Cerveteri, la versione archeologica di una promessa mai mantenuta.

Comunicato stampa

Aprire i social a Cerveteri, ormai, è un atto di puro masochismo. Tra un post di smarrimento gatti e l’ennesima segnalazione di una buca storica, il leitmotiv che unisce la cittadinanza è sempre lo stesso: “Cerveteri ha un potenziale immenso”. Una frase bellissima, per carità. Ma lasciatecelo dire con un briciolo di disperata ironia: ma insomma, ma cosa dobbiamo ogni volta leggere?!
Sì, perché a forza di parlare di “potenziale”, siamo diventati la versione archeologica di una promessa mai mantenuta. Facciamo un giro, tra le criticità che i cittadini sollevano ogni giorno sui social, e che noi, come Circolo SI, non possiamo più fare a meno di denunciare.
1. Turismo: Spettatori del passaggio altrui
Sui gruppi Facebook è tutto un fiorire di foto della Necropoli della Banditaccia e di commenti entusiasti… dei turisti che però, dopo due ore, scappano a Roma o a Ladispoli anche solo per mangiare un gelato. Il turismo a Cerveteri è come un fantasma: tutti sanno che c’è la storia, ma nessuno vede l’indotto. Manca una rete, mancano i servizi digitali, manca un’accoglienza coordinata. Leggiamo ogni volta di “rilancio del territorio”, ma la realtà social ci restituisce visitatori sperduti alla fermata del bus che si chiedono se quel mezzo passerà mai.
2. Trekking e Sentieristica: L’avventura (forzata) nelle Cascatelle
Capitolo natura. Il trekking a Cerveteri, in teoria, potrebbe fare invidia a mezza Europa. Abbiamo la Via degli Inferi, le Cascatelle, i sentieri etruschi. Poi apri i post degli escursionisti e scopri che fare trekking da noi è diventato uno sport estremo: cartellonistica assente o divelta, sentieri lasciati all’anarchia della vegetazione e zero tutele. Ogni volta dobbiamo leggere di tavoli tecnici e progetti green, mentre l’unica cosa che verdeggia indisturbata è l’erba alta che copre i percorsi.
3. Spazi per i giovani e aggregazione: Il deserto dei tartari
Questa è la nota più dolente, quella che sui social si trasforma nei polveroni più tristi. Dove vanno i giovani a Cerveteri? Risposta social standard: “A Ladispoli”, oppure “In piazza a fare nient’altro che muretto”.
Mancano spazi di aggregazione al chiuso, mancano aule studio degne di questo nome, mancano centri culturali autogestiti o comunali che offrano alternative sane e stimolanti. La socialità giovanile è ridotta ai minimi termini. E ogni volta ci tocca leggere commenti retrogradi che colpevolizzano i ragazzi perché “stanno sempre al telefono”, quando l’unica alternativa che offre il territorio è guardare il vuoto cosmico.
Ma insomma, cambiamo spartito!
Caro Comune, cari commentatori seriali del “va tutto bene”, ma cosa dobbiamo ogni volta leggere? Non ci bastano più i post strappa like con le foto del tramonto sul mare di Campo di Mare o i filtri Instagram sulla rocca del Granarone.
Le criticità sollevate dalla piazza virtuale sono reali, tangibili e gridano vendetta. Servono:
Un piano strategico per i giovani, investendo su spazi pubblici sottratti all’abbandono.
Una gestione seria e strutturata dei sentieri, perché il turismo sostenibile non si fa a parole.
Un’idea di turismo integrato che connetta il sito UNESCO al centro storico e alla costa.

Finché la politica locale continuerà a rispondere alle critiche social con la retorica del “ci stiamo lavorando”, noi continueremo a ricordarvi che il tempo del potenziale è scaduto. È ora di passare ai fatti, prima che l’unica attrazione rimasta a Cerveteri diventi la lettura dei commenti di protesta su Facebook.
A cura del Circolo di Sinistra Italiana Cerveteri

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