Il Movimento ne ha depositati 916 in commissione alla Camera. Gratteri: con questo testo il 50% dei processi improcedibili in appello  

“Lo status quo non è un’opzione sul tavolo”: è il monito lanciato dal ministro della Giustizia, Marta Cartabia, mentre si infiamma il dibattito sulla riforma della giustizia, con M5s che ha già depositato 916 emendamenti alla riforma del processo penale che il Movimento 5 Stelle deposita in commissione giustizia alla Camera. È quanto apprende l’AGI in attesa della riunione dei gruppi di Camera e Senato a cui è previsto che partecipi anche l’ex premier e leader in pectore M5s, Giuseppe Conte. Intanto il Movimento ha osservato che “l’audizione in commissione Giustizia alla Camera di Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro, è stata drammaticamente chiara: la riforma del processo penale messa a punto dalla ministra Marta Cartabia deve essere modificata”.

Le parole di Gratteri

“Con l’improcedibilità prevista dalla riforma Cartabia”, ha avvertito Gratteri, “il 50 per cento dei processi, considerata la gran mole dei reati di mafia e maxi processo che celebriamo, saranno dichiarati improcedibili in appello”. “Se insistiamo non è per un fatto personale, perché i giudici lavoreranno molto meno e non ci sarà ansia di correre per la legge Pinto. E’ solo un fatto di sicurezza e credibilità dello Stato”, ha aggiunto. “Immaginare che tanti processi vengano dichiarati improcedibili mina la sicurezza del Paese”, gli ha fatto eco il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho.

La Guardasigilli

Da Napoli la ministra Cartabia ha ribattuto: “Dopo quanto ho sentito su numeri delle pendenze, i tempi delle definizioni dei giudizi, i tempi delle trasmissioni degli atti mi domando: possiamo noi stare inerti e fermi di fronte a una giustizia che non è un Frecciarossa, che in un’ora e dieci ci porta da Napoli a Roma, che non deve fermarsi mai nelle campagne di Frosinone, ma possiamo restare sul calesse perché il Frecciarossa non si inceppi?”.

Il Pd chiede “aggiustamenti” sulla prescrizione

Il Pd ha chiesto “aggiustamenti”: “Il testo che uscito dal consiglio dei ministri ha necessità – e lo dicono tutti – di aggiustamenti”, ha osservato la capogruppo alla Camera, Debora Serracchiani, “entrando nel merito, uno di questi riguarda la prescrizione così come è stata immaginata, che ha una certa rigidità perchè potrà essere applicata in questa forma solo quando effettivamente avremo organici e un’organizzazione diversa della giustizia. Oggi purtroppo quei tempi non potranno essere rispettati. Per questo occorre intervenire per garantire gradualità e flessibilità della prescrizione”.

(Agi)

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