Elezioni 2022, scegliere tra il dire e il fare

Siamo a un passo dal default, ma non siamo in default. Abbiamo capacitร  sufficiente per riprenderci dallo stallo nel quale siamo caduti.

Il momento non รจ dei migliori ma siamo alla vigilia di una votazione importante (25 settembre) che puรฒ essere di svolta per la politica italiana, se consideriamo che lโ€™Italia รจ stata tra i paesi fondatori della CEE e della UE e ha ancora un ruolo importante e strategico nel Mondo.

Spetta a noi votare la coalizione che meglio garantisce la nostra permanenza nellโ€™ONU e nella Nato cioรจ nel Patto Atlantico, per la pace e la sicurezza. Lโ€™Italia, anche per la sua posizione geografica, ha proficue relazioni commerciali, economiche e politiche a livello internazionale.

Durante la campagna elettorale ho sentito da parte di esponenti di partito mettere in dubbio oggi lโ€™appartenenza a queste Organizzazioni. In un Mondo globalizzato non ci si salva da soli.

In vista del 25 settembre ho passato al vaglio, con profonda introspezione, alcune esperienze vissute, al fine di conoscere meglio me stesso e portare agli altri il senso delle mie riflessioni.

Mentalmente ho rivisto la cronaca politica di Berlusconi, di Salvini, della Meloni, di Letta, del PD (con le sue anime), di Calenda, di Renzi e di tanti altri attori che vivono di politica.

Una visione non esaltante, per le tante cose malfatte o incompiute o non prese in esame.

Un lascito negativo di bugie nei diversi ambiti: giustizia, stato sociale, precarietร , povertร , disuguaglianze.

Oggi il tutto ha assunto proporzioni incalcolabili con lโ€™arrivo del covid pandemico, della crisi climatica e della guerra in Ucraina.

Mi sono chiesto: cosa posso fare?ย  Dโ€™acchito mi sono detto nulla, ma poi riflettendoci ho scoperto che posso fare qualcosa e mi sono imposto un decalogo. Serve a me, ma potrebbe servire anche ad altri.

  • Conoscersi e credere in sรฉ stessi, prima di presumere di conoscere gli altri.
  • Evitare polemiche sterili che non aiutano, anzi complicano.
  • Vincere lโ€™isolamento e promuovere le relazioni di vicinato.
  • Riflettere prima di schierarsi contro, farsi venire qualche dubbio sulla propria veritร .
  • Rivedere le abitudini: sulla raccolta differenziata, lo spreco dโ€™energia, lo spreco dellโ€™acqua, il rispetto della natura, il rispetto del prossimo.
  • Credere nella democrazia partecipata.
  • Presenziare per avere diritto di parola.
  • I diritti sono importanti ma lo sono anche i doveri.
  • Votare รจ un dovere civico
  • Gli elettori sono i revisori della politica.

Credo nella capacitร  di ciascuno per riprendersi dallo stato di indifferenza, di superficialitร , di noia. La mia non รจ utopia รจ invece eutopia, reale possibilitร  se si dร  ascolto alla coscienza e alla ragione.

Iniziamo con lโ€™andare a votare.

Io ci andrรฒ e voterรฒ la coalizione di sinistra perchรฉ attraverso la ricostruzione storica personaggi significativi di questโ€™area come Di Vittorio e Berlinguer, per esempio, si sono spesi per le classi meno protette e il DNA della sinistra รจ sempre quello, se pure sotteso o dimenticato per lโ€™assenza di politici capaci, ma non cancellato.

Il mio auspicio รจ che gli astensionisti riconoscano che siamo una Comunitร  che naviga in brutte acque e il contributo partecipativo รจ un dovere civico (Cost.art.48).

Franco Marzo
Redattore L’agone

Ultimi articoli