Il M5S รจ โcresciutoโ in maniera evidente, anche nel nostro territorio, e si consolida come terzo poloย in grado di vincere nella fase del ballottaggio: non raccoglie solo il voto di protesta contro il PD diย Renzi e contro il โpotereโ in genere, ma intercetta anche una speranza di novitร e di buona politica.ย Vedremo.
Il centro destra รจ in difficoltร quando non allo sbando; al ballottaggio intercetta in parte voti grilliniย quando si contrappone al PD, e subisce cocenti sconfitte perchรฉ in genere si presenta logoro e senzaย una proposta politica chiara, con punte decisamente preoccupanti, come ad Anguillara, dove subisceย una clamorosa disfatta da parte del M5S.
Il โcampo vasto progressistaโ non si รจ visto, presente solo โ e vincente โ a Oriolo e Canale seppureย nelle vesti di liste civiche. Nelle cittร piรน grandi la sinistra non si รจ presentata, e il PD รจ stato ridottoย ai minimi termini. A Bracciano ha pesato molto la โereditร โ del precedente Sindaco, i suoi erroriย politici, il suo senso di protagonismo che lo ha condotto ad un isolamento profondo, non essendoย stato il candidato Gentili in grado di raccogliere voti in un โcampo vastoโ, come era capace di fareย Sala, nรฉ di presentarsi come reale discontinuitร rispetto ad un PD al governo da tantissimi anni.
Adย Anguillara ha pagato la faida interna, la spaccatura fra โculture politicheโ diverse (ex PCI/DS ed exย democristiani/popolari), la persistenza di un collateralismo con aree di centro destra secondo laย comune convinzione che lo sviluppo di Anguillara si gioca sullโedilizia, lโassecondamento dellaย dissoluzione โ fortemente voluta da Renzi – del centro sinistra, e la mancanza di un confrontoย politico sulle criticitร e prioritร di Anguillara da un partito inesistente sul piano delle riflessioni eย proposte politiche; ha pesato anche la figura del candidato Flenghi che non รจ parso ancora dotato diย una forte personalitร nรฉ della capacitร di affrancarsi dal gioco delle correnti interne del PD; e haย pesato, in misura poco rilevante, lโereditร della precedente amministrazione che pure รจ stata inย grado di rimettere in ordine i conti fortemente dissestati. Chi getta la โcolpaโ su Pizzorno commetteย un grave errore di prospettiva: fatte le dovute proporzioni, sarebbe come negare che a Torinoย Fassino ha perso, nonostante il suo buon governo, in quanto rappresentava la continuitร .
La sconfitta di Roma e dintorni, cosรฌ pesante, merita un confronto serio, sincero e approfondito.
Ora, comโรฉ naturale, prevalgono i giudizi estemporanei, confusi o interessati.
Il nostro giudizio sugli anni che ci stanno alle spalle lโabbiamo dato nelle occasioni e appuntamentiย vari con il titolo โIl ruolo e la mancanza della sinistraโ. Abbiamo poco da aggiungere. E quel pocoย lo riserviamo ad un momento collettivo di riflessione da svolgere nelle prossime settimane e mesi.
Solo una cosa vogliamo dire subito. I protagonisti di questa difficile battaglia persa, non debbonoย agire tra di loro in modo ancora una volta furbesco.
Le ragioni della sconfitta non vanno ricercate negli errori degli ultimi mesi. Certo, si discuta ancheย di questi, se ci sono stati. Ma non si eviti, di nuovo, di aggredire il male che ci corrode almeno dalย 2008. Eโ da allora che a Roma e nella Provincia il gruppo dirigente ha perso un baricentro unitarioย ed รจ cresciuto lโignobile โtrafficoโ delle correnti.
Marino il marziano vinse primarie ed elezioni contro quel โtrafficoโ e per dare una svolta. Non รจย riuscito a realizzarla e le cose si sono ulteriormente complicate. Dopo, si รจ tentato di rimediare conย la candidatura generosa di Giachetti, sostenuta da Renzi e subito dopo da Zingaretti. E, sul campo,ย gestita con onestร da Orfini. Anche in questo caso, non si รจ invertita la china negativa. Ma adessoย basta; cosa deve succedere ancora per sbaraccare lโepicentro della nostra crisi? Vale a direย lโimpalcatura di un partito che vive di preferenze organizzate in grado di eleggere anche un passanteย preso per strada e di intercapedini di piccolo potere che tolgono agli iscritti e alle persone ogniย voglia di partecipare e farsi valere.
Se si ricomincia a tergiversare, accusare il โcolpevoleโ di turno per riorganizzare cordate su “nuovi”ย equilibri, (per tenere in piedi quelli vecchi), ma ci auguriamo, invece, che qualche centinaio diย giovani della Sinistra costruiscano da soli, in autonomia, luoghi politici democratici per cominciareย a costruire nella Cittร metropolitana una rete libera di partecipazione, confronto e decisione; unย partito delle persone come primo riferimento di tanta gente dispersa e ripiegata e che non siย riconosce nel governo dei 5 Stelle.
Ci auguriamo che queste brevi note possano suscitare una ampia riflessione โ profonda e a tuttoย campo โ per approfondire lโanalisi del voto e valutare le prospettive politiche aperte: il โcampoย progressistaโ, in particolare, ne ha vitale necessitร .
CdA dellโAss. Cult.
Lโagone nuovo


