26 Novembre, 2022
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Caicedo trionfa sull’Etna. Crollano Thomas e Yates: Nibali e Fuglsang i favoriti 

Terza tappa, 150 km con arrivo in salita, crisi dei big: Thomas cade nel trasferimento alla partenza e sprofonda nel finale, sull’ultima salita si stacca anche Yates che arriva a 4’22” dal vincitore.

Ottimi segnali di Nibali che nel finale rimane con Fuglsang, Almeida in rosa con lo stesso tempo di Caicedo

 

Jonathan Caicedo ha vinto la terza tappa del Giro d’Italia con arrivo sull’Etna. Il corridore ecuadoriano della Ef Pro Cycling si aggiudica una frazione segnata dal crollo dei grandi favoriti Geraint Thomas e Simon Yates. Il portoghese Joao Almeida della Deceuninck Quick-Step è la nuova maglia rosa con lo stesso tempo di Caicedo, Nibali mostra la sua ottima condizione nell’ascesa finale restando con i migliori fino all’ultimo.

Thomas, che sfortuna! Colpisce una borraccia e vola sull’asfalto

Nel trasferimento verso la partenza di Enna brutta scivolata per Geraint Thomas, il britannico sbatte sull’anca sinistra. Per il vincitore del Tour de France 2018 un’altra disavventura nella corsa rosa dopo la sfortunata caduta verso l’ascesa del Blockhaus nel Giro 2017 in cui era uno dei favoriti. In quella occasione Thomas fu costretto al ritiro, stavolta riesce a risalire in bicicletta ma ne risentirà più avanti. All’inizio della corsa si scatenano subito gli attacchi, in fuga otto corridori: Romano (siciliano, nato a Vittoria) e Visconti (nato a Torino ma cresciuto a Palermo), Bjerg, Caicedo, Campenaerts, Craddock, Holmes e Rumac. A 28 km dal traguardo si stacca Geraint Thomas, provato per le conseguenze della caduta. Rimane con il britannico la maglia rosa Filippo Ganna, suo compagno di squadra. L’ascesa finale sul versante Nord-Est dell’Etna, 18 km con una pendenza media del 6.6%, è inedita per il Giro (negli ultimi 3 km) ed è stata dedicata a Michele Scarponi. Questi i precedenti con traguardo al Rifugio Sapienza: nel 1967 vittoria di Franco Bitossi, nel 1989 Acacio Da Silva, nel 2011 Alberto Contador, nel 2017 Jan Polanc. Nel 2018 l’arrivo in località Serra La Nave, successo di Esteban Chaves scortato dal compagno di squadra Simon Yates. Inizia la salita e Thomas continua a perdere terreno, mentre il capitano della Ineos sprofonda tra i fuggitivi prendono il largo Caicedo e Visconti. In difficoltà anche un altro grande favorito, Simon Yates, che si stacca dai migliori. Nessuno controlla la corsa dopo il crollo dei favoriti, scatti e controscatti in testa al gruppo. A 4 km dal traguardo Caicedo lascia sul posto Visconti, tra i big scatta Keldermann che arriva quarto dietro a Vanhoucke. Dietro al belga un gruppetto con Fuglsang, Castroviejo, Nibali, Majka e Pozzovivo che staccano Kruijswijk nell’ultimo tratto.

I BIG

In classifica il primo dei big è Wilco Kelderman (Sunweb) a 42″ da Almeida e Caicedo. Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo) a 55″, Domenico Pozzovivo (NTT Pro Cycling) a 59″, Jakob Fuglsang (Astana) a 1’13”, Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma) a 1’15” e Rafal Majka (Bora-Hansgrohe) a 1’26”.

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DOMANI

La quarta tappa, 140 km da Catania a Villafranca Tirrena, sarà caratterizzata dalla presenza a metà percorso della salita (pedalabile, pendenze attorno al 4%) di Portella Mandrazzi, gran premio della montagna di terza categoria. Da Catania fino alle porte di Taormina si percorrono strade ampie ma con pochi rettilinei, gli ultimi 40 km sono su strade pianeggianti con pochi cambi di direzione. A meno di 2 km dall’arrivo la corsa lascia la strada statale per collegarsi al lungomare con una strada in leggera discesa. A circa 850 m dall’arrivo l’ultima curva verso sinistra porterà i corridori sul rettilineo finale, possibile arrivo in volata se la salita non farà selezione.

(Gazzetta dello Sport)

 

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