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“Buona la prima!” – Uscita 3 – “Cuori puri” di Roberto De Paolis

“Buona la prima!” – Uscita 3 – “Cuori puri” di Roberto De Paolis
ottobre 27
10:31 2019

“BUONA LA PRIMA!” – USCITA 3 – “CUORI PURI” DI ROBERTO DE PAOLIS

 di Marco Feole

Spiegatemi perché non si è parlato fino allo sfinimento di un film cosi quando uscì. Anzi, non dite nulla. Voglio essere subito diretto e schietto, perfettamente in linea con il film in questione. Cuori puri è per me senza alcun dubbio una delle migliori opere prime degli ultimi anni, in un triennio come detto ricco da questo punto di vista, un’opera intima e intensa, come forse non vedevamo da anni, realista, ma senza dimenticare un concetto importantissimo, trasmettere Cinema in ogni sua parte.

Siamo a Roma, in zone e contesti difficili. Agnese ha diciotto anni, vive con una madre estremamente devota e frequenta la parrocchia del quartiere in cui sta per promettere la sua castità fino al giorno delle nozze. Stefano invece è più grande di lei di qualche anno, la sua famiglia sta per essere sfrattata, viene dalla micro criminalità, e cerca di conservare in tutti i modi il suo attuale lavoro da custode di un parcheggio di un centro commerciale confinante con un campo rom.

L’esordio di Roberto De Paolis, figlio del grande Valerio De Paolis, è sorprendente. Lo capisci subito, sin dall’inizio, sin da quando Stefano insegue la stessa Agnese che ha appena rubato un cellulare. Sarà il loro primo incontro, ed è già chiarificatore dell’intera loro storia, piena di ostacoli, un contorno che non tende la mano, anzi. De Paolis è bravissimo ad accantonare l’odioso “politicamente corretto”, e mostra la realtà per quella che è senza ipocrisia, senza volontà di raccontare una storia dipingendola per quella che non è. Un film in cui i rom non sono tutti brava gente, e dove gli sfrattati non sono solo vittime.

Lo dico, Cuori puri è grande Cinema. Ma lo è davvero, in tutto. Un film di due ore che non annoia mai, in cui invece non vedi l’ora che ogni fotogramma investa l’altro, e quando metti in scena tematiche cosi, questa sensazione è sempre più complicato trovarla.

La regia di De Paolis è da paura, lo capisci subito da dove viene. Il suo primo lungometraggio è un esordio da ricordare a lungo, filma affidando tutto o quasi alla luce naturale, restando incollato ai suoi protagonisti, straordinari Selene Caramazza e Simone Liberati. Quello che passa davanti alla sua camera sono sguardi di un realismo estremo, con metafore efficaci anche sul piano visivo, ma qualcosa che parla in maniera diretta, che mostra la vita.

Non so perché nel 2017, quando uscì, se ne parlò cosi poco. Non so perché davanti uno dei migliori film italiani degli ultimi anni non si è gridato al miracolo. Forse perché purtroppo oggi in Italia, nel Cinema, se non ti chiami Sorrentino o Zalone in pochi si accorgono di te, peccato.

Tutti voi che non lo conoscevate, fate una cosa però, recuperatelo. Provate a capire la vera forma del Cinema, del grande Cinema. Puro. Italiano.

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