A proposito di Aldo Moro…

di Alessandro Tozzi
Aldo Moro è una ferita mai ricucita in questo Paese, a distanza di 44 anni.
Anche se i personaggi principali della vicenda non ci sono più (tranne l’immarcescibile Bruno Vespa, all’epoca esperto in disgrazie, che la mattina del rapimento conduce l’edizione straordinaria del TG1) la figura di Moro e quella delle contrapposte Brigate Rosse sollevano ancora a distanza di tanti anni interrogativi e indignazione, tanto che non abbiamo ancora capito se sia stata più grave la scelta della DC di non salvarlo o quella dei brigatisti di ucciderlo.
Fabrizio Gifuni, che da 2 anni fa spettacoli teatrali sulle lettere del politico, è un Aldo Moro talmente uguale anche nelle smorfie da risultare perfino imbarazzante; Toni Servillo un Paolo VI claudicante ma intenso, con mille dubbi prima di scrivere la lettera ai terroristi che meriterebbe di essere letta nelle scuole; Margherita Buy una moglie di Moro affranta ma carica di voglia di lottare; sullo sfondo si muovono gli altri personaggi, dal divo Giulio Andreotti a Francesco Cossiga col kappa (alle prese con insormontabili problemi familiari che mai durante il settennato vennero nemmeno accennati dalle ancora gentili cronache di allora), passando per Zaccagnini, un politico oggi quasi dimenticato.
A dirigerli è un Bellocchio a 82 anni in stato di grazia, che ne ha fatto un mix fra un film impegnato e Suburra, in un’operazione nata per la televisione e poi approdata al cinema in due blocchi per un totale di 330 minuti, 2 ore e 45 a proiezione e passa la paura.
O forse viene.
Era un’Italia a due blocchi quella, o poco più (il craxismo sarebbe arrivato dopo poco, l’Msi vivacchiava come partito di opposizione, gli altri erano tutti partitini sempre sotto al 5%), la DC era guidata quasi esclusivamente da professori universitari, il PCI probabilmente dall’ultimo comunista del ‘900.
La morte di Moro fu uno degli scossoni che determinò un’accelerazione nel cambiamento, 14 anni dopo finiva la prima Repubblica, e da lì la politica italiana ha vissuto 30 anni dove ne abbiamo viste di tutti i colori.
E’ di ieri la notizia che i 5 stelle candideranno in tutto 3 sindaci in Sicilia, dove 4 anni fa avevano preso il 48%: poi ci si venga a dire che la gente non vota per il cambiamento. Lo voleva pure troppo!
Aspettiamo il secondo atto sugli schermi dal 9 giugno,
Sperando sia quello finale di questa storia, aperta 44 anni fa e mai del tutto chiusa.

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