Comitato Villaggio Montebello a Tondinelli: “Montebello non chiede soldi al Comune, ma vuol fargliene introitare. In un clima di ripristinata legalità”.

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato Villaggio Montebello, indirizzata al Sindaco di Bracciano Armando Tondinelli.

“Signor Sindaco,

in vista del prossimo incontro con lei, il Comitato Montebello, che mi onoro di presiedere, nel confermarle integralmente la lettera aperta del 29-6-2016, pubblicata sui giornali on-line Terzo Binario e L’Agone, le presenta un quadro riassuntivo del nostro cahier de doléance, peraltro ben conosciuto dai suoi Predecessori.

Il prossimo incontro avverrà dopo l’ ampio colloquio di ieri 6, che ci è parso positivo, e che riguardava i chiarimenti sulla discutibile delibera di Giunta n. 3 del 7-7-2016 e successiva determina attuativa (“opportunità di costituzione in giudizio dell’Ente avverso alcuni ricorsi al Tar”, su demolizione e ripristino di opere abusive); e dopo che il 9 agosto scorso due suoi validi collaboratori, l’assessore al lavori pubblici geom. Remigio Marini e il consigliere delegato alla manutenzione avv. Fabrizio Marcantoni, avevan compiuto un sopralluogo nel Villaggio, restando sbalorditi per la quantità di abusi riscontrati, con sentenze giudiziarie acclarate.

Ne citiamo uno fra i tanti. Ella, come tutti gli Italiani, ha certamente riso al film in cui Totò “vende” la Fontana di Trevi. Beh, qui una srl privata ha venduto ad altre srl private le strade e le aree verdi di spettanza pubblica per Convenzione, senza che il Comune inficiasse l’atto per nullità ex tunc. Soltanto molto tempo dopo, a seguito delle fortissime pressioni del nostro Comitato, il Comune è ricorso al Tar, chiedendo di rientrare in possesso di quel ch’è suo. Ed ha vinto col contributo decisivo dei nostri Legali ad adjuvandum. Adesso la causa è al Consiglio di Stato.

Si tenga inoltre conto che la Convenzione è scaduta oltre 16 anni fa, il 30 luglio 2000; e non v’è alcuna forza che possa risuscitarla. Ci meraviglia pertanto che il Consiglio comunale non ne abbia ancora ufficializzato il decesso, con l’atto della “decadenza”.

Premessa. Il nostro Comitato (art. 39 Cost.), è l’unico rappresentante di interessi collettivi nel comprensorio, perché l’unico registrato e con uno Statuto democratico. Tale legittimità, peraltro, è riconosciuta a livello regionale, parlamentare, governativa e sui massa-media, nonché con l’odg 8-9-2014 dell’Assemblea comunale, approvato all’unanimità. L’approvò anche lei, che, dall’opposizione, contribuì alla stesura del documento. Ove si convenne un fatto incontrovertibile: Montebello ha un rilievo generale, ben al di là della solita lottizzazione mal riuscita. Doveva essere infatti il “fiore all’occhiello” della Città, rilanciandone il turismo, per tre motivi: a) s’avvale della firma prestigiosa dell’archistar Paolo Portoghesi; b) il suo dépliant, già esposto al Beaubourg di Parigi, compare nei libri d’arte moderna; c) la Convenzione vi prevede un parco di 7 ettari con alberi d’alto fusto, a mo’ di Andrea Le Nôtre, con annessi giochi per Bimbi, a disposizione dell’intera Cittadinanza. Insieme ai rifiuti ed ai dissesti finanziari, d’altronde, il nostro quartiere è stato il tema più dibattuto in campagna elettorale. Di noi s’è occupato persino il Corriere della Sera del 20-12-2014, con un significativo titolo a tutta pagina: “Montebello da gioiello a discarica”.

Ciò posto, le diamo atto con soddisfazione che Ella, nei Consigli comunali, insiste sul ripristino della legalità, come suo elemento distintivo, rispetto a precedenti esperienze.

Ciò ci conforta: nulla noi le chiediamo, se non il ripristino della legalità. Né chiediamo quattrini al dissestato Comune, anzi vogliamo offrirgliene (e non pochi!). Coi relativi riflessi positivi per la CORTE DEI CONTI e per il bilancio comunale fortemente deficitario. In sintesi.

1) – Il Comune dovrà incassare dal Lottizzatore inadempiente due fidejussioni, una (arrotondiamo) di 100.000 e l’altra d’un milione di euro. Lo scopo: provvedere alle opere d’urbanizzazione incomplete e/o non a norma, di cui alle perizie comunali dell’ing. Vincenzo Fusco (2003) e dell’arch. Massimo Cavalieri (2009), mai contestate in sede giudiziaria. Pur essendo la fidejussione d’un milione “a prima richiesta”, non si comprende perché la relativa causa si protragga stancamente ormai da molti anni, con un’udienza per le conclusioni rinviata al luglio 2018. Noi le chiediamo di recarsi con noi e coi rispettivi Legali dal Presidente del Tribunale di Civitavecchia, per chiedere una congrua anticipazione dell’udienza, per chiari motivi di prolungato malessere sociale, che potrebbe esplodere incontrollabile. Le chiediamo anche di seguire con la massima diligenza la citata causa al Consiglio di Stato, ove anche noi siamo parte.

2) – Il 2-6-2013 i nostri Legali presentarono una diffida extragiudiziale al Sindaco e al Capo Area, per acquisire al Comune, col relativo sedime, un muro di contenimento di circa 200 metri, con annessi 5 garages in grezzo, tutti abusivi (muro e garages) per sentenza Tar. Malgrado la nomina del geom. Fabrizio Vincioni per il frazionamento (con parcella già pagata), il Comune è rimasto sempre inerte. Eppure i cinque garages grezzi si potrebbero vendere, con un notevole introito per l’erario comunale.

3) – Il 18-5-2015 l’Ufficio tecnico emise l’ordin. 113, con cui chiedeva la demolizione e ripristino dei luoghi d’un grande ristorante, estraneo alla filosofia del Villaggio, inviando gli atti alla Procura. E ciò sia perché esso insiste su particelle comunali per la citata sentenza Tar (“verde pubblico”), sia perché in grande esubero rispetto alla pur discutibile licenza. La srl proprietaria ricorreva al Tar, ma rinunciava alla sospensiva. Il 13-10-2015 un sopralluogo accertava la mancata demolizione e il mancato ripristino dei luoghi. La srl proprietaria chiedeva allora la sanatoria, respinta dall’Area Tecnica col silenzio-diniego e con successiva lettera. Noi chiediamo che, indipendentemente dalla Procura, il Comune, come per legge, requisisca il manufatto, col relativo sedime, per venderlo, o utilizzarlo in proprio.

4) – Il 15-6-2015 (prot. Comune 16087) il Sottoscritto, a nome del Comitato, chiedeva a Carabinieri, Polizia Locale e Provinciale, nonché a Corte dei Conti (e p. c. a Sindaco, Assessore del ramo e Capo Area), una verifica sul probabile incameramento in proprietà privata di suoli “a verde”, attualmente comunali in virtù della citata sentenza Tar. Il Sottoscritto reiterava la richiesta il 27-7-2015, chiedendo se si erano effettuate le doverose verifiche. Sembra che la Polizia locale, dopo un sopralluogo, avrebbe spedito gli atti alla Procura. Indipendentemente dall’esito penale, chiediamo che l’area in questione sia sigillata e che il Comune rientri in possesso di quel ch’è suo.

5) – L’1-6-2015 il Sottoscritto, a nome del Comitato, inviava una lettera a Procura di Civitavecchia, Carabinieri, Polizie urbana, provinciale e forestale, Asl, Bracciano Ambiente (e p. c. a Sindaco, Assessori Ambiente, Urbanistica, Manutenzione, nonché a Responsabili Aree Urbanistica e Lavori Pubblici – prot. com. 15094 del 4-6-2015). Con la lettera si denunciava la “reiterata inosservanza di un’ordinanza sindacale e di una delibera di Giunta”, relativamente al “deturpamento di aree verdi di proprietà pubblica con rifiuti speciali”, oltre che con un deposito abusivo di materiale edile. Era l’epilogo d’un lungo e durissimo scontro con l’Amministrazione. A seguito di ciò, l’area veniva (quasi) definitivamente liberata. A provvedere allo sgombero provvide la Bracciano Ambiente, a spese del Comune. Non sappiamo se il Comune si sia poi rivalso, come da legge, sui Responsabili. Qualora non l’avesse già fatto, è necessario adoperarsi, affinché l’Erario recuperi la somma. L’area de qua è la stessa su cui sorgerà il citato Parco-giochi. Per dare un segno della presenza pubblica, noi chiediamo di autorizzarci a bonificarne col nostro lavoro un’ampia zona, in modo che a breve vi s’organizzi la “Festa per il risorgimento di Montebello”, cui invitiamo lei e i suoi Collaboratori, per illustrare pubblicamente le sue linee-guida per il Villaggio.

6) – Il Comune (grave il suo errore!), non ha mai costretto il Lottizzatore e i Succedanei a tener pulite le particelle di loro proprietà. Eppure a ciò essi eran tenuti per Convenzione (ultimo comma art. 5). Altrimenti si dovevan sospendere le concessioni e procedere d’ufficio in danno dell’Inadempiente (art. 10). Questa clausola di salvaguardia non è stata mai applicata. Neanche per le urbanizzazioni mancanti. Il degrado è oggi così inquietante, che l’Asl Rm-f, con lettere al Comune 15-11-2013 e 6-10-2014, denunciava, insieme ai “rischi d’incendi”: a) “una folta vegetazione, habitat naturale per animali pericolosi per la salute (ratti, rettili, zanzare)”; b) “strade non asfaltate (che creano) nugoli di polveri”, (a rischio i “soggetti con patologie respiratorie”); c) tondini di ferro che fuoriescono da muri di cemento” (peraltro abusivi); d) “lampioni divelti (con) impianto elettrico e fili di luce non a norma”; “affossamento di tombini e mancata copertura-protezione degli stessi”. Le due denunce, malgrado la loro gravità, dormono nei cassetti. Chiediamo che siano riesumate. Anche perché la recente normativa, in caso di “incidenti”, prevede per gli Enti pubblici la responsabilità penale, oltre che civile.

7) – La via che ci collega con la la Braccianese è un senso unico, spesso non rispettato, con inevitabili sinistri. Chiediamo la presenza dei Vigili, affinché multino chi va contromano, nonché chi sosta in divieto, sulle strisce pedonali, o in prossimità di curve.

Questi i macro-problemi del Villaggio, la cui soluzione non ha oneri per il Comune, anzi…

Vi sono infine quattro micro-problemi, dal costo più ridicolo che irrisorio, che peraltro interessano quasi tutti l’intera Cittadinanza di Bracciano.

1) – Un lampione pubblico all’inizio delle due strade d’accesso a Montebello, di cui all’inattuata ordinanza sindacale 2011, a servizio di tutti i Braccianesi che frequentano il Festina lente e che usufruiscono della fermata dei bus urbani ed extra-urbani.

2) – Un passaggio pedonale per attraversare la Braccianese, all’altezza del market Gros.

3) – Schiomatura d’una quarantina di pini, i cui aghi otturano i tombini e rompono le macchine raccoglitrici della Bracciano Ambiente. Sradicamento dei pini affetti da processionaria, che possono cadere rovinosamente sui passanti, in caso di vento forte.

4) – Completamento gratuito delle tubature gas-metano, diventate un bene essenziale e irrinunciabile, insieme a luce, acqua, telefono. Tali tubature oggi servono soltanto due terzi del Villaggio, tranne gli ultimi 400 metri, quelli peraltro più abitati (v’insistono le quadrifamiliari dirimpettaie alle bifamiliari). La precedente tranche di 816 metri fu realizzata coi metri gratuiti previsti nel precedente appalto del servizio.

Certi del suo fattivo impegno, la preghiamo di gradire, signor Sindaco, i più cordiali saluti.

Il Presidente del Comitato Villaggio Montebello
Dr. Amedeo Lanucara

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