Beppe Grillo, in un suo articolo pubblicato sul โBlog di Beppe Grillo Magazineโ,
ricordando i referendum sullโacqua pubblica del 2011 rimasti disattesi, e lโesigenza di dare loro corso, si domanda: Cosa stiamo aspettando?
Nel seguito una riflessione de LโAgone, e quindi il testo completo del blog di Grillo
Nota de LโAgone
Possiamo aiutare noi il gran simpaticone Beppe Grillo a dare un senso alla sua domanda: โCosa stiamo aspettando?โ.
Non รจ difficile, basta ripercorrere soltanto la storia in questa ultima legislatura: dai proclami rassicuranti – per tutti quanti si sono battuti per la vittoria dei referendum e continuano a farlo per la loro applicazione -, alle affermazioni del tipo โci sono contrari ma per noi รจ una prioritร โ, alle dichiarazioni sempre piรน caute fino a quelle decisamente ambigue di alcuni parlamentari M5S, per arrivare alle iniziative formali volte a scardinare lโimpianto della proposta di legge ripresa nel Conte2 da Federica Daga.
La domanda dovrebbe essere rivolta ai suoi parlamentari (M5) che si occupano di altri fatti sicuramente importantissimi, relegando perรฒ in terza o quarta prioritร โ praticamente mettendola da parte – la questione dellโacqua.
Analogo discorso vale per il Lazio, che ha approvato nel 2014 una legge per la gestione pubblica dellโacqua, che perรฒ non puรฒ essere applicata perchรฉ mancano alcuni โcorollariโ, e cioรจ la definizione degli Ambiti di Bacino (in sostituzione dei vecchi ATO) e lโapprovazione delle โregoleโ di governo: non sono dettagli, e proprio su questi si gioca la battaglia per scardinare il monopolio privatistico di ACEA. La domanda รจ: ma i consiglieri regionali del M5S, che appoggiano la giunta Zingaretti, che fanno? Anche qui prevale lโesigenza di non mandare in crisi la maggioranza, come per il governo centrale? Oppure โ tanto in Parlamento quanto in Regione โ hanno rivisto le loro convinzioni, come parrebbe da svariati atti e dichiarazioni?Per non parlare poi di Roma, dove la Sindaca Raggi, che ย governa con una maggioranza tutta M5S, sta avallando le politiche di ACEA, assumendo iniziative a dir poco sconcertanti: certo incassare gli introiti in quanto azionista di maggioranza puรฒ far bene al bilancio comunale, ma certamente stride con i proclami sullโacqua pubblica.
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Blog di Beppe Grillo Magazine
ย di Beppe Grillo โย 12 e 13 giugno 2011: 9 anni fa, oltre 27 milioni di italiani hanno votato SI allโacqua pubblica, definendo con il loroย voto lโacqua come bene comune, prezioso e inalienabile, e come tale va trattato.
Per noi adesso รจ la grande occasione per passare dalla teoria ai fatti. Abbiamo sostenuto da sempre il diritto umano allโacqua, che la gestione idrica debba essere pubblica, che si debba investire e tutelare le fasce piรน vulnerabili della popolazione. Abbiamo lโopportunitร per mettere in campo lo sforzo necessario, per realizzare il nostro sogno. Un progetto dove la persona รจ al centro e non il profitto, perchรจ รจ importante ripeterlo, non si possono fare affari sullโacqua.
Abbiamo tutte le piรน sofisticate tecnologie da utilizzare, intelligenza artificiale, droni, algoritmi, blockchain, realtร aumentata etcโฆ con le quali possiamo garantire una condizione di benessere per tutta la popolazione, in perfetto equilibrio con la natura.
Il 90% delle risorse idriche nel mondo sono consumate tra quello che ci serve per allevamenti e coltivazioni, e quello che usiamo per produrre gli alimenti trasformati. Solo lโagricoltura, ne utilizza il 70%. E questo mentre 2 miliardi di persone nel mondo hanno difficoltร ad accedere allโacqua. Per questo va ribaltato completamente il sistema, cambiando la visione di come produciamo cibo, di come fabbrichiamo prodotti e di come li trasportiamo, o di come nellโagricoltura viene utilizzata lโacqua. Lโacqua รจ un bene prezioso ma il suo spreco ne fa un bene di poco valore, perchรจ non usata con intelligenza.
Dobbiamo creare una cultura del valore dellโacqua; sviluppare, ad esempio, sistemi di irrigazione computerizzati che possano dirigere i flussi dโacqua direttamente sulle piante, utilizzando magari lโacquaย dissalata di mare, laddove รจ meno agevole lโapprovvigionamento, potrebbe essere uno degli innumerevoli esempi da mettere in atto.
Ripensare i sistemi idrici domestici, per limitare gli sprechi di acqua in casa, attraverso un recupero dellโacqua piovana e un suo riutilizzo per lavatrici, lavastoviglie etcโฆ cosรฌ come per il settore industriale. Quando ho fatto visita alย Morigasaki Water Reclamation Centerย di Tokyo, il piรน grande centro di bonifica delle acque del Giappone, le acque depurate venivano gettate in mare! Uno spreco pazzesco!
O prendere spunto dalla nostra natura di esseri umani per reinventare i servizi igienici: abbiamo due โusciteโ nel nostro apparato urinario-intestinale, perchรจ non separiamo i rifiuti solidi da quelli liquidi? ย I vantaggi sarebbero infiniti: la separazione delle urine consente di utilizzarle come fertilizzante agricolo, risparmiando acqua ed evitando cosรฌ che le grandi quantitร di fosforo in esse contenute giungano nei fiumi favorendo la proliferazione di alghe.ย (Abbiamo approfondito un altro utilizzo delle urine in questo articolo).ย E dalla parte solida si potrebbe ricavare compost per lโagricoltura o carburante ecologico a bassissimo costo.
Le innovazioni tecnologiche ci sono, cosรฌ come le soluzioni che possano favorire il processo di ripubblicizzazione: la creazione di una nuova figura di azienda pubblica, che realizzi lโacqua di comunitร ; la concessione di benefici fiscali; una pianificazione piรน vicina ai territori e compatibile con lโesercizio delle prerogative dei Comuni, che devono tornare, cosรฌ come le Regioni, a fare la propria parte; lโesclusione del profitto dagli obiettivi, a paritร di costi per la collettivitร ,ย consentirร gli investimenti perย la riduzione delle dispersioni, la ristrutturazione e la creazione delle infrastrutture. Non possiamo mettere a rischio le fonti dโacqua,ย cedendoย il nostro bene piรน prezioso, ciรฒ porrebbe gravi limiti alla sovranitร del nostro Paese eย ci esporrebbe agli appetitiย delle mafie.
Dobbiamo intervenire sui grandi adduttori dellโItalia del centro sud ponendo gli oneri a carico di un sistema di contribuzione, cosicchรฉ le fasce piรน agiate della popolazione si possano impegnare in proporzione alle proprie capacitร e non siano i poveri a pagare piรน dei ricchi.
Le multinazionali francesi sono entrate nelle gestioni idriche con lโacquisizione di quote di numerose societร pubbliche e ne hanno preso il controllo esautorando la politica.ย ย Il Governo e il Parlamento, Regioni, Provincie e Comuni devono tornare ad esercitare a pieno le proprie funzioni.ย Non possiamo mettere a rischio le fonti dโacqua del Mezzogiorno,ย dobbiamo ripubblicizzarle ponendo rimedio agli errori del passato. Molte sono giร nelle mani delle Corporation straniere (Suez e Veolia), ce le dobbiamo riprendere!
Creiamo un sistema di sicurezza nazionale dellโacqua, con la ricostituzione di un corpo di Polizia Idraulica 2.0, e di una Protezione Civile dellโAcqua, che garantisca a tutti la disponibilitร della preziosa risorsa anche nellโipotesi di calamitร . Contribuiremo cosรฌ alla nascita di nuove occupazioni e saremo un esempio per tanti Paesi.
Cโรจ molto lavoro da fare per tutti. E piรน coraggio da mettere in campo. Il Parlamento dovrร correggere alcune norme discriminatorie che negano lโacqua alle persone piรน fragili. Il Governo e le Regioni dovranno pianificare le soluzioni, i Comuni dovranno ascoltare i territori e tutti insieme dovremo rimboccarci le maniche, per dare solide basi al rilancio del paese, per noi tutti e per le generazioni che verranno.
Cosa stiamo aspettando?


