Queste le parole del prof. Riccardo Agresti in merito alle accuse alla Don Milani di Cerveteri, che guida come reggente, di gravi mancanze.
Comprendo che il giornalista autore di un trafiletto pubblicato poco tempo fa non abbia il compito di verificare i fatti citati dalle sue fonti e comunque ritengo positivo che il giornale βsmuovaβ le acque per attirare lβattenzione su temi che dovrebbero sempre essere in primo piano e non sempre lo sono. Mi riferisco al nostro futuro, ai nostri figli, che troppo spesso ci si dimentica, alla Scuola ed al degrado in cui Γ¨ lasciata perchΓ© vengono eletti in Parlamento politici che hanno promesso il taglio delle tasse (e quindi conseguentemente dei servizi al cittadino) e, quel che Γ¨ peggio, mantengono quelle promesse e conseguentemente lasciano la Scuola senza fondi. Solo gli sciocchi e le persone in malafede fingono di non ricordare che il bilancio statale, come quello di chiunque, Γ¨ come la famosa coperta che se si tira da un lato, lascia scoperto lβaltro.
Prima di tutto quindi desidero precisare alcune inesattezze presenti nellβarticolo titolato <>.
Innanzitutto i genitori di Valcanneto non sono stati chiamati da nessuno ad attuare manutenzioni βfai da teβ alla scuola dellβinfanzia, nΓ© βdevono pensare ad acquistare il materiale didattico per lo svolgimento delle attivitΓ allβinterno della scuolaβ o βpulire i locali della struttura e porre rimedio a possibili pericoli a cui potrebbero andare incontro i propri figliβ come falsamente riportato nellβarticolo. Le manutenzioni ordinarie e straordinarie sono puntualmente eseguite dalla Amministrazione Comunale, le pulizie ordinarie e straordinarie sono puntualmente svolte dal personale collaboratore scolastico e lo Stato fornisce puntualmente i, pochissimi, finanziamenti per i materiali didattici. GiΓ questo basterebbe per definire la fonte del giornalista, ma alla Scuola non interessa querelare nessuno, Γ¨ sufficiente diffondere conoscenza e cultura contro i generatori di odio e di falsitΓ .
Il foro nella rete nel giardino di Valcanneto, βche dovrebbe separare la scuola dai pericoli della stradaβ, Γ¨ stato segnalato fin dai primi di settembre al Comune, che ha garantito lβintervento, anche se ancora rimasto inevaso, ma comunque nessun genitore ha rattoppato nulla o, se lo ha fatto, non ha lavorato bene in quanto il foro Γ¨ ancora lΓ¬, identico agli anni precedenti.
Se vogliamo ipotizzare che le docenti, invece di insegnare e sorvegliare i piccoli, si distraggano guardando il cellulare (il cui uso Γ¨ proibito loro per primi) e permettano ad un bimbo di tre anni di avere il tempo di arrampicarsi per 20 cm ed infilarsi nel foro allargando la rete, il pericolo Γ¨ certo. Tuttavia, sebbene non conosca ancora bene tutte le docenti, posso assicurare la loro professionalitΓ e la loro cura ed attenzione verso i bambini loro affidati. Peraltro se qualche genitore temesse della loro capacitΓ attentiva verso il bene piΓΉ caro che hanno (i propri figli) ci si domanda perchΓ© li lascino in mani di cui non hanno alcuna fiducia!
Corrisponde invece a veritΓ la presenza di vari topolini (e dei loro residui) a Scuola. Purtroppo (o per fortuna) il plesso di Valcanneto Γ¨ prossimo ad un boschetto dove, vivaddio, scorrazzano ancora animaletti selvatici ed anzi abbiamo anche avuto la visita di una piccola biscia nel locale mensa. Ovviamente sono state immediatamente attuate le misure di sicurezza del caso ed il Comune Γ¨ intervenuto piΓΉ che prontamente. Sciocchezza assurda Γ¨ invece che βi giochi dei bambini sono stati letteralmente buttati via perchΓ© morsi dai topi e sporchiβ. La realtΓ Γ¨ che si Γ¨ approfittato della necessitΓ di dover spostare i giochi, alcuni inutilizzati da anni, per verificare la presenza dei roditori, per βfare puliziaβ e gettare via quei giochi che non i topi, ma anni di uso hanno ridotto in cattivo stato. Tuttavia non tutti i giochi sono stati eliminati, perchΓ© non tutti erano vecchi, e comunque nessuno ha chiesto alle famiglie di fare cassa, anche se posso confermare che accetteremo con piacere eventuali donazioni in quanto i pochissimi finanziamenti statali non ci permettono di offrire ai bambini ciΓ² che le Scuole private possono destinare grazie alle rette ed ai finanziamenti statali.
Che poi nel giardino ci sia sporcizia (leggasi ghiande e foglie di querce), Γ¨ un reale problema legato alla stagione autunnale che, comunque, consiglia alle maestre di non uscirvi con i bambini. Questo spazio appare tuttora pieno di foglie e ghiande, a dimostrare che purtroppo nessuno si sia rimboccato le maniche (Γ¨ meno faticoso digitare su una tastiera che prendere in mano una scopa) ed inoltre lβassurditΓ che ci sia βsolo una scopaβ appare come una bugia degna del soggetto che ha sproloquiato con lβautore dellβarticolo.
Per concludere mi domando a quali istituzioni questi fantomatici genitori si siano appellati, visto che le segnalazioni (eccetto il famoso foro nella rete) sono giunte in direzione scolastica solo dal personale e non da esterni, ed a tutti Γ¨ stato confermato che la scuola si sta attivando in tutte le direzioni per rendere la βDon Milaniβ quella eccellenza che era una decina di anni fa.
Non comprendo la posizione assunta da chi, come il marito che in quella famosa barzelletta, volendo fare un dispetto alla moglie, si tagliΓ² una parte del proprio corpo. Qui mi sembrerebbe che ci siano due possibili βmogliβ cui fare il dispetto.
La prima moglie potrebbe essere il Sindaco. Qualcuno, infastidito dal fatto che altri che avrebbero dovuto non hanno curato completamente la Scuola, non vuole lβintervento dei genitori a decorare le aule dei propri figli. Insomma pur di far del male al Sindaco, costoro lasciano in aule grigie i propri figli.
La seconda moglie potrei essere io, ma faccio sommessamente notare che la βDon Milaniβ Γ¨ una Scuola pubblica (cioΓ¨ di tutti noi), che nelle aule grigie e con pareti imbrattate ci resteranno i loro figli e non io che ho lβufficio altrove.
Faccio notare che se il Comune non interviene Γ¨ anche perchΓ© sono state abbassate le tasse che servono anche per i servizi pubblici. Faccio notare che la βDon Milaniβ Γ¨ da me solo diretta (peraltro a stipendio fisso che non aumenta nΓ© diminuisce se questa funzioni o meno), cioΓ¨ io non ne sono il βpadroneβ e quindi non ricevo alcun beneficio diretto o indiretto dal fatto che questa funzioni o sia addirittura bella.
Insomma, che lβaula sia decorata Γ¨ solo per il bene dei bambini che frequentano la Scuola e non mio o del Sindaco.
Γ evidente che i nostri bambini e ragazzi non possono rendere al meglio in aule disadorne, seriali, sciatte e deprimenti. Γ stato, infatti, abbondantemente provato che i risultati migliorano sensibilmente se si lavora in strutture confortevoli, colorate, personalizzate ed abbellite con gusto e senso estetico. Come pensare che aule sporche, muri imbrattati, banchi distrutti non abbiano influenza sul clima educativo, sulla curiositΓ e la predisposizione allβapprendere?
Il motivo del coinvolgimento dei genitori nella iniziativa di decorare le aule nasce poi dalla consapevolezza che, secondo una erronea visione civica, troppo spesso ciΓ² che Γ¨ proprietΓ di tutti Γ¨ ritenuta proprietΓ di nessuno e quindi ritenuta senza valore o comunque violabile senza ritegno. Viceversa ciΓ² che Γ¨ sentito proprio viene difeso ad oltranza. Nella fattispecie, la Scuola e le sue aule imbiancate dal Comune vengono generalmente deturpate senza riguardi, mentre abbiamo osservato che se lβimbiancatura, ed ancor piΓΉ la decorazione, sono effettuate da genitori e studenti, le aule restano decorose per anni. Proprio la βDon Milaniβ ha alcune aule che da anni non vengono imbiancate perchΓ© non ne hanno alcuna necessitΓ in quanto i ragazzi rispettano i lavori di decorazione, peraltro pregevoli, eseguiti per loro da persone che li amano, che conoscono o che possono riconoscere. Conviene non dimenticare mai quanto affermato da Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978: βSe si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di unβarma contro la rassegnazione, la paura e lβomertΓ . Γ per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perchΓ© in uomini e donne non si insinui piΓΉ lβabitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiositΓ e lo stuporeβ.
In questβottica crediamo che chi si sia scagliato contro la presenza di volenterosi genitori a Scuola scambiandola per inefficienza della Istituzione, non ne abbia affatto compreso senso e necessitΓ . Per questo motivo insistiamo nellβinvitare tutti, docenti, genitori e soprattutto studenti, a riappropriarsi di ciΓ² che Γ¨ loro, a rimboccarsi le maniche e, senza attendere lβintervento del proprietario delle strutture, a decorare qualsiasi spazio di quel luogo che ospita i futuri cittadini.
Se non se ne ha voglia, si rimanga tranquillamente sul divano a digitare altre falsitΓ , ma si lasci libero di operare chi invece vuole che i proprio figli vivano parte della loro giornata in aule colorate.
Riccardo Agresti


