Coronavirus: Risalgono contagi e morti, arriva Immuni in 4 Regioni

Salvini, io non la scarico. Pisano, utile contro nuovi focolai

Nel giorno di Immuni risalgono i contagi e le vittime per il coronavirus in Italia: nelle ultime 24 ore i nuovi casi sono 280 – il 42% in piΓΉ rispetto a domenica quando si erano fermati a 197 – e i morti sono 65 in piΓΉ, mentre ieri l’incremento era di 53. Una risalita che Γ¨ ancora piΓΉ netta se si considera che sono stati fatti solo 27.112 tamponi a fronte dei quasi 50mila di sabato: significa che il rapporto tra esami eseguiti e positivi individuati Γ¨ passato dallo 0,4% circa dei giorni scorsi all’1,03% di oggi.

Dati e numeri che confermano ancora una volta ciΓ² che tutti gli esperti ripetono da quando l’Italia ha riaperto:

il virus Γ¨ ancora in circolo ed Γ¨ fondamentale riuscire ad individuare tempestivamente eventuali nuovi focolai. A questo dovrebbe contribuire anche Immuni, la App per il contact tracing giΓ  scaricata da 2 milioni di italiani che da oggi Γ¨ operativa in via sperimentale in 4 regioni (Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia) e che dalla settimana prossima sarΓ  disponibile in tutta Italia. A chi l’ha giΓ  scaricata potrΓ  aggiungersi ora anche chi ha uno smartphone Huawei o Honor: gli ingegneri di Google hanno risolto il problema tecnico che aveva reso temporaneamente non disponibile Immuni. Restano esclusi ancora una piccola parte di dispositivi messi in commercio a partire dallo scorso autunno (Huawei Mate 30, P40, Serie Y, il pieghevole Mate Xs e Honor 9X Pro) ma si Γ¨ giΓ  al lavoro, dicono gli sviluppatori, per rendere compatibile la app “al piΓΉ presto”.

Il debutto Γ¨ comunque tra le polemiche, viste le parole di Matteo Salvini:

“io non scarico assolutamente nulla – ha detto il leader della Lega e dell’opposizione – Gli italiani chiedono garanzia totale nella gestione e tutela dei loro dati e fino a quando non ci sarΓ  questa garanzia, io non scarico nulla”. La App Γ¨ stata “sviluppata nel pieno rispetto della normativa sulla privacy italiana ed europea” gli ha risposto la ministra dell’Innovazione Paola Pisano ricordando – come giΓ  aveva fatto in Parlamento il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri – che l’unico titolare della protezione dei dati (la conservazione fisica Γ¨ affidata a Sogei, societΓ  interamente partecipata dallo Stato) Γ¨ il ministero della Salute e che, in ogni caso, i dati saranno cancellati o resi definitivamente anonimi entro il 31 dicembre del 2020.

Se i numeri nel complesso restano positivi.

Anche oggi ci sono 7 regioni a zero nuovi contagi e ben dieci senza nuove vittime – ci sono ancora focolai attivi. Nel Lazio ad esempio, con il cluster nel San Raffaele-Pisana a Roma in cui si Γ¨ giΓ  a 41 positivi – o nella solita Lombardia, che resta un unicum in tutta Italia: la regione piΓΉ colpita ha fatto registrare nelle ultime 24 ore il 70% del totale dei nuovi casi (194 su 280) e il 50% dei morti (32 su 65). Per capire come si muova il virus in quella regione basta il dato della Ats di Bergamo: dei quasi 10mila cittadini sottoposti a test sierologici dal 23 aprile al 3 giugno, il 57% Γ¨ risultato positivo. Uno su due

(Ansa)

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