Al passo con Roma La newsletter di Giovanni Zannola

Dal sito info@giovannizannola.it

Carissime, Carissimi,

Ottobre è stato un mese intenso, attraversato da temi diversi ma legati da una stessa domanda: come rendere la nostra città più giusta e più vicina alle persone?

Abbiamo parlato di mobilità e diritto all’abitare, di giovani e di scuola, di pace e del diritto di manifestare il proprio dissenso. Questioni che non restano sulla carta: riguardano la vita quotidiana, le opportunità e i diritti di ciascuna e ciascuno di noi.

È stato anche un mese di lavoro sul territorio e di confronto con altre città. A Parigi ho incontrato amministratrici e amministratori che, come noi a Roma, si misurano con sfide complesse: la mobilità sostenibile, il clima, il diritto alla casa e la qualità degli spazi pubblici. Scambiarsi esperienze serve a capire meglio i problemi e a trovare nuove strade.

A Roma abbiamo continuato a lavorare su nodi importanti, come la stazione Anagnina, e a seguire progetti e iniziative che mettono al centro le persone. Perché amministrare vuol dire occuparsi di infrastrutture e servizi, ma anche ascoltare, tenere insieme le comunità e difendere i diritti.

Ottobre ci lascia molte questioni aperte. Dalla mobilità alla scuola, dalla pace alla partecipazione, c’è un filo che le unisce: nessuna persona deve essere lasciata indietro.

Il mio impegno continua nei luoghi in cui si costruiscono progetti e si prendono decisioni, ma anche tra le persone, nei quartieri, dove emergono bisogni e idee. Sono due dimensioni inseparabili: è lì che la politica può fare la differenza.

Roma ha bisogno di infrastrutture e servizi che funzionino, ma anche di comunità vive, spazi di partecipazione e istituzioni capaci di ascoltare.

È da qui che ripartiamo. Ogni giorno.

Un abbraccio,
Giovanni

A Parigi,
per ripensare Roma

A inizio ottobre ero in Francia per una cerimonia di famiglia. Ho colto l’occasione per incontrare alcune colleghe e alcuni colleghi parigini e confrontarmi sulle sfide che le nostre città affrontano ogni giorno.

Insieme a Luca, giovane attivista romano, ho incontrato Nicolas Rouveau, presidente della Commissione Mobilità e Urbanistica, e Chiara Molinar, responsabile della mobilità pedonale e della progettazione inclusiva dello spazio pubblico.

Abbiamo visitato alcune esperienze concrete: strade scolastiche, infrastrutture ciclabili e nuovi spazi verdi. Scelte che cambiano il modo di attraversare e vivere i quartieri, restituendo spazio alle persone.

Ho poi incontrato Céline Hervieu, Dan Lert e Audrey Pulvar, con cui abbiamo parlato di trasporto pubblico, diritto all’abitare, inclusione e cambiamento climatico.

Parigi ha iniziato il proprio percorso prima di Roma e guardare ai risultati raggiunti ci aiuta a capire cosa possiamo imparare e adattare alla nostra città.

C’è anche una questione politica più ampia: costruire città inclusive significa difendere i diritti e contrastare le disuguaglianze. Per riuscirci servono amministrazioni capaci di collaborare e politiche più ambiziose, anche a livello europeo.

La “pace” non può restare
solo una parola

Ho deciso di sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra”, promossa da Emergency.

In un tempo in cui la guerra rischia di essere normalizzata come strumento delle relazioni internazionali, credo sia necessario continuare a costruire alternative, restituendo centralità alla diplomazia e al diritto internazionale.

La nostra Costituzione, all’articolo 11, afferma che l’Italia ripudia la guerra. Questa proposta nasce dal basso e chiede di riconoscere e tutelare il diritto di tutte e tutti a non essere coinvolti nei conflitti e nella produzione di armi.

È un impegno che porto avanti anche come amministratore locale. Penso alla campagna per la pace realizzata insieme a Emergency sui treni della metropolitana di Roma, per portare questo messaggio nei luoghi della vita quotidiana.

La pace deve tradursi in responsabilità collettiva, partecipazione e scelte concrete.

Per presentare la proposta servono almeno 50.000 firme. Al momento del mio appello ne erano già state raccolte 25.000 in soli dodici giorni.

Firma anche tu.
Diamo forza a una politica che sceglie la pace.

Ascoltare le ragazze e i ragazzi
per costruire insieme il loro futuro

Il 18 ottobre il Campidoglio ha ospitato un momento di confronto dedicato alla Carta dei diritti degli adolescenti. Studentesse, studenti, docenti e operatori hanno contribuito alla costruzione di un documento che parte dai vissuti, dai bisogni e dalle aspirazioni delle nuove generazioni.

Il confronto, sviluppato anche a partire dal Manifesto psicoanalitico dell’Adolescenza elaborato da AGIPPsA, ha affrontato il ruolo della scuola e delle istituzioni nella promozione del benessere e della salute mentale.

I diritti degli adolescenti non possono essere scritti soltanto dagli adulti, senza ascoltare direttamente chi dovrebbe beneficiarne.

Dobbiamo riconoscere le difficoltà delle ragazze e dei ragazzi, ma anche il loro ruolo nelle scelte che riguardano il futuro della nostra comunità. Ascoltarli deve diventare un impegno concreto, non un appuntamento occasionale.

Anagnina più funzionale
e accessibile

Il 20 ottobre, insieme alle Commissioni Mobilità e Giubileo, siamo tornati alla stazione Anagnina per verificare gli interventi realizzati e quelli ancora necessari in uno dei principali nodi di accesso alla Capitale.

Anagnina è la porta di Roma per migliaia di persone che ogni giorno arrivano dai Castelli Romani e utilizzano autobus, metropolitana e parcheggi di interscambio.

Abbiamo verificato il completamento di alcuni interventi: i bagni autopulenti, il potenziamento dell’illuminazione e lo spostamento della biglietteria Cotral al piano dei capolinea. Sono inoltre in arrivo procedure più rapide per gli abbonati ATAC, con accesso automatizzato tramite targa, e nuove casse automatiche contactless.

Abbiamo chiesto anche di recuperare i locali inutilizzati per destinarli alle esigenze del personale ATAC. Perché riqualificare una stazione significa migliorare anche le condizioni di chi ogni giorno ci lavora.

Restano da affrontare questioni legate alla sicurezza, alla manutenzione e ai parcheggi. Per questo proporremo all’Assemblea Capitolina un atto di indirizzo per affidare a una società di Roma Capitale, potenzialmente ATAC, il coordinamento della rigenerazione dell’intero nodo.

Un hub così importante ha bisogno di una gestione unitaria e di una figura di riferimento che coordini tutti gli interventi e i soggetti coinvolti.

La repressione non cancella il disagio

Le mobilitazioni che hanno attraversato l’Italia a ottobre raccontano un disagio che non possiamo liquidare come un semplice problema di ordine pubblico.

Nelle periferie crescono disuguaglianze, esclusione e povertà educativa. Studentesse e studenti chiedono una scuola migliore, lavoratrici e lavoratori faticano ad arrivare a fine mese, agricoltori e autotrasportatori denunciano costi insostenibili. Tante famiglie non riescono più a sostenere affitti, bollette e spesa.

Le violenze e i saccheggi vanno condannati, ma non possono diventare il pretesto per ignorare le ragioni di chi protesta.

Il 22 ottobre ho richiamato l’attenzione sulla mobilitazione degli agricoltori e degli autotrasportatori e sulla risposta ricevuta in Campania: 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 sanzionate.

A questo si sono aggiunte le dichiarazioni del ministro Lollobrigida sui precedenti giudiziari di alcuni leader della protesta e quelle del ministro Piantedosi sul rischio di infiltrazioni criminali e mafiose.

Le responsabilità individuali vanno accertate sulla base dei fatti. Ma utilizzare singoli episodi per gettare ombre su un’intera mobilitazione significa spostare l’attenzione dalle richieste di chi lavora.

Ostia Night Run:
il Lungomare corre insieme

Il 24 ottobre il lungomare di Ostia si è riempito di persone, luci ed energia per la Ostia Night Run.

Un’iniziativa nata dal basso, grazie all’impegno di chi ama il territorio, che ha permesso di vivere insieme Ostia Ponente, dal Pontile al Porto Turistico.

La partecipazione è stata ampia, con persone di tutte le età, associazioni sportive e culturali e tante realtà locali.

Sono occasioni importanti perché raccontano un’Ostia fatta di associazioni, volontariato e persone che scelgono di mettersi in gioco per il proprio quartiere.

Sono nato e cresciuto qui e so quanto sia importante creare occasioni per incontrarsi e vivere gli spazi pubblici.

Grazie a chi ha organizzato e a tutte e tutti coloro che hanno partecipato.

Continuiamo a tenere accese le luci su Ostia. Tutto l’anno.

A Montepulciano, il confronto per costruire l’alternativa

Sono arrivato a Montepulciano il 25 ottobre con lo stesso entusiasmo e la stessa curiosità dello scorso anno, felice di ritrovare una comunità che lavora per costruire un’alternativa politica.

In questi tre giorni abbiamo parlato di Stati Uniti d’Europa, riforma fiscale, inclusione, politiche di genere e nuove generazioni. Ma anche dell’impoverimento del ceto medio e di un costo della vita che pesa sempre di più sulle famiglie.

Ho ribadito il mio sostegno a Elly Schlein, che considero l’interprete giusta per dare voce al nuovo linguaggio di cui la politica ha bisogno.

Mi porto a casa soprattutto la ricchezza di un confronto che ha visto oltre settanta interventi, con idee e proposte per costruire un progetto credibile.

Roberto Speranza, citando Berlinguer, ha pronunciato una frase che mi ha colpito: «Entrate e cambiateci». Un messaggio che dovremmo prendere sul serio. Anche noi dobbiamo lasciarci attraversare dall’entusiasmo delle nuove generazioni e imparare a leggere i problemi del presente con uno sguardo nuovo.

Abbiamo guardato anche a quanto accade fuori dai nostri confini: le mobilitazioni studentesche in Serbia e il risultato elettorale di Lula in Brasile raccontano, in modi diversi, quanto siano importanti la partecipazione e l’organizzazione collettiva.

Il cambiamento è possibile quando le persone si organizzano e costruiscono obiettivi comuni. È una sfida che riguarda anche noi e che possiamo affrontare soltanto attraverso un progetto condiviso.

Youssef Siher torna in libertà. Il valore dello stato di diritto

Il 29 ottobre la GIP del Tribunale di Milano ha disposto la scarcerazione di Youssef Siher, dopo giorni in cui era stato descritto come la mente dietro le violenze del 17 ottobre e associato persino al terrorismo.

Nei post contestati alla pagina “Movimento 17 ottobre”, della quale Siher è fondatore, la giudice ha ravvisato forme di disobbedienza civile e mobilitazione pacifica, non riferimenti ad azioni criminose o violente.

Prima ancora della decisione della magistratura, Siher era già stato condannato nel tribunale mediatico. Una responsabilità che riguarda anche la stampa che ha rilanciato accuse gravissime, contribuendo alla gogna pubblica.

La vicenda è stata utilizzata anche nel dibattito politico nazionale. Giorgia Meloni ha associato l’attivista all’organizzazione dei disordini attraverso i suoi canali social, nonostante questi fossero nati due giorni dopo i fatti contestati.

Il diritto di manifestare e organizzare il dissenso non può essere confuso con la responsabilità per eventuali atti violenti. Le responsabilità penali vanno accertate nelle sedi competenti, sulla base delle prove e nel rispetto delle garanzie del nostro ordinamento.

La scarcerazione ci ricorda quanto sia importante difendere lo Stato di diritto, soprattutto quando il clima politico e mediatico rischia di trasformare una persona in un bersaglio prima ancora che si concluda il percorso giudiziario.

La protesta si allarga.
Oltre 50 piazze, fiumi di persone.

Il 30 ottobre lo sciopero generale proclamato da USB e dagli altri sindacati di base contro l’economia di guerra e il carovita ha coinvolto oltre cinquanta piazze in Italia, con una mobilitazione partita dai porti e allargatasi a studentesse, studenti, lavoratrici e lavoratori.

In Italia si sono fermati i principali porti, nell’ambito di una protesta internazionale che ha coinvolto 113 porti in 22 Paesi. A Roma sette cortei hanno raggiunto il centro, con una forte partecipazione studentesca partita anche dalla Sapienza, dove era stata occupata la facoltà di Lettere. Mobilitazioni e occupazioni hanno coinvolto anche le università di Milano, Napoli e Torino.

Al centro delle proteste ci sono il caro vita, gli affitti, il costo degli spostamenti e una precarietà che pesa soprattutto sulle nuove generazioni. Nel frattempo, il ministro Salvini ha disposto la precettazione dello sciopero del trasporto pubblico, contestata dai sindacati che hanno confermato la mobilitazione.

Quando così tante persone scendono in piazza, le istituzioni hanno il dovere di ascoltare. La risposta non può essere limitare il dissenso, ma affrontare i problemi che lo hanno generato.

Il 7 novembre, all’Auditorium della Conciliazione ore 10:00 sei invitat* all’evento

“Per Roma con Gualtieri”

Insieme al sindaco Roberto Gualtieri, alla sua squadra e alle forze politiche, parleremo del futuro della nostra città e di come continuare a lavorare insieme.

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Per partecipare, compila il form di registrazione e segui le indicazioni che riceverai nell’email di conferma.

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