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Valencia – La Città delle Arti e delle Scienze

La Città delle Arti e delle Scienze dove l’architettura insegna a sognare

C’è un momento, a Valencia, in cui il passato e il futuro si incontrano in silenzio. Accade nel letto di un fiume, dove l’acqua ferma riflette strutture bianche che sembrano ossature di creature marine emerse dal Mediterraneo, ali di uccelli pietrificati in volo, occhi spalancati verso il cielo. È la Ciutat de les Arts i les Ciències, e per capirla davvero occorre prima capire da dove viene.

 

Una ferita che divenne visione

Il 14 ottobre 1957, il Turia straripò e sommerse Valencia sotto metri d’acqua. Fu una catastrofe che lasciò la città segnata nel profondo. La risposta fu radicale: deviare il fiume, allontanarlo per sempre dal cuore urbano. Il letto prosciugato rimase per decenni come una cicatrice aperta, un vuoto lungo quasi dieci chilometri nel tessuto della città.

Negli anni Ottanta, la Generalitat Valenciana prese una decisione che avrebbe cambiato tutto: trasformare quel vuoto in un gesto. Non un parco qualunque, non un quartiere residenziale, un manifesto. Il vecchio letto del Turia diventò prima il Jardín del Turia, il polmone verde della città, e nella sua parte orientale, più tardi, il cantiere di qualcosa di mai visto prima.

Il progetto fu affidato a due architetti di genio e temperamento opposto: Santiago Calatrava, ingegnere e architetto nato a Valencia, capace di far sembrare il cemento armato leggero come piuma; e Félix Candela, maestro spagnolo delle strutture sottili, esule in Messico per decenni, tornato alla fine della vita a firmare una delle sue opere più poetiche. Tra il 1998 e il 2009, il complesso prese forma. Valencia non era più la stessa.

 

Gli edifici — un bestiario di pietra e luce

Calatrava ha sempre detto di ispirarsi alla natura: alle costole degli animali, alle conchiglie, agli occhi, alle ali. Camminare tra gli edifici della Ciutat significa capire cosa intendesse.

L’Hemisfèric è il primo a catturare lo sguardo: un occhio gigante che si apre sull’acqua, con la palpebra, una struttura mobile in lamelle metalliche, che si riflette nello specchio del lago artificiale raddoppiando la propria forma. All’interno, una cupola emisferica ospita uno dei cinema IMAX e planetari più suggestivi d’Europa. La notte, proiettato verso il cielo, sembra un osservatorio uscito da un romanzo di Jules Verne.

Il Museu de les Ciències Príncipe Felipe è forse l’edificio più audace: lungo 241 metri, con una struttura che evoca uno scheletro di dinosauro o la carcassa bianchissima di una balena spiaggiata. All’interno tutto è pensato per essere toccato, smontato, capito: un museo interattivo dove la scienza non si osserva, ma si sperimenta, adatto ai bambini quanto agli adulti che non hanno mai smesso di fare domande.

L’Umbracle è il respiro vegetale del complesso: una lunga galleria a volta aperta, con arcate bianche che ricordano le nervature di una foglia, sotto cui crescono piante mediterranee, palme, aranci, rosmarino, lavanda, e camminano i visitatori che cercano un momento di quiete. Custodisce anche installazioni di arte contemporanea che dialogano con il verde. È uno dei luoghi più fotografati della città, e anche uno dei meno affollati: spesso ci si ritrova quasi soli, in un silenzio di foglie e luce filtrata.

Il Palau de les Arts Reina Sofía è la creatura più enigmatica del complesso: alto settantacinque metri, con una doppia cupola rivestita di ceramica bianca che a seconda della luce sembra un elmo medievale, un’astronave pronta al decollo o una conchiglia di dimensioni impossibili. Dentro, quattro sale ospitano opera lirica, concerti sinfonici, danza. Calatrava immaginò un edificio che fosse esso stesso uno strumento: la sua acustica è tra le migliori d’Europa e il solo ingresso nell’atrio, con le sue proporzioni solenni e silenziose, prepara all’ascolto.

L’Àgora, l’edificio più recente, è una grande vela, o forse un baccello, o un seme, di acciaio e vetro colorato, pensato per accogliere eventi sportivi, congressi, mostre. Quando è illuminata di sera, la sua struttura traslucida filtra la luce in modi imprevedibili.

Infine c’è lui: l’Oceanogràfic, firmato da Félix Candela, il più grande acquario d’Europa. Le sue coperture a forma di petali di cemento, strutture iperboloidi sottilissime, quasi impossibili da realizzare, galleggiano sull’acqua come fiori aperti. All’interno si attraversano i principali ecosistemi marini del pianeta: l’Artico, il Mediterraneo, i tropici, gli abissi. I tunnel sottomarini permettono di camminare letteralmente sotto banchi di squali e razze. I beluga si avvicinano al vetro con una curiosità che disarma. Le meduse pulsano in vasche illuminate che sembrano lampade di sogno.

 

Come viverla

Il modo peggiore di visitare la Ciutat de les Arts i les Ciències è quello frettoloso: arrivare, fotografare, partire. Il modo migliore è lasciarle il tempo che merita.

Al tramonto, gli edifici bianchi si trasformano: la luce radente del Mediterraneo li tinge di oro e arancio, i riflessi sull’acqua si moltiplicano e tremolano, e per qualche minuto il complesso sembra davvero un organismo vivente che respira. È il momento più bello per fotografare e per stare semplicemente fermi a guardare.

Di notte, l’illuminazione artificiale fa emergere dall’oscurità profili che di giorno si perdono nella luce piena. Il Palau de les Arts illuminato, in particolare, ha qualcosa di sospeso e irreale, una creatura marina risalita dalle profondità, avvolta in un alone bianco.

La domenica mattina il complesso appartiene ai valenciani: runner, famiglie in bicicletta, ragazzi con gli skateboard, coppie che passeggiano. È uno dei pochi momenti in cui si capisce davvero che questo non è un luogo per i turisti, è un luogo della città.

Vale la pena dedicare almeno mezza giornata all’Oceanogràfic, che spesso viene visitato di fretta. I delfini si esibiscono in sessioni regolari, ma la vera esperienza è nei tunnel: camminare sotto l’oceano, con i pesci che passano sopra la testa, è qualcosa che rimane.

Per chi ama l’opera o la musica classica, assistere a uno spettacolo al Palau de les Arts è un’esperienza che va oltre il concerto: la sala, l’acustica, l’architettura, tutto concorre a rendere la serata memorabile. La programmazione include ogni anno titoli del grande repertorio e produzioni contemporanee di livello internazionale.

Una curiosità che pochi conoscono: Calatrava progettò l’Hemisfèric affinché la sua forma, riflessa nell’acqua del lago, componesse un’ellisse perfetta. È un dettaglio invisibile se si cammina distrattamente, ma evidente se ci si ferma sul bordo del canale e si guarda in basso. L’occhio che si riflette diventa un’iride completa.

La costruzione del complesso fu oggetto di polemiche vivaci, con costi lievitati ben oltre le previsioni iniziali e ritardi che si accumularono per anni. Eppure, come spesso accade con le opere visionarie, quello che sembrava uno spreco si è rivelato nel tempo un investimento in identità: la Ciutat è oggi l’immagine più riconoscibile di Valencia nel mondo, e il motore di un turismo culturale che ha trasformato l’economia della città.

 

Una Valencia che non dimentica

La cosa più bella della Ciutat de les Arts i les Ciències non è nessuno dei suoi edifici singolarmente. È il fatto che sorge dove un tempo scorreva un fiume che aveva appena distrutto la città, che la ferita dell’alluvione sia diventata prima un giardino e poi un capolavoro architettonico racconta qualcosa di essenziale sul carattere di Valencia: quella Valentia, quel coraggio, che i soldati romani avevano visto giusto nell’iscrivere nel suo nome.

 

Approfondimenti

Valencia

Jardì del Tùria

Il Santo Calice: il Graal

L’Orxata

La Paella valenciana

Il Tribunal de las aguas

 

Riccardo Agresti

Un pomeriggio particolare al Castello di Santa Severa: in scena “Donne: il Tempo e la Voce” di e con Agostino De Angelis

Comunicato stampa

Un viaggio immersivo nella storia si terrà sabato 13 giugno 2026, alle ore 16:30 nel Borgo e Castello di Santa Severadove l’Associazione Culturale ArchéoTheatron con la sua project manager Desirée Arlotta, presenta la performance teatrale itinerante “Donne: il Tempo e la Voce” ideata dall’attore e regista Agostino De Angelis.

L’evento, a ingresso gratuito, si inserisce all’interno del programma degli Eventi Estivi del Castello di Santa Severa promossi da Regione Lazio e LazioCrea.

La peculiarità dell’evento risiede nella sua formula d’impatto emotivo e a impatto ambientale zero dove gli spazi e scorci del Borgo si faranno palcoscenico naturale per dare voce alle grandi figure femminili e maschili del passato e del presente.  Gli attori si muoveranno in costume lungo gli spazi esterni del Borgo, mescolandosi ai visitatori. Niente microfoni, niente scenografie artificiali o strutture impattanti: solo la potenza della voce umana, la fisicità del gesto e la suggestione degli abiti. Una scelta che tutela l’integrità del sito e, al contempo, offre al pubblico un’esperienza intima, autentica e fortemente evocativa.

Il percorso culturale diffuso esplorerà la storia attraverso gli occhi di donne e uomini di epoche diverse, accomunati da destini intensi, fatti di passioni, tragedie, vittorie e cadute. Tra i personaggi che prenderanno vita tra le mura del castello figurano icone del mito e della storia come: Elena di Troia, Clitennestra, Cassandra ed Ecuba, Santa Severa legata indissolubilmente al luogo e della quale quest’anno ricorre il Dies Natalis, la scienziata Ipazia e la figura etrusca di Larthia, la divinità marina Leucotea e la nobile romana Lucrezia, l’ironia e la forza di Lisistrata e Mirandolina, il cinismo di Ulisse, l’innocenza di Polidoro, il furioso Oreste e il riscatto di Edipo.

Interpreti gli attori dell’Academy for Theater, Cinema and Cultural HeritageRiccardo Frontoni, Monia Marchi, Alessandra De Antoniis, Riccardo Dominici, Luisa De Antoniis, Barbara Moriglia, Stefano Ercolani, Marta Soracco, Catja Cuordileone, Filippo Soracco, Nerina Piras e Rossella Travagliati, Elsie Papi, Patrizia Paoletti, Gigliola Ricci, Alessandra Magrelli, Bruno Frosi con la partecipazione di Antica Danza de Ventre Zakiyyeh Nur.

“Il tema che unisce queste figure, così distanti nel tempo, è la Resistenza all’Oggettivazione” spiega il regista. “Che sia attraverso il silenzio dignitoso di Andromaca, il grido inascoltato di Cassandra, il martirio di Santa Severa o il cinismo contro cui si scontrano, ognuno di questi personaggi rifiuta di essere un semplice ‘vuoto a perdere’ della storia.”

In un’epoca segnata dall’appiattimento culturale e da rigurgiti discriminatori, lo spettacolo rivendica il ruolo del teatro e dell’arte come strumenti di riflessione sociale. L’obiettivo è profondo: valorizzare il dialogo intergenerazionale, riscoprire la figura materna nella crescita comunitaria e promuovere la lotta per le pari opportunità.

Il format, ideato originariamente da Agostino De Angelis negli anni ’90 e oggi diventato un vero e proprio modello di valorizzazione turistico-culturale, punta a far rivivere la memoria storica dell’uomo direttamente nei luoghi in cui la storia ha lasciato il segno.

Il Flash Mob per la Pace, un respiro per il Mondo: Bracciano celebra la giornata internazionale dello Yoga diffondendo un messaggio di Pace

Riceviamo e pubblichiamo

Il 21 giugno 2026 alle 19.00 Piazza IV Novembre smette di essere solo una piazza e diventa il cuore pulsante di un messaggio universale.

In occasione della Giornata Internazionale dello Yoga, ci uniamo per dare vita a un grande Flash Mob per la Pace nel Mondo. Ogni asana sarà un gesto di solidarietà, ogni respiro un augurio di armonia che supera i confini. Perché la pace globale non è un’idea astratta: inizia dentro ognuno di noi, trova ritmo nel nostro respiro e si riflette nel modo in cui ci connettiamo con gli altri.

L’evento vede unite associazioni, scuole e insegnanti del territorio in un grande momento di condivisione, benessere e partecipazione aperto a tutta la cittadinanza.

A promuovere l’iniziativa saranno A.M.O. Armonia in Movimento, Università Popolare del Lago di Bracciano, Centro Haga APS, Spazio Manipura e YogaDharma Bracciano, realtà che da anni operano sul territorio diffondendo la cultura del benessere e della crescita personale attraverso lo yoga, disciplina millenaria riconosciuta in tutto il mondo per i suoi benefici sul piano fisico, mentale ed emotivo.

La Giornata Internazionale dello Yoga rappresenta molto più di una semplice ricorrenza: lo yoga è infatti una pratica trasformativa che integra corpo, mente, spirito e anima, offrendo un approccio olistico alla salute e contribuendo a costruire relazioni più armoniose e una maggiore pace interiore.  Famiglie, curiosi e praticanti di ogni livello potranno avvicinarsi allo yoga in un clima accogliente e inclusivo. Sulla piazza, un gazebo ospiterà gli insegnanti appartenenti alle associazioni partecipanti, si potranno fare domande e lasciarsi incuriosire dalla vastità del Mondo Yoga.

Alle 19:00 tutti gli insegnanti saliranno simbolicamente sullo stesso “tappetino” per condurre una grande lezione collettiva aperta a tutti. Un’esperienza condivisa che unirà bambini, ragazzi, adulti e senior in una pratica comune fatta di asana, respiro e consapevolezza.  Perché lo yoga non conosce barriere né limiti di età: è un linguaggio universale che parla di ascolto, inclusione e armonia. Un unico mantra, un unico respiro, un unico messaggio di pace.  La partecipazione è libera e aperta a tutti, anche a chi non ha mai praticato yoga.  Porta con te la tua curiosità e la voglia di condividere un’esperienza speciale all’insegna della pace e dell’unione

TOR DI QUINTO, TORQUATI (MUN.XV): “GRAZIE A POLIZIA LOCALE XV PER INTERVENTI CONTRASTO ILLEGALITA’ ”

Comunicato stampa

“Ringrazio il XV Gruppo Cassia della Polizia Locale di Roma Capitale che, su delega dell’Autorità Giudiziaria, è intervenuta nell’area di Tor di Quinto, su un terreno di proprietà privata, con il sequestro di una vasta area interessata da irregolarità urbanistiche, edilizie e ambientali.

Il contrasto all’illegalità resta tra le priorità del nostro territorio; interventi di questa natura, che quotidianamente vengono svolti, rappresentano segnali concreti di attenzione verso la tutela dell’ambiente, il rispetto delle regole e la salvaguardia della qualità della vita dei cittadini”.

Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati.

MUNICIPIO XV, TORQUATI: “CASSIA, GRAZIE A PREFETTO PER TAVOLO ORDINE E SICUREZZA SU EX CINEMA DELLE MIMOSE E TOMBA DI NERONE”

Comunicato stampa

“Dopo la rimozione nel 2023 del chiosco abbandonato trasformato in un luogo di ricovero per i senza fissa dimora, e la chiusura a ottobre 2025 dell’area di via Cassia 724, soggetta da anni a gravi criticità per il decoro e la sicurezza pubblica, continuiamo a lavorare affrontando lo stazionamento di alcune persone all’interno dell’area privata dell’ex Cinema delle Mimose, in via Vibio Mariano.

In relazione ai problemi di sicurezza urbana, come sempre detto in questi anni, tali situazioni si affrontano con costanza, pazienza e attraverso le politiche sociali. Per questo, dopo gli interventi dello scorso autunno, proseguiamo con un monitoraggio attivo delle politiche sociali e le attività per il decoro e la sicurezza del quartiere.

Ringrazio quindi il Prefetto Giannini, per l’inserimento all’ordine del giorno del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica dell’8 giugno scorso, dell’ex Cinema delle Mimose e della situazione di Tomba di Nerone. Una situazione monitorata costantemente dalla Sala operativa sociale di Roma Capitale, dai nostri assistenti sociali e dalle associazioni di volontariato che operano in zona. Nell’ambito del Tavolo, la Prefettura si è fatta carico di supportare le interlocuzioni con la proprietà dell’ex cinema, già seguita sul territorio dalla Polizia Locale di Roma Capitale, dal Commissariato Flaminio Nuovo della Polizia di Stato e dalla Stazione dei Carabinieri di via Vibio Mariano, che ringrazio.

Nonostante gli interventi di questi anni abbiano migliorato la situazione, continuiamo e continueremo a lavorare fino alla completa risoluzione del problema, in silenzio e senza proclami, tenendo conto delle situazioni più complesse e di estrema fragilità. Proseguiremo su questa strada di sinergia interistituzionale e a fianco dei residenti che ringrazio per aver compreso le attività poste in essere e il senso civico dimostrato in questi anni”.

Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati.

Una visione ironica del Mondiale di calcio 4 di 4

Quello del 2026, sarà un Mondiale che permetterà di parlare, oltre che di fuorigioco, anche di altro. Ecco gli ultimi suggerimenti. Aspetto i vostri 🙂

 

Antropologia

Il numero di giocatori convocati per le 48 nazioni (ciascuna con rose da 26 giocatori) è 1248.

 

Guillermo Ochoa, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo sono convocati per il loro sesto Mondiale, non sono dei giocatori, sono delle istituzioni, reperti archeologici viventi, oggetti di culto che l’UNESCO sta valutando di inserire tra i patrimoni dell’umanità. Se li tocchi troppo forte rischi una multa per danneggiamento del patrimonio. La FIFA sta studiando se consegnare loro una medaglia o direttamente una targa commemorativa da appendere all’ingresso dello stadio. A questo punto, più che allenarsi, dovrebbero tenere conferenze motivazionali su “Come restare eterni”.

 

Kylian Mbappé, invece, ha un’altra missione: inseguire il record di gol ai Mondiali di 16 gol di Miroslav Klose. Per ora è a quota 12 reti, alle spalle di Ronaldo (15), Gerd Müller (14) e Just Fontaine (13) e corre come se avesse un motore elettrico nascosto nei parastinchi, i difensori arrancano come se stessero inseguendo un tram già partito e il record… trema. Ogni suo scatto è una minaccia statistica, ogni suo gol un capitolo nuovo nella storia del calcio. Intanto Klose, da qualche parte, controlla le notifiche con crescente inquietudine e ogni volta che segnerà, sospirerà dicendo:

“Ma non hai un hobby?”

 

A proposito di Francia, c’è Didier Deschamps, che dopo 14 anni alla guida della Francia ha deciso di salutare. Non è un addio: è un elegante

“Signori, io vi ho portato fin qui. Ora, se non vi dispiace, me ne vado a bere qualcosa mentre voi cercate di non combinare disastri”.

Deschamps lascia una nazionale che ha vinto, perso, sofferto, dominato, litigato, ricominciato. Un ciclo epico, degno di un romanzo francese dell’ottocento.

 

La storia più epica di tutte: l’Iraq, ultima squadra a qualificarsi dopo 21 partite. Una maratona calcistica talmente lunga che a un certo punto alcuni giocatori hanno chiesto all’allenatore:

“Mister, ma siamo ancora nelle qualificazioni o è già iniziato il Mondiale e non ce ne siamo accorti?”

Ventuno partite: praticamente una stagione intera di campionato, ma con più tensione, più viaggi e meno certezze. Un percorso che meriterebbe un documentario, o almeno un premio per la resilienza.

Ma non sono gli unici protagonisti degni di nota. Tra gli allenatori che sembrano filosofi, gli staff che dormono meno di un astronauta in missione e i preparatori atletici che devono gestire giocatori che arrivano da cinque continenti e dieci fusi orari, questo Mondiale è una collezione di storie umane prima ancora che sportive.

 

Il giocatore più giovane è Gilberto Mora (Messico) – 17 anni e 240 giorni.

Il più anziano è Craig Gordon (Scozia) – 43 anni e 162 giorni, record assoluto dell’edizione 2026.

La nazionale con l’età media più bassa è la Costa d’Avorio 25,8, mentre quella con la media più alta è la Colombia (30,1).

 

La FIFA indica che 891 giocatori sono al debutto mondiale (su 1.248 totali). Le nazionali con esordio assoluto al Mondiale, e quindi con la percentuale più alta di debuttanti, 26 su 26 ciascuna, sono: Capo Verde, Curaçao, Giordania.

La differenza di età tra il più anziano e il più giovane è superiore ai 25 anni: 22 giocatori hanno meno di 20 anni e 7 ne hanno più di 40 anni

 

22 giocatori convocati nel 2026 hanno già vinto almeno un Mondiale. (Prevalentemente Argentina 2022, Francia 2018, Germania 2014).

 

Tempistica

Sarà il primo Mondiale in cui sarà praticamente impossibile vedere tutto. È la Coppa del Mondo della FOMO: Fear Of Missing Offside. Gli appassionati faranno maratone, i non appassionati faranno finta di capire e tutti diranno almeno una volta:

“Ma questa partita… quando l’hanno giocata?”

 

Durante la parte iniziale, dall’11 giugno inizierà una sequenza di 17 giorni di partite continue. Come un festival musicale, ma al posto dei cantanti ci saranno 48 squadre e al posto delle canzoni 104 partite. A un certo punto ti chiederai se stai guardando calcio o se sei finito in un loop temporale.

La FIFA si è inventata i sedicesimi di finale. Perché fermarsi agli ottavi, quando puoi aggiungere un turno in più e far sembrare il torneo una matrioska?

Quando finalmente arriverai ai quarti, ti sentirai un sopravvissuto.

Le semifinali sembreranno un miraggio.

La finale del 19 luglio, un evento mistico.

104 partite: è il primo Mondiale che puoi seguire come una serie TV, ma senza la possibilità di skippare le parti noiose. A meno che non giochi la tua squadra: allora sono tutte fondamentali. Stagione 1: Fase a gironi. Stagione 2: Sedicesimi. Finale: episodio speciale da 90 minuti.

Per non perdere nulla, alcuni tifosi stanno già pensando di prendere ferie da giugno a luglio. I datori di lavoro stanno già pensando di negarle.

 

Se ti chiedi perché fare un campionato così lungo, la risposta è semplice: perché con 48 squadre servono più partite e perché i tre Paesi ospitanti hanno detto:

“Facciamolo grande”.

Allora la FIFA ha pensato:

“E se lo facessimo ancora più grande?”

Gli sponsor hanno risposto:

“Sì, grazie”.

 

Comunque un Mondiale lungo è bello perché ti dà tempo di affezionarti a squadre che non sapevi esistessero; ti permette di scoprire stadi, città, culture, storie; trasforma giugno e luglio in un’unica grande festa globale e ti regala un pretesto perfetto per dire:

“Non posso uscire, c’è una partita importantissima… credo.”

Il Mondiale durerà 39 giorni perché deve essere il più grande di sempre e perché, diciamolo, quando il mondo si mette d’accordo per fare festa, nessuno ha voglia di farla breve.

 

Quando la prima partita inizierà, alle 21.00 CEST (Central European Summer Time, l’Ora Legale dell’Europa Centrale, il nostro orario), cioè le 13.00 locali a Mexico City, dell’11 giugno, qualcuno dirà:

“Ma perché mi sto emozionando se non seguo nemmeno il calcio?”

La risposta è semplice: perché questo Mondiale è una storia collettiva, un po’ folle, un po’ epica, molto umana e, come tutte le storie belle, ti trascinerà dentro anche se non vuoi.

Buon divertimento e che vincano i migliori!

 

Altri argomenti mondiali:

Geografia, Tecnologia e Sociologia

Storia ed Economia

Identità, Urbanistica e Geologia

Antropologia e Tempistica

 

Fonti:

www.fifa.com

www.scienzenotizie.it

www.olympics.com

 

Riccardo Agresti

 

Formazione professionale e innovazione: al via il nuovo percorso per Operatore Informatico in ambiente Data e Intelligenza Artificiale.

Comunicato stampa

 Partnership tra Città Metropolitana di Roma Capitale e Aubay Italia
Roma, 10 giugno 2026 – Rafforzare il legame tra formazione professionale e mondo del lavoro, offrendo ai giovani competenze innovative e immediatamente spendibili nei settori più dinamici dell’economia digitale. È questo l’obiettivo dell’accordo presentato oggi dalla Città Metropolitana di Roma Capitale insieme ad Aubay Italia S.p.A., azienda leader nei servizi digitali e recentemente entrata a far parte della rete EAfA – European Alliance for Apprenticeships.
Il Consigliere Delegato alle politiche della Formazione in Città metropolitana di Roma Capitale, Daniele Parrucci: “la rivoluzione tecnologica in atto, caratterizzata dalla diffusione dell’intelligenza artificiale, dell’analisi dei dati e dalla crescente digitalizzazione dei processi produttivi e dei servizi, richiede una risposta concreta e lungimirante da parte delle istituzioni.
Di fronte a trasformazioni così profonde le istituzioni hanno il dovere di anticipare il cambiamento. La formazione professionale rappresenta lo strumento più efficace per accompagnare questa evoluzione e garantire nuove opportunità alle giovani generazioni”.
A partire dall’anno formativo 2026-2027 prenderà infatti il via il nuovo percorso di Operatore Informatico con curvatura “Utilizzo dei Dati e Intelligenza Artificiale”, rivolto a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Un’offerta formativa innovativa pensata per fornire competenze tecnologiche avanzate, favorendo un approccio consapevole e responsabile all’utilizzo delle nuove tecnologie.
L’iniziativa – continua il Delegato Daniele Parrucci – si inserisce nel più ampio percorso di rilancio dei Centri di Formazione Professionale gestiti dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, che negli ultimi tre anni ha investito nel rinnovamento delle strutture, dei laboratori e dell’offerta didattica, con l’obiettivo di renderla sempre più vicina alle esigenze del tessuto produttivoLa collaborazione con Aubay rappresenta un ulteriore passo avanti in questa direzione”.
Presso il Centro Metropolitano di Formazione Professionale Adriatico, sarà infatti realizzato un ambiente laboratoriale che riprodurrà un contesto aziendale simulato, consentendo agli studenti di sperimentare concretamente processi, strumenti e metodologie tipiche del settore digitale. Da febbraio a giugno gli allievi saranno coinvolti in attività pratiche e progettuali, accompagnati da formatori specializzati individuati con il contributo dell’azienda.
L’obiettivo condiviso con il Sindaco Roberto Gualtieri è costruire un ponte sempre più solido tra formazione e impresa, affinché le competenze acquisite in aula siano pienamente coerenti con le professionalità richieste dal mercato del lavoro e possano favorire l’inserimento qualificato dei giovani nei settori ad alta innovazione.
Città Metropolitana di Roma Capitale – conclude Parrucci – è stata inoltre inserita tra le migliori esperienze europee nel campo della formazione professionale, ottenendo un importante riconoscimento nell’ambito dell’High Level Event dell’EAfA. Un risultato che valorizza il lavoro svolto dall’Ente e ne rafforza concretamente il contributo alla costruzione di un sistema europeo della formazione e dell’apprendistato sempre più qualificato, innovativo e integrato.”
 
Ufficio comunicazione Città metropolitana di Roma Capitale
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Azzardo, il Forum delle Associazioni Familiari chiede nuove regole per tutelare salute e dignità della persona

Comunicato stampa

Presentato a Roma il documento del Terzo Settore con proposte concrete per la disciplina del settore

 Roma, 10 giugno 2026  Nel 2025 la raccolta complessiva del gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto i 165 miliardi di euro. Sale scommesse, slot, VLT, gratta e vinci, lotterie e piattaforme online rendono il Paese un “casinò diffuso”, accessibile ovunque e in ogni momento. Di fronte a questa realtà, il Forum delle Associazioni Familiari ha promosso il convegno “Scommettere sul futuro (quello vero). Riscrivere le regole del gioco d’azzardo per rimettere le persone al centro delle scelte politiche”, presso la Sala Conferenze dell’Associazione della Stampa Estera in Italia. Al centro del dibattito, il documento presentato dal Terzo Settore con proposte concrete per la regolamentazione del gioco d’azzardo in Italia, e le esperienze di amministratori locali e di persone che hanno vissuto direttamente le conseguenze del gioco d’azzardo.

Il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha osservato: “Il Forum va ringraziato per aver intrapreso questa battaglia così coraggiosa nella quale, purtroppo, spesso sembra di scontrarsi contro un muro di gomma. Accontentarsi di delegare allo Stato la gestione del fenomeno non è sufficiente, ma è fondamentale coinvolgere anche la rete delle famiglie. Il documento presentato oggi contiene una serie di proposte importanti per disciplinare il settore del gioco. Su certi temi bisogna recuperare uno spirito costituente, che non vuol dire avere un pensiero unico ma trovare una risposta che sia efficace nell’interesse di tutti. È in gioco la dignità delle persone, ma anche delle istituzioni. L’enciclica Magnifica Humanitas ha un approccio molto pragmatico e obbliga a trovare un ‘algoritmo’ comune. L’IA moltiplica il gioco: la velocità cattura ancora di più la persona facendola entrare in un mondo dal quale non riesce più a uscire. Come sottolinea il Papa, vanno sostenuti i legami sociali. In tal senso auspichiamo scelte politiche chiare per liberare tanti da una schiavitù terribile”.

L’On. Paola Boscaini (Forza Italia), ha affermato: “Nella mia esperienza di amministratore locale ho ascoltato diverse testimonianze di persone che sono andate sul lastrico per la dipendenza dal gioco d’azzardo. Non ci si deve mai fermare con la comunicazione a partire dai singoli territori per sensibilizzare su questo fenomeno. Finché non si tocca il fondo spesso non si ha il coraggio di chiedere aiuto. È fondamentale affrontare tale questione anche con misure che attengono al profilo della salute e non soltanto economico. Personalmente non sono favorevole alle limitazioni generali perché l’esperienza dice che spesso si ottiene l’effetto contrario“.

Secondo l’On. Laura Cavandoli (Lega Salvini Premier): “Il gioco online è stato disciplinato due anni fa con norme più restrittive. Come Legislatore andiamo a tutelare le famiglie per non alimentare flussi di denaro che vanno in mano alla malavita organizzata. Per questo riteniamo che la regolamentazione debba essere precisa e puntuale. Approvo la richiesta di trasparenza per rafforzare i controlli. Sul divieto di pubblicità abbiamo fatto il possibile e dobbiamo ragionare su come la trasmissione di un messaggio sportivo non diventi promozionale per l’azzardo. Serve la formazione a partire dalle scuole, per questo abbiamo introdotto l’educazione finanziaria nell’ottica di intercettare i ragazzi e lavorare sul piano culturale“.

Per l’On. Stefano Vaccari (Partito Democratico): “La politica ha oggi una grande responsabilità. Quella di affrontare una questione che ha a che fare con milioni di persone. Nel decreto Dignità era stato inserito il divieto di pubblicità dell’azzardo poi aggirato. Se non andiamo in questa direzione è molto difficile fare progressi. Auspichiamo la convocazione di un tavolo per una riforma volta a ridurre l’offerta di gioco”.

L’On. Andrea Quartini (Movimento 5 Stelle) ha affermato: “È necessario partire da un presupposto: non siamo in presenza di un gioco, l’azzardo riguarda le scommesse. Occorre, quindi, partire dalla semantica per una svolta culturale. Condivido le proposte contenute nel documento, pertanto serve una grande mobilitazione per ottenere una regolamentazione seria del settore“.

Adriano Bordignon, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, ha dichiarato: “L’impatto dell’azzardo sul piano sociale, sanitario ed economico è ormai evidente, con ricadute pesanti su persone, famiglie e comunità. Servono politiche più efficaci di prevenzione e contrasto, che riaffermino il primato della salute e della dignità delle persone rispetto a logiche esclusivamente commerciali. Scommettere sul futuro significa investire sulle persone e sulle famiglie, costruendo un modello di sviluppo che non alimenti fragilità e dipendenze, ma promuova responsabilità, coesione sociale e autentiche opportunità di crescita“.

Andrea Bosi di Avviso Pubblico, ha sottolineato: “Gli amministratori degli Enti locali si trovano oggi in prima linea nel fronteggiare gli effetti delle fragilità sociali indotte e amplificate dal gioco d’azzardo patologico. Per questo motivo, chi rappresenta un tale presidio democratico e civile deve essere ascoltato con attenzione, nell’interesse della coesione sociale, della tutela delle persone più esposte e del benessere complessivo delle comunità”.

Secondo il Prof Maurizio Fiasco, ALEA: “Con l’impegno della vasta rete delle Associazioni familiari, si fa concreta la speranza di ottenere una de-escalation del gioco d’azzardo in Italia. I confini della sopportabilità sociale e umana erano stati oltrepassati da tempo: 165,3 miliardi di euro di flusso di puntate e scommesse, con l’impegno di 130 milioni di giornate di vita sottratte in un anno alle relazioni interpersonali, agli affetti e alla cura dei figli, costituiscono un danno sistematico che solo l’ottusità (usiamo questa litote) dello Stato non rileva. Ma adesso, con un’osservazione puntuale, competente, impegnata e continuativa si potrà ottenere una svolta nell’orientamento pubblico, scuotendo l’opinione pubblica dall’indifferenza“.

Don Armando Zappolini della campagna Mettiamoci in Gioco, ha rilevato: “La maggior parte dei proventi del gioco viene da persone con problematiche economico-sociali, è un dato che ci deve far riflettere. Purtroppo, l’azzardo è animato da una logica di lotta ai poveri e non alla povertà. È lodevole l’attività delle diverse associazioni dirette ad aiutare i dipendenti dall’azzardo ma dobbiamo fare più rete e non può essere una missione della sola Chiesa, l’impegno va esteso anche al di fuori del mondo ecclesiastico. È inoltre prioritario avere i dati ufficiali delle spese per il gioco ma purtroppo non vengono forniti. Sarebbero molto utili per profilare al meglio i soggetti che spendono di più e affrontare a monte il problema. Abbiamo un grande debito di responsabilità che dobbiamo saldare con la nostra società”.

Tra gli altri, all’evento sono intervenuti: Teresa Mazzone, Presidente Società Italiana di Pediatria del Lazio; i giornalisti Toni Mira (Avvenire) e Luca Cereda (Famiglia Cristiana); Nicola Bosco, ex giocatore.

adriano bordignon    convegno forum delle associazioni familiari sul gioco d'azzardo

“La tempesta silenziosa” alla biblioteca Zucconi di Anguillara

Comunicato stampa

L’Amministrazione Comunale di Anguillara Sabazia e la Biblioteca Comunale “Angela Zucconi” sono liete di invitarvi a partecipare, per la prima volta, ad uno straordinario evento di lettura collettiva e simultanea ideato da Alessandro Baricco.
“Leggere è il gesto mite per eccellenza, un gesto gentile e pacifico. La tempesta silenziosa è il gesto spettacolare che faremo insieme, miti, gentili e pacifici. Leggendo, ospitando lettrici e lettori. Tutto qui. Ma in questo modo sprigioneremo una sorta di tempesta d’intensità, silenziosa, quasi invisibile ma fortissima. Un’esperienza preziosa quando la vivi, che non finisce lì. Te la porti via anche quando te ne vai. Forse, alla fine sei persino un po’ diverso.”
Ed è da qui che tutto comincerà.
Ancorati alla stessa ora, leggeremo tutti insieme, nello stesso momento, creando una grandiosa energia che unirà tantissimi luoghi e lettori. L’evento sarà infatti condiviso in diretta streaming, collegando contemporaneamente la nostra biblioteca con la città di Roma e con tutti gli altri luoghi della cultura che hanno aderito a questa straordinaria iniziativa.
Quando: Mercoledì 17 giugno
Ora: 20:30 (puntuali, per dare il via alla lettura simultanea!)
 Cosa leggeremo: “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij
Vi aspettiamo in Biblioteca per vivere insieme questa esperienza unica, intima e collettiva al tempo stesso. Portate la vostra passione e la voglia di far parte di qualcosa di indimenticabile.
 L’evento è su prenotazione. Per riservare il proprio posto, è possibile utilizzare i seguenti riferimenti:

Nuovo manto stradale sulla SP 493 Braccianese, la soddisfazione dell’Italia dei Diritti De Pierro

Comunicato stampa

Più volte segnalata da parte del movimento IdD per le sconnessioni e gli allagamenti, la Braccianese è stata finalmente rimessa a nuovo


Roma 10 giugno 2026: ” Nell’ultima segnalazione relativa alla SP493 avevo chiesto agli amministratori provinciali romani di svegliarsi, e finalmente un primo segnale di risveglio dal torpore amministrativo sembra essere arrivato”: Sono le parole del segretario provinciale romano IdD Carlo Spinelli che all’interno del movimento presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro ricopre anche la carica di responsabile nazionale per la Politica Interna, all’indomani della segnalazione della responsabile per l’ Area del Lago di Bracciano Ylenia Massimini sulla ripavimentazione stradale della SP493. ” Le condizioni di questa strada provinciale erano veramente pessime e ciò rendeva il transito veicolare pericoloso – continua Spinelli – per questo abbiamo sollecitato la Città Metropolitana di Roma Capitale a intervenire. E continueremo a monitorare la situazione viaria di competenza provinciale, perché di strade in condizioni critiche ce ne sono tante e questo rende pericolosa la loro percorrenza. Non possiamo permettere che le lacune amministrative delle istituzioni – conclude Spinelli – mettano in pericolo la vita dei cittadini”.

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