Maggioranza. Il M5S apre a intese con le opposizioni, eppure non ci sarà alcun testo approvato prima del 20 settembre. Ora Zingaretti enfatizza i rischi della vittoria del Sì senza uno spiraglio sul sistema di voto. Ma per Renzi e anche per Salvini è molto meglio non toccare il Rosatellum oggi in vigore
Nuova legge elettorale a garanzia del pluralismo, cambio della base elettorale dei senatori, aggiornamento dei regolamenti di camera e senato e un percorso di riforme costituzionali: non cβΓ¨ un solo impegno di quelli sottoscritti solennemente dalla maggioranza dieci mesi fa (7 ottobre 2019) per accompagnare e Β«bilanciareΒ» il taglio dei parlamentari che sia stato effettivamente mantenuto.
La riforma costituzionale intanto sta per compiersi, con il prossimo referendum negli election days di settembre. Anzi, se la novitΓ delle camere bonsai β 400 deputati e 200 senatori, il che farΓ dellβItalia il paese europeo con il peggior rapporto tra eletti ed elettori β non Γ¨ stata ancora promulgata Γ¨ solo perchΓ© un poβ di senatori (anche della maggioranza) hanno avanzato la richiesta di referendum. Il che espone il Pd e il suo segretario a una contraddizione. Zingaretti, infatti, ha definito Β«un erroreΒ» la richiesta di referendum. Ma poi ha spiegato β e recentemente lo ha enfatizzato Goffredo Bettini β che la riduzione dei parlamentari introduce rischi di Β«pesanti distorsioni della rappresentanzaΒ» senza lβapprovazione, almeno in un ramo del parlamento, di una nuova legge elettorale prima del varo definitivo del taglio. Varo che senza il referendum ci sarebbe giΓ stato.
Al punto in cui sono le cose, dopo che Renzi ha stracciato lβaccordo di maggioranza sottoscritto da Iv per una legge elettorale proporzionale con sbarramento nazionale al 5%, non cβΓ¨ piΓΉ alcuna possibilitΓ che un qualsiasi testo possa essere approvato dalla camera entro il 20 settembre, data del referendum costituzionale.
Per cui decidendo di lanciare lβallarme sulla vittoria dei sΓ¬ in assenza di una riforma elettorale, il Pd ha imboccato con decisione un altro vicolo cieco. Il partito non potrΓ certo impegnarsi in una campagna elettorale per il no, dopo che ha votato sΓ¬ nellβultimo passaggio parlamentare cambiando linea in extremis per rispetto del patto con i 5 Stelle. NΓ© potrΓ cavarsela solo parlando dβaltro, malgrado la coincidenza con le regionali (che richiedono ben altro impegno) un poβ favorisca questa via dβuscita. Il disimpegno nella campagna elettorale sul referendum β se e quando comincerΓ β Γ¨ la strada scelta da Leu, ma il Pd una indicazione di voto dovrΓ pur darla. Anche a rischio di vederla smentire da un numero crescente di parlamentari e altre personalitΓ del partito che stanno cominciando a denunciare lβimpronta antiparlamentare (peraltro evidente dal principio) della riforma costituzionale voluta dai 5 Stelle.
Β«Noi 5 Stelle rispettiamo gli accordi per una nuova legge elettorale proporzionale β ha detto ieri il ministro per i rapporti con il parlamento Federico DβIncΓ -.
Se dobbiamo fare alcune modifiche per far sΓ¬ che possano rientrare Italia Viva o altre forze politiche dellβarco parlamentare siamo aperti a migliorare il testoΒ». Al momento il Pd non puΓ² che accontentarsi di queste rassicurazioni, offerte lβaltro giorno anche da Di Maio. Lβaccenno alla possibilitΓ di coinvolgere lβopposizione che fa il ministro grillino viene incontro proprio a una richiesta che Γ¨ arrivata dal Pd. CosΓ¬ come lβipotesi avanzata sempre ieri dal presidente della prima commissione Brescia di ritornare al sistema elettorale di tipo spagnolo, che non servirebbe a recuperare Renzi ma potrebbe avvicinare la Lega. Γ stato proprio Zingaretti a rivendicare le mani libere nella ricerca delle alleanze sulla legge elettorale, dopo che Renzi aveva Β«traditoΒ» la maggioranza affossando il proporzionale con sbarramento al 5%. Il difetto di questa strategia sta nel fatto che il sistema di voto attualmente in vigore (Rosatellum), dunque il fallimento di qualsiasi tentativo di riforma, Γ¨ preferibile alle alternative in campo. Tanto per Renzi, piΓΉ interessato alla data delle elezioni β la piΓΉ lontana possibile β che al sistema con il quale si terranno, quanto per Salvini.
(Il Manifesto)


