Il Lione ko 3-0. Domenica i tedeschi per la Champions col PSG
Al Bayern Monaco basta un tris firmato Gnabry (doppietta) e Lewandowski, per mettere entrambi i piedi nella finale della Champions League. Domenica la squadra allenata da Hans-Dieter Flick sfiderร il Paris Saint-Germain, che ieri sera ha liquidato il Lipsia. Sarร finale franco-tedesca, dunque, fra le squadre che, dopo il lungo stop a causa della pandemia, si sono presentate nelle migliori condizioni atletiche possibili. Il Bayern ha giocato (e vinto) la Bundesliga, ma anche la Coppa di Germania – il ‘triplete’, dunque, รจ alla sua portata – i parigini guidati dal tedesco Thomas Tuchel il campionato lo hanno invece intascato a tavolino e, anzichรฉ spremersi in un concentrato di partite senza soluzione di continuitร , hanno tirato il fiato, riordinando muscoli e idee. Il PSG la finale l’aveva conquistata ieri sera, il Bayern al termine della sfida odierna contro quel Lione che ha eliminato negli ottavi la Juventus e nei quarti il Manchester City, una formazione che Rudi Garcia ha trasformato in ‘mina vagante’ del torneo e che finora ha dato piรน di quanto la cifra complessiva della rosa gli consentiva. Il Bayern, in poco piรน di mezz’ora, ha messo la finale in ghiaccio, andando a segno con Gnabry al 18′ e raddoppiando con lo stesso giocatore di origine ivoriana al 33′. E’ indicativo come la prima rete sia arrivata poco dopo il palo colpito da Ekambi, a Neuer battuto: probabilmente un segno del destino. Una vera e propria beffa. Gol fallito, gol subito sul capovolgimento di fronte, come si conviene. Il raddoppio รจ arrivato su una dormita difensiva del Lione che, nella ripresa, avrebbe potuto anche ottenere qualcosa di piรน, ma Neuer non si รจ fatto mai sorprendere. Nel finale il capocannoniere del torneo con 15 gol, Robert Lewandowski, ha calato il tris, suggellando un successo per certi versi giร scritto. I tedeschi hanno cosรฌ meritato la sfida con Mbappรฉ, Neymar e compagni, ma soprattutto il diritto ad ambire concretamente al ‘triplete’, dopo quello conquistato nella stagione 2012/13, con Jupp Heynckes in panchina, Neuer, Alaba e Thomas Mueller allora come oggi in in campo
(Ansa)


