3 Dicembre, 2022
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Archivio disarmo, premio Colombe d’oro per la pace, i premiati della XXXVIII edizione

Alla vigilia della manifestazione del 5 novembre, che porterà in piazza decine di migliaia di manifestanti per la pace in Ucraina, Archivio Disarmo lancia la 38° edizione del Premio Colombe d’oro per la Pace, rispondendo all’appello di incoraggiamento di Papa Francesco “a continuare a lavorare per la verità, la libertà, il dialogo, la giustizia e la pace”.

Destinato a tre giornalisti e a una personalità internazionale, il Premio è assegnato ogni anno da una Giuria composta da Fabrizio Battistelli, Dora Iacobelli, Riccardo Iacona, Dacia Maraini, Andrea Riccardi e Tana de Zulueta.

Il 12 novembre verranno premiati a Roma i giornalisti: Nico Piro, giornalista Rai autore di reportage dalle aree di crisi e dai teatri di guerra. “Oggi più che mai – dichiara Piro – parlare di pace è necessario mentre la guerra è stata trasformata in un concetto normale e il pensiero unico bellicista corrode la nostra democrazia. Il premio Colombe d’Oro riporta la pace necessaria in primo piano, per me non è un riconoscimento ma un ulteriore sprone a continuare a dar voce a chi non ha voce, le vittime di tutti i conflitti”

Lucia Sgueglia, che dall’invasione russa in Ucraina ha seguìto per Raitre il conflitto, in particolare nel Donbass, fornendoci una testimonianza coraggiosa ed empatica degli indicibili costi della violenza bellica.

“Nell’anno in cui la guerra in Ucraina è arrivata a coinvolgere tutta l’Europa e rischia di diventare totale – afferma Sgueglia – ricevere un premio che guarda alla pace e alla nonviolenza è un grande onore ma soprattutto una enorme responsabilità. Le guerre cambiano il Dna dei popoli, e li feriscono per sempre. Per questo è importante conoscerne e raccontarne il prima e il dopo, non rinunciare al dovere della complessità. Dedico questo premio al giornalista Andrea Rocchelli e all’attivista per i diritti umani Andrey Mironov, che anche per quel dovere, otto anni fa, sono stati uccisi a Sloviansk”.

Marco Tarquinio, sotto la cui direzione Avvenire è andato scandagliando sempre più in profondità i temi della pace e dei conflitti nel mondo globalizzato, accreditandosi come una delle fonti più autorevoli del giornalismo italiano.  “Ringrazio con emozione chi ha deciso di assegnare anche a me questo prezioso Premio – dichiara Taquinio – ho raccontato e fatto raccontare per anni la forza e bellezza delle Colombe d’oro per la Pace. Sono onorato di entrare a far parte di questa grande storia proprio nel duro 2022 che stiamo vivendo e scrivendo, un anno di rinnovate arroganze di guerra e di mai remissivo impegno di pace”.

La Giuria ha inoltre assegnato la Colomba d’oro internazionale a Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati.  “Sono onorato di ricevere il Premio Colomba d’Oro per la Pace – afferma Grandi. è un riconoscimento che voglio condividere con tutte le colleghe e i colleghi dell’UNHCR, ed in particolare con chi opera in condizioni di maggior disagio e di pericolo. Ma soprattutto, voglio dedicarlo alle persone per cui lavoriamo, i rifugiati, gli sfollati, gli apolidi, che con il loro coraggio e la loro forza d’animo ispirano e motivano tutti noi a fare il massimo per alleviare le sofferenze e dare loro nuove opportunità”.

La Colomba d’oro per la pace, opera dello “scultore dei Papi” Pericle Fazzini, viene assegnata ogni anno a personalità del mondo dell’informazione che si sono distinte nel far conoscere casi virtuosi di gestione nonviolenta dei conflitti e di cooperazione internazionale e che, nella società civile e nella politica internazionale, si sono fatte portatrici di ideali di solidarietà, dialogo e protezione dei diritti umani.

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