(Il Manifesto)
Scoprifuoco. Lunedรฌ rientrano in 4,4 milioni: il 64% nelle regioni piรน a rischio, a farlo sarร soprattutto chi ha piรน di 50 anni. Pochissime le donne. Tra i settori lโindustria arriverร al 100% di addetti Lโutilizzo del telelavoro non decolla: si ferma al 36%
Il mondo alla rovescia, dove lavorare fa rima con rischiare. Lunedรฌ torneranno al lavoro 4,4 milioni di persone. La maggior parte perรฒ nelle regioni piรน a rischio, a farlo saranno naturalmente le categorie piรน a rischio โ gli over 50 โ mentre coloro che sono piรน a rischio povertร rimarranno a casa, mentre come al solito le piรน penalizzate saranno le donne.
LA STIMA ร DEL CENTRO STUDI dei Consulenti del lavoro utilizzando dati Istat. La ripresa delle attivitร produttive ยซsi concentrerร proprio nelle aree piรน interessate dal Coronavirusยป: ben 2,8 milioni di lavoratori al Nord, pari al 64 per cento del totale. Al centro saranno solo 812mila, mentre al Sud 822mila. Tra le regioni interessate, si legge nello studio dei professionisti, ยซLombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto e Marche, dove il tasso di rientro oscilla intorno al 69%ยป. Differenti le percentuali nelle altre zone del paese, ossia ยซin Valle dโAosta (49,3%), Lazio (46,7%), Sicilia (43,4%), Calabria (42,5%) e Sardegna (39,2%)ยป: qui, recita il dossier, la Fase 2 coinvolgerร meno di un lavoratore su due tra quelli ยซsospesiยป per effetto dei decreti del governo.
Dallโanalisi affiorano ancora altre situazioni ยซparadossaliยป. ยซMalgrado il dibattito nazionale sullโopportunitร di prevedere rientri differenziati per tutelare maggiormente la popolazione piรน adultaยป, lโetร degli occupati che ripartono รจ (indubbiamente) avanzata: su ยซ100 occupati in settori ยซsospesiยป, a rientrare saranno il 68,7% dei 50-59enni, il 67,1% dei 40-49enni, il 59% dei 30-39enni ed il 48,8% degli under30ยป. Inoltre, viene evidenziato nella ricerca (effettuata dai professionisti a partire dai microdati delle forze lavoro Istat), รจ elevata pure la quota degli addetti over60 (pari al 60,1%) coinvolti dal nuovo corso dellโemergenza sanitaria da Covid-19. Lโindagine si sofferma poi sulle modalitร di svolgimento degli incarichi: solo nel 36,6% dei casi i lavoratori chiamati a riprendere le proprie attivitร potranno farlo in smart working meno rischiosa, mentre al contrario ยซla maggior parte (63,4%), viste le caratteristiche del proprio impiego, non potrร farlo che stando in sedeยป e dunque rischiando di piรน.
SU 100 ADDETTI ยซfermiยป fino ad oggi in Italia per effetto dei provvedimenti governativi di sospensione delle attivitร a causa del Coronavirus, ยซil 62,2%ยป andrร nuovamente da domani a svolgere la propria occupazione.
LA DISUGUAGLIANZA DI GENERE รจ ancora piรน marcata. Su 4,4 milioni di lavoratori totalil che rientrano, ben ยซ3,3 milioni sono uomini โ pari al 74,8% โ solo 1,1 milioni donne โ il restante 25,2%.
Molto indicativa anche la suddivisione per settori. La Fase 2, scrivono i consulenti del lavoro, ยซinteresserร principalmente i dipendenti dellโindustria, dove lโattivitร potrร tornare a pieno regime (col 100% dei settori riaperti)ยป. Su 100 addetti che riprenderanno il 60,7% opera ยซnel settore manifatturiero, il 15,1% nelle costruzioni, il 12,7% nel commercio e lโ11,4% in altre attivitร di servizioยป.
Sindacato preoccupato. La Fiom di Torino: ยซSaremo intransigenti sul rispetto del protocollo nelle piccole aziendeยป. Alla Sevel caso di uomo con la febbre non fermato sul bus.
E proprio nella manifattura si registrano i primi problemi di sicurezza a partire dai trasporti per raggiungere il luogo di lavoro. ร accaduto alla Sevel di Atessa, gruppo Fca, la prima grande fabbrica โ oltre 6mila addetti โ a riaprire. Il segretario generale della Fiom di Chieti Alfredo Fegatelli chiede protocolli dopo la vicenda dellโoperaio della Val di Sangro al quale due giorni fa al momento di entrare in fabbrica รจ stata riscontrata la temperatura di 38 gradi e a quel punto lโuomo รจ tornato a casa prendendo lโautobus utilizzato da altri lavoratori del turno smontante. ยซLa Regione che decide di far ripartire 10mila persone (indotto compreso, ndr) ha bisogno di trovare unโorganizzazione โ dice Fegatelli. Si dovrebbe prevedere di misurare la febbre ai lavoratori prima di salire sugli autobus. E sui mezzi di trasporto cโรจ un problema serissimo: non esiste uno standard che dice quante persone devono stare sullโautobus.
LUNEDร RIENTRERANNO in fabbrica 80mila metalmeccanici nella provincia di Torino, pari al 70% della forza lavoro del comparto nel torinese. Tra le aziende ci sono Valeo, Ibs, Fontana, Magnetto, Skf, Federal Mogul, gruppo Fca, Magneti Marelli, Cnh industrial, Dyco, Italdesign, Dana, U-Shin, Oma, Avio, Thales Alenia Space.
ยซI primi giorni saranno determinanti per capire se i provvedimenti saranno applicati correttamente negli uffici e nelle officine. Per noi la prioritร assoluta rimane la salute dei lavoratori, dopo viene tutto il restoยป, afferma Edi Lazzi, segretario generale della Fiom di Torino ยซPer questo โ aggiunge โ saremo intransigenti nel fare rispettare ciรฒ che รจ stato concordato. La nostra attenzione sarร soprattutto rivolta alle aziende in cui non siamo presenti con i delegati. Forniremo le informazioni ai lavoratori e laddove ci perverranno segnalazioni di mancata applicazione delle misure del Protocollo nazionale non esiteremo a intervenire perchรฉ siano attivati i dovuti controlli, fermando le attivitร non in regolaยป.


