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Road to Venezia 76 – 8 SUBURBICON George Clooney

Road to Venezia 76 – 8 SUBURBICON  George Clooney
marzo 10
11:50 2019

di Marco Feole

Film in concorso alla 74ima edizione del Festival del Cinema di Venezia, per uno script di qualche anno fa dei fratelli Coen, ripreso da George Clooney, qui in veste di regista.

A Suburbicon vive Gardner Lodge, con sua moglie Rose, purtroppo resa paralizzata dopo un incidente, e con loro il figlio Nicky. In casa con loro c’è anche Margaret sorella di Rose che li aiuta. Suburbicon è una cittadina tranquilla, fino a quando accanto alla villa dei Gardner si trasferiscono i Mayers, una coppia di colore con un figlio della stessa età di Nicky. L’intera città si indegna e si mobilita per cacciare via i Mayers, colpevoli solo per il colore della loro pelle. Intanto in piena notte, dei malviventi si introducono a casa Lodge stordendoli, e purtroppo l’epilogo in qualche modo sarà tragico.

George Clooney torna alla regia e torna dirigendo Matt Damon e Julianne Moore, riprendendo come detto una vecchia scrittura, e creando una dark comedy con dentro tutti gli elementi classici e riconoscibili dei fratelli Coen. Ma ovviamente, non è e non sarà mai, i fratelli Coen.

Una storia vera, in un’America che in quegli anni viveva momenti di violenza a seguito delle prime comparse di famiglie di colore nei centri residenziali. Città apparentemente perfette, omologate, che Clooney mostra in una rappresentazione spietata, facendo però emergere dietro a quelle case, quei giardini perfetti e quei cittadini modello, una serie di non valori sui quali quella città regge le proprie fondamenta. Ipocrisia, razzismo, e criminalità.

Un ritmo incalzante si alterna al racconto ben gestito, dettato da momenti grotteschi altrettanto ben scanditi da un cast di livello. Riprendere uno script dei Coen e riadattarlo a suo modo senza inevitabilmente privarlo della sua natura non era facile, ma Clooney mette in scena una buona prova e dove tutto sommato centra il bersaglio.

Lo dice uno che pensa e continuerà a farlo, che i Coen vanno diretti dai Coen, ma Clooney in questo caso ha studiato bene. Non porta a casa il massimo dei voti, ma la sufficienza per stare tranquilli se l’è meritata.

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