Libri, esce “Anni bui”, storie sconosciute di uomini in divisa ammazzati dal terrorismo

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“Sono entrato in punta di piedi e con rispetto nelle loro case dove, spesso, il mio sguardo veniva rapito dalle foto del loro caro poggiata su un comò e piano piano, al cospetto di quelle immagini, ho raccolto storie emozionanti di vedove e figli, cercando di far emergere vite straordinarie che, in molti casi, erano state deliberatamente cancellate dai ricordi”.

Con il suo libro Salvatore Lordi, giornalista e storico, cerca di restituire a quei carabinieri, soldati dell’Esercito, finanzieri, poliziotti i momenti più teneri e intimi vissuti all’interno delle loro famiglie.

Un lavoro editoriale lungo e sofferto, un progetto nato con la consapevolezza di consegnare alla storia del nostro Paese una parte di essa rimasta nascosta, segreta fino ad ora.

La democrazia, nel nostro Paese, ha resistito, nonostante il terrore, grazie a questi uomini che hanno sacrificato le loro vite per la legalità. E in un periodo di negazionismo strisciante è bene avere memoria e ricordare la loro storia che, prima di terminare sull’asfalto di una anonima strada di città, è stata attraversata da tanto amore.

Cosa sappiamo dell’Italia segnata dalla ferocia dell’irredentismo sudtirolese che solo negli anni ’60 mise a ferro e a fuoco l’Alto Adige lasciando sul terreno decine di uomini in divisa al confine con l’Austria?

Cosa c’è ancora da scoprire degli anni ’70, gli “anni di piombo”, attraversati dalla lotta armata e dalle stragi impunite?

Forse negli ultimi quarant’anni si è detto tutto, o quasi, di un fenomeno che ha lacerato un Paese portandolo sull’orlo della guerra civile. Si sa poco, anzi nulla, di coloro che, indossando una divisa, furono ammazzati dalla violenza politica.

Nella follia di quegli anni, di loro si ricorda a fatica un volto, forse la strada dove trovarono la morte. Bersagli anonimi diventati, nel tempo, meri numeri negli annuari di statistica.

Edito da Bibliotheka Edizioni, prefazione del magistrato Guido Salvini, Anni Bui ospita le testimonianze dei vertici delle Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza), e ripercorre 25 anni di storia del terrorismo in Italia. Si inizia dell’irredentismo sud-tirolese degli anni sessanta per continuare con gli anni di piombo del decennio successivo, anni che l’autore legge da un’angolazione differente. Dalla parte di un popolo, quello dei famigliari delle vittime che Salvatore Lordi si onora di aver potuto ascoltare.

Questo libro non ha alcuna pretesa di trovare “verità storiografiche” sulla Strategia della Tensione o risposte ai tanti misteri ancora irrisolti che restano, ad oggi, terreno di confronto tra gli storici.

E’ un diario intimo e sconosciuto al nostro Paese dove mogli, figli, fratelli dei tanti poliziotti, carabinieri, finanzieri e ufficiali dell’Esercito ammazzati per mano dei terroristi, narrano, con una semplicità disarmante, le loro vite lasciate in sospeso. Storie mai venute alla luce, pagine delicate di ragazzi normali, normalissimi, con vizi e virtù, e un sano desiderio di vivere la famiglia.

C’è chi tratteggia la scena del suo matrimonio, chi una passeggiata al parco; e chi, come i figli, dei regali ricevuti al compleanno o di uno scappellotto per non aver studiato. E’ il romanzo di uno scampolo di vita vissuto accanto a questi uomini mentre sullo sfondo emerge prepotente, una società che non esiste più fatta di un’educazione ferrea e di tanti sacrifici per tirare avanti. Pagine che aprono, per la prima volta, la porta delle loro case rimaste chiuse fino ad oggi e che vivono in questo libro unico nel suo genere.

 

“La ricerca di Salvatore Lordi  – scrive il magistrato Guido Salvini nella sua prefazione – riempie una pagina vuota della nostra memoria, porta alla luce storie che sinora erano rimaste solo ricordi personali e familiari, a rischio di diradarsi e scomparire. Ma grazie a questo libro, che andrebbe letto anche nelle scuole, non sarà così”.

Paola Scarsi

 

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