Carriera a rischio per Marquez? Dr. Costa: “Non voglio pensarci, ma…”

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Il Dottor Claudio Costa non vuole neppure ipotizzare che la carriera di Marquez sia a rischio visto il suo grande talento, ma ci ha spiegato che si tratta di una “situazione molto delicata”

 

Il terzo intervento per Marc Marquez sembra un’ipotesi che si sta facendo sempre più concreta. Per alcuni problemi legati a un recupero che tarda ad arrivare, tra le opzioni ci sarebbe proprio quella di una terza operazione, riguardante un trapianto osseo.Forse l’ultima chance che ha il pilota Honda di guarire completamente e tornare in pista.

 

Il Dr. Costa ci spiega il tipo di operazione

Un intervento che comporterebbe – se tutto va bene – un recupero totale nel giro di 4-6 mesi. Per questo il fondatore della Clinica Mobile ci ha detto che questo tipo di intervento avrebbe dovuto essere fatto già da un po’, per permettere a Marquez di tornare in pista ad inizio della prossima stagione, cosa che invece potrebbe non accadere.

Ma in cosa consisterebbe l’operazione?

“Per l’intervento si prenderebbero due stecche di osso dal bacino – spiega il Dr. Costa – per poi fare tipo un ‘panino’ intorno all’omero”.

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“Carriera compromessa? Non voglio dirlo”

Ma la domanda che tutti si pongono adesso è quella sul recupero totale di un pilota otto volte Campione del Mondo, che ancora potrebbe scrivere pagine importanti nel Motomondiale.

La sua carriera potrebbe essere a rischio?

“Ah… questo non lo voglio dire. Però siamo in una condizione molto delicata – ha aggiunto – perchè un terzo intervento sull’omerodeve andare proprio bene bene. I trapianti infatti comportano anche dei rischi. Il secondo intervento ha sicuramente aumentato le probabilità di una guarigione più lenta”.

“Io in ogni caso mi rifugio sempre nel ‘mio chiodo’, ovvero che il chiodo nella prima operazione sarebbe stata la soluzione migliore anche se ipoteticamente poteva danneggiare una spalla già ferita. Ecco perchè è stata messa la placca con tante viti. Ma come i piloti ci hanno sempre abituato a correre rischi quando si intuisce cheil pilota vuole fare una follia bisogna aiutarlo il più possibile”.

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(Motosprint)

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