Sanremo: sul palco dell’Ariston un emozionato Schwazer si è raccontato a cuore aperto

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Nell’intervista con il presentatore Amadeus il campione ha dichiarato che, nonostante la vita non possa restituirgli quello che inevitabilmente gli ha tolto, continuerà a combattere grazie all’amore della sua famiglia.

Ieri sera, sul palco dell’Ariston, Alex Schwazer ha raccontato la sua storia, quella di un uomo al quale è stato tolto molto ma che, dopo varie terribili cadute, si è sempre dimostrato pronto a rialzarsi.

La sua è la storia di un grande campione che, dopo aver vinto molto (l’oro alle Olimpiadi di Pechino 2008), ha perso improvvisamente la ragione ed è stato squalificato, giustamente, per doping fino al 29 aprile 2016.

Una volta scontata la pena ha trovato il coraggio di riprendere in mano la sua vita, ma purtroppo anche quello che sembrava essere un percorso di purificazione e di catarsi, capace di offrire una seconda possibilità, ha assunto le sembianze di un vero e proprio incubo, di un intreccio seriale fatto di provette manipolate, bugie, inganni e mail hackerate.

“Ho trovato un giudice molto coraggioso che voleva andare fino in fondo e non chiudere la vicenda in fretta e furia, voleva vederci chiaro, e questa nella mia sfortuna è stata la mia fortuna”, commenta Schwazer.

La sentenza emessa lo scorso 18 febbraio dal Gip di Bolzano ha archiviato le accuse penali per doping a suo carico, sostenendo che le imputazioni del 2016 si basavano su provette manipolate.

Una riabilitazione che, però, non cancella la squalifica fino al 2024, come deciso dal TAS (Tribunale di Arbitrato dello Sport): “Io sono stato giudicato a Rio in Brasile nell’agosto 2016 ma adesso voglio di nuovo essere giudicato dalla giustizia sportiva con i nuovi fatti in mano. In questi quasi 5 anni ho perso le Olimpiadi e diverse altre gare, adesso non voglio perderne altre. Mi aspetto di essere giudicato davanti ad un collegio della giustizia sportiva”, ribadisce il 35enne nell’intervista con Amadeus.

A sostenerlo, in questi anni di battaglia, è stata la sua famiglia: “Ho una bimba di 4 anni, un bimbo che sta per compiere cinque mesi. La famiglia mi ha aiutato a dare il giusto peso alle cose, in mezzo a tanta amarezza”.

Ed è proprio per amore della sua famiglia che continuerà a lottare inesorabilmente: “Nessuno potrà ridarmi ciò che mi hanno tolto. Ciò che si può fare adesso è rimediare, non perdere altre gare senza avere colpe.

Ho vinto in tribunale ma io sono uno sportivo e voglio vincere sul campo da gara: è lì che tornerò. Mia figlia mi vedrà all’Olimpiade perché ho tanta determinazione per chiudere questo cerchio”.  

(Globalist)

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