PROGRAMMA
ore16,30: A PERTURA DEI LAVORI
Saluto del Presidente del Lions Club Bracciano, Anguillara Sabazia Monti S.
Lions Simonetta Di Camillo
Saluto del Sindaco di Manziana
Dott.AlessioTelloni
ore16,45: INTRODUZIONE AL TEMA
Lions Gen. Bruno Riscaldati (Moderatore)
Concetto di sicurezza pubblica e cenni sugli Organi di polizia.
Tutela dei cittadini e del personale in servizio.
Riferimenti al D.L.11 aprile 2025, n.46.
ore17,00: RELATORI
Avv. Emiliano Grosso
Libero Professionista
La sicurezza dai reati contro il patrimonio.
Furti – Truffe in generale – Gioca d’azzardo – Usura, etc.
Cap. Simone Notaro
Comandante Compagnia Carabinieri di Bracciano
Truffe contro gli anziani – Modalità, entità e difesa dei cittadini
Avv.Pietro Messina
Libero Professionista
La sicurezza dai reati contro la persona
Legittima difesa – Violazione di domicilio – Reati di strada, etc.
Prof.ssa AnnaMaria Onelli
Pedagogista, già Dirigente scolastico, Giornalista, Autrice
La sicurezza nelle scuole.
Disagio giovanile –Bullismo –Violenza contro i Docenti e tra studenti.
Docenti in burn out.
Lions Dott. Giacomo Marchetti
Medico, già Anestesista Ospedaliero
La sicurezza dei sanitari e degli assistiti negli Ospedali
Comm. Capo Mario Adinolfi
Vice Comandante della Polizia Locale di Manziana
La sicurezza pubblica nel territorio del Comune.
Protezione civile, Circolazione stradale, Igiene, Centri sociali.
Stamattina, a Canale Monterano, la celebrazione della Festa della Repubblica non è stata soltanto una cerimonia istituzionale: è stata un racconto collettivo, un intreccio di memorie che hanno restituito alla comunità il senso profondo di ciò che significa essere Repubblica. Il sindaco Alessandro Bettarelli, visibilmente emozionato, ha aperto la commemorazione sulle note dell’Inno di Mameli eseguito dalla banda musicale E. D’Aiuto. Un avvio solenne, ma attraversato da un calore familiare che ha reso l’evento vicino, condiviso, autentico.
La celebrazione dell’80° anniversario della Repubblica si è sovrapposta ad altre ricorrenze che appartengono alla storia del paese, creando una trama di significati che ha reso la mattinata particolarmente intensa. La prima riguarda il 120° anniversario dell’inaugurazione del Palazzo Comunale, progettato dall’architetto Baldassarre Dionisi nel 1902 e deliberato nel 1905 “per conferire maggior lustro e dignità all’istituzione cittadina”. Sessantaquattromila lire per costruire un edificio che ancora oggi è il cuore amministrativo del paese, e che per molti anni ospitò anche la scuola. Un luogo che non è solo architettura, ma identità civica.
La ricercatrice Sara Pulvirenti, che ha svolto un lavoro prezioso di ricostruzione storica, ha ricordato come nel 1906 Canale contasse 1.525 abitanti, più dell’attigua Manziana. Ha spiegato che la data incisa sull’effige del palazzo – 3 giugno 1906 – richiama lo Statuto Albertino, quando il paese era ancora “Borgo Canale”, nonostante la denominazione Canale Monterano fosse già stata adottata nel 1873. Un passato che riaffiora, non per nostalgia, ma per ricordare che la storia istituzionale è fatta di pietre, di scelte, di persone.
Tra queste persone, oggi è stato ricordato Salvatore Tagnani, proclamato sindaco per acclamazione il 2 giugno 1944, alla presenza della polizia americana. “Agricoltore, mutilato di guerra, padre di un ferito, già confinato”: così recita il verbale dell’epoca, consegnato simbolicamente ai suoi eredi. Un gesto che ha restituito volto e dignità a una figura che ha rappresentato la comunità in un momento drammatico della storia nazionale.
La mattinata ha celebrato anche il 120° anniversario dell’Università Agraria di Canale Monterano, ricordato dal presidente Fabio Chiaravalli, che ha sottolineato la coincidenza significativa dei numeri tondi e il percorso condiviso con le amministrazioni comunali. Non è un caso che lo stesso Dionisi abbia progettato anche il palazzetto dell’Università Agraria: un filo architettonico e simbolico che lega istituzioni e territorio.
E poi, un’altra ricorrenza ancora: gli 80 anni del primo voto alle donne, un passaggio fondamentale verso il riconoscimento della pari dignità. La presidente dell’associazione Amore è rispetto, Maria Grazia Sfregola, ha letto un articolo-intervista della giornalista Simonetta Fiori dedicato alla partigiana Teresa Vergalli, nome di battaglia Anuska, che preparò le donne al loro primo voto. Un ricordo che ha riportato al centro il valore della partecipazione e della libertà.
In chiusura, il sindaco Bettarelli ha voluto rendere omaggio a Gianluca Di Pietrantonio, recentemente insignito del titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica. Consegnandogli le insegne, ha espresso stima e riconoscenza per il suo costante impegno verso la comunità. Di Pietrantonio, riprendendo le parole del Prefetto, ha ricordato che quel titolo è un onore, ma anche un onere: va portato “nella dignità dell’abito e della condotta”, come impegno quotidiano verso il bene comune.
La cerimonia si è poi spostata al Sacrario, dove il fotografo Manfredi De Negri ha inaugurato la mostra Origini: un lavoro emozionante che restituisce i volti dei caduti della Prima Guerra Mondiale, ricavati da lastre ritrovate in Municipio. Volti giovani, spesso giovanissimi, che ricordano come dietro ogni nome inciso sulla pietra ci sia stata una vita spezzata dalla più ingiusta delle tragedie umane: la guerra.
E forse è proprio qui che si è rivelato il messaggio più profondo della giornata. La Repubblica, come ha ricordato il sindaco, non è un concetto astratto né una ricorrenza da calendario. È un modo di vivere insieme, ogni giorno, nel rispetto della dignità di ciascuno, nella cura della comunità, nella capacità di riconoscersi parte di un destino condiviso. È memoria, ma anche responsabilità. È storia, ma anche futuro.
A Canale Monterano, oggi, la Repubblica è stata tutto questo: un intreccio di volti, di storie, di luoghi, di valori che continuano a parlare, a unire, a ricordare chi siamo e chi vogliamo essere.
Dal profilo Facebook del comune di Canale Monterano
Una Festa della Repubblica emozionante quella di quest’anno a Canale.
Riviviamola nei momenti piú significativi di questa mattina e appuntamento alle ore 18.30 presso Antica Monterano per il grande concerto ad ingresso gratuito ‘Tramonto a Monterano’ delle ore 18.30. Non perdetelo!
Dal profilo Facebook del comune di Canale Monterano
Sono stati 280 i Sindaci e gli amministratori che hanno aperto la parata del 2 giugno a Roma, sfilando ai Fori Imperiali.
Il gruppo ristretto rappresenta gli ottomila colleghi delle città e dei comuni di tutta Italia e quest’anno Canale Monterano ha avuto la possibilitá di essere tra i prescelti, rappresentato per l’occasione dal Vice Sindaco Fabrizio Lavini.
Questa mattina abbiamo celebrato il 2 Giugno 2026, la Festa della Repubblica con Cerimonia di deposizione della corona d’alloro ai Caduti. A seguire, in aula consiliare abbiamo conferito la Cittadinanza Onoraria Ius Soli alle bambine e ai bambini nati in Italia da genitori stranieri e presentato l’opuscolo ANPI “È nata la Repubblica Italiana. È donna!”.
Quest’anno il 2 giugno assume un significato ancora più profondo: celebriamo gli 80 anni della Repubblica Italiana, nata nel 1946 dalla scelta democratica delle cittadine e dei cittadini e 80 anni dal primo voto alle donne. Una Repubblica fondata sulla Costituzione, sul lavoro, sui diritti, sulla pace, sull’uguaglianza e sulla partecipazione.
A nome dell’Amministrazione comunale rivolgo un pensiero riconoscente a tutte le donne e gli uomini che, in questi ottant’anni, hanno servito la Repubblica attraverso il lavoro, l’impegno civile, il volontariato, l’insegnamento, la cura delle persone e la partecipazione democratica.
E rivolgo un pensiero particolare ai giovani.
Perché la Repubblica non appartiene al passato.
Appartiene al futuro. E il futuro dipenderà dalla loro capacità di immaginare un Paese migliore e dalla nostra capacità di consegnare loro gli strumenti per costruirlo.
Scade venerdì 5 giugno 2026 il termine per partecipare alla 16ª edizione del Premio Letterario Internazionale Montefiore, uno dei più importanti e prestigiosi premi letterari popolari italiani, patrocinato dal Comune di Montefiore Conca (Rimini) e organizzato dall’Associazione Culturale Pegasus di Cattolica.
Nel corso degli anni il Premio Montefiore si è affermato come un significativo punto di riferimento nel panorama culturale nazionale e internazionale, grazie alla sua capacità di valorizzare la scrittura in tutte le sue forme, promuovere la cultura letteraria e offrire concrete opportunità di visibilità ad autori emergenti e affermati.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di incentivare la creatività dei giovani e dei meno giovani, favorendo la scoperta di nuovi talenti e sostenendo il dialogo culturale attraverso la letteratura. Al tempo stesso, il Premio si propone di rendere omaggio a personalità che nel corso della loro carriera si sono particolarmente distinte nel campo della cultura, dell’arte e della comunicazione.
Anche per questa sedicesima edizione si prevede una partecipazione particolarmente numerosa, con opere provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi del mondo. Accanto a giovani autori e case editrici emergenti, prendono parte alla competizione importanti marchi editoriali, confermando il prestigio e l’autorevolezza raggiunti dalla manifestazione.
La cerimonia conclusiva di premiazione si svolgerà sabato 17 ottobre 2026, alle ore 15.30, presso il suggestivo Teatro Malatesta di Montefiore Conca, uno dei borghi più affascinanti dell’entroterra romagnolo. Nel corso delle precedenti edizioni il Premio ha ospitato personalità di rilievo internazionale, scrittori, giornalisti, artisti e operatori culturali provenienti da numerosi Paesi, contribuendo a consolidare la sua dimensione internazionale. La direzione artistica è affidata a Roberto Sarra.
Via dell’Industria, 6 – Zona Industriale di Settevene – 01036 Nepi (VT)
Roma, 1° giugno 2026 | Può un orizzonte stare dentro un divano? In questa sua personale, che inaugura il ciclo di progetti monografici della Massimo Lupoli Gallery, Valeria Sanguini esplora il confine tra spazio domestico e immaginazione, tra immobilità e possibilità di movimento. L’orizzonte si contrae, si piega, diventa interno: un luogo mentale prima ancora che geografico. Tra pittura, scultura e installazione, il corpo, la materia e la percezione si frammentano e si ricompongono, aprendo brecce nel modo in cui abitiamo il presente. Una riflessione sulla soglia: tra chiusura e apertura, isolamento e relazione. Dove finisce lo spazio e dove inizia lo sguardo?
Il Vernissage | L’inaugurazione della personale “L’orizzonte del tuo divano” è prevista per giovedì 4 giugno 2026 dalle ore18,00, alla Massimo Lupoli Gallery, in Via dell’Industria 6, 01036 Settevene (Viterbo). Dalle ore 20.00, DJ + tastiera live set con Dave Morecroft. La galleria si trova nella Tuscia, territorio straordinario per storia, bellezza, natura, all’interno di un ex capannone industriale, ora luogo di incontro con l’arte. Più il mondo, anche quello dell’arte, diventa virtuale – ne è convinto Massimo Lupoli – più il momento dell’incontro reale con l’opera diventa raro, prezioso, irreplicabile. “La galleria diventa il luogo in cui si va per ricordarsi come ci si sente davanti a qualcosa di vero”. Dopo l’inaugurazione la mostra resterà visitabile fino al 3 luglio.
L’orizzonte della Personale | “L’orizzonte del tuo divano” (2024), opera che dà il titolo alla mostra, è una tela piegata a metà in cui l’orizzonte appare contratto, quasi immobilizzato in una dimensione domestica e statica. L’opera rilegge da una nuova prospettiva i temi già emersi in Tenda_, nucleo centrale di una ricerca che da oltre quindici anni attraversa il lavoro di Valeria Sanguini. Da questa traiettoria, l’indagine dell’artista si sposta verso una condizione di maggiore interiorità e di compressione dello spazio. È nel rapporto tra due energie opposte – apertura e confinamento, mobilità e arresto, possibilità di relazione e chiusura – che si struttura l’intero progetto espositivo. Nei dipinti e nelle installazioni si vedono ossa, radici, congegni, onde magnetiche e spore; la pittura si fa sonar, scandaglia analogie e crea cortocircuiti. Le opere sono brecce che interrompono la compattezza della figura e trasformano il corpo in un territorio attraversabile. Il catalogo della mostra sarà disponibile sia in versione cartacea sia digitale dal 3 luglio 2026.
Valeria Sanguini | Valeria Sanguini (Addis Abeba, Etiopia, 1973), vive e lavora a Roma). Lavora tra pittura, scultura e installazione esplorando appartenenza, confine e spazio vissuto. Tra le mostre personali: Iper_Tenda al MACRO Mattatoio la Pelanda (2024) e La Tenda al MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove (2016), entrambe a cura di Giorgio de Finis; Exiit qui Seminat al Kamo Atelier di Berlino (2019). Ha partecipato a collettive in Italia e Germania, tra cui OVEST alla galleria PrimaLinea Studio di Roma (2024) e Mirage al PRAC di Ponzano Romano (2021). Tra i riconoscimenti: il Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti con visiting professor Marina Abramović (2001), la residenza alla Künstlerhaus Schloss Wiepersdorf (2003) e l’International Artist Summit Award della Casa Internazionale delle Donne di Roma (2022).
Il prossimo concerto di Primavera ci porta tra uno dei più grandi compositori francesi vissuti tra il XIX e XX secolo, Gabriel Fauré. Ascolteremo alcune opere religiose assai poco conosciute, con una musica limpida, intima, luminosa e semplice solo in apparenza, che esprime la filosofia personale di Fauré, fondata sull’esistenza possibile di un mondo migliore. Il suo “Requiem” non esprime il terrore della morte, ma la delicatezza, a tratti anche la dolcezza di una poesia musicale che rende questa pagina uno dei capolavori assoluti della letteratura sacra ottocentesca. È un Requiem senza dolore, una dolce poesia musicale, una “berceuse funebre”.
La sua vera linfa è il pudore, non il dramma della morte, tanto meno la celebrazione.
Con questo spirito il concerto è dedicato a Federica Torzullo e a Federica Mangiapelo, brutalmente oltraggiate in vita, per cullare il loro ricordo con questa “ninna nanna funebre” e per trasmettere alle loro famiglie la pace, la serenità che tutti vorremmo trovare nella perdita.
“Serata Fauré”
«Insieme Vocale femminile DALTROCANTO»
Musica sacra e Requiem
per coro e pianoforte
Elisabetta Bertini direzione
7 giugno ore 18:30
Chiesa di San Francesco, Anguillara
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione dell’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, desidera rivolgere una riflessione alla comunità scolastica e, in particolare, alle giovani generazioni, chiamate a raccogliere l’eredità più preziosa consegnata dal 2 giugno 1946: la consapevolezza che la democrazia non è una conquista definitiva, ma una costruzione quotidiana.
Ogni anno celebriamo la Festa della Repubblica ricordando il referendum che consentì agli italiani di scegliere liberamente il proprio futuro dopo gli anni della dittatura e della guerra. Eppure, a ottant’anni da quella scelta storica, la domanda più importante non è cosa accadde allora, ma cosa sta accadendo oggi.
Viviamo in un’epoca straordinaria. Mai nella storia dell’umanità così tante persone hanno avuto accesso all’informazione, alla conoscenza e agli strumenti di comunicazione. Eppure assistiamo, contemporaneamente, alla crescita delle guerre, all’espansione dei discorsi d’odio, all’indifferenza verso le sofferenze altrui, all’isolamento sociale e alla difficoltà di costruire relazioni autentiche.
È un paradosso che dovrebbe interrogare profondamente il mondo della scuola.
Possiamo conoscere in tempo reale ciò che accade a migliaia di chilometri di distanza, ma rischiamo di non accorgerci della solitudine di chi siede accanto a noi in classe. Possiamo parlare con il mondo intero attraverso uno schermo, ma talvolta fatichiamo ad ascoltare chi vive nella nostra stessa comunità. Possiamo accedere a una quantità immensa di dati, ma non sempre sviluppiamo la capacità di comprendere il significato umano delle informazioni che riceviamo.
Forse la sfida più grande del nostro tempo consiste proprio in questo: imparare nuovamente a riconoscere l’altro come persona.
Le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica in occasione delle celebrazioni del 2 giugno, quando richiama la necessità che prevalga la forza della legge e non la forza delle armi, non riguardano soltanto i conflitti internazionali. Esse chiamano in causa ciascuno di noi. Ogni volta che prevale la prepotenza sul dialogo, l’umiliazione sul rispetto, l’esclusione sull’inclusione, si produce una piccola ferita ai principi che sostengono la convivenza democratica.
Per questa ragione il Coordinamento ritiene che la scuola debba essere considerata oggi uno dei più importanti presìdi democratici del Paese.
Nelle aule scolastiche non si trasmettono soltanto conoscenze. Si costruiscono visioni del mondo. Si apprendono le regole della convivenza civile. Si sperimenta il valore della partecipazione. Si impara che la libertà individuale acquista significato soltanto quando si accompagna alla responsabilità verso gli altri.
Ai giovani desideriamo rivolgere un invito particolare. Non considerate la Costituzione un semplice documento storico né un insieme di norme da studiare per una verifica. La Costituzione è una narrazione collettiva che parla anche di voi. È il racconto di donne e uomini che, dopo aver conosciuto la guerra, la repressione e la privazione delle libertà fondamentali, decisero di affidare il futuro del Paese alla dignità della persona umana, all’uguaglianza e alla solidarietà.
Ogni generazione è chiamata a riscrivere quel racconto attraverso le proprie scelte.
La qualità della democrazia italiana dipenderà dalla vostra capacità di difendere la verità contro la disinformazione, il dialogo contro l’aggressività, la partecipazione contro l’indifferenza, la cooperazione contro la cultura dello scarto.
Al personale scolastico, ai dirigenti, ai docenti e a tutti coloro che operano quotidianamente nelle istituzioni educative, desideriamo rivolgere un sentimento di profonda gratitudine.
In una società spesso attraversata da tensioni, fragilità relazionali e disorientamento culturale, la scuola continua a rappresentare uno dei pochi luoghi nei quali è possibile incontrare la diversità senza temerla, confrontarsi senza annullarsi reciprocamente, crescere senza rinunciare alla propria identità.
Educare ai diritti umani oggi significa molto più che trasmettere contenuti. Significa insegnare ai giovani che la dignità non è negoziabile, che nessuna persona può essere ridotta a un’etichetta, che il rispetto delle differenze non indebolisce una comunità ma la rende più forte.
Forse la riflessione più urgente che gli ottant’anni della Repubblica consegnano alla scuola riguarda proprio il concetto di cittadinanza.
Per troppo tempo abbiamo pensato che essere cittadini significasse principalmente esercitare dei diritti. Ma il futuro delle democrazie dipenderà dalla capacità di comprendere che cittadinanza significa anche prendersi cura degli altri, delle istituzioni democratiche, dei beni comuni, della verità e della pace.
Una Repubblica può sopravvivere a molte crisi economiche, a profonde trasformazioni sociali e persino a difficili passaggi politici. Ciò che rischia davvero di indebolirla è la perdita della capacità di riconoscersi come comunità umana.
Il contrario della democrazia, infatti, non è soltanto la dittatura. Il contrario della democrazia è l’indifferenza verso il destino degli altri.
A ottant’anni dalla sua nascita, la Repubblica continua dunque a rivolgere a ciascuno di noi una domanda semplice e al tempo stesso impegnativa: quale società stiamo costruendo con le nostre parole, le nostre scelte e i nostri comportamenti quotidiani?
Dalla risposta a questa domanda dipenderà non soltanto il futuro delle istituzioni democratiche, ma la qualità umana della nostra convivenza civile.