Cupinoro, Comitato Stop Discarica impugna la V.I.A. della Regione

I componenti del Comitato Bracciano Stop Discarica e l’associazione Raggio Verde hanno impugnato, con notifica effettuata in data 27 dicembre, la Valutazione di Impatto Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con esito positivo per l’apertura di un nuovo invaso a Cupinor. (68 firmatari, cittadini oltre all’associazione con raggio verde), sulla base di vizi procedimentali e ragioni sostanziali di grande rilevanza.

“Nonostante la collocazione di nuove discariche sia espressamente vietata sui terreni di Cupinoro – scrivono in un comunicato congiunto il Comitato e l’associazione Raggio Verde – la Regione ha ritenuto, travisando la qualificazione dei terreni nel Piano Territoriale Paesistico Regionale, di rilasciare una V.I.A. positiva all’apertura di un nuovo invaso, mentre avrebbe invece dovuto chiudere l’attuale.
Il provvedimento della Regione Lazio mira dunque a consolidare l’esistenza di una discarica in un’area sottoposta a svariati vincoli (Zona a Protezione Speciale di pregio naturalistico, soggetta a vincolo paesaggistico ed archeologico) e gravata da usi civici in favore della popolazione.
La nuova discarica è stata autorizzata senza nemmeno coinvolgere il Ministero dei Beni culturali e del turismo, nonostante il vincolo paesaggistico imponesse ciò e il parere del Ministero fosse vincolante”.

“L’argomento con cui la Regione sembra aver autorizzato la nuova discarica – continua il comunicato – è proprio l’esistenza della precedente discarica, come se l’esistenza di una situazione illegale (nell’area adiacente alla discarica non c’è nemmeno un impianto di trattamento dei rifiuti) possa legittimare il perpetrarsi della stessa.
Allo stato attuale, è in corso la conferenza dei servizi finalizzata all’eventuale rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la nuova discarica. I cittadini e Raggio Verde sono sul piede di guerra. E’ sconsolante dover constatare che, a distanza di oltre due anni dall’inizio della gestione emergenziale dei rifiuti, ancora non siano stati individuati dalla Regione siti idonei ove collocare discariche che ricevano la frazione residua dei rifiuti urbani non altrimenti recuperabile e che l’unico modo per risolvere l’emergenza rifiuti sia quello di spostare da un gruppo di cittadini ad un altro i problemi ambientali e di salute connessi alla vicinanza della discarica”.

“E’ ora che gli organi istituzionali smettano di giocare con le parole – conclude il comunicato – . ‘Gestione dei rifiuti’ non è un concetto che si può associare ad un processo a senso unico che, iniziando da una mancata progettazione dei prodotti, arriva direttamente al seppellimento dei rifiuti o al loro incenerimento oppure, come indica la nuova tendenza del mercato, alla costruzione di pericolosi impianti a biogas. Questo processo, a cui tutti gli italiani sono stati educati nel corso degli ultimi 4 o 5 decenni, indica piuttosto l’assenza totale di alcuna capacità di gestire i rifiuti. Gestione che è invece possibile e attuata con successo in moltissimi luoghi dove è previsto un ciclo eco-compatibile dei rifiuti che comprende la loro riduzione, oltre al riutilizzo, riciclo e recupero in materia. Corretta politica di gestione dei rifiuti che, se perseguita efficacemente,  potrà giovare all’ambiente ed alla salute e creare posti di lavoro”.

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