Parco Bracciano-Martignano: intervista al commissario Ivano Iacovelli

Quali sono oggi le principali sfide nella gestione del Parco Bracciano-Martignano?

«La sfida principale è riuscire a coniugare la tutela di un patrimonio ambientale straordinario con le legittime aspettative di crescita e sviluppo delle comunità che vivono questo territorio. Fin dal mio insediamento ho voluto dare un indirizzo preciso: il Parco non deve essere considerato un ente distante dai cittadini o un insieme di vincoli, ma un’istituzione vicina ai territori, capace di ascoltare, dialogare e soprattutto costruire opportunità. Per raggiungere questo obiettivo occorre fare squadra. Il nostro territorio comprende realtà diverse, ciascuna con le proprie caratteristiche, ma tutte accomunate da un patrimonio naturale, storico e culturale che rappresenta una ricchezza enorme. Il mio impegno è proprio quello di trasformare questa ricchezza in una prospettiva di sviluppo condivisa, nella convinzione che la salvaguardia dell’ambiente e la crescita economica possano e debbano procedere insieme».

Quali risultati ritiene più significativi raggiunti negli ultimi anni?

«Preferisco parlare dei risultati ottenuti nei primi dodici mesi del mio mandato, perché è su questo periodo che posso esprimere una valutazione diretta.

Quando ho assunto l’incarico, nell’ottobre del 2025, mi sono posto un obiettivo prioritario: rafforzare il ruolo istituzionale del Parco e costruire un rapporto di collaborazione concreto con le amministrazioni comunali. Credo che il risultato più importante sia proprio il clima di fiducia e di collaborazione che siamo riusciti a creare. In un tempo relativamente breve abbiamo avviato iniziative e percorsi che testimoniano una rinnovata capacità di progettazione. Penso al Masterplan del Lago di Bracciano, che rappresenta un passaggio importante verso una programmazione condivisa con i Comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano. Penso alle iniziative dedicate al turismo sostenibile, alla valorizzazione delle produzioni locali e al progetto Terra dei Sapori, che ha dimostrato quanto sia importante mettere in rete le eccellenze del nostro territorio. Sono risultati che considero il frutto di un lavoro collettivo. Desidero infatti sottolineare il contributo del Direttore Massimo Sabatini e di tutta la struttura dell’Ente, che ho trovato preparata, competente e animata da una grande passione. Abbiamo avviato un percorso importante, ma sono convinto che i risultati più significativi debbano ancora arrivare».

Quali sono le priorità per il prossimo futuro?

«La priorità è dare continuità e concretezza al lavoro avviato. Vogliamo un Parco sempre più protagonista nelle politiche di valorizzazione del territorio, capace di dialogare con la Regione Lazio, con le amministrazioni locali, con le associazioni e con il mondo delle imprese. Il Masterplan del Lago di Bracciano rappresenta una delle prospettive sulle quali intendiamo concentrare il nostro impegno. Non vogliamo limitarci a ragionare sul presente, ma costruire una visione di lungo periodo che tenga insieme ambiente, turismo, infrastrutture, servizi e qualità della vita. Un altro obiettivo è far conoscere maggiormente il Parco, non soltanto ai visitatori, ma anche ai cittadini che lo abitano quotidianamente. Abbiamo luoghi meravigliosi, tradizioni, produzioni e un patrimonio culturale che meritano una promozione sempre più efficace. La politica, quando svolge bene il proprio ruolo, deve avere la capacità di guardare avanti e creare le condizioni affinché i progetti diventino realtà. È questa l’impostazione che intendo continuare a dare al mio mandato».

Come si sviluppa la collaborazione con i Comuni che ricadono nel Parco?

«Il rapporto con i sindaci rappresenta uno dei punti centrali della mia attività di Commissario Straordinario. Fin dal primo giorno ho voluto instaurare un dialogo diretto con tutte le amministrazioni comunali, senza distinzioni politiche e senza differenze tra Comuni grandi e piccoli. Sono convinto che i sindaci, conoscendo quotidianamente le esigenze dei propri cittadini, debbano essere protagonisti delle scelte che riguardano il futuro del territorio. Il Parco non può decidere prescindendo dalle comunità locali. Deve invece rappresentare un luogo di confronto, di sintesi e di collaborazione istituzionale. Il percorso avviato per il Masterplan del Lago di Bracciano dimostra concretamente quanto sia importante superare i confini amministrativi e ragionare in termini di territorio. In questi primi mesi ho riscontrato una disponibilità alla collaborazione che considero estremamente positiva. Il mio obiettivo è consolidare questo metodo di lavoro, coinvolgendo sempre di più tutti i Comuni che fanno parte dell’Ente.

Quando le istituzioni lavorano insieme, indipendentemente dalle appartenenze politiche, è il territorio a beneficiarne. E credo che questo debba essere il principio guida di ogni amministratore».

Quanto è importante il coinvolgimento delle scuole?

«È fondamentale, perché parlare di ambiente significa soprattutto parlare di futuro. I giovani devono diventare protagonisti della conoscenza e della tutela del nostro patrimonio naturale. Non possiamo limitarci a chiedere alle nuove generazioni di rispettare l’ambiente: dobbiamo metterle nelle condizioni di conoscerlo, viverlo e comprenderne il valore.

Il Parco può rappresentare una straordinaria aula a cielo aperto, dove gli studenti possono scoprire la biodiversità, la storia, le tradizioni e l’identità dei luoghi in cui vivono. Vorrei che il rapporto con le scuole diventasse sempre più stretto e continuativo, attraverso iniziative educative, incontri e attività sul territorio. Ma c’è anche un altro aspetto che considero importante: dobbiamo far comprendere ai ragazzi che la tutela dell’ambiente può rappresentare anche un’opportunità professionale e occupazionale.

Investire sui giovani significa investire sul futuro delle nostre comunità. E un’istituzione come il Parco ha il dovere di contribuire a questa crescita culturale e civile».

Se dovesse indicare un luogo simbolo del Parco che rappresenta la sua identità, quale sceglierebbe e perché?

«Sarebbe difficile scegliere un solo luogo, perché il nostro Parco è uno straordinario insieme di paesaggi, ambienti naturali, borghi e testimonianze storiche. Se però dovessi indicare un’immagine simbolica, sceglierei quella del Lago di Bracciano visto dall’alto, con i suoi tre Comuni affacciati sulle rive e il territorio verde che lo circonda. È un’immagine che racchiude perfettamente il significato del nostro lavoro: un grande patrimonio naturale che unisce comunità diverse e che deve essere tutelato e valorizzato attraverso una visione comune. Ma non dimenticherei il Lago di Martignano, che rappresenta un’altra componente preziosa dell’identità del Parco, con la sua straordinaria bellezza e la sua dimensione più raccolta e incontaminata. In fondo, il simbolo più autentico del nostro Parco è proprio questa capacità di tenere insieme natura, storia, cultura e comunità. Il mio auspicio è che, tra qualche anno, guardando questo territorio, si possa riconoscere non soltanto la bellezza che abbiamo saputo preservare, ma anche il valore di ciò che siamo riusciti a costruire insieme.»

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