Asl Roma F: precisazioni sulla risonanza magnetica

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La Direzione aziendale, in riferimento agli articoli apparsi nei giorni scorsi sulla stampa locale riguardanti la prossima attivazione della Risonanza Magnetica, interviene sulla querelle in corso:

E’ fin troppo ovvio che il Direttore Generale della ASL ROMA F abbia contatti continui, anche telefonici, con tutti i sindaci del territorio di riferimento, ed a maggior ragione con il sindaco di Civitavecchia che è anche il presidente della Conferenza dei Sindaci: anzi dell’interlocuzione costante e proficua con i rappresentanti del territorio, il dott. Quintavalle ha sempre inteso costruire, e da molti anni, la cifra del proprio operato istituzionale.

I reparti del San Paolo, ben lungi dal cadere (come affermato da qualcuno) in stati peggiorativi, stanno godendo in questi ultimi anni di una nutrita serie di ristrutturazioni integrali, e di riorganizzazioni operative che sono sotto gli occhi dei cittadini, tanto da far gridare da più parti ad una ‘rinascita’ del San Paolo, al quale anche la Regione Lazio non ha lesinato negli ultimi tempi ampliamenti funzionali, logistici e strumentali.

La necessità di un’apparecchiatura per la Risonanza Magnetica è stata ben presente nell’agenda del dott. Quintavalle, tanto che il suo acquisto è stato uno dei primi atti compiuti dall’attuale Direttore Generale fin da quando è stato nominato Commissario Straordinario alla fine del 2012, con l’intento di soddisfare le sempre più pressanti esigenze diagnostiche dell’intero territorio aziendale.

Quanto al personale ad alta specializzazione, che dovrà assicurare l’operatività della nuova apparecchiatura, la Direzione Aziendale sta già predisponendo un organigramma adeguato e sufficiente a coprire sia i bisogni rilevati che quelli prevedibili, senza trascurare la necessaria formazione degli operatori per la migliore gestione di questo importante strumento diagnostico.

Va comunque osservato che la riconfigurazione dell’assistenza ospedaliera nella Regione Lazio vede la fusione dei due Ospedali della ASL RM/F, San Paolo di Civitavecchia e Padre Pio di Bracciano, in un Polo Ospedaliero unificato, anche ai fini del superamento di una gestione localistica e frammentaria delle attività assistenziali, in particolare chirurgiche e ortopediche.

Il nuovo Atto Aziendale recepisce interamente tali linee programmatiche innovative, già anticipate nel Piano Strategico, ai fini di una riorganizzazione ed efficientamento del sistema di erogazione delle prestazioni di assistenza sanitaria ai cittadini, indispensabili nell’ambito del Piano di Rientro, che impone un sempre maggiore spostamento delle risorse disponibili dall’Ospedale al Territorio.

E propriamente in questa chiave di lettura va considerata la rimodulazione delle attività della Risonanza Magnetica Nucleare.

Infatti, questa alta tecnologia radiologica utilizza un apparecchiatura situata in ambiente ospedaliero ma fornisce essenzialmente prestazioni di elezione, cioè programmabili, per la precisazione di quesiti diagnostici specialistici.

Il suo impiego è quindi finalizzato agli esami su pazienti ambulatoriali o su pazienti già ricoverati. Diversamente, non trova impiego nei casi di emergenza, per i quali è invece specificamente indicato l’uso della TAC, non sostituibile dalla RMN in tali funzioni di emergenza per ragioni tecniche (come, per esempio, accade all’Ospedale Belcolle di Viterbo, che è dotato di un’apparecchiatura esattamente identica a quella dell’Ospedale di Civitavecchia).

Anche per questa ragione, infatti, il Direttore Generale della ASL RM/F, in occasione dell’ultima Conferenza dei Sindaci, in risposta ad una specifica richiesta del Sindaco di Civitavecchia, ha confermato l’uso della TAC dell’Ospedale San Paolo prevalentemente per le necessità dell’Ospedale stesso, prioritariamente per le emergenze del Pronto Soccorso e per i pazienti ricoverati.

Al riguardo della gestione operativa della RMN, è opportuno chiarire, piuttosto, che essa riguarda non solamente la nuova apparecchiatura Total-Body dell’Ospedale di Civitavecchia ma anche l’apparecchiatura Artroscan della quale la Radiologia dello stesso Ospedale è già dotata dal 2009, di fatto assai sotto-utilizzata, oltre all’Artroscan del Distretto F4, nel Poliambulatorio di Capena, anch’essa sotto-utilizzata.

L’iniziativa adottata dalla ASL RM/F con il nuovo Atto Aziendale relativamente alla RMN è, infatti, più complessiva ed è finalizzata all’avvio e messa a regime dell’impiego della tecnologia RMN su tutto l’ambito Ospedale-Territorio, per garantire alla cittadinanza la fruibilità reale ed equa degli esami e l’abbattimento dei relativi tempi di attesa, secondo le più recenti indicazioni regionali (Determina G 18397 del 19/12/2014), che vedono, appunto, la TAC e la RMN al primo posto nell’intervento di riorganizzazione del sistema di prescrizione, prenotazione ed erogazione delle prestazioni (Nota Regione Lazio 31651 del 21/01/2015).

Peraltro, a margine, il modello organizzativo TAC-RMN è stato approvato all’unanimità in sede tecnica presso la ASL RM/F, per due volte, sia dal Collegio di Direzione – del quale fanno parte tutti i Direttori di Struttura Complessa (Primari) – che dal Consiglio dei Sanitari, oltre che dalle Organizzazioni Sindacali della Dirigenza (medici) e del Comparto (tecnici radiologi e infermieri).

Rimane chiaro che la gestione della RMN, al pari di tutte le altre apparecchiature e tecnologie radiologiche, rimarrà interamente pubblica e, quanto alla possibile assegnazione di incarichi in relazione al nuovo Atto Aziendale, appare di tutta evidenza che i relativi conferimenti non potranno che essere effettuati nel rispetto delle norme di legge e contrattuali in materia.

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