Ogni anno, nel periodo tra Dicembre e Febbraio, le studentesse e gli studenti che concludono il proprio percorso nelle cosiddette scuole medie, sono chiamati ad affrontare una delle prime scelte davvero influenti per il futuro: quella della scuola superiore.
A partire dal confronto con i compagni di classe, per proseguire insieme il cammino scolastico, passando per chi punta alla vicinanza dell’istituto, fino ad arrivare all’immancabile influenza dei genitori.
Proprio in questo quadro si inserisce l’organizzazione, da parte degli istituti, dei cosiddetti “open day”, momenti in cui partecipare a dei tour guidati all’interno degli istituti, per conoscere laboratori, aule e spazi, provando ad immaginarsi in quella scuola per i successivi cinque anni.
Un’opportunità nata per orientarsi tra il caos delle molteplici scelte possibili; nella pratica giornate che si trasformano in una vera e propria corsa alla “conquista” di iscrizioni da parte degli istituti, una competizione per la sopravvivenza.
In queste giornate le studentesse e gli studenti più grandi organizzano, insieme ai docenti, tour, laboratori e presentazioni, spesso in cambio di crediti o ore di ex alternanza scuola lavoro.
Ma a tutto questo a quale pro? Perché le scuole si sono ridotte a competere tra loro come se fossero aziende in concorrenza?
Da molto tempo le scuole sono sottoposte a valutazioni sempre più stringenti che, nella migliore delle ipotesi si riducono alla semplice “chiusura” di una classe per il non raggiungimento del numero necessario, ma nella peggiore si traduce nell’ormai temutissimo dimensionamento scolastico, che porta il numero minimo di studenti per scuola è 900.
Lo scorso anno la Regione Lazio ha disposto la chiusura di 23 istituzioni scolastiche, generando un’attivazione da parte di studenti, docenti, genitori, dirigenti e istituzioni che, seppur in modalità diverse, sono convergute sulla stessa battaglia: a partire dalla comunità studentesca, scesa in piazza sotto al Regione Lazio, fino alle istituzioni, che hanno proseguito la battaglia nei tribunali.
Il vero problema è che, a fronte di un aumento della comunità studentesca in una scuola, non corrisponde un’azione di incremento dei fondi alle scuole, già sotto finanziate.
Una scelta politica chiara quella del Governo Meloni che, dal giorno zero, ha preferito destinare i fondi pubblici agli istituti paritari, ampliando il divario tra chi può permettersi un’istruzione a pagamento e chi a stento riesce ad acquistare i libri scolastici.
Si è svolta nella giornata di sabato 13 dicembre l’inaugurazione del nuovo centro di aggregazione per ragazzi “Misura 10/17, uno spazio pensato per essere sede di ritrovo, di studio e di attività per ragazze e ragazzi di età compresa tra i 10 e i 17 anni.
Grande partecipazione per la riapertura del sito da parte della comunità, che ha riempito lo spazio situato al civico 28 di via Giuseppe Garibaldi.
A presentare il progetto sono stati proprio i ragazzi, protagonisti in prima persona della riapertura. Proprio loro, infatti, per ben otto mesi, hanno trascorso i loro sabati impegnandosi per ridare vita ad uno spazio ormai abbandonato. Il lavoro da loro svolto è stato eccellente: l’edificio trasuda speranza, gioia e voglia di rinnovarsi.
Come sottolineato dall’organizzazione, a promuovere il progetto sono state diverse realtà come la società cooperativa sociale “L’Oasi” e “Con i bambini”, un’impresa sociale che lotta contro la povertà educativa minorile. Oltre a loro, a sostenere il programma sono stati il Comune di Trevignano Romano e del distretto sociosanitario Roma 4.3, in collaborazione con “Sintonia”, l’Associazione Umanitaria Trevignanese e Big Sur-Società Cooperativa Sociale.
A prendere parte all’inaugurazione anche diverse cariche cittadine, tra le quali la sindaca Claudia Maciucchi, la quale ha ricordato come anche in origine quello fosse un punto di aggregazione, quando diversi decenni fa a ritrovarsi in quel punto erano le tante signore che portavano a lavare i loro vestiti proprio lì, dove un tempo sorgeva una fontana. Ad intervenire sono stati anche Luca Galloni, vicesindaco nonché assessore al turismo, e Viola Catena, assessora alle politiche sociali, giovanili e pari opportunità.
Si è svolta venerdì 5 dicembre, presso la Biblioteca Comunale Bruno Martellotta di Grottaferrata, la presentazione del libro “Il Sentiero del Castagno Magico”, nuova opera dell’autrice Alessandra Di Nunno, già nota per i suoi progetti narrativi rivolti ai giovani lettori e ispirati ai paesaggi del Lazio.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Parco dei Castelli Romani, ha visto la partecipazione di numerose classi della Scuola Primaria “Angelo Braschi”, dell’Istituto “Virgo Fidelis” e dell’Istituto “Giovanni Falcone”. L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali del presidente del Parco dei Castelli Romani, avv. Ivan Boccali, ed è stato moderato da Gabriele Mechelli dell’Ufficio di Educazione Ambientale del Parco, che ha introdotto gli interventi in scaletta, tra i quali quelli del direttore dell’Ente, dott. Francesco
Ciferri, dell’autrice del libro, dott.ssa Alessandra Di Nunno, e del dott. Valerio Febo dell’associazione Officina Italia. L’incontro si è trasformato in un momento di forte coinvolgimento per gli alunni, che hanno potuto avvicinarsi ai temi della natura e dell’educazione ambientale attraverso la fiaba.
Il Sentiero del Castagno Magico conduce i lettori in un viaggio fantastico tra boschi, animali-Guardiani e paesaggi ispirati ai 18 comuni del Parco dei Castelli Romani. La storia, pensata per bambini dai 6 agli 8 anni ma apprezzabile da un pubblico più ampio, intreccia elementi fiabeschi e riferimenti ecologici, promuovendo valori quali il rispetto dell’ambiente, la cooperazione e l’attenzione verso la biodiversità.
Il Castagno Magico, simbolo centrale dell’opera, diventa metafora di un patrimonio naturale da custodire, mentre i personaggi — Silvano, Cira, Vittoria e Igor — rappresentano virtù e fragilità dei piccoli lettori, accompagnandoli in un percorso di crescita.
In questi giorni il libro ha inoltre raggiunto un traguardo insolito per un’autrice indipendente: è stato inserito nei cataloghi di importanti librerie internazionali come Waterstones (UK) e Books-A-Million (USA), ampliando la diffusione del progetto ben oltre i confini nazionali.
Uno dei momenti più apprezzati della mattinata è stata la lettura animata e lo spettacolo realizzati dai ragazzi della Fabbrica dell’Animazione, che hanno dato voce e movimento ai personaggi del racconto.
Per l’occasione, il gruppo ha presentato anche il brano musicale omonimo “Il Sentiero del Castagno Magico”, scritto dalla stessa autrice e dedicato al libro. La canzone, pensata per accompagnare i piccoli lettori nell’atmosfera fiabesca della storia, ha aggiunto un elemento emozionante e innovativo all’evento.
Durante la presentazione sono intervenuti rappresentanti del Parco,
educatori e insegnanti, sottolineando il valore dell’iniziativa come strumento di sensibilizzazione ambientale. L’evento dimostra come la narrativa illustrata possa diventare un ponte efficace tra cultura, scuola e valorizzazione del territorio.
Il libro continuerà ora il suo percorso con nuove tappe, incontri
nelle scuole e attività didattiche collegate alla tutela ambientale. L’opera conferma il crescente impegno di Alessandra Di Nunno nella creazione di contenuti educativi e narrativi che uniscono fantasia, musica e radicamento nel territorio dei Castelli Romani.
La celebrazione dell’Aeronautica Militare custodisce una duplice dimensione, intrecciando memoria storica e devozione religiosa. La prima ricorrenza, fissata al 28 marzo, richiama l’istituzione ufficiale dell’Arma Azzurra e ne rievoca le radici, i sacrifici e le conquiste tecnologiche che hanno segnato l’evoluzione del volo militare in Italia. La seconda, il 10 dicembre, è invece dedicata alla Beata Vergine di Loreto, patrona degli aviatori, e sottolinea la componente spirituale che accompagna da sempre chi affronta il cielo come spazio di missione e di rischio.
Queste due date, apparentemente distinte, si completano a vicenda: da un lato la dimensione civile e istituzionale, che ribadisce il ruolo dell’Aeronautica nella difesa della sovranità nazionale e nella sicurezza collettiva; dall’altro la dimensione sacra e simbolica, che alimenta la tradizione e la fede degli uomini e delle donne in uniforme, ricordando che il volo non è solo tecnica e disciplina, ma anche affidamento e speranza.
In tal modo, la festa dell’Aeronautica Militare diventa un ponte tra passato e presente, tra storia e spiritualità, celebrando non soltanto l’efficienza operativa dell’Arma, ma anche l’identità culturale e morale degli aviatori italiani, custodi del cielo e interpreti di una tradizione che unisce valori militari e sentimenti profondamente umani.
Il legame tra Bracciano e l’Aeronautica Militare è profondo e radicato, alimentato dalla presenza del prestigioso Museo Storico dell’Aeronautica di Vigna di Valle, autentico custode della memoria del volo italiano. Due date scandiscono con particolare intensità questo rapporto: il 28 marzo, anniversario della nascita ufficiale dell’Aeronautica Militare nel 1923, quando un decreto di Re Vittorio Emanuele III sancì la costituzione della Regia Aeronautica come forza armata autonoma; e il 10 dicembre, dedicato alla Madonna di Loreto, patrona degli aviatori, che richiama la dimensione spirituale e la protezione celeste invocata da chi affronta il cielo come spazio di missione e di rischio.
Queste ricorrenze non si limitano a essere eventi militari: diventano momenti di comunità, in cui si intrecciano il ricordo del coraggio e del sacrificio di uomini e donne in uniforme, l’educazione delle nuove generazioni al senso civico e alla storia nazionale e la valorizzazione del territorio braccianese come luogo simbolico di cultura e identità. In tal modo, Bracciano si conferma non solo custode di un patrimonio storico e spirituale, ma anche protagonista di una tradizione che unisce passato e presente, memoria e futuro.
La presenza del Museo Storico dell’Aeronautica Militare e delle cerimonie ufficiali fa di Bracciano un luogo altamente simbolico per l’Arma Azzurra, rafforzando il legame tra la comunità locale e i suoi aviatori. Adagiato sulle suggestive sponde del Lago di Bracciano, il museo è considerato uno dei più prestigiosi d’Italia e offre un percorso unico che ripercorre la storia del volo militare dal 1909 fino ai giorni nostri. Con oltre 16.000 metri quadri di esposizione, ospita una straordinaria collezione di velivoli storici, motori, equipaggiamenti e cimeli che testimoniano l’evoluzione tecnologica e operativa dell’aviazione italiana. Ogni sezione racconta episodi di coraggio, innovazione e sacrificio, trasformando la visita in un viaggio attraverso più di un secolo di storia aeronautica. Gestito direttamente dall’Aeronautica Militare, il museo non è soltanto un luogo di memoria, ma anche un punto di riferimento per la vita culturale e civile del territorio. Le celebrazioni locali trovano qui il loro fulcro, arricchite da eventi speciali, cerimonie commemorative, visite guidate e attività didattiche rivolte a famiglie e scuole, che contribuiscono a trasmettere alle nuove generazioni il valore della tradizione e il senso di appartenenza a una comunità che vive il cielo come spazio di identità e di futuro.
La Madonna di Loreto occupa un posto speciale nella storia e nella spiritualità dell’Aeronautica Militare. Fu proclamata Patrona degli aviatori, dei piloti, del personale di bordo e di tutti i viaggiatori da Papa Benedetto XV nel 1920, riconoscendo in lei una protezione particolare per quanti affrontano il cielo, spazio di missione, ma anche di rischio e di speranza.
La sua festa, celebrata il 10 dicembre, richiama la tradizione della Traslazione della Santa Casa di Nazaret a Loreto, evento miracoloso che la devozione popolare ha sempre interpretato come simbolo del viaggio e del “volo”. Questo legame tra la Casa della Vergine e il cielo ha reso la Madonna di Loreto un riferimento spirituale universale per chi intraprende spostamenti, per chi vola e per chi veglia sulla sicurezza dei cieli.
La celebrazione non è soltanto un rito religioso: è un momento che intreccia fede e missione militare, memoria e affidamento. Per gli aviatori, la Madonna di Loreto diventa segno di protezione e di conforto, un richiamo alla dimensione spirituale che accompagna la disciplina tecnica e il coraggio operativo. Per la comunità civile, la ricorrenza è occasione di partecipazione e di condivisione, in cui si rinnova il senso di appartenenza a una tradizione che unisce storia, devozione e identità nazionale.
Così, ogni 10 dicembre, l’Aeronautica Militare celebra con particolare intensità questa ricorrenza, trasformandola in un ponte tra passato e presente: unendo la memoria storica della proclamazione pontificia, la spiritualità del miracolo di Loreto e la quotidiana missione di chi garantisce la sicurezza del Paese. È una festa che parla di protezione, speranza e ritorno, valori profondi che accompagnano chi parte, chi vola e chi torna a casa, custoditi sotto lo sguardo benevolo della Patrona degli aviatori.
Quest’anno, per esigenze organizzative, la tradizionale celebrazione del 10 dicembre, dedicata alla Madonna di Loreto, è stata quest’anno eccezionalmente spostata al 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, ma lo spirito della ricorrenza e il luogo simbolico sono rimasti immutati. Il cuore della commemorazione è stato ancora una volta il Monumento degli Aviatori in largo Licio Giorgieri, punto di riferimento per la comunità e per l’Aeronautica Militare. Alle 11.00 in punto, le autorità militari e civili e tutta la cittadinanza rappresentata dal Sindaco Marco Crocicchi, hanno preso parte alla cerimonia per rendere omaggio ai protagonisti della storia aeronautica e riaffermare il valore della difesa della collettività. La cerimonia ha assunto un significato che va oltre il rito formale: è stata occasione di incontro e di condivisione, testimoniando la continuità di un legame che unisce la comunità locale all’Arma Azzurra. In questo contesto, il monumento non è stato soltanto un luogo di ricordo, ma un simbolo vivo di identità e di appartenenza, capace di trasmettere alle nuove generazioni il senso del sacrificio e del coraggio di chi ha difeso i cieli d’Italia. La celebrazione ha così confermato la forza di una tradizione che intreccia fede, storia e comunità, mantenendo intatto il sentimento di gratitudine e di protezione che accompagna da sempre gli aviatori.
La cerimonia si è svolta secondo un protocollo ricco di significato e di simboli. Dopo l’Alzabandiera, ordinata dal Colonnello Alessandro Felicetti, momento che segna l’avvio ufficiale di ogni celebrazione militare e richiama l’orgoglio nazionale, si è tenuta la benedizione della corona ai Caduti impartita da don Ferdinando Cruz, gesto che ha unito la dimensione spirituale alla memoria storica. A seguire, la deposizione della corona ha rappresentato il momento più intenso e partecipato: con Giovanni Virgili e Roberto Pariciani (scorta Bandiera e Corona), il Sindaco di Bracciano Marco Crocicchi, il Comandante dell’aeroporto di Vigna di Valle, Colonnello Dario Bovino, e il Generale Alessandro Gresta hanno reso omaggio ai caduti dell’Arma Azzurra, ribadendo il valore del sacrificio e della dedizione di chi ha difeso i cieli d’Italia. La cerimonia è poi proseguita con il discorso del Generale B.A. Alessandro Gresta, Presidente della locale sezione dell’Aeronautica, che ha sottolineato l’importanza della memoria, della coesione e della trasmissione dei valori alle nuove generazioni augurando pace e serenità, più amore e meno odio fra famiglie e nazioni. In chiusura, il saluto del Comandante Colonnello Dario Bovino ha ricordato come l’Aeronautica Militare sia non solo una forza armata, ma anche una comunità di uomini e donne che operano con coraggio e responsabilità al servizio del Paese. Ha concluso la manifestazione la lettura della preghiera dell’aviatore da parte del Generale di Brigata Aerea Giulio Cacciatore.
Si ringrazia Stefano Tei per la collaborazione e le informazioni.
Riccardo Agresti redattore de L’Agone
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celebrazione Beata Vergine di Loreto, patrona degli aviatori
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In merito alle recenti dichiarazioni di Fratelli d’Italia sul bando Regionale per i grandi eventi a cui ha partecipato il Comune di Civitavecchia, occorre fare alcune doverose precisazioni.
L’immagine che dipinge Fratelli d’Italia del nostro Comune messo tra i somari dell’ultimo banco tra tutti i Comuni del Lazio, non solo non corrisponde al vero, ma espone una lettura dei fatti distorta e strumentale.
Iniziamo col dire che non era un bando esclusivamente riservato ai Comuni, anzi, la partecipazione delle Amministrazioni Comunali è stata molto ridotta (circa il 17% dei soggetti partecipanti). Tra i Comuni partecipanti, soltanto in 4 (tutti amministrati dal centro – destra, bravi!) hanno presentato progetti che hanno ottenuto un contributo (su 23 soggetti vincitori).
Questo non significa, come vorrebbe insinuare FdI che le Amministrazioni Comunali che non hanno ottenuto i finanziamenti sono incapaci, significa soltanto che i promotori del bando sui grandi eventi hanno deciso di privilegiare altre tipologie di interventi presentati da altri soggetti operanti in ambito culturale e turistico.
Riteniamo che ogni tentativo di ottenere finanziamenti attraverso i bandi pubblici per iniziative che valorizzino il territorio, debba essere incoraggiato e salutato positivamente dalla politica, non motivo di scherno verso chi ci ha lavorato.
Ringraziamo quindi tutti i dipendenti e gli uffici comunali che con il loro impegno ed il loro lavoro hanno reso possibile la partecipazione al bando del Comune di Civitavecchia, indipendentemente dall’esito della graduatoria.
Auspichiamo che il fatto che il nostro territorio non ha beneficiato dei contributi regionali erogati attraverso questo bando, sia da stimolo anche per i Consiglieri Regionali di maggioranza del territorio, per farsi promotori presso la Giunta Rocca, di iniziative mirate che tengano in maggiore considerazione le realtà associative e culturali di Civitavecchia e del suo comprensorio.
Ieri mattina Bracciano ha aperto ancora una volta le sue porte al dialogo, trasformando l’aula consiliare in un luogo d’incontro e di visione condivisa. L’amministrazione comunale, alla presenza del Sindaco Marco Crocicchi, della Presidente del Consiglio Giulia Sala, dell’Assessore ai lavori pubblici Rinaldo Borzetti e dell’Assessore alle politiche sociali Massimo Guitarrini, insieme al Consiglio di Quartiere Monti-Borgo-Stazione, ha unito le parole ai progetti, offrendo ai cittadini un momento di ascolto, di partecipazione e, soprattutto, di futuro.
Gli architetti Marco Palese e Gianpiero Nardelli hanno tracciato le linee dei prossimi interventi del progetto Agorà, sostenuto dalla legge regionale per la valorizzazione dell’Etruria Meridionale: un nome che evoca piazze antiche e comunità vive, con la garanzia di spazi più aperti e accoglienti. Un invito a immaginare una città che respira insieme ai suoi abitanti, dove ogni spazio si fa occasione di incontro e bellezza.
Un esempio su tutti: la presentazione del regolamento per l’occupazione di suolo pubblico e la realizzazione dei dehors, dove è stato messo sul tappeto un tema cruciale di equilibrio tra esigenze economiche, estetica urbana e vivibilità collettiva.
In questo senso, l’incontro non va interpretato come la semplice presentazione di un piano tecnico, ma come un laboratorio di democrazia locale, in cui le scelte urbanistiche diventano occasione di confronto e di responsabilità condivisa.
Con la presenza di S.E. il Console dell’Eritrea, il 13 dicembre 2025 Bracciano ha inaugurato il Bracciano Film Festival, un appuntamento che segna una nuova tappa nella vita culturale della città. La cerimonia di apertura si è svolta nella suggestiva cornice della Chiesa della Visitazione, in via XX Settembre 13, con la proiezione del film “Sophia” del regista eritreo Efriem Kahsay Quada, accolto da un pubblico attento e partecipe, che ha illustrato la nascita della sua attività registica e il suo amore per il cinema neorealista italiano.
Il festival non si è limitato a celebrare l’opera inaugurale. Si sono infatti alternati davanti al pubblico gli autori delle pellicole in programma il giorno successivo, 14 dicembre, in proiezione continuata dalle 11.00 alle 19.00, i quali hanno presentato e discusso le proprie opere, offrendo al pubblico un’occasione unica di dialogo e riflessione sul linguaggio cinematografico contemporaneo.
Con questa iniziativa, Bracciano si conferma crocevia di culture e punto di riferimento per gli appassionati di cinema, dando spazio a voci internazionali e valorizzando il potere del cinema come strumento di incontro e confronto.
Gli organizzatori, già protagonisti di iniziative analoghe a Parigi, Berlino e Mannheim, hanno sottolineato come questa edizione possa essere considerata la “data zero” di un nuovo festival dedicato al cinema underground. La scelta di Bracciano non è casuale: la città si è rivelata un luogo accogliente e aperto alla diversità, capace di offrire a un gruppo di artisti internazionali, alcuni dei quali hanno scelto di vivere qui, uno spazio cordiale e ospitale in cui l’arte possa esprimersi liberamente.
Secondo gli organizzatori, il festival rappresenta l’inizio di un percorso destinato a crescere e consolidarsi, con prospettive di sviluppo positive e l’ambizione di trasformare Bracciano in un punto di riferimento per il cinema indipendente e sperimentale.
Nel corso della serata, un ringraziamento speciale è stato rivolto al Sindaco Marco Crocicchi, per il patrocinio del Comune di Bracciano, al parroco di Santo Stefano, per l’accoglienza, e all’Ambasciata di Eritrea, che ha onorato l’evento con la propria presenza.
La proiezione di Sophia, proposta in lingua originale con sottotitoli, ha riscosso un forte consenso da parte del pubblico, che ha occupato ogni posto disponibile nella chiesa, trasformando l’appuntamento in un momento di intensa partecipazione e condivisione culturale.
Gli organizzatori hanno espresso l’auspicio che questa “serata zero” rappresenti soltanto l’inizio di un lungo percorso: il primo passo verso una serie di edizioni future del Bracciano Film Festival, destinate a consolidare la manifestazione come punto di riferimento per il cinema indipendente e internazionale.
Questa mattina si è svolto un 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨, promosso dall’𝐀𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 in collaborazione con il 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐐𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐢–𝐁𝐨𝐫𝐠𝐨–𝐒𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, dedicato alla presentazione dei prossimi interventi previsti nell’ambito del progetto 𝐀𝐠𝐨𝐫𝐚̀: 𝐂𝐨𝐧𝐧𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐔𝐫𝐛𝐚𝐧𝐞, finanziato attraverso la 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐄𝐭𝐫𝐮𝐫𝐢𝐚 𝐌𝐞𝐫𝐢𝐝𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞.
Un incontro 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨, durante il quale abbiamo parlato di:
𝐑𝐢𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢
𝐏𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚
𝐀𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 e 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚
Un ringraziamento sentito agli 𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐭𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐬𝐞 e 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐩𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐍𝐚𝐫𝐝𝐞𝐥𝐥𝐢 per aver illustrato nel dettaglio il progetto e gli aspetti tecnici legati al 𝐑𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐡𝐨𝐫𝐬.
Un grazie sincero a tutte le cittadine e i cittadini che hanno partecipato, portando domande, osservazioni e proposte: è da qui che nasce una città che migliora davvero, passo dopo passo.
Questo incontro è parte di uno dei tanti 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 di 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 che stiamo rendendo sempre più stabili: non appuntamenti “una tantum”, ma un metodo di lavoro basato su 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨, 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨.
Ci siamo lasciati con l’impegno di 𝐫𝐢𝐯𝐞𝐝𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐚 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔, per approfondire ulteriormente i temi emersi e dare continuità al 𝐝𝐢𝐚𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀.
La Necropoli della Banditaccia a Cerveteri (Roma), patrimonio UNESCO e tesoro archeologico inestimabile, non è solo un sito da ammirare: è anche un luogo intriso della memoria di chi qui ha vissuto, lavorato o semplicemente amato questi luoghi. Con l’obiettivo di far rivivere questo spirito nasce il progetto “Archeologia Partecipata alla Necropoli della Banditaccia”, curato dalla giornalista Pamela Stracci e dal Prof. Emanuele Brienza per l’Università Uninettuno.
Partecipare è semplice: basta scansionare il QR code o seguire il link al modulo online su Modulo Google.
Puoi raccontare la tua memoria familiare e il legame con la Necropoli della Banditaccia, e se hai del materiale (foto, video, documenti, illustrazioni, ricordi e testimonianze) puoi condividerlo per il progetto. E poi vogliamo sentire la tua opinione! Come valorizzeresti questo sito archeologico? Cosa ti permetterebbe di viverlo di più?
Ogni contributo sarà fondamentale per creare una piattaforma digitale gratuita e accessibile a tutti, pensata per valorizzare non solo i monumenti, ma anche le storie, le emozioni e le esperienze delle persone che hanno vissuto e amato questo territorio. Partecipare significa custodire e condividere un pezzo della memoria collettiva di Cerveteri.
“Credo che la storia viva non solo nei reperti o negli scavi, ma nelle famiglie e nei racconti tramandati di generazione in generazione”, spiega la curatrice del progetto Pamela Stracci. “Insieme possiamo raccontare la Cerveteri di ieri e immaginare quella di domani”.
Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a necropolibanditaccia.open@gmail.com o contattare il 349.34.25.423 (anche WhatsApp).
Si è inaugurata ieri a Villa Altieri la mostra personale di Solo Renato – “Fragile 2.0”, evento promosso da Città metropolitana di Roma Capitale e dalla Consigliera Delegata alla Cultura Tiziana Biolghini.
«Se proviamo a chiudere gli occhi e ad abbandonarci alle memorie del passato, a quando eravamo bambini, riaffiora senza dubbio un ricordo luminoso della nostra infanzia. I ricordi sono fatti di gesti: semplici, evocativi, capaci di riportarci indietro in un tempo che ci sembrava privo di sovrastrutture, genuino, non giudicante.
La conoscenza di Roberto, attraverso la sua arte, lascia tracce – ha detto Biolghini al taglio del nastro insieme all’artista Roberto Guagnano – Segni che ci avvicinano, che fanno da ponte tra noi e i nostri desideri: quelli che per troppo tempo abbiamo lasciato impolverare e che, nelle sue opere, tornano a prendere colore e forma.
Con la liberazione immaginifica di “Otta”, la piovra, Roberto ridefinisce il modo in cui guardiamo la realtà, spostando la prospettiva: i tentacoli non sono più minaccia, ma diventano influenze, ramificazioni profonde, legami che testimoniano una connessione autentica con l’altro.
Lo fa giocando, esponendosi, accettando la sfida di mostrarci che ognuno di noi, nella propria diversità, può essere — e diventare — ciò che desidera».
Il progetto nasce da una visione condivisa ed è frutto di un lavoro portato avanti insieme alle persone del laboratorio di inclusione sociale Ver.Bene – il Laboratorio di Inclusione MIX and MATCH, con sede presso Ver.Bene odv a Frosinone.
Qui il benessere mentale non è un concetto astratto, ma un impegno quotidiano: una componente essenziale della vita delle persone.