LAGONE

Salvini: “Arrivi dal M5s? Se qualcuno bussa, le porte della Lega sono aperte. Noi non siamo né di destra né di sinistra”

Salvini: “Arrivi dal M5s? Se qualcuno bussa, le porte della Lega sono aperte. Noi non siamo né di destra né di sinistra”
giugno 29
04:39 2020

Il leader della Lega, ospite di Mezz’ora in più sulla Rai, non chiude ai transfughi:

“Noi non andiamo a cercare nessuno e a offrire niente, ma se qualcuno dice ‘vorrei dare una mano per l’Italia’ le porte sono aperte”. E chiede elezioni anticipate: “Più sano votare a settembre per avere per 5 anni un Parlamento nuovo”

Matteo Salvini è pronto ad accogliere i transfughi al Senato: “Se qualcuno bussa alla porta della Lega e dice ‘vorrei dare una mano per l’Italia’ le porte sono aperte”, dice il leader del Carroccio, ospite a Mezz’ora in più, chiedendo elezioni anticipate a settembre. Nella settimana in cui il suo partito ha dato il benvenuto ad Alessandra Riccardi, senatrice ex M5s che il 26 maggio aveva detto no al processo per l’ex ministro dell’Interno sul caso Open Arms e tre settimane dopo ha deciso di entrare nel partito, Salvini dice sì ad altri arrivi.

“Noi non andiamo a cercare nessuno e a offrire niente. Se qualcuno bussa alla porta della Lega e dice ‘vorrei dare una mano per l’Italià le porte sono aperte”, afferma.

Noi non siamo né di destra né di sinistra, per questo gente di tante estrazioni diverse ci viene a dare una mano”, ha aggiunto rispondendo a una domanda sul possibile arrivo nella Lega di altri senatori del Movimento Cinque Stelle. “Indietro non torno, ma – dice – se alcuni parlamentari del M5s dicono proseguiamo la battaglia con la Lega, va bene tutto”.

Durante il suo intervento, Salvini ha attaccato la maggioranza sostenendo che il collante dei partiti che sostengono il governo Conte 2 sia “l’antipatia” nei suoi confronti: “Se Pd e M5S sono fermi su tutto, uniti solo dall’antipatia per Salvini, non è che gli italiani mangino antipatia…”. Ma la spallata al governo non arriverà dal Carroccio, sostiene poco dopo aver lasciato le porte aperte a esponenti di altri schieramenti politici: “Non sarò io, saranno gli italiani a chiedere le elezioni”.

Il voto tuttavia resta il pallino fisso della Lega, anche in tempi brevi: “Io sono molto contento se domani il governo porta in Parlamento il taglio dell’Iva e delle tasse, la Lega lo vota in tre minuti. Se c’è un governo che fa le cose, le faccia – ha spiegato – Ma ditemi una cosa fatta da questo governo in questo anno? Non sarebbe più sano a settembre far votare per avere per 5 anni un Parlamento nuovo? Diamo la parola agli italiani”.

(Il Fatto Quotidiano)

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