Una vasta opera di educazione sanitaria, in collaborazione con la Regione Lazio
Roma, 25 giugno 2026. – Il progetto Spiagge Serene, realizzato dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma in collaborazione con la Regione Lazio e le ASL del litorale regionale e con gli Ordini di Latina e Viterbo, riparte per questo anno prevedendo 51 uscite, nel periodo da fine giugno agli inizi di settembre, su altrettante spiagge del litorale laziale.
Cosa è Spiagge Serene? Una equipe multidisciplinare composta da infermieri, altre professioni sanitarie e studenti dei corsi di Laurea in Infermieristica, sarà presente sulle spiagge laziali in appositi gazebi per promuovere stili di vita sani, sensibilizzare sulla prevenzione di comportamenti a rischio ed effettuare formazione nell’ambito degli interventi di primo soccorso.
I bagnanti saranno invitati a partecipare alla dimostrazione sulle tecniche di rianimazione cardio-polmonare e disostruzione delle prime vie aeree, che si effettueranno presso la postazione sulla spiaggia, invitando i presenti anche a esercitarsi su un manichino.
Vengono inoltre distribuite card con informazioni utili di educazione sanitaria su: alimentazione e osteoporosi, annegamento, rianimazione cardiopolmonare, disostruzione delle vie aeree, fisioterapia e logopedia, esposizione ai raggi solari, ostetricia, punture di animali, alimentazione in estate.
Queste le tappe della prime uscite di Spiagge Serene, domenica 29 giugno:
Asl Roma 3 il 29 giugno, Ostia Lido, Spiaggia libera Lungomare Toscanelli.
Asl Roma 4 il 27 giugno a Santa Severa, spiaggia del Castello.
Asl Roma 6 il 28 giugno, ad Anzio, spiaggia della Riviera Mallozzi.
Asl Viterbo il 27 giugno a Tarquinia, spiaggia libera piazzale Najadi.
“Lo spirito dell’iniziativa concepita dall’Ordine – che si ripresenta per la quarta volta – è informare, educare e consigliare i cittadini a fare quel che è meglio per la loro salute raggiungendoli in spiaggia, in un momento dedicato al rilassamento e al recupero fisico e psichico: senza “aspettare” il cittadino in un ambiente “sanitario”. Proattività, prevenzione ed educazione sanitaria sono la chiave della sanità del futuro: così Maurizio Zega, Presidente dell’Ordine degli Infermieri di Roma e coordinatore degli Ordini della Regione Lazio.
Ufficio stampa OPI Roma: eprcomunicazione, Alberto Hermanin
“Stiamo ricevendo moltissime segnalazioni di cittadini che hanno ricevuto una comunicazione da Trenitalia relativa a un incidente di sicurezza informatica che potrebbe aver esposto a terzi i dati personali di milioni di utenti. Si tratta di una notizia che desta forte preoccupazione e che richiede immediati chiarimenti. Dopo ritardi, disservizi e una gestione che continua a penalizzare quotidianamente milioni di passeggeri, ora emerge anche un grave problema sul fronte della tutela dei dati personali.
È la stessa Trenitalia ad avvertire gli utenti del rischio che questa violazione possa favorire tentativi di frode e comunicazioni fraudolente o tentativi di contatti ingannevoli che fanno riferimento ai viaggi. Presenteremo immediatamente un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, di riferire su quanto accaduto, chiarendo quali dati siano stati coinvolti, quante persone siano interessate, quali misure di sicurezza fossero adottate e quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere per garantire la piena tutela degli utenti.
I cittadini hanno diritto a un servizio ferroviario efficiente, ma anche alla certezza che i propri dati personali siano protetti. Dopo il caos sui binari, non possiamo assistere anche a un cedimento sul fronte della sicurezza informatica e della tutela della privacy.”
Lo dichiara Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera e deputato del Partito Democratico.
Ha preso il via dal quadrante Cassia la lunga serie di lavori per il rifacimento della pavimentazione stradale che sino alla prima metà di luglio, approfittando della minore intensità di circolazione dei veicoli, interesserà numerosi quartieri del nostro territorio. La notte scorsa i lavori di pavimentazione hanno riguardato via Ischia di Castro nel tratto che va dall’intersezione con via Germana Stefanini a quella con via Vito Sinisi, un intervento che si estende per circa 400 metri. Il 26 giugno, sempre nella fascia oraria tra le 22 e le 6, posa del nuovo asfalto anche per via Vito Sinisi, nel tratto tra via Ischia di Castro e via Enrico Theodoli. Per consentire le lavorazioni previsto il senso unico alternato in via Ischia di Castro e divieto di sosta nei tratti interessati da cantiere.
Tra il 26 giugno e il 10 luglio rifacimento della sede stradale per le aree di parcheggio di via Vittorio De Sica a La Storta e Largo Cesare Vico Lodovici all’Olgiata. Per consentire l’ottimale riuscita dei lavori e restituire ai cittadini aree di sosta più sicure e fruibili in entrambe vigerà il divieto di sosta e il limite di velocità a 20 km/h in prossimità dei cantieri.
Tra il 26 giugno e il 15 luglio lavori di rifacimento della strada anche per via dell’Acqua Traversa dove il Municipio sta lavorando per risolvere anche altre criticità segnalate dai residenti durante il sopralluogo degli assessori municipali ai Lavori Pubblici, Gina Chirizzi, e alle Politiche Ambientali, Marcello Ribera, che si è svolto lo scorso 19 giugno. Imminente la rimozione dei rifiuti sversati in modo illecito in un’area in uso all’ufficio tecnico municipale.
Dal 30 giugno al 3 luglio lavori di pavimentazione in piazzale della Farnesina, sul tratto laterale al Ministero degli Esteri, compresa la vicina area parcheggio. Tra il 30 giugno e il 10 luglio saranno invece eseguiti i lavori per il rifacimento dell’asfalto in via della Giustiniana a Prima Porta, in particolare nel tratto tra l’intersezione con via di Santa Cornelia e quella con via Saronno; poi dal civico 62 all’intersezione con via Gerolamo Benvenuti e dal civico 15 all’intersezione con via della Villa di Livia.
“Prosegue l’ampio programma che il Municipio, anche di concerto con il Dipartimento Lavori Pubblici di Roma Capitale e Anas, sta portando avanti sulla sicurezza stradale con i lavori di rifacimento del manto che, nell’ambito degli interventi previsti per il Giubileo, hanno già toccato alcune delle arterie fondamentali del nostro territorio come via di Baccanello, via della stazione di Cesano, via Braccianese via di Valle Muricana e via Tiberina. I cantieri previsti nei prossimi giorni permetteranno di migliorare la sicurezza e la viabilità di strade interne ai quartieri percorse ogni giorno da migliaia di cittadini e consentiranno una migliore fruibilità anche delle aree di sosta a servizio dei residenti. Un lavoro complessivo a beneficio di tutta la cittadinanza e che segue gli interventi già effettuati, come la messa in sicurezza dei percorsi pedonali e delle fermate del trasporto pubblico, e quelli in corso di svolgimento, come black point e attraversamenti pedonali rialzati, a tutela dell’utenza più debole” dichiara il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati.
Così in una nota l’Assessora ai Lavori Pubblici, Gina Chirizzi, e il presidente della commissione lavori pubblici, Alessio Leppe.
L’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia e la Biblioteca Comunale “Angela Zucconi” sono liete di invitarVi a un pomeriggio speciale dedicato ai più piccoli e alle loro famiglie!
Venerdì 3 luglio alle ore 17:00, i locali della nostra Biblioteca si trasformeranno in un palcoscenico magico per ospitare “Lupus in fabula”, un coinvolgente laboratorio e racconto partecipato a cura dell’Associazione T.E.A. Teatro Educativa Animazione.
Chi ha detto che il lupo deve sempre fare paura?
Attraverso le magie del teatro di figura, tra burattini, grandi pupazzi, teatro degli oggetti e l’affascinante tecnica del kamishiba, i bambini verranno accompagnati in un viaggio alla scoperta delle fiabe più note, familiarizzando con la figura del lupo delle favole; questa volta, non solo antagonista, ma anche protagonista della serata!
“Pace in Scena”: a Bracciano l’AAIS accende l’umanità che nessuna IA potrà mai copiare, con il tradizionale spettacolo di fine anno ha portato a teatro un grido di pace fatto di abbracci, sorrisi e lacrime vere. Sul palco non c’erano effetti speciali, ologrammi o voci sintetiche. C’erano loro: i ragazzi dell’AAIS di Bracciano. E bastavano.
Con lo spettacolo dedicato ai temi della pace hanno dimostrato che in un mondo che corre verso l’intelligenza artificiale e la robotica, l’umanità pura resta insostituibile. Una scenografia ricca realizzata dalla ceramista nel laboratorio di ceramica mosaico e riciclo, luci calde, e corpi che parlano. I ragazzi hanno raccontato la pace senza retorica: con gesti semplici, sguardi che tremano, mani che si cercano.
C’è stato il silenzio carico di emozioni, c’è stato il sorriso liberatorio, ci sono state lacrime vere, non recitate, quando sul palco si è parlato di accoglienza, di perdono, di chi resta indietro. Niente copione calato dall’alto: il testo è nato da loro, dalle loro paure e speranze. E si vedeva. Questo spettacolo può essere considerato un patrimonio dell’umanità. Viviamo in un’epoca in cui l’IA scrive, dipinge, compone musica, eppure nessuna macchina può replicare ciò che è accaduto ieri sera a Bracciano. Perché un abbraccio dato col cuore fa un rumore che nessun algoritmo può sintetizzare. Perché un sorriso che nasce dagli occhi di un ragazzo che ha lottato per essere su quel palco vale più di mille visualizzazioni e like.
Perché le lacrime di gioia, la voce che si spezza dall’emozione, la mano che trema ma non molla quella dell’altro… sono emozioni che ancora ci rendono umani. Ecco perché questi momenti di umanità pura dovrebbero essere considerati Patrimonio dell’Umanità. Non stanno in un cloud, non si aggiornano. Si vivono. E si proteggono. L’Associazione AAIS di Bracciano lavora ogni giorno con ragazzi con disabilità, dando loro strumenti per esprimersi e per essere protagonisti. Lo spettacolo sulla pace è la prova che l’inclusione non è assistenzialismo: è bellezza che educa. Quando un ragazzo supera la timidezza, la fatica, i propri limiti e ti regala un’emozione, sta insegnando al mondo intero cosa vuol dire “pace”. Non è un concetto astratto. È prendersi per mano nonostante tutto.
Questo anche perché il lavoro dell’AAIS è sempre stato proiettato dall’equipe multidisciplinare, verso la fiducia, il lavoro di squadra, la condivisione e la scoperta dei propri talenti.
Ringraziamo il lavoro svolto durante tutto l’anno da Ruggero che insegna musica interattiva e che con canzoni e poesie ci ha parlato di temi della pace , Massimo un volontario che insieme a tutti i ragazzi ha scritto un testo e lo ha trasformato in una canzone dal titolo “Supereroi”, Federico che durante il laboratorio di PC e videomaking ha realizzato una mostra fotografica lasciando a tutte le famiglie un qr code attraverso il quale visionare l‘ intero lavoro, le danzatrici del laboratorio di danza ability di Roma ( Arte dello stare insieme attraverso la danza) Susanna e le sue collaboratrici e per concludere il nostro show man Fulvio, educatore e maestro di ballo che ha organizzato uno spettacolo dalle mille sfumature sul tema della pace con canti esibizioni, balli pensati e realizzati da tutti i ragazzi.
Un ringraziamento va a tutti i nostri Volontari: Patrizia, Pina, Antonio, Rodolfo, Edilio, Massimo, che ci hanno supportato per tutto l’anno. L’IA potrà imitare le parole, ma non il respiro spezzato prima di dirle. I robot potranno replicare un gesto, ma non il motivo per cui lo fai. Grazie ai ragazzi dell’AAIS di Bracciano per avercelo ricordato. La pace inizia da un palco, da un abbraccio. E finché ci saranno loro a insegnarcelo, resteremo umani.
Donatella Scalzi Responsabile Associazione AAIS Lorenzo Avincola Redattore L’agone
Nell’Aula Consiliare di Bracciano si è svolto, il 25 giugno, un incontro intenso e partecipato, aperto dai saluti del sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, e da quelli del presidente dell’ANPI Bracciano, Dario Cavinato, e condotto con equilibrio e sensibilità dalla presidente del Consiglio Comunale Giulia Sala, delegata alle politiche di genere.
È stato un pomeriggio dedicato alle donne, alla loro storia e al loro ruolo nella costruzione della democrazia italiana, arricchito dagli interventi di numerose rappresentanti di associazioni del territorio: Gabriella Fabrizi (ANPI Bracciano), che ha presentato l’opuscolo La Repubblica italiana è donna; Barbara Busetto (Associazione Pandora – Sportello Centro Donna Bracciano); Paola Agabiti (UDI, Gruppo “Nilde Iotti” Ladispoli‑Cerveteri); Arianna Mosconi (BarattiAMO – Pagine e Pensieri); Marina Pierlorenzi (presidente provinciale ANPI Roma) e, a incorniciare gli interventi, la voce limpida di Flavia Laera, che ha aperto e chiuso l’incontro con due canti dolci e simbolici.
L’obiettivo era chiaro: parlare con le donne delle donne, condividere esperienze, diritti, prospettive. Un’occasione per riflettere insieme su quanto è stato conquistato e su quanto resta ancora da fare.
Il voto alle donne: una conquista tardiva, ma decisiva
In Italia il diritto di voto alle donne arriva solo il 1 febbraio 1945, con un decreto luogotenenziale emanato mentre il re aveva trasferito i poteri al Luogotenente del Regno, Umberto di Savoia, che permette loro di partecipare alle amministrative del 1946 e, soprattutto, al referendum del 2 giugno, quando il Paese sceglie tra Monarchia e Repubblica. Un traguardo importante, ma raggiunto in ritardo rispetto ad altri Paesi europei: la Turchia lo aveva riconosciuto nel 1934, il Regno Unito nel 1918 (con estensione nel 1928). Eppure, nonostante il ritardo, l’Italia non è affatto l’ultima: ancora oggi esistono Paesi in cui le donne non votano o lo fanno con forti limitazioni. In Europa l’ultimo Paese a riconoscere questo diritto è stata la Svizzera: a livello federale nel 1971, ma l’ultimo cantone (Appenzello Interno) nel 1990, per sentenza del Tribunale federale.
Va ricordato, però, che non tutte le donne italiane poterono votare. La normativa del 1945 escludeva chi era considerato “contrario alla morale pubblica” e le prostitute delle case di tolleranza erano considerate tali ed escluse al pari di delinquenti e omicidi. Anche da questa discriminazione nacque l’impegno della madre costituente Angelina Merlin, che si batté per l’abolizione delle case di tolleranza, anche se la legge che porta il suo nome, osteggiata da parlamentari maschi di ogni schieramento, fu approvata solo nel 1958. Merlin, unica madre costituente rieletta come senatrice, ottenne anche la cancellazione della sigla figlio di N.N. per i bambini nati fuori dal matrimonio, restituendo dignità a migliaia di persone.
La Costituzione e la lunga strada verso la parità
La Costituzione del 1948, nell’articolo 3, afferma la parità di sesso, espressione voluta con forza dalle madri costituenti, ma la sua applicazione concreta richiederà decenni e non è ancora compiuta realmente. Per molto tempo, infatti, “suffragio universale” era stato inteso come voto universale maschile, per questo le madri costituenti vollero con forza la parola sesso nel testo della Costituzione. Ma la parità formale non bastò a scardinare abitudini, pregiudizi e norme discriminatorie.
Tra le conquiste più significative del secondo Novecento:
1963 – Le donne possono accedere alla magistratura.
1971 – È legalizzato l’uso degli anticoncezionali.
1975 – La patria potestà diventa potestà genitoriale, superando l’impianto patriarcale.
1978 – La riforma sanitaria garantisce il diritto alla tutela della salute riproduttiva.
1981 – Abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore.
1996 – Lo stupro diventa finalmente reato contro la persona e non più contro la morale.
2000 – Progressiva apertura delle Forze Armate e dei corpi dello Stato alle donne.
Eppure, nonostante questi passi avanti, la piena attuazione dell’articolo 3 e dell’articolo 37 della Costituzione resta incompiuta.
Parità oggi: luci, ombre e nuove sfide
Oggi le donne rappresentano oltre il 51% della popolazione, ma in Parlamento sono poco più del 30%. A parità di mansioni, gli stipendi femminili restano inferiori a quelli maschili; la maternità continua a essere percepita come un “rischio” per le aziende; la carenza di servizi (asili nido, sostegni alla genitorialità) pesa soprattutto sulle donne e contribuisce al calo delle nascite.
La battaglia per la parità non è quindi per nulla chiusa. Oggi si chiede, ad esempio, che le agevolazioni per la cura dei figli siano estese anche agli uomini, perché la genitorialità non è un compito femminile ma un impegno condiviso.
Non mancano passi indietro: emblematico il caso del disegno di legge sul “consenso esplicito” nello stupro, approvato all’unanimità alla Camera, ma poi bloccato al Senato dalla maggioranza attuale. Preoccupa anche il fatto che nelle scuole non si possa parlare apertamente di violenza di genere, né di educazione all’affettività, nonostante il tema sia sentito dalle giovani generazioni.
Una mentalità maschilista che tarda ad essere scardinata e ricorda un celebre scambio tra Giovanni Leone, che affermò: “Le donne alcuni giorni al mese non ragionano”, e la pronta replica della giovanissima madre costituente Teresa Mattei: “Forse accade che le donne alcuni giorni al mese non ragionino, ma certi uomini non ragionano per 365 giorni all’anno.”
Una battuta brillante, ma soprattutto un monito: la parità non è un punto di arrivo, è un processo continuo che richiede vigilanza, cultura, educazione.
Conclusione: tenere alta l’attenzione
L’iniziativa di Bracciano ha mostrato quanto sia necessario continuare a parlare di diritti, di storia, di prospettive. La Repubblica italiana è nata anche grazie alle donne: senza il loro impegno nella Resistenza, nel lavoro, nella ricostruzione, sarebbe stata radicalmente diversa. Oggi, come allora, la democrazia ha bisogno della loro voce, della loro presenza e della loro libertà.
Piace concludere con il testo della giovanissima e dolcissima Arianna Mosconi che si riporta integralmente.
MONOLOGO DELL’ITALIA
2 giugno 1946
Mi chiamo Italia.
Mi hanno tracciata sui trattati,sulle mappe.
Mi hanno rotta nelle battaglie, ricucita nei patti.
Mi hanno osannata come patria, calpestata come terra, barattata come merce.
Mai unita.
Oggi è il 2 giugno 1946. E per la prima volta, le ascolto davvero.
Le ascolto scendere dalle scale buie con il fazzoletto in testa e le scarpe consumate.
Le ascolto tornare dai campi con le dita graffiate dalle spighe.
Le ascolto uscire dalle officine con l’odore di ferro addosso.
Camminano incerte. Hanno il fiato corto. Ma camminano.
Per secoli ho avuto una voce sola.
Re, preti, capi, padroni.
Hanno parlato al posto mio.
Hanno firmato al posto mio.
Hanno deciso se dovevo cadere, senza chiedermi se volevo rialzarmi.
Oggi invece mi manca l’aria. Perché metà di me, quella che cuoceva il pane, vegliava i morti, rammendava gli strappi delle bandiere,quella metà che stava zitta, oggi impugna una matita.
E la mia voce diventa doppia.
Ho visto le mie ragazze attraversare i monti con un messaggio nascosto nella sottana.
Ho visto mani di donna reggere un’arma più grande della loro paura.
Ho visto staffette correre con la morte sulle spalle e tornare a caricarne altra.
Non volevano onori. Volevano che smettesse.
Una donna in cabina non è un segno su un foglio.
È mia madre che non sapeva scrivere il suo nome ma sapeva cos’era la dignità.
È mia figlia che tiene in pancia il futuro e vuole scegliere che nome dargli.
È tutte quelle che stavano in ginocchio a incollare i pezzi, mentre gli uomini spaccavano il Mondo.
Non so cosa decideranno. Corona o popolo.
Non conta.
Conta che decidano.
Che per la prima volta sarò anche cosa loro.
Oggi non comincio. Ricomincio.
Perché un Paese senza le sue donne è un uomo con un polmone bucato.
Campi. Ma non corri.
Andate. La cabina è stretta. La carta è ruvida. La matita è corta.
L’evento si svolgerà il 27 giugno presso piazza IV Novembre a Bracciano dalle ore 19.00.
Sarà una serata ricca di musica e spunti di riflessione: dalle 19.00 alle 20.00 e dalle 21.00 alle 23.00.
Alla manifestazione, oltre a varie associazioni del nostro territorio, parteciperà anche “Emergency” che interverrà all’evento con una testimonianza documentale e con un intervento.
Ingresso libero.
Crediamo che attraverso la musica si possano veicolare più velocemente le idee, siamo convinti che l’idea delle idee sia costruire un mondo di Pace dove la democrazia possa trovare i suoi germogli più efficaci.
Dall’inizio del conflitto in Ucraina il Cantiere di Pace, promosso dal Comune di Bracciano attraverso la partecipazione di associazioni, cittadini e cittadine, si è impegnato a sostenere la popolazione colpita dalla guerra e ad auspicare il dialogo e la pace tra il popolo russo e ucraino. L’escalation guerrafondaia del governo israeliano ha aggravato la situazione mondiale nell’ottica di spazzare via il popolo palestinese.
Crediamo fermamente che sia di fondamentale importanza non abituarsi alla guerra, alle continue violenze perpetrate contro i civili, alla coercizione di persone indifese costrette a subire il freddo, la sete e i bombardamenti.
Dobbiamo sempre ricordare che la guerra porta solo distruzione e dolore, e che le vittime principali sono sempre i civili innocenti. Occorre quindi fare tutto il possibile per fermare le guerre, prevenire i conflitti e cercare di risolvere le dispute attraverso il dialogo e la negoziazione, evitando in ogni modo di ricorrere alla violenza. Solo in questo modo potremo costruire un mondo più giusto e pacifico per tutti e tutte.
Vi aspettiamo al Concerto per la Pace: sabato 27 giugno dalle ore 19.00. Piazza IV Novembre – Bracciano per cantare insieme le nostre idee.
“Il DDL Caccia voluto dal Governo rappresenta uno dei più gravi arretramenti degli ultimi anni sul fronte della tutela ambientale e della protezione degli animali selvatici.
Mentre l’Europa e la comunità scientifica richiamano con forza la necessità di contrastare la perdita di biodiversità e di proteggere gli ecosistemi, in Italia si sceglie invece di imboccare la strada opposta, ampliando spazi e opportunità per l’attività venatoria e piegando l’interesse generale alle richieste di una minoranza organizzata.
Si tratta di una scelta politica che considero sbagliata nel merito e nel metodo. Sbagliata perché indebolisce il principio secondo cui la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e bene comune di tutti i cittadini. Sbagliata perché trasmette l’idea che gli animali selvatici siano un problema da gestire principalmente attraverso il fucile anziché mediante strumenti scientifici, prevenzione e corretta gestione del territorio.
Come Consigliere Delegato all’Ambiente e alla Tutela Animale della Città Metropolitana di Roma Capitale, esprimo la mia più netta contrarietà a un provvedimento che rischia di compromettere decenni di conquiste sul piano della protezione della fauna e della sensibilità ambientale del nostro Paese.
Non possiamo accettare che, in piena emergenza climatica e nel mezzo di una crisi della biodiversità senza precedenti, si scelga di arretrare sulle tutele ambientali per inseguire interessi particolari. La natura non ha lobby che la difendano nei palazzi della politica: ha bisogno di istituzioni che abbiano il coraggio di rappresentarla.
Per questo rivolgo un appello a tutte le forze politiche, agli amministratori locali, alle associazioni ambientaliste e animaliste e ai cittadini affinché si costruisca una mobilitazione ampia e trasversale per fermare una riforma che rischia di lasciare un segno negativo profondo sul patrimonio naturale italiano.
Difendere la fauna selvatica non è una battaglia di parte. È una responsabilità verso il futuro.”
il 22 dicembre scorso, nel consiglio comunale di fine anno, presentai una domanda di attualità sulla Piscina per chiedere informazione sullo stato dei lavori di restauro (€ 𝟐.𝟕𝟎𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐝𝐢 𝐏𝐍𝐑𝐑) e sulla Copertura di questa struttura così importante. Mi fu risposto, con un certo scherno, che entro il 26 marzo 2026 i lavori sarebbero stati completati e che i ritardi erano stati causati da atti vandalici; fui anche rassicurato sul fatto che si sarebbe proceduto a mettere a bando l’opera prima delle elezioni per poterla rendere fruibile ai cittadini.
Durante la campagna elettorale sembrava imminente l’apertura per la stagione estiva con tanto di video e di promesse di taglio del nastro.
𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞, mi sembra di poter dire che per il costume bisognerà ancora aspettare.
Il cantiere è abbandonato, completamente accessibile a tutti (quindi anche ai bambini) e per dar modo di orientarsi a chi volesse entrare e far danni o forse per provare i moderni pannelli fotovoltaici, hanno lasciato le luci accese (chissà da quanto).
Parte della pavimentazione è già saltata e molti lavori tradiscono una esecuzione che sembra frettolosa e sommaria; in buona sostanza tutto sembra, tranne che pronta per essere messa a bando.
Presentato al Teatro Rossini di Roma il 24 giugno il ventunesimo rapporto dell’osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio, a cura del centro studi e ricerche ISOS e dell’istituto di studi politici “S. Pio V”.
A portare i saluti istituzionali, la Consigliera delegata a Pari opportunità, Politiche sociali, Cultura, Partecipazione, Trasparenza e Anticorruzione, Città metropolitana di Roma Capitale Tiziana Biolghini.
Hanno presentato il rapporto i curatori Raniero Cramerotti e Ginevra Demaio. Sono intervenuti, tra gli altri, Luca Di Sciullo, Presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS, Paolo de Nardis, Presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” e Barbara Funari, Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale.
I dati
Il rapporto aggiorna i principali dati statistici sulla popolazione straniera regolarmente presente nel Lazio e nelle sue province: 651 mila residenti stranieri a fine 2024, con un aumento del +1,2 % di crescita contro la diminuzione dello -0,3 % popolazione italiana. Una quota di stranieri che raggiunge l’11% della popolazione complessiva, contribuendo a sostenere la base occupazionale. Aumentano quindi i dati relativi alla cittadinanza, con la crescita della presenza stabile data dalla permanenza di lungo periodo e dalle seconde generazioni. La Città metropolitana catalizza l’80% degli stranieri residenti nel Lazio, con una diversa distribuzione di nazionalità tra centro della Capitale e hinterland.
Le politiche
Il rapporto si fa strumento di denuncia delle gravi dinamiche di marginalizzazione ed esclusione che in modo sempre più preoccupante affliggono immigrati e richiedenti asilo: solo 8 persone su 100 riescono a entrare, lavorare e soggiornare regolarmente. L’area di Roma è quella più a rischio, con una stima di 509 ingressi e 424 persone potenzialmente a rischio irregolarità. La principale politica nazionale produce sacche di irregolari forzati: con i decreti flussi si continuano a far entrare persone lasciate poi senza permesso di soggiorno e senza lavoro, prassi respingenti della Questura di Roma verso i richiedenti asilo, con un’attesa fino a 3-4 anni per ottenere la protezione internazionale, il Decreto Cutro che ha portato a forti restrizioni al riconoscimento, al rinnovo e alla conversione della protezione speciale.
Le realtà locali tra istituzioni pubbliche locali e privato sociale
Crescono però, anche in risposta alle inadempienze che si aggravano ogni anno, gli esempi positivi nei territori del pubblico e del privato sociale, tra partecipazione, cittadinanza attiva e sostegno ai migranti, non solo nell’area metropolitana di Roma ma anche nelle altre province, il cui protagonismo ormai non è da meno di quello romano. Vere e proprie reti sociali e realtà di co-progettazione che si prendono cura della comunità straniera e lavorano per l’inclusione.
A spiegare le politiche attuate da Città metropolitana, a partire dai tavoli metropolitani della convivenza, la consigliera Biolghini:
«Città metropolitana vuole favorire la partecipazione e il dialogo per tutte le comunità e le associazioni che vivono e operano nel territorio metropolitano. La Consulta è un segnale concreto di vicinanza che conferma l’impegno di Roma Capitale e della Città metropolitana, insieme al Sindaco Roberto Gualtieri, nel promuovere politiche sociali inclusive e partecipate. Si tratta di un progetto che mette al centro la partecipazione attiva delle associazioni, delle comunità migranti e di tutti i soggetti impegnati nel sociale, nella consapevolezza che solo attraverso l’ascolto e il confronto costante sia possibile costruire politiche efficaci e rispondere ai bisogni reali delle cittadine e dei cittadini.
Una città inclusiva, partecipata e capace di generare cittadinanza attiva rappresenta infatti uno dei più efficaci strumenti di prevenzione delle fragilità sociali e dei fenomeni criminali.
In un contesto nazionale e internazionale sempre più complesso, caratterizzato dalla crescita di fenomeni di discriminazione e intolleranza, riteniamo fondamentale rafforzare gli anticorpi sociali delle nostre comunità, contrastando ogni forma di esclusione e promuovendo il riconoscimento e la valorizzazione delle diverse identità culturali. È quello che facciamo con la partecipazione al festival MULTI di settembre. Inoltre Città metropolitana, insieme a UNAR, realizzerà un Centro Antirazzista a Roma e una rete di antenne sociali nei Comuni del territorio, in collaborazione con poli civici, associazioni migranti e reti sociali. L’obiettivo è promuovere la conoscenza reciproca, valorizzare le diverse identità culturali e costruire comunità sempre più inclusive, coese e solidali».