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“La forza della speranza, il coraggio della pace”, don Luigi Ciotti a Ladispoli

Il presepe vivente di Trevignano Romano: tra vin brulé, dolci fatti in casa e spirito di partecipazione

Si è svolto nella giornata di domenica 11 gennaio il presepe vivente di Trevignano Romano, curato dalla parrocchia Santa Maria Assunta. Tanta la partecipazione dei volontari, sia adulti che bambini, che nonostante il freddo si sono calati nei panni e nell’atmosfera biblica che circondava la nascita di Gesù Cristo.

Realizzato nella cornice della Casa del Fanciullo, in Via della Rocca, l’evento ha dato l’occasione a tutta la comunità del borgo sul Lago di Bracciano di riunirsi e passare un bel momento insieme ai loro cari.

Come consolazione al freddo impervio della serata, oltre ai vari falò accesi in tutto il presepe, non è nemmeno mancato il vin brulé, rimedio perfetto contro il gelo di questi giorni. Non solo da bere però, in quanto, oltre al calore della bevanda, non sono stati lesinati dolci, preparati anche quelli sul momento dai partecipanti della comunità. Il tutto è stato offerto, con la possibilità di poter contribuire grazie ad un’offerta volontaria.

Davide Catena, redattore L’agone

Una rappresentazione teatrale religiosa su Sant’Antonio Abate di e con Agostino De Angelis

Riceviamo e pubblichiamo

Il 18 gennaio alle ore 19.00, nella suggestiva Chiesa di Sant’Antonio Abate nel rione la Boccetta a Cerveteri, andrà in scena uno spettacolo dedicato alla figura di Sant’Antonio Abate, uno dei santi più amati e radicati nella tradizione popolare.

L’evento, proposto dal Parroco Don Gianni Sangiorgio della Parrocchia Santa Maria Maggiore, per la regia e adattamento di Agostino De Angelis, si inserisce nel solco delle celebrazioni antoniane, proponendo un racconto teatrale che unisce spiritualità, memoria e identità collettiva. La scelta della chiesa da parte del regista come spazio scenico non è casuale: il luogo sacro diventa parte integrante della narrazione, amplificando il valore simbolico e l’intensità emotiva dello spettacolo.

La rappresentazione dedicata al Santo sarà strutturata attraverso parole e azioni sceniche dei lettori delle Parrocchie: Rossella Travagliati, Elsie Papi, Patrizia Paoletti, Gigliola Ricci, Alessandra Magrelli, Decio Bagni, Renato Arseni, Roberta Lautizi, Elio Lucci, Bruno Frosi e la partecipazione degli attori dell’Academy for Theater, Cinema and Cultural Heritage: Riccardo Dominici, Riccardo Frontoni, Luisa De Antoniis, Nerina Piras, Gianmarco De Antoniis, e degli alunni della secondaria dell’Istituto I.C. Cena con la professoressa Ilaria Dall’Acqua, i canti dei cori delle Parrocchie di Santa Maria Maggiore, Santissima Trinità e Santuario Nostra Signora di Ceri con all’organo Christian Proietti, diretti dal M° Alessio Piantadosi e la partecipazione al clarinetto del M° Amedeo Ricci e del soprano Elena Danusia, le suggestioni visive curate da Desirée Arlotta.

La regia privilegia un linguaggio essenziale ma evocativo, in cui la narrazione si intreccia con momenti di intensa riflessione, restituendo al pubblico non solo un racconto agiografico, ma anche una meditazione sul rapporto tra uomo, fede e comunità. Sant’Antonio Abate emerge così come figura attuale, portatrice di valori universali che superano il tempo e le epoche.

Lo spettacolo, organizzato dall’Associazione Culturale ArcheoTheatron con il patrocinio gratuito del Comune di Cerveteri, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, rappresenta un’occasione preziosa per vivere un’esperienza culturale e spirituale insieme, nel cuore di Cerveteri, riscoprendo una tradizione profondamente legata al territorio.

Un appuntamento ad ingresso libero da non perdere, capace di unire teatro, storia e devozione in una serata di grande suggestione.

OLTRE I SILENZI: RICONOSCERE I SEGNALI DEI DISTURBI DELL’UMORE NEGLI ADOLESCENTI.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE E DELL’INTERVENTO PRECOCE. INTERVISTA AD ADELIA LUCATTINI, ORDINARIO DELLA SOCIETÀ PSICOANALITICA ITALIANA

Intervista di Marialuisa Roscino

L’adolescenza è una fase di metamorfosi profonda, dove il confine tra le normali oscillazioni emotive e un vero e proprio disturbo dell’umore all’inizio può essere sfumato. Intervenire tempestivamente non è solo una scelta clinica, ma un atto di prevenzione che può cambiare radicalmente la traiettoria di vita di  un giovane. In che modo è possibile riconoscere i disturbi dell’umore in adolescenza? Cosa riferiscono al riguardo, gli studi epidemiologici? Come si arriva alla diagnosi dei disturbi dell’umore? E come è possibile curarli? Di questo e molto altro, ne parliamo con Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association.

Lucattini: “Sostenere i figli senza giudicare. Comprensione e fiducia aiutano più delle critiche”.

Dott.ssa Lucattini, quali sono le principali tipologie dei disturbi dell’umore?

Esistono diverse modalità di classificazione dei disturbi dell’umore, a seconda dei sistemi diagnostici utilizzati a livello internazionale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nella Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-11), inserisce i disturbi dell’umore, denominati anche disturbi affettivi, comprendendo i disturbi depressivi, i disturbi bipolari e i disturbi dell’umore indotti da sostanze o da condizioni mediche (WHO, ICD-11).

Si tratta di patologie mentali che coinvolgono la sfera emotiva, cognitiva e comportamentale, caratterizzate da alterazioni significative e prolungate del tono dell’umore, che può assumere prevalentemente una polarità depressiva (tristezza, perdita di interesse, rallentamento psicomotorio) o euforica/maniacale (esaltazione, iperattività, ridotto bisogno di sonno, impulsività).

I due poli, depressione e mania, rappresentano gli estremi di un continuum psicopatologico in cui si collocano diverse forme intermedie, come l’ipomania, la distimia (depressione cronica lieve) e il disturbo ciclotimico, caratterizzato da oscillazioni dell’umore più lievi ma persistenti nel tempo.

Accanto ai sistemi diagnostici descrittivi, esiste inoltre un manuale di classificazione psicodinamica utilizzato nella ricerca e nella pratica clinica internazionale: il Psychodynamic Diagnostic Manual (PDM), elaborato da una Task Force di associazioni psicoanalitiche internazionali propone una diagnosi multidimensionale che affianca alla descrizione dei sintomi il funzionamento mentale, l’organizzazione della personalità e l’esperienza soggettiva del paziente.

 Gli studi epidemiologici cosa indicano in merito?

 Gli studi epidemiologici internazionali mostrano che i disturbi dell’umore rappresentano una delle principali cause di disabilità psicologica e sociale a livello mondiale.

I dati provenienti dall’ampia World Mental Health Survey Initiative, condotta in oltre 30 Paesi e promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (2023) in collaborazione con la Harvard Medical School, indicano che la prevalenza nel corso della vita dei disturbi dell’umore varia dal 7% al 20%, con differenze legate al contesto socioculturale e alle metodologie diagnostiche utilizzate.

Il Disturbo Depressivo Maggiore interessa circa il 5% della popolazione mondiale, ma raggiunge punte del 10–12% nelle donne rispetto al 4–6% negli uomini; i Disturbi Bipolari presentano una prevalenza stimata tra l’1% e il 3%, ma possono raggiungere il 5% se si includono le forme sub-soglia o ciclotimiche; circa il 10–15% delle persone inizialmente diagnosticate con depressione maggiore sviluppano successivamente un quadro bipolare, confermando la complessità diagnostica e la necessità di un attento monitoraggio.

Come si arriva alla diagnosi dei disturbi dell’umore?

 La diagnosi di un disturbo dell’umore viene posta quando le oscillazioni emotive, verso la tristezza o verso l’euforia, diventano intense, persistenti nel tempo e tali da interferire in modo significativo con la vita quotidiana, il funzionamento scolastico o lavorativo e le relazioni affettive. Non si tratta quindi di normali variazioni dell’umore, ma di condizioni cliniche strutturate che incidono profondamente sul pensiero, sul comportamento, sulla percezione di sé e sul rapporto con gli altri.

Nel polo depressivo, l’adolescente o l’adulto può sperimentare un senso profondo di vuoto, rallentamento del pensiero e della parola, perdita di energia vitale, sentimenti di autosvalutazione. Nel polo maniacale o ipomaniacale, invece, si osservano accelerazione del pensiero e del linguaggio, iperattività, ridotto bisogno di sonno e una sensazione di euforia o di onnipotenza immotivata. Spesso, soprattutto nelle fasi iniziali, la manifestazione più precoce non è l’agitazione evidente, ma l’accelerazione del flusso mentale, che può compromettere la coerenza del pensiero e del discorso.

La diagnosi viene effettuata da uno specialista in psichiatria o da un’équipe multidisciplinare che può includere psicologi clinici e psicoterapeuti, attraverso una valutazione approfondita che tenga conto della storia evolutiva, del contesto familiare e del funzionamento psicologico complessivo del giovane. In questa direzione, la The Lancet Psychiatry Commission on Youth Mental Health (2026) sottolinea l’importanza di modelli di cura integrati, centrati sul giovane e basati sul coinvolgimento attivo della famiglia lungo tutto il percorso di cura, dalla valutazione iniziale all’intervento precoce e alla continuità assistenziale.

Perché spesso la diagnosi dei disturbi dell’umore negli adolescenti arriva in ritardo?

Sono diversi i fattori che concorrono a ritardare la diagnosi dei disturbi dell’umore in adolescenza. Gli adolescenti spesso faticano a riconoscere e verbalizzare il proprio malessere emotivo; i genitori possono interpretare l’instabilità dell’umore come una fase “normale” dello sviluppo adolescenziale; inoltre, il contesto scolastico non è strutturalmente deputato alla diagnosi clinica, che resta demandata ai servizi sanitari specialistici. Questo insieme di elementi contribuisce a una sottovalutazione iniziale dei sintomi e a un accesso tardivo alle cure.

Molti ragazzi non hanno una piena consapevolezza dei propri conflitti emotivi e come le difese inconsce possano mascherare o “criptare” il malessere, rendendolo poco visibile sul piano comportamentale. Una revisione sistematica sull’efficacia della psicoterapia psicodinamica in età evolutiva ha evidenziato che tali approcci risultano particolarmente indicati nei disturbi interiorizzati, come depressione e ansia, che tendono a non esprimersi in modo eclatante.

Uno studio su Frontiers in Child and Adolescent Psychiatry (2023) ha rilevato che il tempo medio che intercorre tra l’esordio dei sintomi e la diagnosi supera spesso i due anni, soprattutto per la difficoltà nel distinguere i sintomi depressivi da quelli ansiosi o dai disturbi dell’attenzione.

Un’ulteriore conferma proviene da Child and Adolescent Psychiatry and Mental Health (2026), che evidenzia come il ritardo diagnostico nei disturbi dell’umore giovanili sia associato a presentazioni cliniche atipiche, comorbilità frequenti e scarsa integrazione tra servizi educativi e sanitari. Gli autori sottolineano che l’assenza di modelli di valutazione multidimensionale e la tendenza a normalizzare il disagio emotivo adolescenziale rappresentano fattori chiave nel posticipare l’intervento clinico.

A che età si manifestano i disturbi dell’umore?

 I disturbi dell’umore possono comparire a qualsiasi età, ma l’esordio avviene più frequentemente durante l’infanzia e, soprattutto, nell’adolescenza. Nei bambini i segnali sono spesso atipici e difficili da riconoscere, con prevalenza di irritabilità, instabilità emotiva, disturbi del sonno e dell’attenzione, che possono condurre a diagnosi errate.

Durante l’adolescenza, fase di profonda riorganizzazione emotiva e identitaria, i sintomi diventano più evidenti e possono includere episodi depressivi, fluttuazioni dell’umore, crisi d’ansia e alterazioni del ritmo sonno-veglia, talvolta alternate a fasi di aumentata energia e attività mentale.

L’età media di esordio dei disturbi dell’umore si colloca prevalentemente tra i 12 e i 18 anni, con un secondo picco nella prima età adulta, tra i 20 e i 30 anni, in corrispondenza di fasi di particolare vulnerabilità evolutiva (Molecular Psychiatry, 2026).

Quali sono gli interventi più efficaci in adolescenti con disturbi dell’umore?

 Negli adolescenti con disturbi dell’umore, gli interventi psicologici più efficaci sono quelli che integrano il lavoro sul funzionamento emotivo con il coinvolgimento della famiglia. Approcci come la terapia interpersonale e le terapie sistemico-relazionali si sono dimostrati utili nel ridurre i sintomi depressivi e nel prevenire le ricadute, soprattutto quando inseriti in programmi di cura strutturati e continuativi.

La Short-Term Psychoanalytic Psychotherapy (STPP) rappresenta un modello efficace anche in età adolescenziale: pur essendo a tempo limitato, consente di lavorare sui conflitti emotivi, sulle dinamiche relazionali e sull’alleanza terapeutica, favorendo cambiamenti clinicamente significativi.

Ricerche recenti indicano che gli interventi psicodinamici  e psicoanalitici integrati producono benefici duraturi nel tempo e risultano più efficaci rispetto al solo trattamento farmacologico, in particolare nei quadri depressivi dell’adolescenza (BMC Psychiatry, 2025).

La famiglia può avere un ruolo importante nella gestione dei disturbi dell’umore adolescenziali?

 La famiglia può rappresentare un importante fattore protettivo o, al contrario, di rischio nel decorso dei disturbi dell’umore in adolescenza. Comunicazione aperta, supporto emotivo, stabilità delle routine quotidiane e partecipazione attiva al percorso di cura favoriscono una migliore aderenza ai trattamenti e riducono il rischio di ricadute.

Il contesto familiare costituisce lo spazio in cui il ragazzo proietta e rielabora conflitti emotivi, vissuti di dipendenza e separazione, aspettative inconsce e modalità di attaccamento. Il lavoro clinico che coinvolge i genitori consente di comprendere e modificare queste dinamiche, facilitando i processi di regolazione affettiva e di integrazione emotiva dell’adolescente.

La qualità dell’alleanza terapeutica con i genitori e il loro coinvolgimento attivo nel trattamento sono associati a migliori esiti clinici negli adolescenti con disturbi dell’umore. Inoltre, gli interventi che includono il supporto genitoriale o la psicoterapia familiare risultano efficaci nel ridurre la frequenza e la gravità degli episodi affettivi nel lungo termine (International Journal of Social Psychiatry (2023); Frontiers in Psychology (2024).

Perché è molto importante l’intervento precoce per la cura dei disturbi dell’umore in adolescenza?

 Intervenire precocemente nei disturbi dell’umore consente di ridurre la durata e la gravità degli episodi, prevenire la cronicizzazione, preservare il funzionamento scolastico e sociale e diminuire significativamente il rischio suicidario. Un trattamento tempestivo permette di agire quando i sintomi sono ancora plastici e meno strutturati, aumentando le possibilità di una remissione stabile.

La letteratura psicodinamica ha mostrato come anche interventi psicoterapeutici relativamente brevi possano produrre un effetto sleeper, ovvero benefici che si consolidano e diventano più evidenti nel tempo, anche dopo la conclusione della terapia. Inoltre, le evidenze più recenti indicano che l’intervento precoce può influenzare positivamente la traiettoria neurobiologica dei disturbi dell’umore, contribuendo a una migliore regolazione emotiva e a una maggiore integrazione delle funzioni affettive. L’intervento precoce non rappresenta solo una risposta ai sintomi presenti, ma una vera e propria azione preventiva che tutela lo sviluppo psicologico futuro e favorisce la costruzione della resilienza nel lungo periodo (Frontiers in Psychiatry, 2025).

Quali consigli si sente di dare ai genitori?

 -Attenzione ai segnali. Cambiamenti improvvisi di umore, sonno, appetito o rendimento scolastico non vanno sottovalutati;

-Chiedere aiuto presto. In caso di irritabilità persistente o isolamento, consultare uno specialista è fondamentale;

-Fare squadra con i curanti. La collaborazione tra famiglia e professionisti rende la cura più efficace;

-Non sospendere le cure da soli. Anche se i sintomi migliorano, le terapie vanno modificate solo con il medico;

-Sostenere i figli senza giudicare. Comprensione e fiducia aiutano più delle critiche;

-Dare stabilità quotidiana. Routine e dialogo favoriscono l’equilibrio emotivo.

 

 

MUNICIPIO XV, TORQUATI – CHIRIZZI (MUN.XV): “IL 15 GENNAIO INAUGURAZIONE CASA DELL’ ACQUA ACEA ATO 2 A PARCO DELLA MARATONA”

Comunicato stampa

“Sarà inaugurata il 15 gennaio alle 13.00 la quarta Casa dell’Acqua del Municipio XV. L’impianto, fornito e installato da Acea Ato 2 all’interno del Parco Atleti Azzurri d’Italia (Parco della Maratona) garantirà l’erogazione gratuita di acqua potabile liscia e gasata ventiquattr’ore su ventiquattro.

All’inaugurazione saranno presenti l’Assessora ai Lavori Pubblici di Roma Capitale, Ornella Segnalini, il Direttore Generale di Acea Ato 2, Andrea Aliscioni, e i rappresentanti istituzionali del Municipio XV.”

Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati e l’Assessora ai Lavori Pubblici, Luigia Chirizzi.

“Tornare in Montagna per la Libertà”, la presentazione del libro di Paolo Prosperi a Cerveteri

Comunicato stampa

SINOSSI
Italia, 2026.
Un’ondata di qualunquismo dilaga nel Paese, aprendo la strada a un governo autoritario di destra che, passo dopo passo, tradisce i valori della Costituzione e soffoca ogni forma di dissenso.
Sotto la guida del Generale Italo Costantini e del Primo Ministro Ermanno Fallaci, prende forma una nuova dittatura ispirata al fascismo.
Ma l’Italia non resta in silenzio.
Tra repressione e violenza, nasce una nuova Resistenza, fatta di donne e uomini che non accettano di veder crollare la democrazia conquistata con il sangue dei partigiani.
A guidare la ribellione è il Generale Ilario Montebello, che abbandona l’esercito per organizzare un movimento clandestino.
Accanto a lui, figure come Mario, Guido, Alex, John, Rosso e Tocai animano la lotta nelle diverse regioni, accendendo le prime scintille a Milano, Genova, Firenze e Napoli.
Tra ideali, sacrifici e memoria storica, questa è la storia di una nuova Resistenza, ispirata ai grandi del passato – Pertini, Parri, Terracini – e pronta a tutto per difendere la libertà.
Un racconto attuale e potente che mescola storia, politica e azione, ricordandoci che la democrazia non è mai scontata – e che la libertà va difesa, sempre.

Colleferro: operaio muore schiacciato da un trasformatore di 50 quintali

Comunicato stampa

Un lavoratore di 40 anni ha perso la vita in un’azienda nell’area industriale di Colleferro. È rimasto schiacciato da un trasformatore mentre erano in corso le operazioni di spostamento con un muletto. È la prima vittima, di cui si ha notizia, del lavoro dell’anno nel Lazio di una strage quotidiana che non si ferma.” Così in una nota la Cgil di Roma e del Lazio e la Camera del Lavoro della Cgil di Roma Sud Pomezia Castelli.

“Nell’esprimere tutta la nostra vicinanza e il nostro sostegno ai familiari, – si legge nella nota – chiediamo che le indagini chiariscano cosa sia successo e le responsabilità anche in relazione ad altri gravi infortuni avvenuti con analoghe modalità ne nostro territorio.

“Non può essere derubricato tutto alla tragica fatalità. Il Lazio è una regione in cui gli infortuni sono aumentati del 7,5% negli ultimi 12 mesi. Chiediamo che si accenda un faro sui mezzi da lavoro che le lavoratrici e i lavoratori sono costretti ad usare per svolgere le loro mansioni. Continueremo a mobilitarci affinché il lavoro non sia più causa di morte e dolore e le istituzioni agiscano con misure concrete per salvare le vite.”, conclude la nota.

Segreteria CGIL di Roma e Lazio

MORTI SUL LAVORO IN ITALIA: DA GENNAIO A NOVEMBRE 2025 SONO PIÙ DI MILLE LE VITTIME: 10 IN PIÙ DEL 2024.

Comunicato stampa

 

OLTRE LA METÀ DEL PAESE RESTA IN ZONA ROSSA E ARANCIONE.

 

In undici mesi si contano 1.010 infortuni mortali totali. Sono 735 quelli in occasione di lavoro e 275 in itinere. Lombardia, Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte e Sicilia sono le regioni con il maggior numero di vittime totali. Il settore più colpito resta quello delle Costruzioni. Aumentano anche le denunce di infortunio.

IL COMMENTO AI DATI AGGIORNATI AL MESE DI NOVEMBRE 2025

“I dati relativi ai primi undici mesi del 2025 confermano la gravità della situazione: da gennaio a novembre le vittime totali sul lavoro sono 1.010. Rispetto al 2024, si contano 10 vittime in più, con oltre metà del Paese in zona rossa e arancione. Un quadro inquietante che racconta quasi un anno di insicurezza sul lavoro: 735 sono i decessi registrati in occasione di lavoro, 133 dei quali nel settore dell’edilizia, 108 nelle attività manifatturiere e 98 nel settore trasporti e magazzinaggio. Sono questi i settori con il maggior numero di vittime e, proprio per questo, quelli da monitorare attentamente per scoprire le lacune sul fronte della sicurezza sul lavoro”. L’Ingegnere Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vegaintroduce così l’ultima indagine sull’emergenza elaborata dal proprio team di esperti.

IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE: IL SUD NELLA MORSA DELL’INSICUREZZA SUL LAVORO

A finire in zona rossa a novembre 2025, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 30,7 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori), sono: Basilicata, Umbria, Puglia, Sicilia e Campania. In zona arancione: Marche, Calabria, Liguria, Piemonte, Veneto, Abruzzo e Trentino-Alto Adige. In zona gialla: Emilia-Romagna, Sardegna, Molise, Toscana e Lazio. In zona bianca: Lombardia, Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia.

(Sul sito www.vegaengineering.com/osservatorio sono disponibili dati e grafici in merito all’argomento).

MORTI E INFORTUNI IN ITALIA: I NUMERI ASSOLUTI A NOVEMBRE 2025

Da gennaio a novembre 2025, sono 1.010 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 735 in occasione di lavoro (4 in più rispetto a novembre 2024) e 275 in itinere (6 in più rispetto al 2024). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (99). Seguono: Veneto (72), Campania (68), Emilia-Romagna (62), Piemonte (61), Sicilia (60), Lazio (57), Puglia (55), Toscana (46), Marche (24), Liguria (22), Calabria (20), Sardegna (18), Umbria (17), Trentino-Alto Adige e Abruzzo (16), Basilicata (11), Friuli-Venezia Giulia (7), Molise (3) e Valle d’Aosta (1).

(Nel report il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia).

IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI

L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).

Nei primi undici mesi dell’anno, guardando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (101,0) e in quella compresa tra i 55 e i 64 anni (51,4), seguita dalla fascia di lavoratori tra i 45 e i 54 anni (29,2).

Numericamente, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (274 vittime su un totale di 735).

DONNE E INFORTUNI MORTALI: AUMENTANO LE VITTIME IN ITINERE. 15 IN PIÙ DEL 2024

In totale sono 84 le donne decedute nei primi undici mesi del 2025 (4 in più rispetto al 2024). Di queste, 39 hanno perso la vita in occasione di lavoro (11 in meno del 2024) e 45 in itinere (15 in più del 2024), cioè nel percorso casa-lavoro.

LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE DOPPIO

Sono 233 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 1.010: 171 deceduti in occasione di lavoro e 62 in itinere. Dunque, quasi una vittima su quattro è stranieraIl rischio di morte sul lavoro risulta essere più che doppio rispetto a quello per i lavoratori italiani. Infatti, gli stranieri registrano 68,0 morti ogni milione di occupati, contro i 26,3 italiani.

SETTORI PIÙ COLPITI: COSTRUZIONI E ATTIVITÀ MANIFATTURIERE

Alla fine di novembre 2025 il settore più colpito è quello delle Costruzioni, con 133 decessi in occasione di lavoro; seguito da Attività Manifatturiere (108), Trasporti e Magazzinaggio (98) e Commercio (61).

I GIORNI PIÙ PERICOLOSI DELLA SETTIMANA: LUNEDÌ E VENERDÌ

Il lunedì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nei primi undici mesi dell’anno (23,0%). Seguito dal venerdì (20,7%) e dal mercoledì (16,1%).

DENUNCE DI INFORTUNIO: IN AUMENTO

Le denunce di infortunio totali a fine novembre aumentano del +1,5%. Dalle 543.039 registrate a fine novembre 2024 si passa alle 550.948 del 2025.

Anche alla fine dei primi undici mesi del 2025 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (65.573). Seguono: Costruzioni (35.685), Sanità (34.245), Trasporto e Magazzinaggio (31.440) e Commercio (31.086).

Da gennaio a novembre 2025 le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 199.127 (154.332 delle quali in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 351.821 (delle quali 303.172 in occasione di lavoro).

Le denunce dei lavoratori stranieri sono 117.765 su 550.948 (circa 1 su 5), mentre in occasione di lavoro se ne registrano 97.805 su un totale di 457.504 (ancora circa 1 su 5).

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

  • Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale
  • Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale
  • Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale
  • Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale

Derrate alimentari per non lasciare indietro nessuno: Protezione Civile Comunale di Cerveteri partner di Banco Alimentare Lazio

Comunicato stampa

Derrate alimentari da destinare alle famiglie in stato di difficoltà economica assistite dai Servizi Sociali del Comune di Cerveteri. Questa mattina il Gruppo Comunale di Protezione Civile di Cerveteri si è recato a Roma, per ritirare dal Banco Alimentare del Lazio il primo carico di prodotti che poi, tramite pacco alimentare, consegnerà alla fascia più debole della popolazione. Un piccolo ma concreto ed immediato sostegno, frutto di una convenzione che la Protezione Civile comunale ha stipulato con Banco Alimentare, che giungerà in città con cadenza mensile.

“Ogni mese la nostra Protezione Civile, da sempre impegnata in maniera costante nel sostegno alla popolazione e all’utenza più fragile, riceverà delle derrate alimentari di prima necessità da devolvere alle persone più bisognose della città – ha dichiarato il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti – un’attività quella del sostegno alimentare che già nei periodi più difficili della pandemia e anche negli anni a seguire si è rivelata essere fondamentale per tantissime persone, anche grazie alle numerose raccolte alimentari effettuate nel corso del tempo. Il Gruppo Comunale di Protezione Civile, su segnalazione dei Servizi Sociali, consegnerà dunque pacchi alimentari alle famiglie indigenti: un piccolo gesto, un piccolo aiuto ma concreto e utile a tamponare quantomeno le esigenze primarie”.

“Con l’occasione – conclude il Sindaco – rivolgo al Responsabile Renato Bisegni e a tutti i Volontari, un affettuoso ringraziamento per il lavoro che sempre svolgono per la nostra città”.

CELEBRIONE DEL 229° ANNIVERSARIO DELL’ISTITUZIONE DEL TRICOLORE – SCUOLE  DELL’ INFANZIA  DI BRACCIANO VIA PASQUALETTI

Comunicato stampa

Il mattino del 7 gennaio 2026 il Lions Club Bracciano Anguillara Sabazia Monti Sabatini e le Scuole dell’Infanzia di Via Pasqualetti ( inserite negli Istituti Comprensivi  di Bracciano e Trevignano Romano) hanno festeggiato la 229.ma ricorrenza della Istituzione del Tricolore italiano, avvenuta il 7 gennaio 1977 a Reggio Emilia .

L’iniziativa – intrapresa dalla neo Repubblica Cispadana costituita dalle Province di Bologna, Reggio Emilia, Parma e Piacenza per opporsi alle mire espansionistiche di Napoleone – rappresentò nel simbolo la prima unione del sentimento italiano.

E’ stata una bellissima e commovente manifestazione. Molto curata l’organizzazione da parte delle Maestre Nadia Toccaceli  e Maria Tedeschi  con il prezioso ausilio delle altre Insegnanti.

Un lungo corteo al suono del Piave si è snodato lungo il percorso che porta dalle aule ai giardini interni, preceduto dalle Bandiere nazionale ed europea recate da una Insegnante e dalla Socia Lions Maria Elisa Pezone.

Gli alunni, raggiunto il luogo del raduno,  hanno formato un semicerchio quasi abbracciando le bandiere posizionatesi al centro dalla parte opposta  ed hanno cantato  l’Inno nazionale ( il Canto degli Italiani). Poi si sono avvicinati ad un grande drappo tricolore innalzando  cartelloni a forma di Bandiere da loro ideati e realizzati.

Indi il Lions Bruno Riscaldati ha  ricordato la storia del Tricolore, indicato nella nostra Costituzione Repubblicana, che insieme  alla Bandiera europea oggi propugnano i diritti umani e la pace. Il Presidente del Lions Club, Simonetta Di Camillo,  ha chiuso la cerimonia rivolgendo  profondi ringraziamenti alle Maestre  per la formazione ai valori degli alunni e salutato fraternamente gli stessi tra gli applausi scroscianti.

 

Braciano, 13 gennaio 2026

Lions Bruno Riscaldati