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Gli studenti dell’Istituto Alberghiero visitano il Luxury Hotel Posta Vecchia di Palo Laziale

Gli studenti dell’Istituto Alberghiero visitano il Luxury Hotel Posta Vecchia di Palo Laziale
novembre 11
12:07 2017

Fra cielo e mare, immersa nell’incanto del litorale laziale a pochi chilometri dalla Città eterna, anche quest’anno la Posta Vecchia ha aperto le sue porte agli studenti dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli, accompagnati dai docenti. “Per noi è diventato un rito irrinunciabile – ha dichiarato il professor Renato D’Aloia, Docente di Accoglienza Turistica dell’Istituto di via Federici – Esistono molti modi per inaugurare l’anno scolastico. A noi piace farlo mostrando agli studenti l’eccellenza dell’offerta turistica del territorio. Inserire immediatamente gli allievi in un contesto lavorativo, sebbene in questa occasione solo in veste di osservatori, è a nostro avviso lo strumento migliore per motivarli all’apprendimento.

I percorsi formativi di un Istituto Professionale – ha proseguito D’Aloia – devono combinare lo studio teorico d’aula con l’esperienza sul campo. Oggi gli studenti hanno avuto la possibilità di entrare in un vero e proprio tempio dell’ospitalità. Siamo grati a tutto lo staff della Posta Vecchia e, in particolare, al suo Direttore Marco Filippi”. Torinese, in precedenza general manager del ‘Principi di Piemonte’ nella sua città e quindi del Relais ‘Villa D’Amelia’ in provincia di Cuneo, Marco Filippi è dal 2013 al timone della Posta Vecchia: “La mia nuova nomina è un sogno che si avvera – aveva dichiarato al momento della designazione – Questo però non è un punto d’arrivo, ma solo una base di partenza per una lunga carriera in questa azienda, dove continuerò a lavorare con orgoglio ed entusiasmo. Senza dimenticare nel frattempo i punti saldi della nostra filosofia, basata su creatività, innovazione e lavoro di squadra, per raggiungere eccellenti standard di servizio”.

La Posta Vecchia

Albergo 5 stelle lusso fra i più prestigiosi d’Europa, edificato nel 1640 sopra un’antica villa del II secolo a. C. (divenuta museo sotterraneo), come dépendance del vicino Castello Orsini-Odescalchi, la Posta Vecchia ha ospitato Capi di Stato, artisti e rappresentanti del jet set internazionale. Danneggiata da un incendio nel 1918, la Posta Vecchia fu acquistata nel 1966 dal miliardario Jean Paul Getty, che la riportò agli antichi fasti, arredandola con l’aiuto dello storico dell’arte Federico Zeri. Dal 1980, dietro le quinte dello straordinario Luxury Hotel, c’è Roberto Sciò, proprietario anche del Pellicano di Porto Ercole. Ma rispetto all’albergo dell’Argentario, la Posta Vecchia – come ha più volte dichiarato lo stesso Sciò – “esprime un tipo di eleganza diversa, la stratificazione di una cultura e di una bellezza millenarie”. E proprio alla Posta Vecchia Roberto Sciò ha scelto a febbraio di festeggiare i suoi 80 anni.

Un fatturato di 3.000.000 di euro (13.000.000, compreso Il Pellicano), un’azienda con 160 dipendenti, per 69 camere in totale: questi alcuni dei numeri delle strutture di Roberto Sciò. La clientela vede ai primi posti americani e australiani, poi nordeuropei. Molti i francesi, perché prima la Posta Vecchia era affiliata all’Associazione Relais & Châteaux, mentre oggi lo è all’americana Leading Hotels. Strategica la posizione, vicina all’aeroporto di Fiumicino e allo scalo marittimo di Civitavecchia, primo porto crocieristico del Mediterraneo.
A capo del ristorante ‘The Cesar’, fiore all’occhiello della Posta Vecchia, c’è lo chef Antonio Magliulo che dal 2015 ha preso il testimone dalle mani di Michelino Gioia. Requisiti di base nella cucina di Magliulo (che va a raccogliere di persona nell’orto dell’Hotel le materie prime indispensabili alle sue creazioni) sono la qualità e la stagionalità degli ingredienti. La Posta Vecchia è oggi un albergo con 19 suite, una piscina interna con acqua calda, una Spa e un ristorante – ‘The Cesar’ appunto – insignito di una stella Michelin. Le fondamenta della Posta Vecchia poggiano sui resti di una villa romana del II secolo a.C. Al piano seminterrato c’è un museo, dove si può fra l’altro apparecchiare un romantico tavolo per due, sospeso fra storia, natura, arte e archeologia.
“La nostra forza è l’identità e l’innovazione costante. Abbiamo una storia vera da raccontare – hanno dichiarato in diverse occasioni gli Sciò – e questo oggi è un valore sempre più importante. Crediamo nel team e nell’orizzontalizzazione del lavoro: tutti possono dare il loro contributo. Pellicano Hotels non è solo un’esperienza di ospitalità, ma un modo di pensare che ci piacerebbe portare presto anche a Roma e Londra”.

Mentre i forzati delle fashion week rimbalzavano da un angolo all’altro di New York e Londra affrontando freddo, vento, pioggia e neve, qualche giorno fa pochi eletti si sono trovati presso il leggendario hotel La Posta Vecchia a Ladispoli, a pochi chilometri da Roma. La Posta Vecchia è una villa costruita intorno al 1640 su commissione dei Principi Orsini, sui resti della città romana di Alsium, per accogliere amici e viaggiatori. Nel 1693 Flavio e Lelio Orsini vendettero la proprietà, il castello di Palo con La Posta Vecchia a Livio Odescalchi. La villa mantenne la sua funzione di luogo di ristoro fino al 1918, quando a causa di un incendio iniziò a deteriorarsi cadendo in rovina. Nel 1960 fu acquistata da Jean Paul Getty, che la riportò agli antichi splendori e l’arredò con l’aiuto dello storico d’arte Federico Zeri con mobili originali del 15° e 17° secolo, preziose opere d’arte e pezzi provenienti da dimore principesche e chiese di tutto il mondo. Durante la ristrutturazione vennero alla luce i resti di una grande villa romana, che costituiscono il nucleo principale del piccolo museo archeologico nel piano interrato dell’albergo.

Il giorno dopo, una giornata spettacolare ha sorriso agli ospiti, che hanno potutoLa ristrutturazione della villa voluta da Paul Getty, ha riportato alla luce una parte delle antiche mura, i colorati mosaici del pavimento, i rivestimenti murali con marmi africani e greci, più anfore, vasi e grandi piatti visibili in una teca illuminata. Dopo l’incredibile scoperta, gli scavi e i restauri, supervisionati dalla Soprintendenza Archeologica, si conclusero solo nel 1970. Alla fine tutti gli oggetti sono stati ripuliti, catalogati e poi esposti nel museo privato al piano sotterraneo.
Con il calare della sera, l’arrivo degli ospiti provenienti da ogni parte del mondo accolti da Roberto Sciò con la compagna scintillante in paillettes blu Alma Muratovich. In un’atmosfera di altri tempi tra arazzi di Bruxelles e quadri della scuola di Raffaello Composizioni floreali degne delle ceramiche dei Della Robbia mescolavano fiori, carciofi e agrumi. Dopo la torta, iniziano le danze, chiuse alle 4 del mattino dall’inarrestabile Roberto. Giusto prima dell’alba, appena in tempo per la macchina che mi ha riportato a Milano.
I proprietari di allora erano Michael e Patricia Graham e quando poi decisero di vendere l’albergo, nel 1979, fu proprio l’imprenditore edile romano (in quegli anni creò Il Tucano, ambizioso progetto di urbanizzazione turistica a Vasto) a farsi avanti: “Non volevo che lo avesse qualcuno che non amasse quel paradiso quanto me. Ho investito molto per rimetterlo a posto e per comprare le ville adiacenti (tra cui quella di Marta Marzotto nel 1997, nda) e per ricomporre il puzzle che vedete oggi”.

Nel marzo del 1980 Sciò acquista anche la formidabile struttura già buen retiro di J. Paul Getty negli anni Sessanta e dépendance del Castello Orsini nel 1600. Le fondamenta poggiano sui resti di una villa romana del II secolo a.C. e c’è un museo al piano seminterrato dove si può apparecchiare un unico, romantico, tavolo per due: “La Posta Vecchia esprime un tipo di eleganza diversa, la stratificazione della cultura e di una bellezza millenaria”. Nel corredo della villa c’era anche un dipinto, poi attribuito alla scuola di Gaspar van Wittel, che oggi domina la sala d’ingresso. Il prossimo giugno Il Pellicano festeggerà i suoi 50 anni con una grandiosa festa sulla terrazza a picco sull’azzurro cristallino del Tirreno, tra i profumi di rosmarino e lavanda.

In mezzo secolo, intorno alla piscina e al cocktail bar, personaggi straordinari si sono riconosciuti in questa idea di “lusso a piedi scalzi”: dalla Regina d’Olanda a Robert Agostinelli, da Mario Testino a Josh Hartnett. “Credo che Michael e Patsy sarebbero orgogliosi di vedere come si è evoluta la loro creatura. Il mio sogno è sapere che c’è una continuità e che il testimone passa ora a mia figlia, la persona migliore per raccoglierlo”.

Marie-Louise Sciò aveva però altri piani, dopo aver studiato architettura alla Rhode Island School of Design. Ma un giorno il padre le chiede di ristrutturare un bagno: “E io ho accettato – svela la lady of the house, come si definisce su Instagram – poi mi sono occupata di una stanza e pian piano mi sono intrufolata al Pellicano. Non pensavo di poter mettere tanto cuore in questo lavoro ma oggi sono orgogliosissima di portare avanti la sua visione e al tempo stesso di riuscire a esprimere la mia creatività. A cominciare dalla selezione di marchi per la boutique, che non è noiosa come quelle di molti hotel di lusso”.

Instancabile praticante di yoga nel tempo libero, amante del cinema (Lars Von Trier soprattutto) e del post-punk dei Joy Division e dei New Order (ma il disco preferito lo condivide con il figlio quattordicenne Umberto ed è “Soultrane” di John Coltrane), Marie-Louise Sciò cerca di creare contaminazioni culturali sempre nuove anche negli hotel: i due libri dedicati al Pellicano sono firmati da Juergen Teller, altro fedele ospite di questo ristretto club. La scorsa stagione ha invitato Colin Field dell’Hemingway Bar del Ritz di Parigi, miglior bartender al mondo, a trascorrere una settimana con i clienti di Porto Ercole. E il prossimo ottobre, nell’hotel di Palo Laziale, è in programma uno yoga retreat con Moraima Gaetmank dello Studio Kinétique di Parigi, punto di riferimento delle celebrities internazionali.

I due hotel, nel corso degli anni, sono diventati destinazioni gastronomiche: alla Posta Vecchia lavora l’ottimo Michelino Gioia. Al resort maremmano Antonio Guida (oggi al nuovo Mandarin di Milano) è maturato fino alle due stelle, coccolato da una proprietà illuminata. Da questa stagione, la (grande) responsabilità del ristorante passa a Sebastiano Lombardi, già a La Sommità di Ostuni, nuovo talento da far crescere in casa. Il primo piatto signature è già pronto: sigari di grano arso con mozzarella di bufala, cedro candito e lumachine di mare.

In un mercato ormai dominato dalle grandi catene internazionali, è una rarità custodire un tale patrimonio di famiglia: “La nostra forza è l’identità e l’innovazione costante. Abbiamo una storia vera da raccontare – rispondono in coro le due generazioni della famiglia – e questo oggi è un valore sempre più importante. Crediamo nel team e nell’orizzontalizzazione del lavoro: tutti possono dare il loro contributo. Pellicano Hotels non è solo un’esperienza di ospitalità, ma un modo di pensare che ci piacerebbe portare presto anche a Roma e Londra”.

Accanto al Castello Odescalchi, davanti all’oasi naturale di Palo, sopra un’antica villa del II secolo a. C., appartenuta nel tempo a diversi imperatori, fra i quali il controverso Eliogabalo: è questa la posizione incantevole della Posta Vecchia, albergo 5 stelle lusso, tra i più prestigiosi d’Europa, in età medievale e moderna casino di caccia per nobili e pontefici.
Edificata nel 1640 come dépendance del vicino Castello Orsini, fu semidistrutta durante il secondo conflitto mondiale e abbandonata. Quando gli Odescalchi decisero di ripopolare il Borgo di Palo, divenne dimora di decine di famiglie contadine provenienti dalla Ciociaria, dal Reatino e dalle Marche. La comunità dei pescatori di Pozzuoli, da sempre numerosissima a Ladispoli, offriva ai principi aragoste, in cambio di ospitalità. Poi arrivarono il cinema e il “Paradiso terrestre”: nel parco di Palo, infatti, da Adamo e Eva nacque il Caino di John Huston, che decise di girare qui il suo film “La Bibbia”. Il petroliere Jean Paul Getty non si fece sfuggire il fascino del luogo e il 21 Marzo del 1966 firmò, davanti al notaio, l’atto di acquisto della Posta Vecchia. Durante i lavori di ristrutturazione, durati più di tre anni, vennero alla luce mosaici, capitelli, anfore, colonne, monete: erano i resti, databili al III-IV secolo d. C., di un’antica villa romana risalente al II secolo a.C., che divenne immediatamente un “piccolo” museo sotterraneo.
Mentre passavano Capi di Stato, artisti famosi e ospiti d’eccezione, la fama della Posta Vecchia continuava a crescere e obbligava chi voleva descriverla ad usare solo superlativi. Il quotidiano tedesco “Die Welt”: “è il più meraviglioso tra gli hotel storici di tutto il mondo, nascosto in quella posizione che si è guadagnato nel tempo e nella storia”.

L’alternanza scuola-lavoro

L’alternanza scuola-lavoro è una metodologia didattica che permette agli studenti che frequentano gli istituti di istruzione superiore (istituti professionali, istituti tecnici, licei) di svolgere una parte del proprio percorso formativo presso un’impresa o un ente.
I progetti di istruzione e formazione con la modalità dell’alternanza scuola-lavoro sono possibili per tutti gli studenti compresi tra il 15° e il 18° anno d’età.
Si tratta di uno strumento pensato per rendere flessibili i percorsi formativi scolastici, capace di combinare lo studio teorico d’aula con forme di apprendimento pratico svolte in un contesto professionale.
L’alternanza scuola-lavoro costituisce una vera e propria combinazione di preparazione scolastica e di esperienze assistite sul posto di lavoro, progettate in collaborazione con il mondo dell’impresa, al fine di rendere gli studenti in grado di acquisire conoscenze e abilità e competenze utili allo sviluppo della loro professionalità.
Presso le imprese i giovani trascorrono periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro.
Il valore formativo dell’alternanza è sottolineato dal fatto che la titolarità è dell’istituzione scolastica o formativa.

Gli eventi

La Posta Vecchia, l’antica villa dal fascino senza tempo affacciata sul Mar Tirreno, la stagione 2016 si apre all’insegna delle novità. Prima fra tutte il nuovo Executive Chef Antonio Magliulo, che ha preso le redini del ristorante The Cesar ed è pronto a stupire con i suoi piatti inediti e a unire il suo talento con quello dei migliori chef di Roma e dintorni, per serate dedicate alla grande cucina. Anche La Posta Vecchia renderà omaggio alle serate di luna piena con musica dal vivo e aperitivi in terrazza. I più sportivi troveranno ad attenderli un nuovo percorso vita nel parco della villa e gli amanti del benessere potranno provare lo straordinario Yoga insegnato da Moraima Gaetmank, ospite speciale durante un weekend di luglio.Se siete profondamente innamorati di Roma, La Posta Vecchia è il luogo giusto per voi. Siamo in un punto strategico per esplorare i monumenti della città eterna, visitare antichi borghi senza tempo e raggiungere facilmente l’aeroporto di Fiumicino.

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