America 2020: per Trump un giorno da perdente con una vittoria

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Il via libera della Fda al siero contro il coronavirus di Pfizer/BioNTech coincide con il verdetto della Corte Suprema che pone fine a ogni speranza di ribaltare il risultato delle elezioni.
Lunedì, il giorno in cui partirà la campagna vaccinale, il collegio elettorale voterà per certificare la nomina di Joe Biden come nuovo presidente degli Stati Uniti

Le spedizioni sono già partite. Saranno gli Stati a decidere chi lo riceverà per primo e sarà gratis per tutti gli americani. Con il via libera della Food and Drug Administration (Fda) al siero di Pfizer-BioNTech, decolla la campagna di vaccinazione in America e le prime dosi saranno iniettate “in meno di 24 ore”. Poco dopo le 21 di Washington, le 3 di notte in Italia, Donald Trump parla alla nazione, in un video registrato. Voleva a tutti costi il vaccino entro l’anno per vincere le elezioni. Arriva nel giorno in cui la Corte Suprema pone fine ad ogni sua speranza di ribaltare il risultato elettorale, bocciando all’unanimità il ricorso del Texas contro quattro Stati in bilico. Sarà Joe Biden ad insediarsi alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio e sarà sempre lui a vaccinare l’America contro il coronavirus.

“Ho notizie davvero buone: oggi la nostra nazione ha raggiunto un miracolo medico. Abbiamo prodotto un vaccino sicuro ed efficace in soli 9 mesi. È uno dei più grandi risultati scientifici della storia. Salverà milioni di vite e presto porrà definitivamente fine alla pandemia”, rivendica The Donald. “Abbiamo dato a Pfizer e ad altre società una grande quantità di soldi, sperando che questo fosse il risultato. Così è stato”. Sia Pfizer e sia Moderna hanno prodotto vaccini efficaci al 95%, “molto più del previsto” e con “golden standard” di sicurezza. Con l’operazione Warp Speed “la mia amministrazione ha fornito un totale di 14 miliardi di dollari per accelerare lo sviluppo e la produzione del vaccino, compresi 2 miliardi di dollari per Pfizer – tiene a precisare Trump – per produrre 100 milioni di dosi del loro vaccino, con l’opzione per altri 500 milioni”.

L’accelerazione di Washington

Gli Stati Uniti sono il sesto Paese al mondo ad aver autorizzato la somministrazione d’emergenza del siero Pfizer-BioNtech, dopo Regno Unito, Bahrein, Canada, Arabia Saudita e Messico. Si dice il capo della Casa Bianca non abbia gradito al punto da minacciare il licenziamento del commissario dell’Fda, Stephen Hahn, se il via non fosse arrivato entro la giornata di ieri. “L’Fda è stata incoraggiata a proseguire il lavoro in modo spedito sulla richiesta di autorizzazione d’emergenza (Eua) di Pfizer-BioNtech. L’Fda è impegnata per rilasciare velocemente questa autorizzazione”, dichiara Hahn, smentendo di aver subito pressioni.

“Donald Trump deve prendersi il merito per i vaccini”, aveva twittato il presidente in attesa del via dell’Fda a Pfizer, parlando in terza persona, come se volesse rendere meno evidente il fatto che si stesse lodando da solo. Quanto all’opzione sfumata di acquistare ulteriori 100 milioni di dosi del vaccino Pfizer rispetto a 100 milioni prenotate, il governo americano ha risposto raddoppiando a 200 milioni di dosi l’ordine a Moderna che dovrebbe ricevere l’autorizzazione la prossima settimana, dopo il 17 dicembre, quando si riunirà il comitato scientifico dell’Fda.

“Assicurarsi altre 100 milioni di dosi Moderna entro giugno del 2021 espande ulteriormente le nostre scorte di dosi nell’ambito del portafoglio di vaccini dell’operazione Warp Speed”, sottolinea il segretario alla Sanità Alex Azar, mentre la società precisa che la consegna di questa seconda tranche sarà completata entro il secondo trimestre del 2021. Le prime 100 milioni di dosi saranno disponibili entro i primi tre mesi del prossimo anno. Complessivamente ammontano a 4,1 miliardi di dollari i fondi stanziati dal governo americano per il vaccino mRNA-1273 di Moderna, sviluppato insieme al National Institutes for Health (NIH) guidato da Anthony Fauci, che sarà advisor medico di Biden quando si insedierà alla Casa Bianca.

La decisione della Corte Suprema

A rovinare la festa di Trump per il vaccino, la decisione della Corte Suprema, dove Trump ha nominato 3 giudici su nove, con incarico a vita in un solo mandato: Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett. “La Corte Suprema ci ha davvero delusi. Nessuna saggezza. Nessun coraggio”, cinguetta il comandante in capo, esortando a continuare la lotta contro questa “elezione corrotta”.

L’Alta Corte non ha voluto neppure ascoltare le argomentazioni dei querelanti, giudicando senza fondamento legale il ricorso dal Texas e di altri 17 Stati (appoggiato da Trump) contro Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, per contestare le procedure di voto. La decisione , concentrata in una pagina, non era firmata. I giudici Clarence Thomas e Samuel Alito hanno dissentito rispetto alla decisione di non ascoltare neppure le argomentazioni. Per i due togati più conservatori, l’Alta Corte è tenuta a sentire le parti nelle dispute tra gli Stati. Tuttavia, sia Thomas e sia Alito, hanno indicato che si sarebbero schierati contro il Texas in questa causa, di fatto bocciando il ricorso all’unanimità, 9 a 0.

“La Corte Suprema ha con decisione e tempestività respinto l’ultimo attacco di Donald Trump e dei suoi alleati al processo democratico. Non è una sorpresa. Decine di giudici e funzionari eletti di entrambi i partiti, e lo stesso procuratore generale di Trump, hanno respinto i suoi tentativi infondati per negare di aver perso l’elezione”, commenta il portavoce di Biden, Michael Gwin.

Un lunedì nero

Lunedì, mentre negli ospedali americani scatteranno le vaccinazioni dei medici in prima linea contro il Covid-19, il collegio elettorale voterà per certificare l’elezione del candidato democratico alla Casa Bianca. Un lunedì nero per Trump che potrebbe pure ritrovarsi Andrew Cuomo come prossimo ministro della Giustizia. Proprio ieri il governatore di New York ha minacciato di fare causa all’attuale amministrazione sul vaccino, accusando l’Operazione Warp Speed di discriminazioni nella distribuzione, a scapito dei poveri e delle minoranze.

“Quando il virus cinese ha invaso le nostre coste, ho promesso che avremmo prodotto un vaccino in tempi record entro la fine dell’anno. Dicevano che non sarebbe stato possibile. Ma con l’annuncio odierno abbiamo raggiunto quell’obiettivo. Gli Stati Uniti sono la prima nazione al mondo a produrre un vaccino. La pandemia è iniziata in Cina, ma la stiamo debellando qui, in America”, proclama The Donald. Ha perso la Casa Bianca. Ha perso il ricorso nella “sua” Corte Suprema. Il magazine tedesco Der Spiegel lo ha nominato “Il perdente dell’anno”, ma sul vaccino Trump è stato vincente.

(Agi)

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