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Come non rovinare la sessione estiva ed essere sereni nell’affrontare gli esami

Come non rovinare la sessione estiva ed essere sereni nell’affrontare gli esami

 

Cari universitari, si è aperta la sessione estiva e gli esami sono cominciati tra ansie e sensi di colpa , tra gli appunti prestati per sbrigarsi a studiare e concetti poco chiari. Questo è ciò che circonda un universitario prima della fatidica data dell’esame che arriva sempre troppo presto ma che poi diventa gioia e liberazione e se va male, perché succede anche quello, diventa convinzione che alla prossima andrà bene perché ora sappiamo come muoverci.

Ma come ci si dovrebbe muovere per evitare di morire dall’ansia ad ogni prova d’esame? La risposta è organizzazione, è pianificazione con una buona dose di fiducia in se stessi, ad esempio per evitare di trovarsi gli  ultimi dieci giorni prima dell’esame con un carico enorme e già molto stanchi si dovrebbe calcolare per tempo la data giusta per cominciare a studiare dipendendo da quanto siamo già preparati in quella materia , se ci occorre un mese o magari due o tre e mettere nel percorso di studi un giorno libero a settimana perciò se un giorno avete deciso di andare al mare , lasciate pure a casa gli appunti, non li guarderete!

Ci sono anche da calcolare gli imprevisti, ad esempio, visite , commissioni, piccoli lavoretti , quindi c’è da calcolare almeno 4 o 6 ore in meno in una settimana di studio, se poi non ne avete ed un giorno non vi va proprio di studiare , questa mi pare proprio un ottima occasione per sfruttare quelle ore. Dovete avere ben chiaro quanto tempo vi prenderà un capito piuttosto che un altro in modo da poter fare un buon  planning di studio e questo avviene se si si conosce il programma e d anche se si è stati a lezione.

Per quanto riguarda il metodo di studio , il “metodo del pomodoro” che consiste in 25 minuti di studio e 5 minuti di pausa è molto in voga e funziona perché serve a tenere alta la concentrazione. Durante questo percorso sarete costellati di sentimenti intensi, scoraggiamenti, sensi di colpa, ansia che invece di una nostra nemica va accolta come un’alleata che vi renderà lucidi ed efficaci pertanto dobbiamo lasciarla andare come un emozione passeggera che in quel momento ha una funzione specifica e sfruttarla al meglio, ci lascerà appena svolto l’esame quando saremo ancora carichi , adrenalinici e contenti del nostro risultato.

Ilaria Morodei

FILOROSSO TORNA SU RAI 3: AL VIA LA NUOVA STAGIONE

Comunicato stampa

CONDUCE ANTONINO MONTELEONE CON ADELE GROSSI

 OSPITI DELLA PRIMA PUNTATA: ERRI DE LUCA, FERRUCCIO DE BORTOLI, TOMMASO CERNO, ANTONIO DE RENSIS, ANGELA TACCIA

 LUNEDI’ 15 GIUGNO 2026, ORE 21.15 SU RAI 3 E RAIPLAY

Da lunedì 15 giugno, alle 21.15 su Rai 3 e RaiPlay, torna “Filorosso”, il programma di approfondimento che racconta l’attualità, la cronaca e i temi che animano il dibattito pubblico del Paese.

 La nuova edizione si presenta con una importante novità: alla conduzione arrivano Antonino Monteleone, volto del giornalismo d’inchiesta televisivo, e la giornalista d’inchiesta, volto di RaiNews24 (e già a Report e Indovina chi viene a cena), Adele Grossi, che accompagneranno il pubblico attraverso i principali fatti della settimana, con servizi, reportage, inchieste, ospiti in studio e collegamenti dal territorio.

 In questa prima puntata, per la prima volta in tv dopo le polemiche suscitate dalle sue recenti dichiarazioni sul conflitto israelo-palestinese, ci sarà lo scrittore Erri De Luca.

Tra le novità della stagione debutta inoltre lo “Spazio Podcast”, un vero e proprio ring delle idee: ogni settimana due opinionisti, protagonisti della vita pubblica e culturale del Paese, portatori di posizioni opposte, si confronteranno su uno dei temi più caldi dell’attualità.

 Tra gli ospiti della puntata anche l’editorialista del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, e il direttore de “Il Giornale”, Tommaso Cerno.

 Infine, ampio spazio alla cronaca con gli ultimi sviluppi sul caso Garlasco. In studio interverranno gli avvocati Antonio De Rensis e Angela Taccia, la giornalista Ilenia Petracalvina e la criminologa Flaminia Bolzan.

ASL Roma 4, Natalino Fabrizi nominato Direttore Amministrativo

Comunicato stampa

Natalino Fabrizi è il nuovo Direttore Amministrativo della ASL Roma 4. La nomina è stata formalizzata con la deliberazione n. 678 dell’11 giugno 2026, firmata dalla Direttrice Generale Rosaria Marino.

L’incarico, della durata di tre anni, decorrerà dal 15 giugno 2026 e si concluderà il 14 giugno 2029. Forte di una consolidata esperienza manageriale maturata presso Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Nazionale, Fabrizi ricopriva già il ruolo di Direttore Amministrativo facente funzioni dell’Azienda.

«Ringrazio la Direttrice Generale Rosaria Marino per la fiducia accordatami e per l’incarico affidatomi. Continuerò a lavorare per migliorare la gestione dei processi amministrativi, la programmazione delle risorse e il governo degli aspetti economico-finanziari dell’Azienda. La sfida che attende la nostra ASL è importante e stimolante, soprattutto alla luce dei numerosi interventi e progetti avviati in questi anni», ha dichiarato Fabrizi.

Un filo che attraversa i secoli: Roma celebra la cultura romena e il dialogo tra i popoli

Nel cuore di Roma, tra maggio e giugno 2026, ha preso vita un progetto culturale che non è soltanto una celebrazione della tradizione romena, ma un vero atto d’amicizia tra due popoli europei legati da una storia comune: “Dalla Colonna Traiana al Baule del Corredo – Tradizione e Identità Nazionale”. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Spirit Românesc ETS e finanziata dal Dipartimento per i Romeni all’Estero, si propone di valorizzare il patrimonio etnografico romeno nella diaspora italiana, trasformando la cultura in un linguaggio universale di dialogo, rispetto e pace.

 

Il progetto nasce da una consapevolezza profonda: italiani e romeni condividono radici comuni. Entrambi i popoli discendono dall’eredità della civiltà romana, un patrimonio che ancora oggi si riflette nella lingua, nei simboli, nelle tradizioni e nella sensibilità culturale di entrambi i Paesi. Non è un caso che la Colonna Traiana, monumento che racconta l’incontro tra Roma e la Dacia, diventi il punto di partenza simbolico di questo percorso artistico e antropologico.

La comunità romena in Italia, oltre 1.200.000 residenti, rappresenta oggi una delle presenze più significative e integrate nel tessuto sociale del Paese. Le iniziative del progetto vogliono proprio mettere in luce questa convivenza fraterna, mostrando come la cultura possa essere un ponte che unisce, non una barriera che divide.

Il programma delle iniziative è ricco di arte, storia e identità.

 

13 giugno 2026 – Inaugurazione e mostra fotografica

Presso la Casa del Municipio Roma IV “Ipazia di Alessandria” si apre la mostra dedicata ai costumi tradizionali romeni, realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale Bran. I pannelli bilingui raccontano la storia della Ia, la camicia tradizionale romena, ufficialmente patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO dal 2022 (riconoscimento condiviso da Repubblica di Romania e Repubblica di Moldova), e dei suoi motivi decorativi che attraversano i secoli come un filo ininterrotto di memoria.

La Ia non è soltanto un capo d’abbigliamento, è un linguaggio antico, un codice culturale che attraversa secoli di storia e di memoria collettiva e la decisione dell’UNESCO non riguarda l’indumento in sé, ma il sapere artigianale che lo rende unico: la scelta dei fili, la costruzione dei motivi, la trasmissione delle tecniche di ricamo da madre in figlia. Ogni Ie è una narrazione personale e comunitaria. I simboli geometrici, vegetali o astratti raccontano l’origine geografica di chi la indossa, l’età, lo status sociale, il rapporto con la natura e con il sacro. È un tessuto che parla e che conserva la memoria di un popolo.

In un mondo che tende all’omologazione, la Ia resiste come gesto di appartenenza: un modo per affermare la propria radice attraverso la bellezza del ricamo. Oggi, reinterpretata anche dalla moda contemporanea, continua a essere un simbolo vivo, capace di unire tradizione e modernità senza perdere la sua anima.

Il costume popolare romeno è un autentico documento vivente e un simbolo dell’orgoglio del popolo romeno.

 

20 giugno 2026 – Spettacolo, danze e sfilata

Sempre presso la Casa del Municipio Roma IV, un pomeriggio di festa celebra la vitalità della cultura romena con musica e danze popolari, un flashmob tradizionale e una sfilata che ripercorre l’evoluzione dell’abbigliamento femminile dai Daci dell’antichità alle reinterpretazioni contemporanee della Ie.

È un viaggio visivo che collega la Colonna Traiana al baule del corredo delle donne romene nella diaspora, custodi di tradizioni che continuano a vivere e trasformarsi.

La musica popolare romena è un mosaico vivo, fatto di melodie che cambiano da regione a regione come i colori di un tappeto tessuto a mano. I suoi suoni nascono dall’incontro di tradizioni dace, bizantine, slave e orientali, e si riconoscono subito per il ritmo pulsante e l’intensità emotiva. Il violino guida spesso l’ensemble, affiancato dalla fisarmonica, dal nai, il flauto di Pan, e dal taragot, che dà alla musica un timbro caldo e inconfondibile. Le melodie possono essere malinconiche e profonde, oppure rapide e virtuosistiche, soprattutto nella tradizione dei lăutari, i musicisti rom che hanno fatto dell’improvvisazione un’arte.

Accanto alla musica, le danze folcloristiche romene sono un’esplosione di energia collettiva. La più iconica è la Hora, un grande cerchio che unisce i danzatori in un passo ritmico e trascinante; ma ogni regione custodisce le sue forme, dai giri vorticosi dell’Învârtita ai tempi serrati della Sârba. Sono danze comunitarie, nate per le feste di villaggio, i matrimoni, le celebrazioni stagionali: movimenti che raccontano appartenenza, forza e gioia condivisa.

In Romania musica e danza non sono semplici spettacoli: sono un modo di stare insieme, un’eredità che continua a vivere nelle piazze, nei festival e nelle nuove generazioni che la reinterpretano senza tradirne l’anima.

 

23 giugno 2026 – Conferenza internazionale a Palazzo Valentini

Studiosi da Italia, Romania e Repubblica Moldova si confronteranno sul tema “Un filo che attraversa i secoli”, analizzando migrazioni, identità e continuità culturale. Un dialogo accademico che rafforza la cooperazione tra istituzioni dei tre Paesi.

Il progetto non è solo un evento culturale: è un messaggio politico nel senso più alto e nobile del termine. In un’Europa che affronta sfide sociali e identitarie, iniziative come questa ricordano che la pace nasce dalla conoscenza reciproca, dal rispetto e dalla consapevolezza di un destino condiviso.

Italia e Romania, popoli fratelli per storia e sensibilità, trovano nella cultura un terreno fertile per costruire un futuro comune. La diaspora romena in Italia non è un corpo estraneo, ma una componente viva e attiva della società, capace di arricchirla con tradizioni, creatività e professionalità.

Il patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia, della Città Metropolitana di Roma Capitale e del Municipio Roma IV, insieme alla partecipazione di università, associazioni e maestri artigiani, dimostra quanto forte sia il desiderio di costruire un dialogo stabile e profondo.

“Dalla Colonna Traiana al Baule del Corredo” è dunque molto più di un progetto culturale: è un gesto di fratellanza, un invito alla pace e un omaggio alla bellezza di due culture sorelle che, incontrandosi, si riconoscono.

Riccardo Agresti

per ulteriori informazioni visita la pagina Facebook: De la Columna lui Traian la lada de zestre

Martedì 16 apre l’Ufficio Postale Mobile di Valcanneto: il Sindaco di Cerveteri Gubetti: “Una richiesta avanzata il giorno stesso in cui è stato assaltato l’ufficio postale di Largo Boito”

Riceviamo e pubblichiamo

“Martedì 16 giugno a Largo Boito a Valcanneto entrerà ufficialmente in servizio l’Ufficio Postale Mobile. Sin dai minuti successivi l’assalto allo sportello verificatosi nella notte tra il 5 e il 6 maggio avevamo ufficialmente chiesto a Poste Italiane di attivare con urgenza un servizio sostitutivo: nell’immediato, fu posizionato uno sportello mobile nella vicina Marina di San Nicola, che sarà regolarmente attivo fino a domani, sabato 13 giugno. 

Una soluzione tampone ma che in ogni caso non ritenevamo sufficiente a fronte di un disagio davvero grande per i cittadini. Dopo un proficuo colloquio, la Società ha accolto le nostre richieste. I lavori per il ripristino ed il ritorno alla normalità dell’ufficio postale non sappiamo quanto dureranno, ma senza dubbio il disagio che sta vivendo la cittadinanza è grande e l’arrivo dell’Ufficio Mobile auspichiamo possa rappresentare un soluzione temporanea per l’utenza”.

A dichiararlo è Elena Gubetti, Sindaco di Cerveteri, che prosegue: “L’obiettivo sin dal primo momento era quello di ridurre al minimo i disagi. Il pensiero, è andato subito alla fascia di popolazione più fragile e a coloro che non hanno la macchina per raggiungere l’ufficio postale del capoluogo. Ringrazio con l’occasione la Dottoressa Stefania Anetrini, Responsabile delle Relazioni Istituzionali di Poste Italiane, con la quale ho avuto un costante dialogo in queste settimane e che comprendendo pienamente la situazione di disagio per la Frazione di Valcanneto a seguito dei fatti accaduti, ha fatto in modo che l’Ufficio Postale Mobile venisse posizionato”.

La nuova postazione, dotata di due sportelli, sarà abilitata a tutti servizi postali e finanziari, compresi quelli “radicati” come le operazioni sui libretti di risparmio e sui conti Bancoposta e il ritiro della corrispondenza non consegnata per assenza del destinatario. Sarà disponibile secondo il consueto orario di apertura dell’ufficio postale di Valcanneto di Cerveteri: dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 13.35 e il sabato dalle 8.20 alle 12.35.

Prevenzione incendi boschivi, firmata l’ordinanza per la stagione estiva 2026

Riceviamo e pubblichiamo

Il Sindaco di Cerveteri Elena Gubetti ha firmato l’ordinanza che disciplina le misure di prevenzione del rischio incendi boschivi per la stagione estiva 2026, con l’obiettivo di tutelare il territorio, il patrimonio ambientale e la sicurezza dei cittadini durante il periodo di massima pericolosità, fissato dal 15 giugno al 15 ottobre.

L’ordinanza introduce una serie di divieti e obblighi rivolti a cittadini, proprietari di terreni, aziende ed enti gestori di infrastrutture. Tra le principali disposizioni figurano il divieto di accendere fuochi, bruciare residui vegetali, utilizzare materiale pirotecnico e svolgere attività che possano provocare l’innesco di incendi nelle aree a rischio. Previsti inoltre interventi di pulizia dei terreni e la realizzazione di fasce protettive antincendio.

«La prevenzione è il primo e più efficace strumento per contrastare gli incendi boschivi – dichiara il Sindaco Elena Gubetti – Ogni anno il nostro territorio è esposto a rischi elevati durante la stagione estiva e per questo è fondamentale la collaborazione di tutti. Chiediamo ai cittadini, alle aziende agricole e ai proprietari di terreni di rispettare scrupolosamente le disposizioni previste dall’ordinanza e di adottare comportamenti responsabili.

Un piccolo gesto imprudente può provocare danni gravissimi all’ambiente, mettere a rischio abitazioni, attività economiche e, soprattutto, la sicurezza delle persone. Per questo motivo invito tutti a mantenere pulite le proprie aree, a realizzare le necessarie fasce di protezione e a segnalare tempestivamente eventuali situazioni di pericolo o principi di incendio alle autorità competenti. La tutela del nostro patrimonio naturalistico e paesaggistico è una responsabilità condivisa. – Conclude il Sindaco – L’Amministrazione comunale, insieme alla Protezione Civile, alle Forze dell’Ordine e alle associazioni di volontariato, continuerà a garantire il massimo impegno nelle attività di prevenzione e monitoraggio del territorio».

L’ordinanza è consultabile integralmente sull’Albo Pretorio e sul sito istituzionale del Comune di Cerveteri

Sport cittadino, primo bando comunale da 30.000 euro. Pacifico: “Il dato delle spese certifica la necessità di aprire un confronto con imprese, grandi aziende, operatori portuali e realtà armatoriali”

Riceviamo e pubblichiamo

È stata pubblicata la graduatoria, con le relative assegnazioni, del primo Avviso Pubblico comunale a sostegno delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche di Civitavecchia.
Il bando, dotato di 30.000 euro, era rivolto alle realtà sportive senza fini di lucro, regolarmente costituite e affiliate a FSN, DSA o EPS riconosciuti dal CONI o dal CIP.
Sono state presentate 24 domande, tutte accolte, su 25 posizioni finanziabili.
Il contributo è stato assegnato sulla base delle spese ordinarie 2025 realmente sostenute, pagate e documentate: affiliazioni, tesseramenti, campionati, gare, arbitri, assicurazioni, impianti, materiale tecnico, trasporti e visite medico-sportive. Escluse spese personali, compensi, rimborsi, investimenti, lavori edilizi, rappresentanza, spese non tracciabili o già finanziate da altri contributi pubblici.
La graduatoria è stata costruita su criteri oggettivi, per un massimo di 100 punti, pensati non solo per assegnare risorse, ma per indicare una direzione: valorizzare attività giovanile, agonismo strutturato, collaborazioni scolastiche verificabili, radicamento, affidabilità e valore sociale e inclusivo.
Le 24 società ammesse hanno documentato spese per 788.076,20 euro. È un dato rilevante, ma parziale: riguarda solo 24 realtà cittadine e non comprende molte spese importanti non ammissibili dall’Avviso. Il peso economico reale dello sport civitavecchiese è quindi certamente più alto.
“Questo primo bando — dichiara il Sindaco Marco Piendibene — introduce un metodo pubblico e ordinato. Non contributi generici, ma risorse assegnate su spese effettive, verificabili e coerenti con l’attività sportiva. È una scelta che sostiene chi lavora ogni giorno con giovani, scuole, famiglie e comunità, e che orienta il movimento sportivo verso percorsi sempre più strutturati, stabili e utili alla città”.
“Il dato delle spese documentate — prosegue il Sindaco — dimostra però che il Comune, da solo, non può rispondere a tutto il fabbisogno. Per questo è giusto aprire una fase nuova, coinvolgendo anche il tessuto economico cittadino attraverso strumenti chiari, pubblici e garantiti dall’Amministrazione”.
“Il dato dei 788.076,20 euro — afferma Patrizio Pacifico, Delegato allo Sport — certifica la necessità di aprire un confronto con imprese, grandi aziende, operatori portuali e realtà armatoriali. Non è il costo totale dello sport cittadino, ma solo la parte ammissibile e documentata da 24 società”.
“Con questo Avviso — sottolinea Pacifico — non abbiamo finanziato progetti spot. Abbiamo sostenuto il progetto sportivo reale delle associazioni: l’attività ordinaria, quotidiana, continuativa, quella che porta bambini, ragazzi, famiglie, tecnici e volontari dentro palestre, campi, piscine, impianti e scuole. È lì che lo sport produce valore per la città”.
“L’idea — spiega Pacifico — è costruire un percorso semplice: un bando pubblico di sponsorizzazione attraverso cui le imprese possano mettere risorse a disposizione dello sport cittadino, dentro una logica di responsabilità sociale verso il territorio; poi un nuovo avviso comunale per distribuirle alle società sulla base delle spese sostenute e di criteri pubblici, come in questo primo bando”.
“In questo modo l’Amministrazione aiuterebbe anche le aziende a superare problemi noti: scegliere chi sostenere, dire sì ad alcuni e no ad altri, esporsi a rapporti personali o a possibili fraintendimenti. Il Comune garantirebbe trasparenza, visibilità agli sponsor e una distribuzione equa dell’investimento. Voglio ringraziare l’ufficio sport per il grande impegno profuso per questo bando e la consueta professionalità”.
Lo sport cittadino non chiede assistenza. Chiede riconoscimento, rispetto e strumenti adeguati per continuare a produrre educazione, salute, inclusione, appartenenza e futuro per Civitavecchia.

MUNICIPIO XV, TORQUATI-ROLLO: “OASI MARINE PER OVER 65, APERTE ISCRIZIONI PER ESTATE 2026” 

Comunicato stampa

“Per il quinto anno consecutivo tornano le Oasi Marine, l’iniziativa estiva dedicata agli over 65 residenti nel Municipio XV che dal 6 al 24 luglio potranno trascorrere delle piacevoli giornate sul litorale romano. Pranzi in compagnia, attività ludico ricreative in spiaggia e zone d’ombra: un’occasione di svago e socializzazione lontano dal caldo e dall’afa della città.

Le attività saranno organizzate su tre turni da una settimana ciascuno e consentiranno a 150 anziane e anziani del nostro territorio di godere del mare raggiungendo le spiagge del litorale in modo agevole grazie al servizio gratuito giornaliero di accompagnamento. Per tutti andata e ritorno in pullman con più punti di raccolta dislocati sul territorio in modo da facilitare l’accesso al servizio.

Con le Oasi Marine ci prendiamo cura degli over 65 del nostro territorio in un periodo, come l’estate, che può generare difficoltà e solitudine. Un’ulteriore iniziativa in favore delle donne e degli uomini della terza età del nostro Municipio già coinvolti, attraverso il lavoro della Commissione delle Politiche Sociali guidata da Alfonso Rago e degli Uffici del Sociale del Municipio che ringraziamo, in diverse attività di invecchiamento attivo, tutte iniziative previste nel Piano Sociale 2024 – 2026 rivolte alla cittadinanza anziana di tutti i quartieri del Municipio XV.

Le iscrizioni alle Oasi Marine sono aperte fino al 26 giugno 2026. Per tutte le info consultare il sito del Municipio XV alla pagina
https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS1599214

Così in una nota il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, e l’Assessora alle Politiche Sociali, Sanitarie e Pari Opportunità del Municipio XV, Agnese Rollo.

CORDOGLIO DEL SINDACO PER LA SCOMPARSA DI VITTORIO VITALINI SACCONI

Comunicato stampa

Civitavecchia perde uno degli studiosi che ne hanno custodito la memoria. Vittorio Vitalini Sacconi, autore dei due volumi “Gente, personaggi e tradizioni a Civitavecchia dal Seicento all’Ottocento” (1982), si è spento lasciando un patrimonio di ricerca prezioso.

«La sua opera — dichiara il sindaco Marco Piendibene — è uno dei fili che lega le generazioni di questa città: è a studiosi come lui che dobbiamo la possibilità di sapere da dove veniamo».
A nome dell’ Amministrazione, il sindaco esprime ai familiari il più sentito cordoglio.

Fabrizia Confalonieri presenta il suo libro: un racconto di vita e resistenza

Introdotta da Giulia Sala, presidente del Consiglio del Comune di Bracciano, la presentazione di “Fabrizia. Un cammino nell’arco della vita”, esordio letterario di Fabrizia Confalonieri, ha suscitato nel numeroso pubblico presente nei locali della Biblioteca Comunale Bartolomea Orsini forti emozioni e un coinvolgimento contagioso.

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Ci sono libri che non nascono da una semplice idea, ma da una ferita. Libri che non cercano di spiegare, ma di accompagnare. Il libro di Fabrizia Confalonieri appartiene a questa categoria: quella delle storie che non si limitano a raccontare un’esperienza, ma la trasformano in un gesto di condivisione, di coraggio, di stimolo.

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La sua scrittura non indulge nel dolore, ma invita a non arrendersi, perché, come ha spiegato l’autrice rispondendo a una delle incalzanti domande di Barbara Busetto dello Sportello Centro Donna Bracciano, “non voglio morire prima di essere morta”. Fabrizia non cerca eroi, ma persone. Non offre soluzioni, ma possibilità: quella di guardare la fragilità senza vergogna, quella di riconoscere che la cura, ricevuta e data, è un modo di stare nel mondo.

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Le splendide letture di Luigia De Michele hanno restituito con forza il valore di un libro che non è un diario di malattia né un resoconto clinico, ma un viaggio umano che attraversa la vita. Un viaggio fatto di paure, di rabbia, di grande ironia e soprattutto di una lucidità che illumina tutti, perché a tutti capita di confrontarsi con la vulnerabilità. Ed è proprio per questo che la sua testimonianza è preziosa.

Raccontare una malattia significa spesso attraversare un territorio che molti preferiscono evitare. Fabrizia, invece, ha scelto di farne un libro: non per costruire un monumento al dolore, ma per restituire un’esperienza che appartiene a più persone di quante immaginiamo. La diagnosi di tumore, arrivata senza preavviso, ha cambiato il ritmo della sua vita, le sue fasi e il modo di guardare alle cose. Da quel passaggio obbligato sono nate pagine che uniscono lucidità, fragilità e una sorprendente capacità di reazione.

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Nel suo racconto non c’è eroismo né ricerca di effetti speciali. Accanto alla quotidianità della vita che scorre, c’è la quotidianità della cura: il rapporto con i medici, la fatica dei giorni che passano, la forza dei legami che resistono. Oggi Fabrizia porta la sua testimonianza non come un caso clinico, ma come una voce che invita a guardare la malattia con più consapevolezza, più coraggio e meno paura.

È un racconto che non separa la vita dalla malattia: le tiene insieme, perché così è per chi attraversa un’esperienza che cambia tutto ma non cancella nulla. Fabrizia Confalonieri porta questa storia tra le pagine del suo libro con la stessa voce potente con cui l’ha scritta: una voce che non cerca applausi, arrivati comunque spontanei a ogni lettura e spiegazione, ma il desiderio di essere ascoltata. Una voce che ricorda che la malattia non è mai l’unica cosa da raccontare. Dietro c’è sempre una vita intera.

 

Lorenzo Avincola redattore L’agone