LAGONE

Ladispoli. Istituto Comprensivo Corrado Melone, lettera unanime del Collegio dei Docenti

Ladispoli. Istituto Comprensivo Corrado Melone, lettera unanime del Collegio dei Docenti
settembre 26
16:14 2018

Viste le esternazioni del Sindaco Alessandro Grando, sicuramente espresse in un momento di tensione non gestita correttamente, questo Collegio dei Docenti dell’Istituto Comprensivo “Corrado Melone” di Ladispoli, con delibera unanime, desidera respingere con indignazione e con fermezza le assurde ed infondate accuse rivolte a componenti dello stesso Collegio che riteniamo rivolte a tutti in quanto, pur nelle differenze di credo politico, tutti lavoriamo allo stesso modo per lo stesso scopo: ossia la crescita culturale dei ragazzi affidatici e per loro desideriamo il meglio possibile.

 

Se ancora siamo in democrazia, abbiamo solo fatto sentire la nostra voce unicamente per il bene dei nostri bambini e chi lo ha fatto, lo ha fatto a nome di tutti noi. I nostri alunni sono il centro del nostro lavoro. Non ci interessano bandiere né partiti e lo abbiamo sempre dimostrato. Non abbiamo neanche battuto ciglio quando ci hanno tolto le sale per riunirci e discutere di didattica o prepararci per le lezioni successive, o quando sono stati eliminati bagni, laboratori, né quando hanno trasformato ripostigli in classi. Questo perché abbiamo sempre avuto fiducia nell’Amministrazione del Comune di Ladispoli, in particolare proprio nel Sindaco Grando verso cui anche chi non lo aveva votato ha depositato la propria fiducia ed abbiamo creduto, in buona fede, nella cooperazione promessa per il bene dei bambini. Finora abbiamo sempre riconosciuto, anche pubblicamente, tramite il nostro Dirigente, al Sindaco Grando, il suo interesse per le scuole e per la protezione dei bambini. Ma ora non comprendiamo le minacce né le accuse che ha rivolto a noi ed al nostro Dirigente così come di recente non le abbiamo comprese quando sul sito del comune è apparso un articolo nel quale egli veniva apostrofato come “il vero problema della scuola di Ladispoli”. Quando si parla di spazi pubblici, ed ancor più per i bambini, si risponde a suon di documenti, non minacciando ripercussioni su un Dirigente dello Stato o accusando i docenti di essere politicizzati.

 

Questi i fatti, ma parliamo ora di politica. Citando il nostro collega Enrico Galiano: “Io faccio e farò sempre politica in classe. Il punto è che la politica che faccio e che farò non è quella delle tifoserie, dello schierarsi da una qualche parte e cercare di portare i ragazzi a pensarla come te a tutti i costi. Non è così che funziona la vera politica. La politica che faccio e che farò è quella nella sua accezione più alta: come vivere bene in comunità, come diventare buoni cittadini, come costruire insieme una polis forte, bella, sicura, luminosa e illuminata. Uscire in giardino e leggere i versi di Giorgio Caproni, di Emily Dickinson, di David Maria Turoldo è fare politica. Spiegare al ragazzo che non deve urlare più forte e parlare sopra gli altri per farsi sentire è fare politica. Parlare di stelle cucite sui vestiti, di foibe, di gulag e di tutti gli orrori commessi nel passato perché i nostri ragazzi abbiano sempre gli occhi bene aperti sul presente è fare politica. Parlare di Giovanni Falcone, di Malala Yousafzai, di Stephen Hawking, di Rocco Chinnici e dell’orologio della stazione di Bologna fermo alle 10.25 è fare politica. Buttare via un intero pomeriggio di lezione preparata perché in prima pagina sul giornale c’è l’ennesimo femminicidio, sedersi in cerchio insieme ai ragazzi a cercare di capire com’è che in questo Paese le donne muoiono così spesso per la violenza dei loro compagni e mariti, anche quello, soprattutto quello, è fare politica. Insegnare a parlare correttamente e con un lessico ricco e preciso, affinché i pensieri dei ragazzi possano farsi più chiari e perché un domani non siano succubi di chi con le parole li vuole fregare, è fare politica. Sì, fare politica non vuol dire spingere i ragazzi a pensarla come te: vuol dire spingerli a pensare con la propria testa”. Se per politica intendiamo questo, se intendiamo preparare, insieme, un futuro migliore, allora sì, siamo tutti “politicizzati” e continueremo a sentirci orgogliosi di esserlo.

Il Collegio dei Docenti della “Corrado Melone” di Ladispoli

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