22 Marzo, 2026
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La straordinaria (e attuale) importanza dei classici

Allโ€™โ€œIgnazio Vianโ€ un evento culturale di grande rilevanza

Il 12 novembre il liceo scientifico statale โ€œIgnazio Vianโ€ ha ospitato una giornata di studi di alto profilo, nellโ€™ambito dellโ€™iniziativa โ€œParole alate-Echi classici in tempi moderniโ€. Alle 11, nellโ€™aula magna dellโ€™istituto il professor Paolo Fedeli ha tenuto una โ€œlectio magistralisโ€ dal titolo โ€œLโ€™Ode del Soratte: da Orazio a Paveseโ€.

Paolo Fedeli, professore emerito di letteratura latina all’universitร  degli studi di Bari โ€œAldo Moroโ€ e accademico nazionale dei Lincei, รจ un latinista di chiara fama, noto soprattutto per i suoi studi sulla poesia di Orazio e Properzio.

I lavori sono stati introdotti dalla professoressa Lucia Lolli, dirigente scolastico del liceo e allieva del professor Fedeli; la dirigente ha annunciato lโ€™inizio di una nuova fase per lโ€™istituto al quale รจ stata recentemente assegnata, una fase ispirata ai valori della cultura e dellโ€™interdisciplinarietร  dei saperi.

A portare i saluti delle istituzioni locali รจ stata Emanuela Viarengo, assessore alla cultura del Comune di Bracciano. Lโ€™organizzazione dellโ€™evento ha visto invece protagonisti attivi gli studenti e le studentesse delle quinte X e Y dellโ€™indirizzo classico: i ragazzi hanno curato la produzione del materiale divulgativo, lโ€™accoglienza degli ospiti e la presentazione dei relatori. Innegabile, pertanto, il valore di unโ€™attivitร  che ha avuto il merito di contribuire a orientare gli studenti verso le scelte che faranno in futuro.

Fedeli ha conquistato il numeroso pubblico presente, conducendolo attraverso le suggestioni della parola poetica, svelando i segreti delle connessioni testuali e intertestuali, illuminando lo spessore semantico delle โ€œcallidae iuncturaeโ€ oraziane: il fascino senza tempo dellโ€™Ode I, 9, restituita in tutta la sua forza espressiva dalle chiose di Fedeli, ha rinnovato ancora una volta la magia della classicitร  che oltrepassa i limiti del proprio tempo e si leva come un respiro universale.

Orazio parla ai giovani del terzo millennio, cosรฌ come parlรฒ in epoche diverse a Giacomo Leopardi e a Cesare Pavese, le cui traduzioni dellโ€™Ode sono state proposte e commentate dal professore al pubblico presente; il relatore ha tenuto a ricordare come il patrimonio classico sia ancora parte viva e vivificante della nostra vita e come sia alla base della nostra identitร  letteraria e culturale.

A seguire Nicola Barbuti, ricercatore dellโ€™universitร  di Bari ha illustrato il ruolo degli umanisti nellโ€™era digitale, il cui compito oggi รจ, tra gli altri, quello di coniugare la voce senza tempo del patrimonio classico con le potenzialitร  del mondo virtuale: gli strumenti tecnologici della contemporaneitร , ha spiegato Barbuti, possono mettersi al servizio delle โ€œhumanae litteraeโ€, consentendoci di spaziare in direzione diacronica e sincronica tra le infinite strade offerte dalla realtร  aumentata.

Ricco di interventi interessanti รจ stato anche il dibattito che si รจ aperto a conclusione del convegno: studenti, ex studenti e rappresentanti delle realtร  culturali del territorio hanno proposto contributi e sollecitato riflessioni, alimentando un bel momento di vivace scambio intellettuale.

Con questo evento il โ€œVianโ€ propone la sua idea di liceo classico come scuola che fornisce agli studenti una solida preparazione sul mondo antico, ma al contempo assicura loro gli strumenti per comprendere e affrontare con successo le complesse sfide del mondo di oggi.

Chi ha partecipato รจ sicuramente tornato a casa piรน ricco e consapevole: la lezione dei classici รจ sempre attuale e permette a chi la conosce di vedere lontano, perchรฉ, come recita il filosofo, siamo โ€œnani sulle spalle dei gigantiโ€.

Daniele Virgili, professore

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