Dal profilo Facebook del deputato Andrea Casu
Oggi a Roma ho partecipato al convegno “Guida autonoma: da sperimentazione a una mobilità nuova” organizzato da TTS Italia, MOST e PAVE Europe, dove ho condiviso l’allarme della Rete Italiana Mobilità Equa sul rischio di un “Codice fuoristrada” che necessita di modifiche. Ma sulla guida autonoma il Governo sta facendo anche peggio: procede addirittura contromano.
Già nel novembre 2025 il Parlamento aveva indicato una direzione chiara: ascoltare gli oltre 60 sindaci che si erano mobilitati per rendere l’Italia protagonista della rivoluzione della guida autonoma, coinvolgere sindacati e lavoratori in questa trasformazione e costruire un piano nazionale per sostenere lo sviluppo di una via italiana ed europea alla guida autonoma.
Da allora il Governo Meloni non solo non ha realizzato quel piano, ma con le nuove norme rischia di mettere in fuga competenze, esperienze e investimenti che potrebbero rendere il nostro Paese protagonista di questa rivoluzione tecnologica, spingendo chi vuole innovare a trasferirsi in Francia, Germania, Spagna o negli altri Paesi europei che stanno investendo sul settore.
La sfida non è soltanto tecnologica, ma anche sociale. Rinunciare a essere protagonisti dello sviluppo della guida autonoma significa rinunciare alla possibilità di orientare queste tecnologie per combattere le diseguaglianze e garantire il diritto alla mobilità, soprattutto nelle aree dove il trasporto pubblico è più debole e il rischio di povertà dei trasporti è maggiore.
E c’è in gioco anche il futuro della nostra industria automobilistica. Come pensiamo di poter essere competitivi nel costruire automobili in Italia se saremo costretti ad acquistare dall’estero tutte le tecnologie necessarie a far funzionare le auto del futuro?
Questa norma riguarda oggi il Codice della strada, ma rischia domani di rappresentare il colpo di grazia per lo sviluppo dell’intero settore automotive italiano.
Grazie a Morena Pivetti e TTS Italia. Per leggere la mia intervista


