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Breccia di Porta Pia: 150 anni fa Roma divenne italiana

Breccia di Porta Pia: 150 anni fa Roma divenne italiana
Settembre 20
07:05 2020

 Era il 20 settembre del 1870 quando i bersaglieri entrarono a Roma, ponendo fine all’esistenza dello Stato Pontificio – La “questione romana” si concluse solo nel 1929, con i Patti Lateranensi

 

Momento decisivo del Risorgimento, atto finale dell’unità d’Italia e punto di svolta nei rapporti fra Stato e Chiesa. Tutto questo fu la Breccia di Porta Pia, episodio storico che segnò l’annessione di Roma al Regno d’Italia, ponendo fine all’esistenza dello Stato Pontificio, e di cui oggi ricorre il 150esimo anniversario.

Era il 20 settembre del 1870 quando i bersaglieri – agli ordini dal generale Cadorna – entrarono nella Città Eterna aprendo un passaggio di circa 30 metri nelle Mura Aureliane, fra Porta Pia e Porta Salaria. Le truppe pontificie si arresero dopo un assalto di fanteria. A quel punto Papa Pio IX manifestò la protesta della Santa Sede e aprì le trattative per la resa.

In seguito, fu indetto a Roma un referendum per sancire l’avvenuta riunificazione della città con il Regno d’Italia.

La consultazione si svolse il primo ottobre e si concluse con un plebiscito in favore dell’Italia, favorito anche dalla massiccia astensione dei cattolici.

Privato del potere temporale, il primo novembre dello stesso anno il Pontefice emanò un’enciclica in cui definiva “ingiusta, violenta, nulla e invalida” l’occupazione del territorio della Santa Sede. Si aprì così un contenzioso che si sarebbe risolto solo con i Patti lateranensi firmati nel 1929 da Benito Mussolini e Pietro Gasparri, segretario di Stato di Papa Benedetto XV. Al concordato si deve l’istituzione della Città del Vaticano come Stato indipendente e la riapertura dei rapporti fra Regno d’Italia e Santa Sede dopo la loro interruzione nel 1870.

L’anniversario del 20 settembre è stato festività nazionale fino al 1930, quando fu abolito proprio in seguito alla firma dei Patti lateranensi tra Vaticano e regime fascista.

La Capitale d’Italia fu trasferita da Firenze a Roma nel 1971. A ricordo dell’inizio del moderno Stato d’Italia, il XX Settembre è riportato nella toponomastica di molte città italiane. A cominciare da Roma, dove “via XX settembre” inizia proprio in corrispondenza di Porta Pia.

(Firstonline)

 

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Presa di Porta Pia, sabato sera Raggi inaugura la nuova illuminazione del sito storico

Mostra di cartoline storiche, domenica il cannone usato il 20 settembre 1870 tornerà dov’era, di fronte alle Mura Aureliane.

Due giorni di iniziative anche al Gianicolo

 

 

Una nuova illuminazione per Porta Pia. Luci «artistiche» che renderanno più bella la breccia e le Mura aureliane e che saranno accese stasera alla presenza della sindaca Virginia Raggi: sono, forse, l’atto più simbolico per ricordare i 150 anni dall’avvenimento che rese Roma capitale d’Italia. Nonostante referendum e Covid, qualche festeggiamento ci sarà (con strade chiuse e bus deviati): come sempre sarà incentrato sui bersaglieri entrati a Roma di corsa.

Domattina (alle 9.20) il capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale Salvatore Farina, e quello della Difesa, Enzo Vecciarelli, deporranno una corona al monumento, il seguito al Museo dei bersaglieri per inaugurare una mostra di cartoline storiche di fine ‘800. Vi sarà anche l’annullo di quattro francobolli commemorativi. «Purtroppo per il virus non vi potrà essere una parata – spiega il generale dei Bersaglieri Nunzio Paolucci – ma una cerimonia va fatta, perché i 150 anni sono adesso. La breccia è un tassello importantissimo nel percorso unitario e quindi, pur senza enfatizzare l’evento per non creare assembramenti, ci saremo». E infatti circa 150 – 200 bersaglieri simboleggeranno l’ingresso in Porta Pia. Un po’ di pubblico è dato per scontato.

Al Gianicolo sabato e domenica sera torneranno ad ardere le fiaccole:

illumineranno il Mausoleo ossario garibaldino, che in questi due giorni sarà aperto al pubblico dalle 10 alle 20. La fiamma dei bracieri di via Garibaldi ricorderà che, il 20 settembre 1870, gli scontri coinvolsero più punti della cinta muraria, e tra i luoghi in cui più significativi figura appunto il Gianicolo. Qui, oggi alle 11 il laboratorio per bambini «Arrivano i bersaglieri» e alle 17 all’Ossario la visita guidata «Dalla Repubblica romana alla presa di Porta Pia». Domani (ore 11 e 12) visite guidate e nel pomeriggio al Mausoleo lo spettacolo «Finalment i suma».

E per un giorno, a distanza di 150 anni, anche il cannone che il 20 settembre 1870 sparò il colpo che aprì la breccia a Porta Pia, tornerà sulla scena. L’Esercito lo ha fatto restaurare e ora dalla caserma di Montefinale, a Bracciano, è già stato trasferito nel Museo dei bersaglieri a Porta Pia. Così domenica, 20 settembre, tornerà dove lanciava i suoi colpi sulle Mura aureliane, di fronte a un condominio all’inizio della Nomentana. Sul posto sarà anche scoperta una targa ricordo.

(Corriere della Sera)

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