Risposta Multiservizi su servizio irriguo

La presente in risposta alla notizie di stampaΒ pubblicate il 30 settembre u.s. e relative ad un intervento dei Consiglieri Comunali SalvatoreΒ OrsomandoΒ e Aldo De AngelisΒ circa ilproblema della irrigazione nella frazione di Cerenova.

Non occorre una lunga trattazione per spiegare la situazione a cui si Γ¨ giunti.Β La Multiservizi, infatti,Β non puΓ² (e non invece, come detto, non vuole) piΓΉ gestire il sistema di irrigazioneΒ semplicementeΒ perché nel 2008, con la citataΒ lettera del 23 giugnoΒ n.Β prot. 4614, il Consorzio nella persona del suo PresidenteΒ pro-tempore, scriveva – inviando per conoscenza la medesima lettera ai Carabinieri, alla Polizia Municipale e, financo,Β al quotidiano Il Messaggero (?) – ricordando in un modo perentorio, senza lasciar dubbi circa la finalitΓ  perseguita, che il Consorzio “ha concesso una fornitura irrigua precaria alla Multiservizi Caerite S.p.A.Β da destinare alla irrigazione deiΒ soli giardini comunali con espresso vincolo e conseguente impegno assunto dalla stessa Multiservizi a non utilizzare l’acqua ad altri scopi”.Β Tale disposizione nasceΒ da unaΒ legge nazionale, ripresa anche nel testo della convenzione siglata tra Multiservizi ed il Consorzio di BonificaΒ (art 5, comma 2 capoverso “È fatto assoluto divieto al Concessionario di rivendere l’acqua a terzi. In caso contrario, verranno intraprese tutte le azioni per tutela degli interessi del Consorzio.”)Β , per cui l’acqua destinata ai fini irrigui non puΓ² essere rivenduta: in altre parole, l’utente del Consorzio (in questo caso la Multiservizi,Β cosΓ¬ comeΒ altri agricoltori della zona)Β in qualitΓ  di ConcessionarioΒ puΓ² usare l’acqua consortileΒ soloΒ per irrigare le proprie coltureΒ (i giardini comunali), pagandola un prezzo inferiore al costo effettivo, maΒ proprio per questa condizione di vantaggio di cui beneficiaΒ non puΓ² fornire ad altri la stessa acqua ad un prezzo maggiorato, altrimenti incorre in sanzioni piuttosto pesanti.

Tale precisazione dovrebbe sgombrare il campo da ogni dubbio circa la le condizioni in cui deve operare la Multiservizi secondo quanto prevede la legge. Inoltre, tale impostazione Γ¨ stata condivisa ed approvata dagli organi di controllo della Multiservizi,Β in primisΒ quelli comunali.

Senza dimenticare, che in tutti questi anni, pur in mezzo a non poche difficoltà, è stato comunque sempre erogato il servizio, benché le spese dello stesso gravassero, almeno in parte, sulla fiscalità generale del Comune, mentre il beneficio connesso fosse limitato ad una porzione ridotta di popolazione.

A completamento del chiarimento sopra riportato, si possonoΒ aggiungereΒ altre due considerazioni piuttosto semplici.

In primo luogo, la MultiserviziΒ non Γ¨ mai stata proprietaria della reteΒ irriguaΒ e quindi tra le ragioni che vengono strumentalmente addotte per la presunta “interruzione volontaria” del servizio da parte della Multiservizi non puΓ² certo annoverarsi loΒ stato di conservazione dellaΒ reteΒ stessa.

In secondo luogo, anche la questione morositΓ  risulta del tutto inesistente.Β La Multiservizi, infatti,Β registra negli ultimiΒ dueΒ anni appena 27 utenti morosi (per l’esattezza 21 nel 2017 e 6 nel 2018)Β su 1.758 contrattiΒ attivi,Β per una somma che si aggira intorno ai € 675. Una simile favorevole circostanza deriva soprattutto dal fatto che la morositΓ  in questo tipo di servizio Γ¨ naturalmente molto ridotta, visto che se l’utenteΒ non paga viene interrotto il servizio immediatamenteΒ (basta chiudere l’erogazione dell’acqua all’altezza del singolo contatore)Β e quindi non si accumulano situazioni creditorie significative e perΒ importi rilevanti.

Quindi, al netto di quello che possono aver detto al Consorzio e/o averΒ liberamente interpretatoΒ i ConsiglieriΒ OrsomandoΒ e De Angelis, non puΓ² ignorarsi che l’acqua erogata dal ConsorzioΒ diΒ Bonifica, soprattutto in una situazioneΒ generaleΒ di carenza conclamata della stessa, rappresenta un bene prezioso prioritariamente destinato all’agricoltura ed alle sue produzioni, con la conseguenza che la Multiservizi puΓ² anche convenzionarsiΒ con il Consorzio di Bonifica con la qualifica diΒ “utente speciale”, ma ciΓ² non la autorizza a vendere l’acqua ai privati perirrigare il proprio giardinoΒ (e quindi, sia consentito dirlo senza polemica, per un uso non proprio irrinunciabile).

Se invece i cittadini di Cerenova, cosΓ¬ come proposto daΒ Comune e daΒ Multiservizi,Β si organizzassero in una entitΓ  autonoma (da qui la semplice proposta di un Consorzio che diverrebbe appunto una “utenza speciale”),Β potrebberoΒ attraverso di questaΒ siglare una convenzione con il Consorzio e ricevere l’acqua necessariaΒ agli stessi costi sostenuti oggiΒ (o forse anche meno con migliori soluzioni organizzative)Β tramite la Multiservizi, sempre senza diventare proprietari della rete e, quindi,Β senza doversi far carico della sua manutenzioneΒ (come accade attualmente).

Non sembra necessario dilungarsiΒ oltre, nella convinzione di aver risposto in maniera esaustiva e, soprattutto,Β per non far perdereΒ altroΒ tempo ai lettori.

Daniele Piccinin

Giornalista – Ufficio Stampa
Mobile: 3475743419

Ultimi articoli