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COPPA ITALIA DI VELA AL LAGO DI BRACCIANO

dal 29 al 31 maggio 2026

Bando contributi sportivi 2025, in fase conclusiva l’istruttoria: 24 domande per il primo avviso comunale sulle spese ordinarie

Comunicato stampa

È in fase conclusiva l’istruttoria relativa al bando per la concessione di contributi economici destinati alle spese ordinarie di gestione delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche cittadine per l’anno 2025.
La graduatoria e le assegnazioni sono sostanzialmente pronte: si attendono soltanto le ultime integrazioni documentali richieste dall’Ufficio Sport per completare formalmente il procedimento.
A fronte di 25 contributi erogabili, sono pervenute 24 domande. Un dato importante, che conferma l’ampia partecipazione del tessuto sportivo cittadino e la necessità di uno strumento pensato non per eventi occasionali, ma per sostenere la quotidianità delle società sportive.
Il lavoro istruttorio è stato particolarmente rilevante. Le associazioni hanno prodotto un’enorme quantità di documentazione: fatture, ricevute, rendiconti federali, attestazioni di spesa, documenti relativi ad affiliazioni, campionati, collaborazioni scolastiche, attività giovanili, sociali e inclusive.
Per il primo bando comunale di questo tipo si tratta di un passaggio significativo. L’Amministrazione ha scelto di sostenere le realtà sportive non solo per ciò che mostrano nei campi, nelle palestre e negli impianti, ma anche per il peso economico, educativo e sociale che reggono ogni giorno.
L’istruttoria ha reso evidente un dato spesso poco percepito: le società sportive cittadine muovono risorse importanti, sostengono costi rilevanti e garantiscono un servizio essenziale alla comunità, soprattutto per giovani, famiglie, scuole e inclusione sociale. E questo riguarda soltanto le spese ammissibili al bando, non l’intero volume economico realmente sostenuto dal movimento sportivo.
Una volta concluso il procedimento, sarà importante restituire pubblicamente questo quadro alla città. Non solo per trasparenza, ma anche per aprire una riflessione più ampia: lo sport cittadino non è un settore marginale, è una rete sociale, educativa ed economica che merita attenzione, sostegno e corresponsabilità.
Anche per questo intendo rivolgere un appello al mondo produttivo e imprenditoriale che opera e genera valore attorno a Civitavecchia: guardare allo sport come a un investimento sulla città, non come a una voce accessoria. Le associazioni sportive producono comunità, salute, educazione, partecipazione e opportunità. Aiutarle significa aiutare Civitavecchia.
Il bando rappresenta un primo passo concreto. L’obiettivo è consolidare nel tempo strumenti sempre più efficaci, trasparenti e capaci di sostenere il lavoro quotidiano delle società sportive cittadine.

Si conclude la tre giorni dedicata alle professioni del mare: studenti e istituzioni a confronto in Aula Pucci

Comunicato stampa

Si è conclusa ieri, presso l’Aula Consiliare “Renato Pucci”, la tre giorni dedicata alla promozione delle professioni del mare organizzata dal Comune di Civitavecchia, attraverso gli Assessorati al Lavoro e alla Pubblica Istruzione, in collaborazione con MSC Crociere, con gli istituti cittadini a indirizzo tecnico “Marconi” e “Calamatta – Stendhal” e con il Centro di Formazione Professionale regionale.
L’incontro conclusivo ha coinvolto studentesse e studenti delle classi quarte e quinte, che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con rappresentanti istituzionali e con operatori del settore marittimo e crocieristico, approfondendo le caratteristiche, le competenze richieste e le prospettive occupazionali offerte dal lavoro a bordo e dalle professioni legate al mare.
Nel corso delle giornate del 25 e 26 maggio gruppi di studenti selezionati dagli istituti avevano inoltre visitato alcune navi da crociera MSC, entrando direttamente in contatto con ambienti di lavoro, con le figure professionali e con l’organizzazione della vita a bordo, vivendo così un’esperienza concreta di orientamento e di formazione.
“Queste iniziative rappresentano un’occasione importante per avvicinare i giovani a uno dei settori strategici della nostra città – ha dichiarato l’Assessore al Lavoro Piero Alessi –. Abbiamo voluto costruire un percorso che mettesse in relazione scuola, formazione e mondo del lavoro, offrendo agli studenti la possibilità di conoscere direttamente le opportunità professionali che il comparto marittimo può offrire”.
“Crediamo molto nel valore dell’orientamento e del contatto diretto con le realtà produttive del territorio – ha aggiunto l’Assessora alla Pubblica Istruzione Stefania Tinti –. Consentire ai ragazzi di visitare le navi e dialogare con chi lavora quotidianamente in questo settore significa aiutarli a compiere scelte più consapevoli per il loro futuro”.
“Civitavecchia vive un legame storico e profondo con il mare e con il porto – ha concluso il sindaco Marco Piendibene –. Investire nell’orientamento dei giovani e nel rapporto tra istruzione e mondo del lavoro significa investire sul futuro della città. Ringraziamo MSC Crociere, gli istituti scolastici coinvolti, il personale docente e tutte le realtà che hanno contribuito alla riuscita di questa iniziativa”.

Concerto di Primavera “Fra Ironia e Malinconia” 31 maggio ore 19, chiesa di San Francesco, Anguillara

Comunicato stampa

la Rassegna dei Concerti di Primavera continua con il duo di violoncello e pianoforte di due giovanissime musiciste, Rebecca Rotondi e Viviana Di Rita, che ci propongono un interessante dialogo musicale tra autori francesi.
Tra le ferite della Prima Guerra Mondiale e le spinte del primo dopoguerra, la musica francese d’inizio Novecento si ritrova sospesa tra il rimpianto per il passato e lo slancio verso il futuro. Il concerto esplora questo spartiacque attraverso tre sguardi d’eccezione: da un lato la malinconia, intima e dolente in Debussy o espressa attraverso il rigore profondo di Nadia Boulanger; dall’altro l’ironia di Poulenc, che esorcizza le inquietudini dell’epoca con un linguaggio brillante, graffiante e spiccatamente teatrale. Un affascinante dualismo che prenderà vita grazie al dialogo tra il violoncello di Rebecca Rotondi e il pianoforte di Viviana Di Rita.

Come sempre l’ingresso è libero e siete tutti benvenuti

EZIO GUAITAMACCHI OSPITE AL SANTA JONA FESTIVAL BLUES JAZZ DI OVINDOLI

Comunicato stampa

 – FOREVER SILVIO DI GIULIO

IL CELEBRE GIORNALISTA MUSICALE IN GIURIA E PROTAGONISTA CON IL SUO SPETTACOLO DEDICATO ALLA STORIA DEL ROCK

CHIUSURA ISCRIZIONI BANDO BAND EMERGENTI: 15 GIUGNO 2026

Santa Jona di Ovindoli (L’Aquila), 28 maggio 2026

Sarà il giornalista musicale Ezio Guaitamacchi l’ospite d’onore della seconda edizione del “Santa Jona Festival Blues Jazz – Forever Silvio Di Giulio”, manifestazione dedicata alla valorizzazione dei gruppi musicali emergenti nei generi jazz, blues, rock e pop. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Culturale Musicale Fondazione Silvio Di Giulio, si terrà domenica 28 giugno 2026.

Il concorso è intitolato a Silvio Di Giulio, giovane giornalista, critico musicale e musicista, scomparso prematuramente nel 2024. Figura appassionata e sensibile del panorama musicale e culturale, Silvio Di Giulio ha dedicato la propria attività alla promozione della musica dal vivo, alla ricerca artistica e al sostegno dei talenti emergenti, con uno sguardo attento e competente rivolto in particolare alle nuove generazioni.

Ezio Guaitamacchi, autori di libri musicali bestseller come “Delitti Rock”, Atlante Rock”, “Peace & Love”, “Rockfile”, “She’s a woman” e “Amore, morte & Rock’n’roll”, oltre che popolare volto televisivo (“Delitti Rock” su Rai 2, “Good Vibrations” e altre trasmissioni), sarà nella giuria che valuterà le giovani band in gara e contestualmente a chiusura della manifestazione presenterà il suo spettacolo dedicato alla storia del rock. Uno show, tra musica e teatro, che lo vedrà protagonista sul palco insieme alle cantanti Brunella Boschetti e ad Andrea Mirò.

“La presenza di Ezio Guaitamacchi è per noi molto significativa”, commenta la presidente dell’associazione Marta Pedone, mamma di Silvio, “Oltre ad essere uno dei giornalisti musicali più importanti, Ezio era uno dei giornalisti più apprezzati e seguiti da Silvio. Tanto che non si perdeva le sue presentazioni e in tante occasioni ci ha parlato di lui”.

Per Ezio Guaitamacchi si tratta della sua prima volta in Abruzzo. “Sarà un’occasione per incontrare i tanti appassionati abruzzesi, che da anni mi scrivono per avere curiosità sulla storia del rock”, afferma Ezio Guaitamacchi, “Ma soprattutto sarà una serata per ricordare Silvio Di Giulio, che ricordo ancora con affetto”. La manifestazione si aprirà domenica 28 giugno, alle ore 15, con l’esibizione delle varie band. Mentre lo spettacolo di Ezio Guaitamacchi è previsto intorno alle ore 21, prima delle premiazioni dei vincitori. L’ingresso alla manifestazione è gratuito.

Il concorso è aperto a band composte da almeno due elementi, con età compresa tra i 15 e i 39 anni (è ammesso un solo componente senza limiti di età), che propongano brani originali editi o inediti o cover appartenenti ai generi jazz, blues, rock e pop. Le iscrizioni si chiuderanno il 15 giugno 2026.

Per partecipare è necessario inviare una mail all’indirizzo fondazionesilviodigiulio@gmail.com, allegando il modulo di iscrizione compilato e firmato, la ricevuta del bonifico della quota di partecipazione e una registrazione audio/video (demo) di un brano della durata massima di 4 minuti.

Il concorso si articola in due fasi: una selezione preliminare tramite valutazione delle demo inviate; la finale dal vivo, che si terrà domenica 28 giugno 2026 a Santa Jona di Ovindoli (L’Aquila), con esibizione dal vivo davanti alla commissione artistica. Accederanno alla finale Live le band finaliste selezionate dalla commissione. I premi finali e il bando di concorso sono consultabili nella sezione dedicata del sito ufficiale www.fondazionesilviodigiulio.com

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L’emicrania nei giovani: dalla predisposizione al benessere quotidiano.

Intervista alla Dott.ssa Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

 Di Marialuisa Roscino

 L’emicrania giovanile spesso considerata un sintomo passeggero legato allo stress, affonda, in realtà, le sue radici in una fitta rete di cause in cui s’incontrano fattori genetici, fattori ambientali e caratteristiche psicologiche specifiche. Oggi, infatti, i giovani sono sottoposti a una maggiore pressione prestazionale e sociale che scatena gli attacchi emicranici.

La scuola, le aspettative sul futuro, ma anche l’iperstimolazione da dispositivi digitali e l’alterazione del ritmo sonno-veglia, possiamo riconoscere che sono senz’altro, i trigger “emotivi” e “sociali” più comuni,  pertanto, avere un corretto stile di vita: dormire bene, evitare alcolici, tutte le sostanze stupefacenti, il fumo di sigaretta curare l’alimentazione e praticare sport regolarmente è fondamentale. Ne parliamo al riguardo,  in questa intervista con Adelia, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association, Esperta di bambini e adolescenti.

 

Lucattini: “L’emicrania nei giovani non può essere curata guardando solo al sintomo fisico. Esiste una base biologica innegabile, una sorta di ‘iper-reattività’ del sistema nervoso centrale. Tuttavia, nei ragazzi il corpo parla un linguaggio speciale: il dolore fisico diventa spesso il teatro di un disagio emotivo o di una tensione psicologica che non trova le parole per essere espressa. L’attacco emicranico è, a tutti gli effetti, un cortocircuito tra mente e corpo.”

 

Dott.ssa Lucattini, in che modo è possibile distinguere un mal di testa legato allo stress psicologico o alla stanchezza da un sintomo che richiede invece, un approfondimento neurologico e psicologico specialistico?

 La cefalea negli adolescenti non va mai banalizzata o sminuita. L’emicrania è una malattia neurologica cronica e recidivante, riconosciuta dalla classificazione internazionale delle cefalee, ICHD-3, e può interferire in modo importante con la vita scolastica, sociale, familiare e affettiva del ragazzo. In adolescenza il dolore non è soltanto un sintomo fisico: può diventare anche un modo attraverso cui il corpo esprime tensioni, sovraccarico emotivo, ansia, difficoltà nel processo di separazione dai genitori, conflitti non verbalizzati o una fatica a mentalizzare emozioni intense.

La prima cosa che i genitori devono fare è ascoltare l’adolescente e prendere sul serio il suo dolore, senza ridurlo a “stress”, “fissazione”, “esagerazione” o “una scusa per non andare a scuola”.

Allo stesso tempo, è importante non allarmarsi eccessivamente, perché molti mal di testa sono benigni, ma vanno compresi e inquadrati. Se gli episodi sono ricorrenti, intensi, associati a nausea, vomito, fotofobia, fonofobia, vertigini, disturbi visivi, assenze da scuola o uso frequente di analgesici, è necessario rivolgersi a uno specialista.

Dal punto di vista neurologico, è fondamentale distinguere tra cefalea tensiva, emicrania con o senza aura, cefalee secondarie e forme particolari che possono comparire in età evolutiva. La diagnosi resta prevalentemente clinica e deve considerare frequenza, durata, localizzazione del dolore, sintomi associati, familiarità, sonno, alimentazione, ciclo mestruale, uso di schermi, attività fisica, farmaci e carico scolastico. Una revisione sistematica del 2026 sulle linee guida per la gestione dell’emicrania negli adolescenti conferma il ruolo dell’ICHD-3 come riferimento diagnostico e sottolinea l’importanza di un approccio integrato, che includa terapia dell’attacco, prevenzione, educazione del paziente e correzione degli stili di vita (Cephalalgia, 2026)

 Secondo la Sua esperienza, qual è l’età critica in cui l’emicrania tende a manifestarsi per la prima volta durante l’adolescenza e quali sono le principali ricadute psicologiche ed emotive sulla vita quotidiana dei ragazzi?

 Nell’adolescenza, l’emicrania può manifestarsi o accentuarsi a partire dalla pubertà, con una maggiore evidenza tra i 12 e i 18 anni. In questa fase della vita diventa più frequente nelle ragazze, anche per l’influenza delle modificazioni ormonali e del ciclo mestruale, ma riguarda anche molti ragazzi. L’adolescenza è un periodo particolarmente delicato perché il cervello è ancora in maturazione, il corpo cambia rapidamente e il ragazzo deve affrontare nuove richieste scolastiche, relazionali, affettive e identitarie.

Dal punto di vista clinico, l’emicrania adolescenziale è una cefalea primaria caratterizzata da attacchi ricorrenti, spesso associati a nausea, fastidio per la luce e i rumori, bisogno di isolamento, stanchezza e riduzione del rendimento scolastico. Gli attacchi possono interferire con la frequenza a scuola, lo studio, lo sport, le uscite con i coetanei e la qualità del sonno. Quando il dolore diventa frequente, l’adolescente può iniziare ad anticipare con ansia la comparsa dell’attacco, limitando progressivamente le proprie attività.

Il mal di testa cronico può trasformarsi in un vero e proprio fattore di rischio per lo sviluppo di ansia e depressione nei ragazzi? E, in chiave psicoanalitica, esiste in particolare,  un legame bidirezionale tra il dolore fisico e la sofferenza emotiva?

 Le ricadute psicologiche possono essere importanti. L’emicrania può favorire ansia, irritabilità, umore depresso, ritiro sociale, senso di “diversità” rispetto ai coetanei, paura di non essere creduti e difficoltà nel rapporto con il proprio corpo. La letteratura scientifica sottolinea che nei giovani con emicrania o cefalea ad alta frequenza le comorbidità psichiatriche hanno effetti negativi sulla gravità del dolore, sulla cronicizzazione, sulla qualità della vita, sul rendimento cognitivo e scolastico e sul benessere generale; gli autori raccomandano di valutare regolarmente sintomi psicologici, resilienza, funzioni esecutive e funzionamento scolastico.

Anche un solo episodio l’anno è traumatizzante, poiché improvviso e qualcosa che aggradisce dall’interno senza potersi difendere. Se però l’adolescente  ha uno o più attacchi alla settimana o un’emicrania cronica, le reazioni ansioso-depressive sono inevitabili. Il dolore fisico è traumatizzante di per sé, diminuisce le difese mentali, rende più fragili e vulnerabili. L’ansia e la depressione aumentano il dolore una volta che sia iniziato l’attacco emicranico e possono anche scatenarlo. L’emicrania in adolescenza può essere compresa anche come un segnale del rapporto complesso tra corpo, emozioni e identità. Il corpo adolescente diventa il luogo di trasformazioni intense, non sempre mentalizzabili. Il dolore può allora assumere il valore di una “parola del corpo”: non è un sintomo immaginario, ma una sofferenza reale che può esprimere anche tensioni emotive, difficoltà di separazione, conflitti familiari, paura di crescere, perfezionismo, pressioni scolastiche o sentimenti depressivi non ancora verbalizzati (Neurological Sciences, 2025).

Quali abitudini o fattori ambientali possono scatenare gli attacchi di mal di testa nei ragazzi e a quali segnali d’accompagnamento bisogna prestare attenzione?

Nell’adolescente, l’emicrania non si manifesta solo con il dolore alla testa, ma spesso con un insieme di sintomi neurologici, fisici ed emotivi. L’attacco può essere preceduto o accompagnato da fotofobia, cioè fastidio per la luce, e fonofobia, cioè intolleranza ai rumori. Luci al neon, schermi, palestre, cinema, feste, aule rumorose o ambienti molto affollati possono favorire o aggravare l’attacco.

Durante la crisi possono comparire nausea, vomito, pallore, vertigini, stanchezza intensa, bisogno di isolamento e difficoltà di concentrazione. In alcuni adolescenti sono presenti anche sintomi dell’aura, soprattutto visivi, come scintille, macchie luminose, linee a zig-zag o oscuramenti parziali del campo visivo. I principali fattori scatenanti a cui prestare attenzione sono: sonno irregolare, poche ore di riposo, abuso di schermi, stress scolastico, verifiche, conflitti familiari o con i coetanei, digiuno prolungato, disidratazione, sedentarietà, alcuni alimenti, cambiamenti ormonali e ciclo mestruale nelle ragazze. Anche l’uso troppo frequente di analgesici può peggiorare il problema e favorire una cefalea da abuso di farmaci.

Sul piano psicologico, l’emicrania può associarsi ad ansia, umore depresso, irritabilità, ritiro sociale e paura anticipatoria dell’attacco. L’adolescente può iniziare a evitare scuola, sport, uscite o situazioni rumorose per timore che il dolore ritorni. Da un punto di vista psicoanalitico, il corpo può diventare il luogo in cui si esprimono tensioni emotive non ancora elaborate: pressioni scolastiche, perfezionismo, difficoltà di separazione dai genitori, conflitti relazionali o vissuti depressivi.

Una ricerca sul Journal of Clinical Medicine (2025) conferma che nell’emicrania in età evolutiva i sintomi associati più frequenti includono nausea, vomito, fotofobia e fonofobia, e sottolinea il ruolo di sonno, stress, dieta, attività fisica, ambiente e comorbidità emotive nella gestione clinica del disturbo.

Secondo le Linee Guida internazionali, qual è l’iter più indicato per affrontare il problema?

 Secondo le linee guida internazionali, negli adolescenti l’iter corretto parte da una diagnosi accurata: anamnesi dettagliata, descrizione degli attacchi, frequenza, durata, intensità, sintomi associati, familiarità, fattori scatenanti e impatto su scuola, sonno, sport e relazioni.

È poi necessario un esame neurologico completo per escludere segnali d’allarme, i cosiddetti red flags: esordio improvviso e violento, peggioramento rapido, cefalea notturna o al risveglio con vomito, deficit neurologici, febbre, trauma cranico, cambiamento recente del tipo di dolore. Gli esami strumentali, come la risonanza magnetica encefalo, non sono sempre necessari: vanno richiesti dallo specialista solo quando il quadro clinico è atipico o compaiono segnali sospetti.

Le linee guida raccomandano anche l’uso del diario della cefalea, da compilare per alcune settimane, annotando frequenza, durata, intensità, farmaci assunti, possibili fattori scatenanti, sonno, ciclo mestruale e impatto sulle attività quotidiane. Le linee guida NICE per le cefalee nei soggetti dai 12 anni in su indicano, quando si usa il diario, una registrazione di almeno 8 settimane.

Il trattamento deve essere personalizzato e multidimensionale: educazione dell’adolescente e della famiglia, regolarità del sonno, idratazione, pasti regolari, attività fisica, riduzione dell’abuso di schermi e gestione dello stress. Nelle crisi acute si usano farmaci sintomatici appropriati; nelle forme frequenti o disabilitanti può essere necessaria una terapia preventiva. Le linee guida AAN/AHS sulla prevenzione dell’emicrania negli adolescenti, riaffermate nel 2025, includono anche il ruolo dei fattori comportamentali e anche della psicoterapia dinamica nel percorso di cura.

Quanto è importante la psicoterapia nella gestione degli attacchi di emicrania?

 La psicoterapia psicoanalitica è molto importante quando l’emicrania dell’adolescente non è solo episodica, ma interferisce con scuola, sonno, relazioni, sport e vita familiare. Non sostituisce la valutazione neurologica né la terapia farmacologica quando necessaria, ma le integra, aiutando il ragazzo a riconoscere i fattori emotivi che possono favorire o amplificare gli attacchi.

Dal punto di vista psicologico, l’emicrania non va considerata un dolore “psicologico” o immaginario: è un disturbo corporeo reale, ma in adolescenza il corpo è anche il luogo in cui possono esprimersi ansia, tensioni familiari, perfezionismo, paura del fallimento, conflitti di autonomia-dipendenza e vissuti depressivi. Il lavoro psicoterapeutico aiuta l’adolescente a dare parole al dolore, a comprendere i segnali del proprio corpo e a recuperare fiducia in sé.

La psicoterapia psicodinamica è necessaria quando l’emicrania si accompagna ad ansia, depressione, ritiro sociale, somatizzazioni, difficoltà scolastiche o conflitti familiari. Con gli adolescenti è spesso utile prevedere anche colloqui periodici con i genitori, non per colpevolizzarli, ma per aiutarli a comprendere il sintomo, ridurre l’allarme, sostenere l’autonomia del figlio e costruire strategie condivise di gestione delle crisi (Journal of Child Psychotherapy, 2024).

 

Quali consigli è possibile dare ai genitori?

 -Ascoltare il dolore. Il mal di testa dell’adolescente non va banalizzato;

-Fare una diagnosi corretta. Se gli attacchi sono ricorrenti o intensi, serve una valutazione medica e neurologica;

-Tenere un diario del mal di testa. Annotare frequenza, durata, intensità, sonno, stress, ciclo mestruale, farmaci e possibili fattori scatenanti;

-Riconoscere i trigger. Attenzione al sonno irregolare, digiuno, disidratazione, schermi, rumore, luci intense e stress scolastico;

-Evitare l’automedicazione e il fai da te. Gli antidolorifici e farmaci specifici, vanno usati con criterio medico, per evitare abuso di farmaci;

-Avere un corretto stile di vita è fondamentale. Dormire bene, evitare alcolici, tutte le sostanze stupefacenti, il fumo di sigaretta: inoltre, curare l’alimentazione e praticare sport regolarmente.

-Curare anche l’aspetto emotivo. Ansia, depressione, perfezionismo e conflitti possono aumentare la frequenza degli attacchi;

-Valutare la psicoterapia dinamica. Aiuta l’adolescente a comprendere il rapporto tra corpo, dolore ed emozioni, e sostiene anche i genitori nella gestione delle crisi.

Due cocktail e un pezzo di passato

Due cocktail e un pezzo di passato

Gianni stava uscendo dal parcheggio quando una ragazza stupenda gli era passata davanti, distraendolo per un istante. Una frenata secca aveva tagliato l’aria e una voce aveva tuonato:

«Aho! Ma che stai a combina’, mortacci tua…!»

Il mondo si era fermato. Gianni aveva sentito il sangue risalire veloce, consapevole di aver sfiorato un urto. Era sceso dall’auto pronto a chiedere scusa, mentre l’altro conducente sembrava sul punto di esplodere. Ma, come un sipario che si apre, l’uomo, guardandolo, aveva cambiato espressione, ammorbidendo la voce:

«Gianni… ma sei proprio te? Annamo bene!»

Lo stupore aveva attraversato entrambi. Solo allora Gianni aveva riconosciuto quel volto: Michele, l’amico d’infanzia con cui aveva condiviso estati interminabili al lago e sogni costruiti con la stessa ingenuità luminosa. Non si vedevano da anni e l’abbraccio era stato irrefrenabile, naturale.

Un’auto, dietro di loro, aveva iniziato a suonare, reclamando spazio, e i due avevano riso come ragazzini colti in flagrante.

Avevano entrambi il pomeriggio libero, per cui decisero di parcheggiare e di stare un po’ insieme da vecchi amici. Si diressero, così, al locale di fronte: il “Four Friends”, quel posto di Bracciano che sembrava fatto apposta per ritrovarsi.

Dentro, li aveva accolti una luce calda, morbida, che sapeva di tregua. Il profumo dei cocktail si mescolava alla musica e il bancone brillava come un piccolo teatro dove ogni bicchiere raccontava qualcosa. Il barista, con un sorriso complice, aveva suggerito due suoi cavalli di battaglia: il Raul, con la sua nota agrumata che sembrava un tramonto liquido, e il Kampai, fresco e gentile che univa liquori nati lontano.

Seduti uno di fronte all’altro, Michele aveva raccontato un frammento di vita che Gianni non conosceva.

«Te ricordi quanno volevo scappà perché pensavo d’avé rotto la chitarra de papà? E tu, co’ quella faccia da saputello bono, me dicesti: ‘Oh, l’eroi nun scappeno: rimettono a posto.’ Già… quella frase me l’ho portata appresso pe’ anni. M’ha rimesso in piedi più de ‘na volta.»

Gianni aveva sorriso, con quella serenità che nasce solo dai ricordi condivisi. Il locale intorno a loro vibrava: risate, bicchieri che tintinnavano, un’energia che sembrava dire ‘qui puoi fermarti e respirare’. Il “Four Friends” faceva esattamente ciò che prometteva: riuniva, ricuciva, trasformava un incontro casuale in un momento da ricordare.

Michele aveva abbassato lo sguardo sul bicchiere, come se lì dentro ci fosse un ricordo che non sapeva se tirare fuori o no. Poi aveva sorriso.

“A Già… mo’ te dico ‘na cosa. Una volta ho fatto ‘na scemenza grossa. Stavo co’ ‘na ragazza, Elisa. Brava, pulita… ‘na che te sistema pure l’anima. Un giorno, pe’ ‘na stupidaggine, manco me ricordo quale, m’è partito l’orgoglio. Ho fatto er fenomeno: ‘Oh, se te va bene così, bene. Sennò… pazienza.’ Lei me guarda… nun dice gnente… e se ne va. E lì ho capito d’esse’ stato er cretino certificato.”

Si era fermato un attimo.

“Per du’ giorni ho fatto finta de gnente. Sai, quella recita da maschi che fanno i duri ma so’ de cartone. Poi trovo ‘na sua sciarpa nello zaino… e lì me s’è gelato er sangue. Ho capito che avevo fatto male a ‘na persona che nun se lo meritava manco pe’ sbajo. Così ho fatto la cosa che me faceva più paura: l’ho chiamata. Nun un messaggino, eh: ‘na telefonata vera. E je dico: ‘Ho sbajato. Te chiedo scusa. Se voi parlà, so’ qui. Se nun voi, capisco. Ma la responsabilità è mia.’»

Michele aveva scosso la testa, ridendo piano.

“Silenzio. Poi lei sospira e me fa: ‘Grazie… nun tutti c’hanno er coraggio.’ Nun semo tornati insieme, eh. E guarda, Gianni, ha fatto pure bene. Perché ‘ste cose, se nun le stoppi subito, diventano ‘na catena de Sant’Antonio de fregnacce: prima te scappa la frase, poi diventa stile de vita, poi te ce abitui… e alla fine fai i danni grossi. E lì nun parlamo più de scenette: parlamo de tragedie. Lei m’ha perdonato, sì… ma tornà co’ me? Ah no! Quella è stata la sua mossa da fuoriclasse: ha salvato la dignità sua… e pure la mia, che da solo manco la ritrovavo. Ma abbiamo rimesso a posto quello che contava: er rispetto. E te giuro, Gianni… quella telefonata m’ha imparato più de mille discorsi. A vorte aggiustà nun vuol dì ripijà. Vuol dì regge er peso de quello che hai rotto.»

Facendo toccare i calici, Michele sussurrò ridendo:

«A Già… pensa te: c’è voluta ‘na quasi tamponata pe’ farce ritrovà! Ma guarda che fortuna, oh…»

E per una volta, un incidente mancato divenne il riallaccio di due vite in quel locale, il ‘Four Friends’, che rimette insieme i pezzi delle storie interrotte.

 

Riccardo Agresti

APERILIBRO A VILLA ALTIERI DI ORIOLO, 6 GIUGNO 2026

Dal profilo Facebook del Comune di Oriolo

Siamo felici di invitarvi a uno speciale aperilibro nella splendida cornice di Villa Altieri.
Protagonista dell’incontro sarà “Wonderful Pasticcino” di Walter Farnetti, una storia ironica, surreale e romantica, ambientata tra cocktail, notti d’estate, incontri imprevedibili e personaggi irresistibili.
La presentazione sarà teatralizzata e vedrà dialogare con l’autore Brunella Bassetti, tra letture, divertimento e un immancabile angolo gin tonic!
Appuntamento a Villa Altieri il 6 giugno 2026 alle ore 17:30.
Un pomeriggio dedicato ai libri, alla convivialità e alla magia delle storie da vivere insieme.

Riqualificazione della vecchia Aula del Consiglio Comunale di Cerveteri

Dal profilo Facebook della sindaca di Cerveteri

Riconoscete questo luogo? Per tantissimi anni è stata l’Aula del Consiglio Comunale di Cerveteri, il cuore pulsante delle decisioni della nostra comunità. Poi, con il passaggio alla nuova aula, questo spazio è andato in disuso.
​Ma noi crediamo che nessun luogo della nostra città debba essere abbandonato. Per questo abbiamo dato il via a una totale riqualificazione per restituire questa sala ai cittadini, trasformandola in uno spazio moderno, vivo e aperto al futuro!
​Un intervento importante e a COSTO ZERO per le tasche dei cittadini di Cerveteri: l’opera, del valore di ben 189.000 euro, è infatti interamente finanziata grazie a fondi regionali che siamo riusciti a intercettare.
​Ecco cosa nascerà:
​Al piano terra: Una bellissima sala conferenze e un’area coworking dedicata a giovani, professionisti e studenti. Uno spazio attrezzato per lavorare, studiare e far nascere nuove idee.
​Sul ballatoio (al piano di sopra): Uno spazio interamente dedicato alla promozione turistica e alla valorizzazione del nostro territorio, che ospiterà eventi, mostre e proiezioni.
​Cerveteri non si ferma, valorizza la sua storia, attrae investimenti e guarda avanti. I lavori sono ufficialmente iniziati!
​Guarda il video per scoprire come cambierà questo spazio!
https://www.facebook.com/reel/1210740264378753

Pennellate in musica a Bracciano

Dal profilo Facebook del Comune di Bracciano

Il gruppo di volontariato civico e sociale comunale “Barattiamo Pagine e Pensieri” vi aspetta oggi, mercoledì 27 maggio, presso il Centro Civico di Bracciano Nuova una attività dedicata ai bambini!
Un’ora speciale tra arte, creatività e ascolto musicale.
Sono invitati a partecipare genitori e bambini dai 3 ai 6 anni.
Il materiale necessario sarà già disponibile in sede: voi dovrete portare solo i calzini antiscivolo 🧦
Ingresso libero e gratuito