Nel campo lungo dellโindustria audiovisiva, il cinema indipendente occupa spesso una posizione laterale, fuori asse rispetto alle traiettorie dominanti delle major. Eppure, proprio in questo fuori campo si genera una grammatica visiva capace di reinventare il racconto. Nei film di finzione indipendenti, la regia si concede i suoi tempi, silenzi, volute imperfezioni – che diventano segni espressivi – e un linguaggio estetico libero. La narrazione si svincola dalla struttura a tre atti imposta dal mercato e costruisce personaggi che non cercano necessariamente una risoluzione, ma un attraversamento.
Anche il documentario, dal canto suo, diventa terreno di resistenza e di osservazione critica. Qui la macchina da presa non impone, ma ascolta. Lโautore si espone, spesso con mezzi limitati, per restituire realtร marginali, conflitti invisibili, identitร in trasformazione. ร un audiovisivo libero dalle leggi di mercato e sceglie il dettaglio, la prossimitร , il contenuto. Un piano sequenza puรฒ valere piรน di un intero apparato produttivo.
In questo contesto, tra le altre cose, il disciplinare della tax credit per il cinema – una agevolazione fiscale che permette alle industrie che investono sullโaudiovisivo di recuperare una parte consistente dei costi sostenuti sotto forma di credito dโimposta – appare ancora calibrato su logiche industriali che favoriscono produzioni ad alto budget. Serve un adeguamento ad hoc che riconosca la specificitร del cinema indipendente: agevolazioni piรน accessibili, criteri meno rigidi, una valutazione che tenga conto del valore culturale oltre che del potenziale commerciale. Allo stesso modo, รจ necessario prevedere misure specifiche dedicate ai lavoratori del settore: da un punto di vista contrattuale e del riconoscimento delle professionalitร spesso ibride che caratterizzano queste produzioni. Senza questi interventi, molte opere restano allo stato di sceneggiatura, prive di risorse per essere realizzate e molte competenze rischiano di disperdersi.
Sostenere il cinema indipendente รจ un atto politico e culturale. Significa difendere la libertร dello sguardo, la possibilitร di raccontare storie fuori dai dettami delle major, di sperimentare linguaggi e forme. In un panorama sempre piรน omologato, queste opere rappresentano un โcontrocampoโ necessario. Lโurgenza รจ evidente: senza un sostegno concreto, rischiamo di perdere non solo dei film, ma interi mondi possibili.
Marzia Onorato


