Laura Aloisi: «Ci vuole coraggio per chiedere aiuto»

Parla l’assessore alle politiche sociali di Canale Monterano

Venti di sventura soffiano sul mondo spazzando via serenità e benessere e ampliando l’esercito dei poveri e degli afflitti. Nello sguardo globale assai poco entusiasmante, una percezione più fedele si ha parametrando le piccole comunità, dove gli echi della recessione possono essere percepiti senza il filtro dell’astratto. Una piccola indagine domestica è stata possibile incontrando Laura Aloisi, sociologa e assessore alle politiche sociali di Canale Monterano, un comune di poco più di 4000 abitanti, esortata a condividere la situazione locale.

La pandemia prima e la guerra poi hanno fatto declinare il concetto di crisi sotto varie espressioni: chiusura di molte attività, inflazioni alle stelle, disoccupazione e povertà in crescita. Qual è la panoramica sulla nostra piccola comunità?

«La crisi ha reso visibile il capitale di solidarietà racchiuso nei territori, rivelandosi il valore di una comunità per far fronte ai problemi che la minacciano.

Sostegno non come “buonismo”, ma come collante sociale, dunque, che permette a una comunità di non disgregarsi e di proteggere tutti, partendo dai soggetti più fragili.

La nostra comunità, finora, è sempre riuscita a far fronte alle difficoltà.

Un plauso và alle associazioni che si sono dimostrate solidali, impegnandosi a sostenere i più bisognosi; un esempio su tutti è l’accoglienza mostrata alle famiglie ucraine ospitate amorevolmente dalla nostra comunità».

Quanta attenzione c’è nell’amministrazione di Canale per il sociale e come si concretizza?  Quali i progetti, le risorse e i propositi?

«La crisi è mondiale, un dato senza precedenti, con un impatto dirompente sulla vita delle persone e una sfida enorme per le amministrazioni pubbliche.

La necessità di aiutare le tante persone in difficoltà per la perdita del lavoro o per la chiusura delle proprie attività, si contrappone alla crisi economica e dei consumi, che ha scosso i comuni e le istituzioni locali.

Concretamente, dal decreto sostegni bis abbiamo attinto somme capaci di tamponare situazioni di emergenza sul piano alimentare e generi di prima necessità, attraverso la concessione di buoni spesa a famiglie in seria difficoltà.

Abbiamo concesso contributi agli inquilini morosi incolpevoli, ossia tutti coloro che si sono trovati in situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone di locazione per la perdita o consistente riduzione della capacità reddituale.

Abbiamo ritenuto opportuno concedere il nostro sostegno anche per il pagamento delle utenze domestiche (TARI e idrico) a tutti quei nuclei familiari in particolari situazioni di fragilità economica».

Nessuno si salva da solo: ci sono propositi di rete ed eventualmente, con chi?

«Il Comune di Canale si è sempre posto in maniera propositiva e collaborativa nei confronti degli accordi di rete in ambito distrettuale. La difficoltà e la sfida è proprio quella di intercettare i bisogni e le difficoltà e attuare progetti in grado di sostenere, e stimolare il rinnovamento e la ripresa a supporto delle fragilità sociali.

Con la sovraintendenza del “piano sociale di zona” sono in fase progettuale interessanti interventi distrettuali che comprendono azioni a favore dei disabili e delle loro famiglie. Primo fra tutti la valorizzazione dei fondi l’assistente educativo culturale per affiancare e assistere gli alunni con disabilità».

Quali i pregi e quali i margini di miglioramento per questo assessorato? 

«Ci vuole coraggio per chiedere aiuto; lo si chiede per sé stessi, lo si chiede per gli altri.  Lo si fa quasi sottovoce, con toni pacati, con una dignità che parrebbe quasi impossibile in una situazione come quella che stiamo vivendo.

Il nostro intento è quello di essere vicini alla nostra comunità e creare le condizioni migliori per comprenderne i bisogni e disagi.

Le opportunità e le risorse offerte dallo Stato devono essere necessariamente impiegate nel miglior modo possibile. Ci affidiamo dunque alle capacità distrettuali, ma soprattutto crediamo che solo attraverso un rapporto di reciproca fiducia con il cittadino si possa crescere e migliorare. Il Comune è aperto ai cittadini, lo è sempre stato e accetta suggerimenti».

Barra del timone salda a dritta, si comprende dalle parole di Laura Aloisi. Sul sottofondo di quel “saper chiedere” campeggia il proposito di J.F. Kennedy: «Se una libera società non può aiutare i molti che sono poveri, non dovrebbe salvare i pochi che sono ricchi». Touchè.

Ludovica Di Pietrantonio

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui