LAGONE

La grande bestia e la piccola politica

La grande bestia e la piccola politica
aprile 05
09:44 2020

di Donato Mauro

La grande bestia è il nome che un noto intellettuale ha attribuito a quel sistema che viene definito “finanza speculativa”.
Il concetto di speculazione cinica e beffarda è stato recentemente rispolverato con gli aspri  giudizi espressi nei confronti di una banca tedesca che ha invitato i propri clienti a vendere i titoli di stato italiani in quanto considerati “spazzatura”.
Occorre precisare che la banca tedesca ha svolto né più né meno il compito che le regole attuali gli consentono. Naturalmente prescindendo dalla considerazione che una cosa del genere non te l’aspetti da un paese amico.
In sostanza la banca, che è chiamata a tutelare i propri investitori, ha tenuto conto del cosiddetto parametro del “rischio”.
Ma chi attribuisce il rischio ai titoli di stato dei vari paesi?
Le Agenzie di Rating che dagli opulenti palazzi d’oltre oceano decidono chi è affidabile e chi no sulla base di valutazioni che nulla hanno a che fare con l’economia reale.
Mi chiedo se l’Italia fa parte del G7 , il gruppo delle più importanti economie del mondo come fa ad essere non solvibile?
La risposta che viene data da tutti gli esperti ,che sono tali perché cresciuti nelle banche regine della speculazione,è sempre la stessa :la colpa è dell’elevato debito italiano.
Bene, la consistenza di tale debito ha comportato il mancato pagamento di qualche rata da parte dell’italia? NO!
Ha comportato solo l’aumento del debito a causa degli interessi sempre più alti determinati  dal giudizio negativo delle stesse Agenzie di Rating.
I riti e i precetti della speculazione internazionale appaiono oggi come la liturgia della religione dominante basata sull’osservanza delle “leggi del mercato globale”.
Sono state spazzate via la morale di tutte le fedi,cristiana,ebraica,  islamica buddista ,animista,induista,scintoista, ecc che hanno il proprio fondamento sul principio della solidarietà umana e persino l’etica di grandi  imprenditori che hanno compreso che il profitto ad ogni costo finisce per danneggiare tutti.
La terribile emergenza sanitaria e la conseguente gravissima crisi economica pongono due problemi,a chi affidarsi ora e dopo quando la crisi sarà,speriamo il più presto possibile, nella fase discendente .
Per quanto riguarda la pandemia non ci dovrebbero essere dubbi ,è necessario affidarsi alla scienza ,agli specialisti epidemiologi e virologi che dispongono di competenze specifiche di cui si deve avvalere chi ha responsabilità politica.
Ma la politica non può tirarsi indietro né ora né dopo .
In campo sanitario ha capito ,anche se un po in ritardo,che è impellente rinnovare gli sforzi per incrementare di molto le sale di terapia intensiva e gli approvvigionamenti di presidi sanitari in tutte le regioni.Successivamente sarà necessario rivedere l’attuale squilibrio esistente in termini quantitativi e qualitativi tra le strutture sanitarie pubbliche e private.
In campo economico ,la politica è e sarà chiamata ad assumersi responsabilità ancor più dirette .
Il governo dovrebbe già avere nei suoi membri gli esperti o quantomeno nei suoi ranghi gli  specialisti dotati delle adeguate  competenze per affrontare le questioni emergenziali e quelle di prospettiva.
C’è da augurarsi , preso atto dei disastri che gli organismi internazionali quali il Fondo monetario internazionale(FMI) e la cosiddetta Troika che agisce per conto della Commissione europea hanno provocato in Grecia,che  il governo italiano si doti di un comitato formato da esperti  rappresentanti delle principali categorie produttive e specialisti della gestione amministrativa che  indichino” la via italiana” al superamento della crisi.
Leggendo sulla stampa come si sta muovendo la Commissione europea e quali sono le idee di alcuni paesi del nord Europa,ad esempio Germania e Olanda,le prospettive non promettono nulla di buono.
Non sto qui a elencare gli schemi di sostegno alle imprese  che le istituzioni europee hanno deciso di concedere a seguito delle richieste dai vari Stati,sottolineo soltanto che il nostro paese sarebbe,se non si interviene con decisione, destinatario delle briciole.
Sostanzialmente,a meno di un immediato cambio di passo, le imprese,in particolare di Germania e Francia che  si è accucciata con i tedeschi, saranno messe in condizione di ripartire mentre le nostre aziende medie e piccole non avranno l’ossigeno sufficiente nemmeno per sopravvivere,
Solo una forte pressione popolare esercitata sul governo mediante le forze politiche di riferimento potrebbe sospingere l’attuale compagine governativa a presentare in Europa un piano credibile di rilancio della nostra capacità produttiva.

 

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1 commento

  1. a.graziaplena
    a.graziaplena aprile 07, 12:34

    Tutto vero. Ma alla fine i corona bond tanto reclamati dai nostri attuali governanti, in realtà altro non sono che gli eurobond richiesti in passato dai vari Prodi,Tremonti, Monti, Padoan eccetera, tutta gente ultracompetente. E alla fin fine siamo arrivati a far accettare che la BCE ha il compito di stabilizzare i tassi di interesse che paghiamo sul mercato, rating o non rating. Il che mi sembra una svolta epocale. Certo, se dovessimo emettere un prestito garantito dalla BCE (gli eurobond) ci troveremmo con le condizioni della Germania, cioè con tassi negativi. Vale a dire che invece di pagare interessi agli investitori, sarebbero loro a pagare noi e per assurdo potremmo in questo modo perfino ridurre il nostro debito colossale. Credo sia questo che sconvolge i tedeschi, gli olandesi, i finlandesi, gli austriaci e….i lettoni(!): il ribaltamento ‘morale’ che ne consegue. Ma in fondo….. anche così può andare.

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