16 Aprile, 2024
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Parastic Twin ci ricorda che il cinema indipendente sa essere unico

di Marco Feole

“Tra i diversi generi o sotto generi del Cinema italiano ormai “scomparsi” troviamo sicuramente anche la figura del thriller gotico, un sotto genere che ha trovato fortuna dalle nostre parti, sopratutto negli anni 70, e per volerne citare il primo che mi viene in mente, penserei a Camillo Mastrocinque e il suo “Un angelo per satana” che è addirittura del 1966.

Trovare il coraggio oggi, di riaffacciarsi su un qualcosa che da troppo tempo non siamo abituati a vedere purtroppo, non è facile, e solo il tentativo di provare in questo, è lodevole su ogni punto di vista.

Parasitic Twin, con la regia di Claudio Zamarion, già direttore della fotografia in diversi lavori nella sua carriera, oltre che collaboratore di nomi importanti del Cinema italiano, qui si cimenta in un thriller indipendente, e già per questo meritevole di attenzione appunto, anche se nel complesso della natura del thriller forse il risultato convince poco, con una sceneggiatura scritta da Franco Forte e Francesco Spagnuolo non del tutto “originale”.

La mano estetica sul film è predominante, Zamarion sfoggia la sua bravura (tantissima) in questo ambito e perde forse un po di mano la caratteristica principale

del film, quella suspense che finisci purtroppo per non respirare mai, almeno per me. Quel tentativo fin troppo esasperato forse, anche se ben riuscito, di affidare il tutto alla ricerca della bellezza dietro un’inquadratura, tradisce la passione per la fotografia del regista, che fatica a spaventare e a creare nello spettatore quella tensione chiave per un genere cosi, e sopratutto a sorprendere senza rendere il tutto scontato. Notevole invece, a livello registico, il saper mostrare senza cadere nell’esagerazione, il corpo delle protagoniste, la fisicità mai volgare, ma anzi ben valorizzata con estrema delicatezza, con movimenti di macchina mai invasivi.

Tutte le interpreti del film sono molto brave, cast esclusivamente al femminile, e ognuna di loro con una personalità e un carattere ben delineato.

Quello che arriva in pieno è anche la necessità di portare letteralmente lo spettatore dentro quell’ambientazione, in quella natura, e in quei suoni che rendono

l’atmosfera e l’ambiente davvero quasi il protagonista assoluto, dell’intero film.

La musica di Giacomo Trovaioli è ben centrata, e si annovera sicuramente tra gli elementi meglio riusciti dell’intero lavoro, riempiendo con grazia gli ampi spazi creati dai dialoghi ridotti. Il discreto successo che Parasitic Twin sta riscontrando all’estero è motivo di orgoglio non solo per il film in se, ma anche per il nostro territorio, che si mostra davvero in tutta la sua bellezza, e questo è un merito enorme che Claudio Zamarion può vantare.

La serata di stasera al Cinema Moderno di Cerveteri, è una di quelle che secondo me dovrebbero rappresentare cosa significa davvero “vivere” il Cinema, potersi confrontare direttamente con chi ne è “autore”, interprete, o spettatore. E allora un grazie speciale và a Isabella Della Longa e Mario Giuffrida, splendidi padroni di casa che hanno reso possibile una serata cosi, insieme alla disponibilità e gentilezza di chi il film lo ha pensato e creato.

Un lavoro può non convincere del tutto a volte, può essere motivo di dibattito o di diversa visione, può arrivare in modo diverso ad ognuno di noi, ma quello che conta è il Cinema in ogni sua forma, in quello che suscita, quello che suggerisce, e quello che si prova facendolo o semplicemente guardandolo.

Capire cosa c’è dietro a tutto questo, apprezzare lo sforzo e il lavoro di chi mette tutto se stesso per qualcosa che ama, anche con pochissimi mezzi a disposizione, è questo che merita considerazione e l’elogio maggiore, perchè sono proprio le idee e le persone dietro la realizzazione a fare…CINEMA!

Il Cinema indipendente, quello fatto “in casa”, merita un attenzione infinita, sempre! Bisogna parlare di Cinema, tanto, e farlo a lungo, perché poi lo si fa meglio!”

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