Comunicato stampa

Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".
Comunicato stampa

Comunicato stampa
Presentati gli esiti del sondaggio anonimo promosso presso le ASL del territorio dalla Consigliera di Parità
di Città metropolitana di Roma Capitale Gianna Baldoni
Presentati questa mattina a Villa Altieri, a Roma, gli esiti del Progetto per l’emersione, la sensibilizzazione e il contrasto alle molestie sui luoghi di lavoro, promosso dalla Consigliera di Parità della Città metropolitana di Roma capitale Gianna Baldoni con la collaborazione di Cgil, Cisl, Uil e Usb, e proposto negli ultimi mesi alle ASL del territorio.
Tra febbraio e maggio il Progetto ha raggiunto migliaia di lavoratrici presso le ASL Roma 1, Roma 2, Roma 3, Roma 4, Roma 5 e Roma 6, invitate a rispondere al sondaggio anonimo riguardante il proprio vissuto nel mondo del lavoro, e a confrontarsi con la realtà delle molestie e dei trattamenti discriminatori, iniziando dalle definizioni giuridiche delle molestie poste a inizio sondaggio.
«Il nostro sondaggio non ha obiettivi di rilevazione statistica ma intende portare le donne a riflettere sul significato e sulle conseguenze delle molestie», ha ricordato la Consigliera di Parità Gianna Baldoni,
Facendo una media fra le sei ASL del territorio, al sondaggio ha risposto solo il 6,9% della popolazione femminile cui era potenzialmente rivolto. Il 41% ha dichiarato di aver subito molestie nel corso della propria vita lavorativa. Di queste, il 71% ha subito molestie sessuali. Un altro dato costante riguarda l’assenza di provvedimenti sulla persona che ha messo in atto le molestie: nel 90% dei casi non è stata punita.
«La bassa adesione da parte delle lavoratrici al questionario anonimo, un dato in continuità con quelli emersi nelle realtà aziendali e universitarie coinvolte negli scorsi anni, mostra che la rimozione del fenomeno continua a essere estremamente diffusa. I sindacati stessi riportano una grande difficoltà nel coinvolgere le lavoratrici», ha sottolineato la Consigliera Baldoni. «Il fatto che molte ricerche sostengano come il benessere sul posto di lavoro sia essenziale per la produttività, dovrebbe motivare anche le imprese ad attivarsi in modo più concreto e mirato per sensibilizzare al rispetto e per prevenire le molestie, persona per persona, al di là di procedure e certificazioni».
Dopo il video saluto istituzionale di Tiziana Biolghini, Consigliera Delegata Politiche sociali e Pari Opportunità di Città metropolitana Roma Capitale, sono intervenuti: Anna Alaimo, Componente Commissione Nazionale di Parità CCNL Metalmeccanici, Roberto Cacioli, Presidente Cug ASL Roma 6, Diana Agostinello, Segretaria regionale Cgil Roma e Lazio, Laura Bianchi, Coordinatrice donna Ust Cisl Roma Capitale Rieti e Cisl FP Lazio, Alessandra Raciti, Segretaria regionale Uil Lazio
Comunicato stampa
L’estate civitavecchiese ha preso il via, e lo ha fatto nel segno della partecipazione: la festa e i colori del Pride hanno aperto una stagione che accompagnerà la città per tre mesi.
Dopo questo avvio la macchina organizzativa si concede una breve pausa — il tempo necessario a definire e ad aggiungere gli ultimi appuntamenti — prima di entrare nel vivo del programma. Il cartellone, del resto, non è un elenco chiuso: nelle prossime settimane non mancheranno sorprese fuori programma. L’appuntamento, come da tradizione, è alla Marina, sul lungomare di Civitavecchia, che per tre mesi ospiterà oltre quaranta eventi.
Partiamo, e rivendichiamo con convinzione la scelta che sta dietro a questo programma. È vero, le risorse a disposizione sono limitate; ma sarebbe un errore leggere questa stagione come il frutto obbligato di un bilancio ristretto. Anche con mezzi più ampi la direzione sarebbe la stessa, perché qui non c’è un ripiego: c’è una precisa idea di città.
È una scelta politica, nel senso più alto del termine. Significa decidere che le risorse pubbliche servono a far crescere la comunità e il territorio, non a finanziare l’apparizione di un nome che arriva da fuori, incassa e riparte. Significa mettere al centro le energie artistiche, culturali e commerciali della città — i suoi artisti, le sue associazioni, le sue attività — e restituire ai cittadini non lo spettacolo di una sera, ma un’estate intera da vivere insieme.
Il vero grande evento, allora, non è la singola serata da copertina: è l’insieme delle iniziative che animano Civitavecchia giorno dopo giorno, e con esse l’immagine di una comunità viva, accogliente e capace di contare sulle proprie forze.
E non è una scelta ideologica, né improvvisata: è il punto d’arrivo di ciò che la migliore letteratura sul turismo e sugli eventi va dicendo da anni. Economisti come Victor Matheson hanno mostrato come le stime sui grandi eventi tendano a gonfiarne i benefici, trascurando l’effetto di spiazzamento, i ricavi che finiscono a operatori esterni al territorio e i costi pubblici regolarmente sottostimati. Holger Preuss ha ricordato che una valutazione seria deve considerare non solo chi arriva per l’evento, ma anche chi, proprio a causa di quell’evento, rinuncia a visitare la città. Shina Li e Leo Jago, in una nota meta-analisi, hanno dimostrato che i vantaggi attesi sono quasi sempre più modesti del previsto e dipendono in modo decisivo dalla metodologia adottata. E gli studi di Nola Agha e Marijke Taks giungono a una conclusione che parla esattamente alla nostra scelta: una città trae più beneficio da molti eventi medio-piccoli, diffusi sul territorio, che da pochi grandi nomi.
Sul versante giornalistico, l’inchiesta di Cristina Nadotti «Il turismo che non paga» (Edizioni Ambiente) ci ricorda, infine, che neppure il turismo è una formula magica: lasciato a sé stesso può produrre costi sociali, ambientali e abitativi, e va perciò governato con misura, attenzione ai costi e senso del territorio.
Questa è la strada che abbiamo scelto di percorrere: con ambizione, ma anche con prudenza, umiltà e senso della realtà. Una strada che chiede costanza — i risultati si costruiscono negli anni, non in una stagione — e che parte da una convinzione semplice: la vera ricchezza di una comunità è, prima di tutto, ciò che essa sa esprimere di proprio.
Pietro Alessi
Assessore al Lavoro e al Turismo
Comunicato stampa
Non vorremmo essere nei panni degli studenti nella risoluzione dello studio di funzione ma il fatto che il problema 1 della seconda prova di maturità in matematica per lo scientifico ed in altri indirizzi di studio parli della vicenda che ci ha visti protagonisti in prima persona ci dà una certa soddisfazione.
Segna infatti il fatto che la battaglia condotta dal Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano a tutela dell’ecosistema lago di Bracciano ha toccato le coscienze a tutti i livelli e che ora rimarrà nei ricordi di migliaia di studenti.
Come sottolinea il quesito d’esame, i prelievi sono fermi dal 2017 ma non scema l’attenzione del Comitato che in sede legale, per il tramite dei suoi legali Simone Calvigioni e Francesco Falconi, è rappresentata nel giudizio in corso al Tribunale di Civitavecchia che vede imputati con l’accusa di disastro ambientale i vertici di Acea Ato 2 del 2017. Il procedimento è alle fasi finali. In questa giornata in cui tutta Italia parlerà dei livelli del lago di Bracciano il Comitato intende anche ricordare le figure di Loreto Rossi, docente di Ecologia, che certo avrebbe trovato pronta soluzione ai quesiti matematici, colonna portante del Comitato per la sua preparazione scientifica, e Marcella Mariani Bentivoglio tra le fondatrici del Comitato figura attenta alla difesa ambientale del territorio.
L’intera vicenda, a dieci anni dai fatti, le denunce, l’interessamento a più riprese del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, il ruolo decisivo giocato dalla Regione Lazio indicano che l’ambiente e nella fattispecie, l’ecosistema del Lago di Bracciano, deve restare patrimonio di tutti e che non può in alcun caso essere posto alla base di speculazioni.
19 giugno 2026
—
Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano
Comunicato stampa
“Il 26 giugno alle ore 16 apre il nuovo presidio municipale di via Quarto Peperino, a Saxa Rubra. In Municipio XV nasce il primo spazio di supporto alle attività di Protezione Civile di Roma Capitale, ma anche un luogo dedicato a una pluralità di servizi a tutela del territorio e dell’integrazione delle persone in condizioni di svantaggio.
Un immobile abbandonato da anni che attraverso la sua completa riqualificazione, ma soprattutto attraverso un percorso di coprogettazione, ha permesso a questi spazi di diventare un vero e proprio incubatore sociale. Un lavoro che in questi anni abbiamo portato avanti con gli Assessori Agnese Rollo e Alessandro Cozza, che ringrazio per aver compreso sin da subito le potenzialità di questa struttura, recuperandola e restituendola alla Comunità.
L’immobile di Quarto Peperino sarà il polo di supporto e di coordinamento delle attività di protezione civile sul territorio, considerato il valore inestimabile dell’organizzazione e dei suoi volontari, che da sempre rappresentano un valido supporto al territorio e alla sua cittadinanza, sempre presenti e proattivi anche nelle situazioni di maggior criticità. Lo spazio rinnovato è stato assegnato all’Associazione C.A.E.R, Centro Ascolto Emergenza Radio Odv, che svolgerà sul territorio un importante attività di monitoraggio e prevenzione, oltre che essere pronta all’operatività nel momento del servizio
Il presidio ospiterà anche il nuovo progetto di welfare generativo ideato dal Municipio che prevede la formazione di persone selezionate dai nostri servizi sociali e il loro inserimento lavorativo attraverso la costituzione di una cooperativa sociale di tipo B
Uno spazio per troppo tempo dimenticato che, dopo un lungo lavoro e un percorso di coprogettazione, torna così a disposizione del territorio con attività a tutela della Comunità e servizi capaci di dare concrete opportunità a chi ne necessita”.
Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati.
Comunicato stampa
Dal profilo Facebook del Comune di Canale Monterano
L’Ass. a LLPP, Turismo e Mobilità Andrea Magagnini: “Scuolabus assicurato nonostante i tagli regionali: faremo di necessità virtù”
Con una nota del 15 Giugno scorso ai Comuni dell’Unita di Rete “Tirreno Nord” la Direzione Regionale Trasporti della Regione Lazio ha comunicato “le criticità sopravvenute nell’ambito della procedura di affidamento del Lotto relativo all’Unità di Rete n. 1 Tirreno Nord” e che “l’avvio del nuovo assetto organizzativo del trasporto pubblico locale è differito al 31 luglio 2026, fatti salvi eventuali diversi provvedimenti dell’Autorità giudiziaria competente.”
“Per spiegare che cosa sta succedendo ai cittadini – commenta il Sindaco di Canale Monterano Alessandro Bettarelli – bisogna tornare indietro di qualche anno e ricordare che la Regione Lazio ha intrapreso una riforma del trasporto pubblico locale che punta a superare l’attuale assetto, in cui ogni Comune gestiva i fondi regionali e pianificava le sue tratte di trasporto interno, per passare a un sistema in cui percorsi, orari e coincidenze sono gestiti da Astral con l’intento di favorire una maggiore integrazione tra trasporto locale e linee regionali su gomma (COTRAL). L’estensione di questo modello a Comuni che precedentemente ne erano privi e i tagli complessivi purtroppo riducono il chilometraggio a disposizione di ogni Comune, con risultati che nelle unità di rete in cui il nuovo servizio è già partito hanno mostrato criticità, tagli e cancellazioni delle corse che coprivano le periferie e le campagne.”
“Per Canale Monterano le ripercussioni saranno più pesanti – continua l’Ass. ai LLPP, Turismo e Mobilità Andrea Magagnini – perché dagli anni ’90 utilizziamo i km del Tpl regionale per fornire un servizio scuolabus a coprire l’ingresso e l’uscita dalle scuole. Un servizio che dal prossimo anno non potrà più essere realizzato con i fondi regionali. Ecco perché da oltre un anno ci siamo mossi su due fronti:
1° tavoli tecnici in Regione con gli altri Comuni del territorio per avere un trasporto pubblico locale utile a coprire le nostre campagne;
2° creare un nuovo servizio scuolabus dedicato. Un servizio che purtroppo costerà al nostro Comune circa 100.000 euro l’anno, più l’acquisto del mezzo, che resterà di proprietà comunale. Una spesa che probabilmente quest’anno toccherà i 200mila euro e che dovremo affrontare con i fondi del nostro Bilancio.
A tal proposito proprio in questi giorni stiamo vagliando una serie di offerte per acquistare il mezzo, che dovrà essere nuovo o seminuovo e, a tal proposito, il ringraziamento va all’Area Affari generali del Comune per il grande lavoro svolto e al sig. Marino Bellanti, ex meccanico Cotral di grande esperienza, che ci sta aiutando gratuitamente a vagliare le offerte che riceviamo da varie zone d’Italia, verificando sul posto lo stato del mezzo da acquistare e la sua adattabilità ad un territorio come il nostro che rende necessario l’utilizzo di mezzi agili, robusti e adatti ad affrontare le criticità di strade spesso con grandi pendenze. Un veicolo, inoltre, che dovrà essere adibito al trasporto disabili e che potrà essere utilizzato, a scuole chiuse, per altre attività comunali di natura sociale, culturale o sportiva.
“Insomma – conclude Magagnini – nonostante l’incertezza che caratterizza la riforma del TPL regionale e i sicuri problemi che questa porterà al nostro Comune, grazie ad un Bilancio solido e al grande lavoro svolto non ci faremo cogliere impreparati e, a Settembre, saremo pronti a fornire un servizio scuolabus nuovo di zecca ai nostri ragazzi. Dopo il pulmino 9 posti dedicato a commercianti e artigiani, presto avremo un altro mezzo da mettere a disposizione della nostra Comunità, non solo per le scuole ma anche nei mesi estivi e nei week-end”.
Comunicato stampa
Comunicato stampa
Comunicato stampa