Dal profilo Facebook del comune di Canale Monterano


Giornale del Lago e della Tuscia edito dall'Associazione no-profit "L'agone Nuovo".
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Comunicato stampa
Domenica 10 maggio ci vediamo al Monk insieme al sindaco Roberto Gualtieri per un momento di incontro, ascolto e partecipazione dedicato alla città che vogliamo costruire insieme.
Avanti, insieme!
Massimiliano Smeriglio
Comunicato stampa
Comunicato stampa
Comunicato stampa
Civitavecchia vive una fase di attacco da più fronti: lavoro, ambiente, salute, energia, rifiuti, porto, industria, qualità della vita. Una città che per decenni ha sostenuto pezzi fondamentali dello sviluppo nazionale viene ancora lasciata sospesa, caricata di problemi e privata di risposte.
Il Governo nazionale, la Regione Lazio e gli esponenti territoriali della destra non possono continuare a recitare parti diverse. Governano a Roma e alla Pisana, decidono o rinviano nei luoghi del potere, poi sul territorio protestano, minimizzano o applaudono il nulla.
Sulla centrale, la “riserva fredda” congela aree, progetti e lavoratori. Sul phase out mancano certezze vere. Sulla riconversione si parla di tavoli e disponibilità generiche. Sui rifiuti Civitavecchia rischia ancora di essere trattata come territorio di servizio per problemi prodotti altrove. Sull’industria mancano tempi, strumenti e garanzie.
Questa non è transizione. È sospensione organizzata.
Per questo la tappa nazionale di Industria26 – Reindustrializzare l’Italia, dedicata a “Energia per l’Italia”, che si terrà venerdì 29 maggio alle ore 15 in Aula Pucci, assume un valore politico enorme.
A Civitavecchia arriveranno dirigenti nazionali, rappresentanti istituzionali, sindacali, ambientalisti, imprenditoriali e del mondo produttivo. Interverranno, tra gli altri, Marco Piendibene, Daniele Leodori, Rocco Maugliani, Annalisa Corrado, Antonio Misiani, Paola De Micheli, rappresentanti di CGIL, CISL, UILTEC, Confindustria, Legacoop, CNA, Legambiente, Coordinamento FREE, ECCO Climate, con le conclusioni di Andrea Orlando ed Elly Schlein.
Non sarà una passerella. Sarà un confronto vero, anche dentro le contraddizioni e le ferite che attraversano il territorio. Perché Civitavecchia non ha bisogno di rassicurazioni: ha bisogno di scelte.
Il Partito Democratico sceglie di stare qui, nel punto più difficile, dove energia, lavoro, ambiente e industria non sono slogan ma vita concreta delle persone.
Invitiamo lavoratrici, lavoratori, sindacati, imprese, associazioni e cittadinanza a partecipare.
Civitavecchia non è una periferia da sacrificare.
È una città cardine della nuova fase industriale ed energetica italiana.
Il futuro non si subisce. Si organizza.
Partito Democratico Civitavecchia
Comunicato stampa
Domani, 28 maggio, all’Acquario Romano di Roma, gli studenti del Liceo Scientifico “Ignazio Vian” di Bracciano, sede di Anguillara Sabazia, saliranno sul palco della finale nazionale del concorso “Mad for Science”, promosso dalla Fondazione Diasorin ETS, dopo essere stati selezionati tra gli 8 migliori istituti italiani in gara. Un risultato di grande prestigio per la scuola e per tutto il territorio sabatino.
Il Vian partecipa con il progetto “Medical Fish Waste”, una proposta di ricerca originale e perfettamente in linea con il tema dell’edizione 2026: “Risorse naturali e salute. Come la ricerca biotecnologica ci aiuta a salvaguardare persone e ambiente”. Come si legge nel comunicato ufficiale, le scuole finaliste hanno saputo mostrare “come le biotecnologie possano essere applicate in ambito scolastico attraverso un approccio sperimentale e laboratoriale”.
La finale di domani rappresenta un momento speciale: è infatti la decima edizione del concorso, che in dieci anni ha coinvolto oltre 780 scuole e contribuito a realizzare 19 laboratori scientifici in tutta Italia, con un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro.
Durante la Challenge, una giuria composta da figure di primo piano del mondo scientifico e della comunicazione, tra cui Francesca Pasinelli, Presidente della Fondazione Diasorin ETS, e la scienziata Irene Bozzoni de “La Sapienza”, valuterà i progetti e assegnerà un montepremi complessivo di 200.000 euro destinato al potenziamento dei laboratori scolastici.
“Mad for Science” non è solo una competizione: è un modo concreto per avvicinare i giovani alla scienza attraverso il laboratorio, “strumento centrale per avvicinare i giovani al metodo scientifico e sviluppare competenze utili per il loro futuro”, come sottolinea la Presidente Pasinelli nel comunicato.
In un mondo che richiede sempre più competenze STEM, la partecipazione del Vian testimonia la qualità della formazione scientifica del territorio, la capacità dei ragazzi di lavorare in modo sperimentale e innovativo e soprattutto la volontà della scuola di investire in ricerca, sostenibilità e futuro.
A nome della comunità locale, un grande in bocca al lupo ai nostri studenti, ai docenti e a tutto il team del progetto. Essere tra gli otto finalisti nazionali è già un traguardo straordinario; domani sarà l’occasione per mostrare a tutta Italia il talento, la passione e la serietà con cui i giovani del Vian sanno affrontare le sfide della scienza.
Qualunque sarà il risultato, noi siamo già orgogliosi di voi e di tutti i giovani partecipanti.
Riccardo Agresti
Comunicato stampa
«Mi fa schifo che figure istituzionali di Fratelli d’Italia provino a ribaltare la realtà pur di difendere la loro giovanile» dichiara Flavio Coletta, rappresentate in consulta, preso a calci in pieno volto . «Io non stavo facendo nulla, stavo protestando in maniera pacifica e sono stato aggredito, ho un referto con 3 giorni di prognosi e un trauma contusivo al naso».
Gli studenti antifascisti infatti sono stati accusati di aggressioni da Fratelli d’Italia, un tentativo grottesco di riscrivere la cronaca dei fatti: dopo l’interruzione dei lavori da parte degli studenti antifascisti gli studenti di destra, smuovendosi come delle squadracce, hanno alzato i toni e assunto atteggiamenti violenti.
«Sono stato minacciato dal tutor della Consulta, dicendomi che mi avrebbe ammazzato di botte – racconta Lukman Cortoni, Presidente della commissione Diritto allo Studio della Consulta – mi fa ribrezzo come provino a storpiare una vicenda che è ormai troppo chiara».
«Come sempre, incapaci di portare avanti metodi democratici, hanno preferito passare alle mani provando dopo a farsi passare per vittime, purtroppo questa volta i video e i referti parlano d’altro» spiega Bianca Piergentili, Coordinatrici Regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio.
Ancora una volta l’USR per il Lazio resta in silenzio, e anzi non garantisce l’incolumità dei ragazzi in Consulta, costretti a vivere una aggressione anche da parte di persone più grandi e esterne alla Consulta, sempre riconducibili a Fratelli d’Italia.
Comunicato stampa
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani interviene con forte preoccupazione sugli episodi verificatisi durante la seduta della Consulta Provinciale degli Studenti di Roma, dove il confronto tra rappresentanze studentesche è degenerato in tensioni fisiche e verbali incompatibili con i principi della convivenza democratica e del dialogo civile che la scuola dovrebbe custodire e promuovere.
Al di là delle diverse ricostruzioni diffuse nelle ultime ore e delle inevitabili strumentalizzazioni politiche, ciò che emerge con chiarezza è un dato culturale allarmante: il progressivo impoverimento del linguaggio democratico tra le giovani generazioni. Quando un’assemblea studentesca — organismo nato per educare alla partecipazione, alla rappresentanza e alla mediazione — si trasforma in un’arena di scontro ideologico, il problema non riguarda più soltanto gli studenti coinvolti, ma l’intero sistema educativo e sociale.
La controversia relativa alla modifica della denominazione della commissione dedicata alla memoria storica ha assunto un significato che va oltre la semplice questione terminologica. Le parole possiedono un peso storico, etico e simbolico; tuttavia, in una democrazia matura, nessuna identità culturale può essere difesa attraverso la sopraffazione dell’altro, così come nessuna decisione può essere imposta cancellando il diritto al dissenso. La democrazia vive infatti di equilibrio tra maggioranza e opposizione, tra rappresentanza e ascolto reciproco.
Il CNDDU ritiene profondamente inquietante il ritorno, anche simbolico, di linguaggi aggressivi, richiami alla violenza politica e forme di radicalizzazione che evocano stagioni drammatiche della storia italiana. La memoria storica non può essere trasformata in uno strumento di contrapposizione permanente né in un marchio identitario utilizzato per delegittimare chi la pensa diversamente. Allo stesso tempo, ogni tentativo di svuotare o relativizzare i valori costituzionali nati dalla lotta contro i totalitarismi rischia di alimentare ulteriori fratture e incomprensioni.
La vera emergenza educativa oggi non è soltanto l’intolleranza politica, ma l’incapacità crescente di abitare il conflitto democratico senza trasformarlo in ostilità personale. Molti adolescenti sembrano assimilare modelli comunicativi fondati sull’aggressività, sulla semplificazione estrema e sulla demonizzazione dell’avversario, dinamiche amplificate da un ecosistema mediatico e digitale che privilegia lo scontro rispetto alla riflessione.
Per questo motivo il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama con forza la necessità di investire in una educazione civica autentica, non ridotta a insegnamento formale o celebrativo, ma capace di formare coscienze critiche, spirito democratico e competenze relazionali. La scuola deve tornare a essere laboratorio di confronto civile, spazio di mediazione culturale e palestra di cittadinanza attiva.
Non servono studenti addestrati alla contrapposizione ideologica; servono giovani capaci di sostenere le proprie convinzioni senza cedere all’odio, alla violenza verbale o alla logica del nemico. La memoria storica, se autenticamente compresa, dovrebbe insegnare proprio questo: che ogni democrazia si indebolisce quando il dialogo viene sostituito dalla radicalizzazione e quando il dissenso smette di essere riconosciuto come valore costituzionale.
Il CNDDU auspica pertanto che l’episodio di Roma non venga archiviato come una semplice “rissa tra studenti”, ma rappresenti un’occasione di riflessione nazionale sul disagio democratico delle nuove generazioni e sulla responsabilità educativa che istituzioni, scuola, politica e società adulta hanno nel costruire un clima di rispetto, partecipazione e maturità civile.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU