digitale, alla transizione ecologica, alla mobilità/infrastrutture e al piano nazionale borghi (da cui potrebbe venire un vantaggio per il rilancio turistico e culturale di quelle zone d’Italia più in difficoltà).

Al momento l’incontro che la presidente Meloni ha avuto a Roma il 9 gennaio con Ursula Von der Leyen, pare sia stato interlocutorio, in vista del Consiglio Europeo straordinario del 9 e 10 febbraio, dedicato, in particolare, all’economia e alla migrazione.

Invito ai Comuni

È doveroso quindi da parte nostra lanciare un caloroso invito ai Comuni del Comprensorio perché si attivino con sollecitudine, alla luce del PNRR, e presentino progetti, seri e sostenibili, che diano certezza di sostanziale miglioramento sia dell’occupazione sia dello sviluppo del territorio, con tutte le sue articolazioni.

Si tratta di una opportunità irripetibile che se colta e portata a buon fine avremo spazi e luoghi riqualificati per un turismo più accogliente e un nuovo benessere per i propri cittadini.

L’auspicio

Fin qui l’estrema sintesi di un gran vociare che circola nei palazzi e nel Paese.

Da parte nostra, la speranza che i fondi del PNRR promessi, arrivino tutti, che siano tutti spesi bene e che i progetti passino dalla carta al territorio senza il rischio di intermediari corrotti, che i lavori vengano realizzati a regola d’arte, sotto il controllo severo di adeguate autorità.

L’augurio, infine, che il PNRR segni queste pagine di storia come il prodigioso evento che ha risollevato per sempre dalla miseria quelle sacche di povertà assoluta, ancora presenti in Italia.

Noi lo speriamo!
Franco Marzo

 

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