di Marco Feole
In concorso aย Venezia 75ย il terzo film diย Damien Chazelle, il biopic su Neil Armstrong. Nellโanno in cui si ricordano i 50 anni dallo sbarco sulla Luna, parliamo diย First man โ Il primo uomo.
Dopo la bellezza di โWhiplashโ e il capolavoro โLa La Landโ (chi ama il Cinema davvero non puรฒ non amare La La Land), il giovanissimo regista statunitense torna sul grande schermo e lo fa mischiando diversi generi cinematografici, senza tradire perรฒ le basi principali del suo Cinema.
Neil Armstrong, aviatore americano e ingegnere aereonautico, spinto dalla morte prematura di sua figlia partecipa al programma Gemini, un programma di volo umano da parte degli Stati Uniti con lo scopo di sviluppare tecniche atte ad affrontare viaggi spaziali avanzati. Neil diventa il primo civile a volare nello spazio, ma รจ sulla Terra la missione piรน complicata. Tra problemi tecnici, lutti tra decolli e atterraggi, una guerra in Vietnam, il 68โ e due figli da crescere, Armstrong si prenderร quel sogno chiamato Luna.
Il sogno al centro di tutto, comโera per โLa La Landโ e quella nostalgia che respiravi, oppure quellโossessione per la ricerca della perfezione di โWhiplashโ, cโรจ ancora tutto questo inย First manย anche difficile che possa sembrare. Un sogno puรฒ avere mille volti, mille forme, ma sempre un prezzo da pagare, un sacrificio da compiere.
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Il Primo Uomoย riesce ad essere un melodramma mischiato al thriller, un racconto di equilibrio. Desideri tanto grandi e apparentemente irraggiungibili contrapposti a perdite difficili da digerire. Il film diย Chazelleย punta alla Luna tenendo perรฒ piedi, testa e occhi alla Terra.
Dentro un grandissimo montaggio sonoro che meritava lโOscar, un prima parte forse allungata troppo in maniera estenuante ma una seconda ricca e coinvolgente,ย First manย parla di un uomo piรน che di unโimpresa. Mostra il punto di vista di chi guarda avanti, del suo sacrificio e la fatica per affrontare una sfida. Lascia agli altri la domanda se ne vale la pena, perchรฉ gli appassionati e nostalgici inconsolabili giร sanno la risposta.
Lโinteresse sullโimpresa di uno sbarco sulla Luna lasciato sullo sfondo, in secondo piano. Esalta invece la necessitร di mostrare una societร e un paese, quellโAmerica bisognosa di voler andare oltre, oggi sempre piรน lontana. Lโinfluenza di Kubrick inevitabilmente quando โsi va lassรนโ รจ palese, maย Chazelleย non tradisce mai il suo stile, inconfondibile e pieno di talento. Un film che forse ha diviso e non convinto del tutto, ma che metterร dโaccordo tutti col passare del tempo, quando tutti ne capiranno lโimportanza.


