Basta il colpo dβocchio per capire perchΓ© potrΓ forse cadere il governo ma mai laΒ legislatura: capannelli bipartisan, emendamenti cofirmati da maggioranza e opposizione. Basta sentire le parole di miele del relatore e del viceministro per capire che alla fine sono tutti contenti nonostante il piΓΉ grande azzardo procedurale mai fatto dalΒ ParlamentoΒ alle prese con ilΒ bilancio dello Stato. Β«Il Parlamento ha lavorato bene e cosΓ¬ abbiamo potuto scrivere una bella pagina di unitΓ nazionaleΒ», ha detto ieri mattinaΒ Stefano FassinaΒ (Leu) relatore di maggioranza. Β«Con un lavoro intenso di discussione seria e mai segnata da ostruzionismo abbiamo approvato in commissione centinaia di emendamenti con risorse senza precedentiΒ» ha rincarato il viceministro economicoΒ Antonio Misiani.
Basta dare unβocchiata aiΒ 1150 commiΒ dellβunico maximendamento β laΒ legge di Bilancio 2020-2021Β β su cui Γ¨ stata messa la fiducia per capire che cβΓ¨ ancheΒ debito βcattivoβΒ neiΒ 40 miliardiΒ che dovrebbero costituire lβasse del rilancio del paese post pandemia. Se si mette tutto questo sullo sfondo o in primo piano, Γ¨ chiaro perchΓ© la verifica di governo potrΓ arrivare a un rimpasto piΓΉ o meno strong o soft ma mai ad un voto anticipato. Con buona pace di chi nel Pd giura il contrario, il ministroΒ Dario FranceschiniΒ e il segretarioΒ Nicola Zingaretti.
LaΒ legge di bilancioΒ Γ¨ da sempre, anche, lβapoteosi delle marchette e dei favori piΓΉ strani. Questβanno doveva essere diverso. Il presidente della Commissione BilancioΒ Fabio MelilliΒ (Pd) ha lavorato intensamente perchΓ© ogni risorsa ed energia fosse destinata allβinteresse supremo che Γ¨ traghettare il paese stremato fuori dalla pandemia.
Il poco tempo a disposizione, la debolezza della maggioranza, i venti di crisi sul governo hanno costretto a compromessi e aggiustamenti. Il prezzo di questa concordia spacciata per Β«responsabile collaborazione maggioranza/opposizioneΒ» sono circa 4 miliardi e mezzo: 800 erano stati destinati fin dallβinizio alΒ ParlamentoΒ per ritrovare armonia e consenso con la squadra di governo e anche con le opposizioni; gli altri 3 miliardi e 600 sono stati presi da unΒ FondoΒ che il premier aveva destinato genericamente alΒ Covid.Β Soldi in piΓΉ che hanno finanziato qualche ottima nuova misura β come i 3 mila medici e i 12 mila infermieri per il piano vaccini e laΒ cassa integrazione per gli autonomiΒ (Iscro) β e pagato, anche, una lunga lista di marchette.
Β«FarΓ² il dossier delle marchette ai tempi delΒ CovidΒ» promette il vicepresidente della CameraΒ Fabio RampelliΒ (Fdi). Qualcuna Γ¨ stata sventata. Come gli 8 milioni che il ministro degli EsteriΒ Luigi Di MaioΒ aveva ottenuto, tramite emendamenti di deputati amici, per lβExpo a Dubai. La rassegna Γ¨ in forse come tutte le fiere del mondo, pretestuoso assegnare fondi adesso. Un milione e 300 Γ¨ stato destinato Comitato che nel 2023 dovrΓ seguire le celebrazioni per lβottavo centenario del primo presepe. Sono stati contati una decina di bonus: occhiali (5 milioni); smartphone; Tv (100 milioni); cargobike con pedalata assistita; bonus mobili e bonus chef. IΒ 5 stelleΒ alzanoΒ βbandierineβΒ sulle assunzioni nel comparto Difesa (gli amministrativi) e sui 12 mila βlavoratori socialmente utili assunti nella pubblica amministrazioneβ.
Ce nβΓ¨ per tutti, anche per i cani randagi, la filiera suina e quella delle api. Anche 2 milioni per rifare quattro km di Salaria in direzioneΒ RietiΒ e Cassa depositi e prestitiΒ βcoprirΓ βΒ per 30 anni i debiti sanitari delle regioni. Ci sono 15 milioni per ilΒ Reddito di cittadinanzaΒ e tre per βla forestazione urbanaβ. IΒ 5 StelleΒ hanno potuto beatificare una volta di piΓΉ βla visione greenβ del loro mandato e sventare, anche, lβaumento delle tasse sul fumo elettronico. Nessuno, nΓ© al governo nΓ© alle opposizioni, Γ¨ riuscito a trovare 15 milioni per lβeditoria in crisi. Β«Non se ne parla neppureΒ» ha ordinatoΒ Vito Crimi.Β Ognuno ha avuto qualcosa. Ma questβanno doveva, poteva, essere diverso. Β«Cento micro interventi ma dovβΓ¨ il progetto per rilanciare il paese?Β» denunciaΒ Anna Maria Bernini,Β capogruppo diΒ Forza ItaliaΒ che pure voterΓ la manovra.
LaΒ legge di bilancioΒ sarΓ dunque approvata in qualche modo. Ma non rafforza lβazione del governo. IeriΒ ConteΒ ha concluso il secondo giro di tavolo tra le forze di maggioranza per capire come strutturare la cabina di regia che dovrΓ sovrintendere la gestione dei progetti finanziati con i 209 miliardi europei. Lo stallo delle verifica sembra essere superato, entro fine anno (il 28?) il testo e il progetto saranno portati in Consiglio dei ministri e poi inΒ ParlamentoΒ a cui spetta lβapprovazione di tutto il Piano. Difficile dire chi ha vinto e chi ha perso.Β Italia viva, che ha bloccato il progetto originario diΒ Conte, rivendica di Β«aver riportato nei ministeri e nel Parlamento la sfida piΓΉ importante dellβItalia dal dopoguerra ad oggiΒ». Via manager e via tecnici esterni allaΒ pubblica amministrazione.
IlΒ ministro BocciaΒ smentisce e gigioneggia: Β«Lo apprendo dalla BellanovaΒ». Il ministro Amendola, che annuncia i 52 progetti delΒ Pnrr italianoΒ (βerano 600β), dice che Β«una governance ci dovrΓ essere perchΓ© la chiede BruxellesΒ». La partita non Γ¨ chiusa. E non Γ¨ questa. La partita Γ¨ la reputazione e lβaffidabilitΓ del governo. Altri ministriΒ Pd, in compagnia di deputati e senatori, alludono al fatto che Β«il rimpasto ci sarΓ e sarΓ a gennaio una volta chiuso il cronoprogramma per i prossimi due anni di legislaturaΒ». BastaΒ βperdere tempoβΒ ripetono i renziani questa volta insieme alΒ Pd.Β E si ricomincia, con ilΒ Mes,Β le riforme, il progetto di paese che manca. La crisi non Γ¨ superata. Γ solo congelata.
(Il Riformista)


