21 Marzo, 2026
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La galleria accademica di Canale Monterano presenta Benito Maglitto

Lโ€™Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea, in convenzione formativa con lโ€™Universitร  degli Studi di Roma Tre, accreditata dalla Regione Lazio, iscritta allโ€™albo di Roma Capitale e del Comune di Canale Monterano, presidente fondatrice la prof.ssa Fulvia Minetti, vicepresidente il dott. Renato Rocchi, direttore artistico Antonino Bumbica, inaugura la mostra di Benito Maglitto alla Galleria Accademica dโ€™Arte Contemporanea della Cittร  dโ€™Arte Canale Monterano di Roma in Corso della Repubblica n.50 il 7 maggio 2022 alle ore 19.00, aperta al pubblico fino al 21 maggio 2022 ore 17-19 con ingresso gratuito.

Benito Maglitto รจ nato a Reggio Calabria nel 1937 e vive a San Remo. Laureato in Chimica presso lโ€™Universitร  di Pavia, alterna la sua attivitร  professionale di chimico alimentare presso le maggiori industrie italiane e spagnole con la sua passione per la pittura, partecipando a numerose mostre collettive e personali in Italia, allโ€™estero in Germania e riportando le prime qualifiche in decine di concorsi dโ€™arte fra cui la medaglia dโ€™oro alla Rassegna Nazionale di Pittura di Ferrara, il Premio targa dโ€™argento Cittร  di Como, la Coppa del Concorso Nazionale di Pittura di Novara, la targa del Comune di Bussolengo di Verona, il riconoscimento al merito speciale della giuria al Premio Accademico Internazionale dโ€™Arte Contemporanea Apollo dionisiaco a Roma con critica in semiotica estetica allโ€™opera artistica e pubblicazione permanente nella Mostra Accademica dellโ€™Arte Contemporanea online.

โ€œTutto interiore รจ il vissuto artistico e sapienziale del Maglitto, che, a dispetto della caducitร  plumbea della contingenza ambientale e formale, lascia sorgere e spandersi lโ€™irradiazione cromatica di un sentimento estivo e assolato. Lascia che il passante indossi la veduta dei campi e il raccolto, lascia che il grano colori lo sfondo e i pensieri, nel superamento dei confini esistenziali, in una consustanziazione allโ€™oro, che alchemicamente serba lโ€™istante, trasmutato nella sua eternitร  immutabile.

Il supporto di pittura del Maglitto รจ un sostrato dโ€™alba eternitร  presente e inconsapevole, che rievoca la pietra dei primi graffiti rupestri, per una ricerca genealogica delle prime orme testimoniali dellโ€™essere, a precedere ogni sistema segnico convenzionale. La costituzione identitaria si spoglia in una condizione primigenia di anonimia e di pluralitร , il giudizio di attribuzione precede il giudizio di esistenza. Sono le qualitร  dellโ€™oggetto a sussumere le prime qualitร  dellโ€™io: il mio precede lโ€™io, cosรฌ il mondo abita lโ€™uomo.

Lโ€™arte del Maglitto รจ cosรฌ uno spazio franco, un luogo onirico, bidimensionale e antigravitale, un sito transizionale fra io e non io, che stringa entrambi in un unico movimento essente ed esteso. Le figure sono graffiate, perchรฉ il graffio รจ lโ€™afferramento, eros del ricongiungimento, fame della mancanza ad essere per una pienezza simbolica infinita.

Il cromatismo delle opere scandisce i passaggi della trasformazione della pietra di supporto ancestrale, in oro filosofale di conoscenza: opera del mistero alchemico di una grande trasmutazione in Lapis Philosophorum.

La cauda pavonis del punteggio cromatico e del relato formale del Maglitto รจ la fusione degli iridati orizzonti prospettici, la partecipazione dellโ€™io alla totalitร  del Sรฉ, il labirinto viscerale dal nero allโ€™oro di conoscenza.โ€ (Critico dโ€™arte prof.ssa Fulvia Minetti)

 

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