Nel ricordo di Salvo D’Acquisto il discorso integrale della Dott.ssa Lucia Dutto

Cari ragazzi, gentili famiglie, illustri autorità, colleghi e ospiti tutti, ci ritroviamo oggi per fare memoria ma la memoria, sappiamo, non è una semplice occhiata all’indietro nel libro della storia, non è un esercizio di vuota retorica. Fare memoria significa accendere un faro sulla nostra realtà di oggi, per capire chi siamo e, soprattutto, chi vogliamo diventare.

Oggi, come è consuetudine ormai da anni, ricordiamo il Vicebrigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto. Aveva appena ventidue anni quando, il 23 settembre 1943, compì un gesto di straordinaria grandezza: di fronte alla minaccia delle truppe naziste di giustiziare ventidue innocenti per un presunto attentato, si accusò falsamente di una colpa non commessa. Donò la propria giovane vita per salvare quella di ventidue sconosciuti. Un gesto che oggi, a noi, abituati alle logiche del calcolo e della convenienza, può sembrare incomprensibile o persino eroico al di là delle nostre forze. Eppure, quell’azione racchiude l’essenza stessa di ciò che qualche anno più tardi i nostri Padri Costituenti avrebbero scritto e scolpito nella Carta Fondamentale della nostra Repubblica, la Costituzione. L’Articolo due della Costituzione ci ricorda  infatti che: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo […] e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.» La nostra Costituzione non parla soltanto di diritti da pretendere, ma ci parla di doveri di solidarietà e cos’è la solidarietà se non la capacità di sentirsi responsabili dell’altro? Salvo D’Acquisto non si è girato dall’altra parte. Ha visto il dolore altrui e ne ha fatto carico alla propria coscienza. Ha incarnato il principio di solidarietà portandolo al suo vertice più alto: la tutela della vita e della dignità umana Oggi, fortunatamente, a voi ragazzi non è chiesto un sacrificio così estremo ma questo ci porta a porci una domanda fondamentale: qual è il senso di celebrare la memoria di Salvo D’Acquisto oggi, tra i banchi di scuola? La risposta si trova nella realtà quotidiana che viviamo.

Oggi assistiamo a una sfida diversa, ma non meno feroce: la diffusione di atti di bullismo e cyberbullismo, dentro e fuori dalle mura scolastiche. Il bullismo è il contrario esatto della solidarietà: è l’uso della forza o dell’arroganza per umiliare chi è più debole. Il cyberbullismo è l’indifferenza che si nasconde dietro uno schermo, dove un “click”, un commento o un video denigratorio possono distruggere la serenità e la dignità di un compagno di classe. Se Salvo D’Acquisto ha dato la vita per chi era in pericolo, come possiamo noi restare in silenzio quando un nostro compagno viene isolato, deriso o ferito?  L’Articolo due ci dice che l’indifferenza è una scelta, ed è la scelta sbagliata. Salvare qualcuno, oggi, significa non girarsi dall’altra parte di fronte a un’ingiustizia, non essere spettatori complici dell’arroganza, stendere la mano a chi è in difficoltà. La solidarietà si misura nelle piccole azioni quotidiane: nelle parole che scegliamo di usare, nel rispetto che portiamo agli altri, nel coraggio di dire “basta” quando vediamo un abuso. Educare i giovani a questi valori è una responsabilità immensa che la scuola non può e non deve portare da sola, che chiede un’alleanza educativa tra la scuola, le famiglie, il territorio.

Ci rivolgiamo pertanto, con profondo rispetto,  alle famiglie, che devono essere e rimanere le prime e più forti alleate della scuola. È nell’alleanza sincera tra genitori e docenti che si costruisce l’argine contro la deriva dell’isolamento e della violenza. Un’alleanza fatta di ascolto reciproco, di esempio e di corresponsabilità nell’insegnare ai ragazzi il valore del limite, del rispetto e dell’empatia. La presenza oggi tra noi delle Autorità del territorio, delle Forze Armate, che custodiscono con l’uniforme l’eredità morale di uomini come Salvo D’Acquisto, delle istituzioni civili, dei Sindaci, e degli studenti delle altre scuole della nostra comunità, testimonia proprio questo: non siete soli ragazzi, e non siamo soli.

Intorno c’è una comunità intera che vi protegge, vi guida e vi sostiene e Salvo D’Acquisto non è solo un personaggio del  libro di testo o una statua di bronzo immobile nel tempo. È un ragazzo come voi , poco più grande di voi, che ha scelto da che parte stare. La sua memoria quindi non deve essere  per voi soltanto un ricordo solenne di questa giornata, ma una forte fonte di ispirazione quotidiana: Abbiate il coraggio della gentilezza, abbiate la forza della solidarietà, scegliete di essere custodi dei vostri compagni e mai loro aguzzini. Sia l’Articolo due della nostra Costituzione la bussola che guida i vostri passi, affinché ogni giorno, a scuola come nella vita, possiate essere costruttori di giustizia, di rispetto e di pace.

Lucia Dutto   Dirigente scolastica Istituto Salvo D’Acquisto, Bracciano, Castel Giuliano

Redazione L’agone

 

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