Partito Democratico: incontro a villa Clodia con i candidati locali di Camera e Senato

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Si è svolta questa mattina, a villa Clodia a Manziana, l’iniziativa del Partito Democratico “Con fiducia, costruiamo il futuro”, un incontro con i candidati del partito organizzato dai circoli di Manziana, Canale Monterano, Bracciano e Oriolo Romano. Sono dunque intervenuti Alessandro Mazzoli, candidato al collegio uninominale 05 al Senato; Silvia Marongiu, candidata al collegio plurinominale 02-01 alla Camera; e Alessandra Terrosi, candidata al plurinominale 02 al Senato.
Di seguito riportiamo alcune dichiarazioni dei candidati:

Alessandro Mazzoli: «Fare campagna elettorale con gli slogan è facile, ma non rappresenta la nostra cifra stilistica. Per questo credo che le cose concrete che abbiamo fatto le dovete raccontare anche voi, solo così acquisiscono credibilità. Noi stiamo in Europa, non dimentichiamocelo, e abbiamo dei vincoli a cui abbiamo scelto di sottostare perché la nostra dimensione oramai è lì dentro, tutte le leggi e le riforme che scegliamo di fare si inseriscono quel contesto lì. Ora vi chiedo, immaginate cosa accadrebbe se il prossimo governo dovesse essere guidato da Salvini: non sarebbe solo stravolo quanto di buono fin qui abbiamo fatto, ma verrebbe messo in discussione un’architrave, una strategia, un modo di essere; Stessa cosa dicasi se dovesse vincere Di Maio. Pensate che uno dei cavalli di battaglia dei 5 S è stato il “se vinciamo noi facciamo un referendum sull’Europa”; vi ricordate quando poco tempo fa in un talk show gli fu chiesto “ma voi in caso di referendum che votereste?” quale fu la risposta? “Non lo so”. La natura dei 5S è la non scelta, non possono scegliere, perché scegliere implica una direzione e quindi accontentare qualcuno, ma scontentare qualcun’altro. Loro non possono permettersi di scontentare qualcuno.
Io credo, quindi, che noi abbiamo gli argomenti e la forza per poter fare bene, la partita nei collegi è aperta, nonstante il pessimismo dei sondaggi. E credo che se recuperiamo un po’ di astensionismo abbiamo recato un servizio al Paese».

Silvia Marongiu: «Il PD è sempre stato un partito che vuol metterci la faccia. Girando per la campagna elettorale ci siamo resi conto di quanto sia importante parlare con tutti, soprattutto con gli scontenti. Il PD offre ricette fattibili e credibili. Io sono una mamma e vi dico che avevo molta difficoltà quando dovevo decidere se fare un figlio oppure no: oggi il PD dà 400 euro alle neomamme. Avete letto il programma? Quali sono secondo voi i punti di forza? Noi siamo qua per trasmettere energia, io mi sono occupata di integrazione e immigrazione, perché la vita umana viene prima di tutto, e mi sono resa conto di quanto effettivamente la gente sia malinformata. Il Servizio civile europeo è attivo, l’erasmus universitario è stato potenziato, abbiamo parlato con il mondo delle Partite Iva che finalmente sono state ascoltate. Il PD non si chiude in una stanza. Lo spot del Partito è bellissimo, ma il vero spot ce lo fa l’impresa che oggi viaggia come non viaggiava da sette anni a questa parte».

Alessandra Terrosi: «Questa legislatura, che se ricordate non doveva neanche partire, ha preso un paese a pezzi ma ha fatto cose per risollevarlo – ora abbiamo dei posti di lavoro in più – e sul quale dobbiamo ancora lavorare molto. Pensate a leggi che ci mettono al pari con i Paesi avvanzati, come le unioni civili, la riforma terzo settore, la legge sul biotestamento. Io vengo dal mondo dell’agricoltura, il governo ha fatto la legge sulla agricoltura sociale, che finalmente rimette al centro la figura dell’imprenditore agricolo, permettendogli di relazionarsi col mondo sociale e con chi ha perso il lavoro, è una legge di civiltà. Poi la legge di contrasto al caporalato, che in agricoltura è diffusissimo, non solo al sud, e che negli anni si è integrata col sistema criminale mafioso; ora nessuno potrà più dire “No, io non c’entro”.
In questi anni governo e parlamento ha fatto sì che il nostro settore primario riavesse la propria centralità: Expo 2015, pur con tutte le sue contraddizioni), ma è stato un elemento che ha connesso il cibo, che è qualcosa che viene dalla terra, la nostra memoria con l’innovazione».

 

Francesco Persiani

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